| "Descrizione" by Ark90 (12536 pt) | 2026-Jan-09 16:31 |
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Sodio laurisolfato: pro e contro, funzioni INCI e sicurezza
Sodium Lauryl Sulfate (SLS) – sale sodico del lauril solfato (nota tecnica: spesso indicato anche come “sodium dodecyl sulfate”)
Sinonimi: sodium dodecyl sulfate, SDS (uso tecnico), lauryl sulfate sodium salt
INCI / Funzioni: tensioattivo – detergente, tensioattivo – schiumogeno, tensioattivo – emulsionante, denaturante

Definizione
Il sodio laurisolfato è un tensioattivo anionico appartenente alla famiglia degli alchil solfati: è il sale sodico dell’estere solforico dell’alcol laurilico (catena prevalentemente C12). Dal punto di vista compositivo, il “cuore” dell’ingrediente è la specie sodium dodecyl sulfate; in alcuni gradi industriali/personal care, a seconda della materia prima (alcoli grassi), può essere presente una quota minoritaria di solfati a catena vicina (C10–C14). In formulazione è apprezzato per l’elevata capacità di rimuovere lipidi/sporco, generare schiuma e stabilizzare dispersioni/emulsioni in sistemi detergenti.
Usi principali (breve, per ambito):
Alimentazione: non tipico come additivo alimentare; l’uso è principalmente tecnico/cosmetico.
Cosmetica: detergenti e shampoo come tensioattivo primario o secondario; talvolta in dentifrici come agente schiumogeno/disperdente.
Medicina: impiego soprattutto come reagente/ausiliario in contesti di laboratorio (non come “attivo” cosmetico).
Farmaceutica: può comparire come eccipiente tensioattivo o agente bagnante/disperdente in specifiche forme tecniche (dipende dal dossier).
Uso industriale: detergenza, bagnamento, emulsione e usi tecnici analoghi.
Dati di identificazione e specifiche
| Identificativo | Valore |
|---|---|
| Nome INCI | Sodium Lauryl Sulfate |
| Formula (specie principale) | C12H25NaO4S |
| Massa molare | 288,38 g/mol |
| Numero CAS | 151-21-3 |
| Numero EC/EINECS | 205-788-1 |
| Aspetto commerciale (tipico) | polvere/granuli bianchi oppure soluzione (grado-dipendente) |
Proprietà chimico-fisiche (indicative)
| Proprietà | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Solubilità in acqua | elevata | facilita l’uso in detergenza |
| pH (soluzione acquosa, tipico di specifica) | ~8,5–10 | dipende da grado e concentrazione |
| Punto di fusione (indicativo di specifica tecnica) | ~206 °C | valore tipico riportato in schede tecniche |
Ruolo funzionale e meccanismo d’azione (pratico)
| Funzione | Cosa fa in formula | Nota tecnica |
|---|---|---|
| Detergente (anionic surfactant) | rimuove sporco e sebo grazie a micelle e bagnamento | molto efficace anche su grassi |
| Schiumogeno | genera schiuma abbondante e percezione di “pulito” | modulabile con anfoteri/non ionici |
| Emulsionante/disperdente | aiuta a disperdere oli e particolati in fase acquosa | utile anche in dentifrici |
| Denaturante | funzione indicata in banche dati regolatorie | rilevante per prodotti alcolici/denaturati, quando applicabile |
Compatibilità formulativa
Il sodio laurisolfato è tipicamente compatibile con tensioattivi anionici e anfoteri (es. betaine), e spesso viene “ammorbidito” in formula proprio tramite anfoteri e non ionici per ridurre aggressività percepita e migliorare la sensorialità. La compatibilità con polimeri cationici e condizionanti cationici (polyquaternium, quaternari) è più critica per possibili complessazioni (torbidità, precipitazione, perdita di performance): nei sistemi “2-in-1” si preferiscono architetture tensioattive diverse o si lavora con bilanciamenti di carica e sequenze di inserimento molto controllate.
Dal punto di vista reologico, la viscosità dei detergenti con SLS è spesso regolata tramite elettroliti (es. NaCl) e co-tensioattivi; la finestra di ispessimento dipende dal pacchetto tensioattivo e dalla temperatura. In acque dure, la resa schiuma/sensoriale può cambiare per interazioni con sali disciolti: è pratica comune testare la robustezza su diverse durezze e con cicli termici.
Linee guida d’uso (indicative)
| Applicazione | Range tipico | Nota tecnica |
|---|---|---|
| Shampoo / bagnodoccia / detergenti rinse-off | 2–15% (come attivo tensioattivo) | modulare con anfoteri/non ionici per mildness |
| Bubble bath / detergenti schiumogeni | 3–20% (come attivo) | dipende da target schiuma e viscosità |
| Dentifrici | 0,5–2,0% | per schiuma e dispersione; valutare compatibilità con aromi/attivi |
| Leave-on | in genere evitato; se presente, ≤0,5% | rischio irritativo più elevato rispetto a rinse-off |
Applicazioni tipiche
Shampoo e docciaschiuma ad alta performance di pulizia con schiuma “ricca”.
Detergenti viso/corpo (soprattutto rinse-off) dove si privilegia la detersione rispetto alla massima delicatezza.
Dentifrici, per favorire distribuzione della pasta e sensazione di pulizia (in dose mirata).
Qualità, gradi e specifiche
| Parametro QC | Cosa controllare |
|---|---|
| Identità | coerenza INCI, CAS/EC e conformità SDS/CoA |
| Titolo/attivo | % sostanza attiva e distribuzione (polvere vs soluzione) |
| pH (soluzione) | ripetibilità lotto-lotto |
| Impurezze | limiti su residui di processo, sali, insolubili |
| Colore/odore | stabilità e assenza di note estranee |
| Microbiologia (se in soluzione) | limiti e preservazione del grado |
Sicurezza, normativa e ambiente
Dal punto di vista tossicologico, il profilo del sodio laurisolfato è dominato dalla sua natura di detergente forte: il rischio principale è irritazione (soprattutto oculare e, in alcune persone o condizioni d’uso, cutanea), tipicamente correlata a concentrazione e tempo di contatto. Per questo, nelle formulazioni moderne si lavora spesso su: abbassamento del livello di tensioattivo primario, uso di co-tensioattivi più “mild”, controllo del pH e aggiunta di agenti di riduzione irritativa/sensoriale. Le valutazioni di sicurezza in ambito cosmetico si basano sul prodotto finito (scenario d’uso, esposizione, popolazione), in conformità al quadro UE applicabile.
Sul piano ambientale, come per molti tensioattivi, la gestione responsabile riguarda principalmente i rilasci industriali e la corretta gestione di acque di lavaggio e reflui. In produzione, l’applicazione di GMP e controlli di processo riduce variabilità e rischi operativi.
Troubleshooting formulativo
| Problema | Possibile causa | Intervento consigliato |
|---|---|---|
| Secchezza/“stripping” percepito | detergenza troppo energica, attivo elevato | ridurre SLS, aggiungere anfoteri/non ionici, inserire re-fatting/condizionanti compatibili |
| Bruciore agli occhi | schiuma e contatto oculare, pH non ottimizzato | ottimizzare pH, ridurre attivo, usare sistemi più mild, test irritazione |
| Viscosità instabile | finestra salina non centrata, temperatura, co-tensioattivi | ritarare elettroliti, modificare rapporto tensioattivi, valutare viscosizzanti |
| Torbidità/precipitati con cationici | complessazione anionico–cationico | evitare o ridurre cationici, separare funzioni, cambiare architettura tensioattiva |
Conclusione
Il sodio laurisolfato (SLS) è un tensioattivo anionico efficace per detersione e schiuma, con ottima versatilità nei sistemi rinse-off. La sua criticità principale è il potenziale di irritazione/secchezza, che si gestisce tramite bilanciamento del pacchetto tensioattivo, pH e strategie di mildness. Usato con criterio, rimane un riferimento tecnico per performance e costo/efficacia in numerose applicazioni cosmetiche.
Mini-glossario
INCI: nomenclatura standard per l’etichettatura cosmetica.
Tensioattivo anionico: tensioattivo che in acqua porta carica negativa e forma micelle.
Micella: aggregato che ingloba oli/sporco facilitandone la rimozione.
GMP: Good Manufacturing Practice, buone pratiche di fabbricazione per qualità e controllo processo.
HACCP: Hazard Analysis and Critical Control Points, metodo di analisi dei rischi e controllo dei punti critici (rilevante come concetto di controllo processo in contesti regolati).
Studi
Non si deve confondere SLS con SLES (Sodium Laureth sulfate) in quanto, benché entrambi siano analoghi ed abbiano in formula acido solforico e alcol laurilico, nello SLES che è meno aggressivo di SLS, ma che è etossilato (ottenuto da ossido di etilene) non è infrequente che vi si trovino residui di ossido di etilene e 1,4-diossano, composti chimici ritenuti cancerogeni (1).
A questo proposito occorre fare una premessa su tensioattivi sintetici che possono essere suddivisi in (2):
E' un composto chimico tensioattivo ottenuto dalla reazione dell'acido solforico con l'alcol laurilico aggiungendo carbonato di sodio. Possiede anche un'azione "schiumogena".
Sodio lauril solfato (SLS), noto anche come laurilsolfato di sodio o dodecil solfato di sodio, è un tensioattivo anionico comunemente usato come agente emulsionante di pulizia in prodotti di pulizia domestica (detergenti per bucato, detergenti spray e detergenti per lavastoviglie). La concentrazione di SLS nei prodotti di consumo varia a seconda del prodotto e del produttore, ma varia tipicamente da 0,01% a 50% in prodotti cosmetici e da 1% al 30% in prodotti per la pulizia. Come per la maggior parte agenti chimici, SLS può essere irritante per gli occhi come materia prima o ad alte concentrazioni. I prodotti per la pulizia che contengono SLS hanno il potenziale per essere irritanti dermici, se non formulati correttamente, ma i prodotti che contengono SLS non sono necessariamente irritanti per la pelle. La tossicità acuta orale di SLS è pacifica, ma è rilevante per la revisione complessiva della sicurezza di SLS. È importante ricordare che la tossicità di un prodotto di consumo formulato è dettata dalla formulazione nel suo complesso, non dalla tossicità di un singolo ingrediente. L'affermazione più eclatante è di gran lunga che SLS è cancerogeno. L'origine di questa affermazione è incerta, ma è probabile che sia derivato da molteplici interpretazioni errate della letteratura scientifica. Non ci sono prove scientifiche a sostegno che SLS sia una sostanza cancerogena. La percezione che SLS sia cancerogeno è spesso basata su studi che utilizzano l'ingrediente per valutare la cancerogenicità di altri agenti. Dati tossicologici sostengono che SLS è sicuro per l'uso in prodotti per la pulizia, quando formulato per ridurre al minimo il potenziale di irritazione (3).
Il sodio laurisolfato, un tensioattivo anionico, è noto per indurre ruvidità nella pelle ed il meccanismo con cui svolge questa azione potrebbe essere l'interruzione della funzione umidificatrice (4).
Questo composto detergente (SLS), un ingrediente comune in saponi, shampoo, dentifrici e altri prodotti per la cura della pelle, è anche una sostanza test comunemente usata per l'induzione del danno cutaneo. Il tempo e la qualità della riparazione cutanea sono spesso usati come indicatori di vari trattamenti, per esempio di come, quelli emollienti, influenzano questo processo (5).
In un confronto tra dentifrici con SLS e senza SLS, quelli con SLS hanno provocato irritazione alla mucosa (6).
Questo studio tuttavia ripropone il rischio del Sodio lauril solfato (7).
Per quanto concerne i neonati, le precedenti raccomandazioni sulla tavola rotonda riguardanti la pulizia infantile, il bagno e l'uso di detergenti liquidi sono state riviste e aggiornate criticamente e la qualità delle prove è stata valutata utilizzando il sistema di valutazione, valutazione e valutazione della raccomandazione. Sono state sviluppate nuove raccomandazioni per fornire indicazioni sulla cura dei pannolini e l'uso di emollienti. Una serie di raccomandazioni è stata formulata per caratterizzare gli attributi di detergenti liquidi, salviettine ed emollienti ideali. In conclusione : e formulazioni dovrebbero essere efficacemente preservate; i prodotti contenenti tensioattivi aggressivi, come il Sodio lauril solfato, dovrebbero essere evitati (8).
Dal punto di vista industriale è un prodotto che ha due grandi vantaggi :
Caratteristiche tipiche ottimali di un prodotto commerciale Sodium Lauryl Sulfate
| Appearance | White powder |
| pH | 6-9 (10g/l, H2O, 20℃) |
| Density | 1.03 g/mL at 20 °C |
| Melting Point | 204-207 °C (lit.) |
| Flash point | >100°C |
| Petroleum ether soluble substances | ≤1.2% |
| Na2SO4 | ≤2.5% |
| NaCL | ≤2.5% |
| Alkalinity | ≤0.6 |
| Water | ≤2.0% |
| Total alcohols | ≥59 |
| Storage | 2-8°C |
| Chemical Risk | ![]() |
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Sinonimi:
Bibliografia_________________________________________________________________________
(1) Black RE, Hurley FJ, Havery DC. Occurrence of 1,4-dioxane in cosmetic raw materials and finished cosmetic products. J AOAC Int. 2001 May-Jun;84(3):666-70.
Ethylene oxide. IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum. 1994;60:73-159.
1,4-Dioxane. IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum. 1999;71 Pt 2(PT 2):589-602.
(2) Jurek I, Szuplewska A, Chudy M, Wojciechowski K. Soapwort (Saponaria officinalis L.) Extract vs. Synthetic Surfactants-Effect on Skin-Mimetic Models. Molecules. 2021 Sep 16;26(18):5628. doi: 10.3390/molecules26185628.
(3) Bondi CA, Marks JL, Wroblewski LB, Raatikainen HS, Lenox SR, Gebhardt KE. Human and Environmental Toxicity of Sodium Lauryl Sulfate (SLS): Evidence for Safe Use in Household Cleaning Products. Environ Health Insights. 2015 Nov 17;9:27-32. doi: 10.4137/EHI.S31765.
(4) Mizutani T, Mori R, Hirayama M, Sagawa Y, Shimizu K, Okano Y, Masaki H. Sodium Lauryl Sulfate Stimulates the Generation of Reactive Oxygen Species through Interactions with Cell Membranes. J Oleo Sci. 2016 Dec 1;65(12):993-1001. doi: 10.5650/jos.ess16074.
(5) Törmä H, Lindberg M, Berne B. Skin barrier disruption by sodium lauryl sulfate-exposure alters the expressions of involucrin, transglutaminase 1, profilaggrin, and kallikreins during the repair phase in human skin in vivo. J Invest Dermatol. 2008 May;128(5):1212-9. doi: 10.1038/sj.jid.5701170.
(6) Rantanen I, Jutila K, Nicander I, Tenovuo J, Söderling E. The effects of two sodium lauryl sulphate-containing toothpastes with and without betaine on human oral mucosa in vivo. Swed Dent J. 2003;27(1):31-4.
(8) Blume-Peytavi U, Lavender T, Jenerowicz D, Ryumina I, Stalder JF, Torrelo A, Cork MJ. Recommendations from a European Roundtable Meeting on Best Practice Healthy Infant Skin Care. Pediatr Dermatol. 2016 May;33(3):311-21. doi: 10.1111/pde.12819.
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