Acido o grasso di palmisto
(Derivato dal nocciolo del frutto di Elaeis guineensis)
Descrizione
L’acido o grasso di palmisto è una frazione lipidica ottenuta dall’olio di palmisto mediante processi di idrolisi, saponificazione o frazionamento.
Si presenta come una miscela di acidi grassi liberi derivati principalmente dagli acidi grassi saturi a media catena presenti nel palmisto.
È usato nell’industria alimentare soprattutto come materia grassa tecnica, in alcune applicazioni di processamento alimentare, oltre che in ambiti non alimentari (saponi, tensioattivi, cosmetici).
Ha un profilo altamente saturo e un’elevata stabilità termica.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g
(Riferiti a grasso di palmisto alimentare; i valori possono variare in base al processo di estrazione)
Energia: ~900 kcal
Lipidi: 100 g
SFA (prima occorrenza): 80–82%
MUFA: ~15%
PUFA: 2–3%
TFA: assenti naturalmente
Carboidrati: 0 g
Proteine: 0 g
Sodio: 0 g
Vitamine: tracce di tocoferoli e tocotrienoli
Principali sostanze contenute
Acidi grassi liberi (FFA), in particolare:
acido laurico (C12:0)
acido miristico (C14:0)
acido palmitico (C16:0)
Minori quantità di acido oleico e linoleico
Tracce di steroli, tocoferoli e composti fenolici
Modeste quantità di gliceridi residui a seconda del metodo di produzione
Processo di produzione
Estrazione dell’olio di palmisto dal nocciolo mediante spremitura o estrazione con solventi.
A seguire uno dei processi:
idrolisi dei trigliceridi → liberazione degli acidi grassi;
saponificazione con successiva acidificazione → separazione degli acidi grassi liberi;
frazionamento del palmisto → separazione in frazioni solide/liquide.
Purificazione:
deodorizzazione
filtrazione
rimozione di impurità, materia insaponificabile e traccianti organici.
Controlli qualità (GMP/HACCP): acidità, purezza FFA, colore, punto di fusione, indice di perossidi, eventuali residui di solventi, contaminanti 3-MCPD/GE.
Proprietà fisiche
Aspetto: solido bianco-crema o grasso semi-solido a temperatura ambiente.
Odore: neutro o leggermente caratteristico.
Punto di fusione: 24–30 °C (variabile).
Stabilità ossidativa: molto elevata grazie al contenuto di acidi grassi saturi.
Solubilità: insolubile in acqua, solubile in altri lipidi.
Proprietà sensoriali e tecnologiche
Sapore neutro, non interferisce con l’aroma del prodotto.
Elevata stabilità termica, adatto a frittura e processi ad alta temperatura.
Buona plasticità, utile nella preparazione di grassi strutturati.
Resistenza all’ossidazione superiore rispetto a grassi ricchi in PUFA.
Utilizzabile in blend per migliorare consistenza, croccantezza e resistenza allo shock termico.
Impieghi alimentari
(L’acido di palmisto è più tecnico del palmisto raffinato; l’utilizzo alimentare dipende dalla normativa locale e dal grado di purificazione.)
Componenti di grassi speciali per pasticceria e prodotti da forno.
Shortenings, glasse e coperture.
Ingredienti per grassi strutturati in confetteria.
Frittura (solo in qualità altamente purificate).
Produzione di emulsionanti e monogliceridi usati come additivi alimentari.
Nutrizione e salute
- Alto contenuto di acidi grassi saturi, in particolare laurico.
Assenza naturale di colesterolo e TFA.
Non apporta micronutrienti significativi se non tracce di tocoferoli.
Il consumo eccessivo di grassi saturi è associato a rischi cardiovascolari; si raccomanda moderazione.
È comunque considerato sicuro se utilizzato secondo le buone pratiche di produzione e le normative vigenti.
Nota porzione
Nei prodotti da forno: 5–30% della componente lipidica.
In glasse e coatings: fino al 100% della fase grassa.
In shortenings: percentuali variabili dal 20 al 60% in blend.
Allergeni e intolleranze
Non contiene allergeni noti.
Nessuna proteina presente → idoneo per prodotti lactose-free, vegetariani e vegani.
Possibile cross-contaminazione solo a livello di impianto.
Conservazione e shelf-life
Conservare in contenitori ermetici, al riparo da luce e calore.
Temperatura consigliata: 15–25 °C.
Shelf-life: 12–24 mesi per il prodotto raffinato.
Criticità:
ossidazione (rara ma possibile a lungo termine)
assorbimento di odori dall’ambiente
rischio di idrolisi se contaminato da acqua
Sicurezza e regolatorio
Deve rispettare gli standard per grassi e oli raffinati destinati all’alimentazione.
Limiti su:
perossidi, acidità
contaminanti 3-MCPD, esteri glicidici
residui di solventi
metalli pesanti
Produzione soggetta a GMP/HACCP e tracciabilità completa.
Impiego alimentare variabile secondo regolamenti regionali.
Etichettatura
Può comparire come:
“acido di palmisto”
“grasso di palmisto”
“olio di palmisto frazionato / acidificato”
Nei blend deve essere riportato in ordine decrescente di peso.
Troubleshooting
Texture troppo morbida: possibile presenza di frazioni più insature → usare frazioni più dure (stearine).
Cristallizzazione irregolare: raffreddamento non controllato → regolare curva di raffreddamento.
Sapore secondario: verificare grado di deodorazione o ossidazione.
Punto di fusione non uniforme: miscelazione insufficiente o prodotto non omogeneo.
Sostenibilità e filiera
Deriva da una delle coltivazioni più discusse per impatto ambientale (deforestazione, biodiversità).
Possibilità di certificazioni sostenibili (RSPO, ISCC, Rainforest Alliance).
Durante la raffinazione è necessario gestire reflui e rifiuti con controllo BOD/COD.
L’utilizzo del palmisto valorizza un co-prodotto della filiera dell’olio di palma.
Principali funzioni INCI (cosmesi)
(INCI: “Elaeis Guineensis Kernel Acid Oil”, “Palm Kernel Acid”, “Palm Kernel Fatty Acids”)
Emolliente
Condizionante cutaneo
Agente occlusivo
Modificatore di viscosità
Utilizzato in saponi solidi, creme, balsami, detergenti, surfattanti.
Conclusione
L’acido o grasso di palmisto è una materia grassa altamente stabile, ricca di acidi grassi a media catena e dotata di eccellenti proprietà tecnologiche. È ampiamente utilizzato per la produzione di grassi strutturati, shortenings, glasse e componenti funzionali dell’industria alimentare e cosmetica. La sicurezza d’uso dipende dalla corretta raffinazione e dal rispetto dei limiti normativi relativi ai contaminanti. Quando gestito in filiere certificate, rappresenta un ingrediente versatile e tecnicamente affidabile.
Mini-glossario
SFA – Saturated fatty acids: acidi grassi saturi, predominanti nel palmisto.
MUFA – Monounsaturated fatty acids: acidi grassi monoinsaturi, presenti in quantità moderate.
PUFA – Polyunsaturated fatty acids: acidi grassi polinsaturi, presenti in basse quantità.
TFA – Trans fatty acids: acidi grassi trans, assenti naturalmente.
GMP/HACCP – Sistemi per la gestione di qualità, igiene e sicurezza alimentare.
BOD/COD – Indicatori ambientali del carico organico e chimico dei reflui industriali.
RSPO – Certificazione per olio di palma sostenibile.
Studi
I vari oli estratti dal frutto della palma sono stati a lungo utilizzati in campo alimentare, medicinale e industriale, ad esempio nella produzione di saponi. L'olio o grasso di palmisto o Palm kernel oil è un olio vegetale commestibile, derivato dal kernel della palma africana Elaeis guineensis. Questo albero si crede che abbia avuto origine nella giungla delle foreste dell'Africa orientale e vi è qualche evidenza che i suoi oli siano stati utilizzati in Egitto circa 5000 anni fa al tempo dei faraoni (1).
L'olio di palma africana produce due diversi tipi di olio, cioè olio di palma e l'olio di nocciolo di palma, l' olio appunto chiamato di palmisto. L'olio di palma viene estratto dal mesocarpo del frutto, cioè la polpa, che contiene il 45% -55% di olio, mentre l'olio di palmisto è ottenuto dai noccioli racchiusi nell'endocarpo, cioè la parte legnosa.
L'olio di palmisto ha un alto contenuto di acidi grassi saturi di circa l'80% che comprendono : Acido laurico (48,7%), Acido miristico (15,6%), Acido palmitico (7,5%), Acido stearico (1,8%) ed altri grassi saturi.
Nel restante 20% troviamo l'Acido Oleico monoinsaturo e l'Acido Linoleico polinsaturo (2).