| "Descrizione" by Ark90 (12536 pt) | 2026-Jan-13 19:42 |
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Solfato di zinco: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza
Zinc Sulfate – sale inorganico dello zinco e dell’acido solforico, disponibile in più forme (anidra e idrati), impiegato in cosmetica soprattutto per profili astringenti e di supporto all’igiene orale
Sinonimi: zinc sulfate, zinc sulphate, vitriolo bianco (uso storico), goslarite (forma eptaidrata, uso mineralogico)
INCI / Funzioni: astringente, antimicrobico, antiplacca, oral care
Il solfato di zinco è un sale inorganico con formula di base ZnSO₄. In commercio è frequente incontrarlo come monoidrato (ZnSO₄·H₂O) o come eptaidrato (ZnSO₄·7H₂O), oltre alla forma anidra: queste varianti differiscono per massa molare, contenuto di acqua di cristallizzazione e, in parte, per comportamento fisico (scorrevolezza, igroscopicità), ma condividono la stessa chimica ionica in soluzione (rilascio di Zn²⁺ e solfato).

In acqua, il sale è tipicamente ben solubile e genera soluzioni che possono risultare acidificanti (pH dipendente da concentrazione e grado). In ambito formulativo cosmetico, il suo interesse deriva dalla combinazione di:
contributo a una sensazione astringente (utile in alcune basi specifiche);
supporto a funzioni di oral care (ad esempio controllo di placca e deodorazione del cavo orale, a seconda dell’architettura della formula);
potenziale contributo antimicrobico di sistema, che va sempre letto nel contesto del prodotto finito (non come “preservative” in senso stretto, salvo dossier e claim specifici).
Poiché esistono più forme idrate con numeri CAS differenti, in qualifica materia prima è essenziale ancorarsi a CAS/EC, titolo e base di calcolo (anidra vs idrata) per evitare errori di dosaggio e di conformità documentale.
Cosmetica.
In cosmetica, Zinc Sulfate è usato soprattutto in prodotti dove si desideri un contributo astringente e/o un supporto funzionale in oral care. Nelle formulazioni per igiene orale (dentifrici, collutori, gel), lo zinco è spesso selezionato per supportare un approccio di controllo della placca e della deodorazione (riduzione di composti responsabili dell’alito sgradevole), con efficacia legata al tipo di sistema (tensioattivi, umettanti, pH, polimeri, aromi) e alla forma di zinco impiegata.
Può inoltre comparire in alcune categorie di deodoranti e in emulsioni specifiche, dove il ruolo è più “sensoriale/funzionale” che attivo in senso farmacologico. In tutti i casi, la gestione corretta passa da: controllo del pH, compatibilità con i componenti della base (anioni complessanti, polimeri, tensioattivi), prevenzione di instabilità (torbidità/precipitati) e valutazione del comfort d’uso, soprattutto in prodotti destinati a mucose o aree sensibili.
E' un ingrediente soggetto a restrizioni III/24 come Voce pertinente negli allegati del regolamento europeo sui cosmetici n. 1223/2009
Agente antimicrobico. Questo ingrediente è in grado di sopprimere o inibire la crescita e la replicazione di un ampio spettro di microrganismi come batteri, funghi e virus rendendo lo strato corneo temporaneamente battericida e fungicida.
Agente antiplacca. E' un ingrediente che ha la proprietà di prevenire l'insorgenza della carie contrastando i batteri responsabili della corrosione acida dei denti.
Astringente. Questo ingrediente esercita un effetto diretto sulla pelle restringendo i pori dilatati contraendo le cellule dello strato corneo e rimuovendo l'olio superfluo.
Agente per l'igiene orale. Questo ingrediente può essere inserito nella cavità orale di per migliorare e/o mantenerne l'igiene orale e la salute, per prevenire o migliorare un disturbo dei denti, gengive, mucosa.
Medicina
Il Solfato di zinco viene usato spesso in medicina per contrastare la mancanza dello zinco nell'organismo umano, come coadiuvante nella cura delle ustioni, ferite e dell'acne, verruche virali multiple recalcitranti, come alternativa a bassa tossicità e ben tollerata per la D-penicillamina.
Nell'artrite reumatoide grave e nella psoriasi la sua efficacia è messa in dubbio da studi scientifici (1) e può quindi essere considerato un efficace farmaco antireumatico di terza linea, come l'oro e la d-penicillamina (2).
Sicurezza medica
il solfato di zinco è ben tollerato e gli effetti avversi hanno carattere di lievità (3).
Altri usi
Fertilizzante ad alta solvibilità per terreni trattati, ma se i terreni non sono trattati, può causare fino al 40% di perdita di rendimento (4).
Alimentazione animale.
E' utilizzato per aumentare la concentrazione di zinco in ortaggi.
| Identificativo | Valore |
|---|---|
| Nome INCI | Zinc Sulfate |
| Formula (base) | ZnSO₄ |
| Massa molare (anidro) | 161,44 g/mol (indicativa) |
| Numero CAS (anidro) | 7733-02-0 |
| Numero EC/EINECS | 231-793-3 |
| Numero CAS (monoidrato, comune) | 7446-19-7 |
| Numero CAS (eptaidrato, comune) | 7446-20-0 |
| Aspetto commerciale (tipico) | polvere/cristalli bianchi; talvolta grado farmacopeico per monoidrato |
| Solubilità | solubile in acqua (tipicamente elevata) |
| Proprietà | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Solubilità in acqua | elevata | facilita l’uso in sistemi acquosi |
| pH soluzione acquosa | tendenzialmente acido | dipende da concentrazione e grado |
| Speciazione | rilascio di Zn²⁺ | il comportamento dipende anche da pH e da ligandi/complessanti in formula |
| Stabilità | buona come sale | criticità più spesso legate a compatibilità formulativa che a degradazione chimica |
| Funzione | Cosa fa in formula | Nota tecnica |
|---|---|---|
| Astringente | contribuisce a sensazione di “contrazione”/tensione | dipende da dose, veicolo e pH |
| Antimicrobico (supporto) | contribuisce a controllare la crescita microbica nel contesto del prodotto | non sostituisce necessariamente un conservante: va valutato sul finito |
| Antiplacca | supporto funzionale in prodotti oral care | l’efficacia dipende dall’intero sistema (tensioattivi, polimeri, pH) |
| Oral care | deodorazione/protezione del cavo orale | spesso associato ad aromi e sistemi detergenti delicati |
Il solfato di zinco è un sale ionico e quindi la sua compatibilità è governata da pH, forza ionica e presenza di specie che possono complessare lo zinco.
pH come variabile critica. In formulazioni acquose, il pH influenza la speciazione dello zinco e la probabilità di fenomeni come opalescenza o variazioni di limpidezza, soprattutto se in formula sono presenti anioni reattivi o complessanti.
Interazioni con anioni e complessanti. Fosfati, carbonati, alcuni polimeri anionici e sistemi ricchi di chelanti possono ridurre la frazione “libera” di Zn²⁺ o generare sali meno solubili. Questo può essere positivo (riduzione di irritanza, modulazione dell’effetto) o negativo (perdita di trasparenza, calo di efficacia percepita in oral care): va deciso per obiettivo formulativo e verificato sperimentalmente.
Compatibilità con tensioattivi e polimeri. In basi detergenti e in dentifrici, la presenza di sali può modificare reologia e schiuma. In sistemi viscosizzati (carbomeri, polimeri naturali, cellulose), l’apporto elettrolitico può ridurre viscosità o alterare la texture; è frequente dover ritarare viscosizzanti e sali.
Stabilità e packaging. Anche se il sale è chimicamente stabile, il prodotto finito può mostrare drift di colore/odore se la formula non è bilanciata o se il packaging favorisce assorbimento di umidità (polveri) o contaminazioni. Per oral care, è inoltre essenziale validare la stabilità dell’aroma e l’assenza di retrogusti metallici.
| Applicazione | Range tipico | Nota tecnica |
|---|---|---|
| Dentifrici | 0,1–1,0% | supporto antiplacca/oral care; verificare gusto e compatibilità con abrasivi/polimeri |
| Collutori / gel oral care | 0,05–0,5% | attenzione a pH, limpidezza e comfort su mucose |
| Deodoranti | 0,1–1,0% | obiettivo astringente/deodorante; validare tollerabilità |
| Emulsioni/lozioni specifiche | 0,05–0,5% | controllare stabilità e interazioni con chelanti/polimeri |
| Parametro QC | Cosa controllare |
|---|---|
| Identità | coerenza INCI e corrispondenza CAS della forma (anidra/idrata) |
| Titolo (assay) | contenuto e base di calcolo (come ZnSO₄ anidro vs come idrato) |
| Metalli e impurità | limiti su Pb, Cd, As e altri, secondo destinazione d’uso e grado |
| Umidità/igroscopicità | scorrevolezza, grumi e stabilità in stoccaggio |
| Granulometria | impatto su dissoluzione e processo |
| Documentazione | SDS/CoA aggiornati; eventuale grado Ph. Eur./USP se richiesto |
Il profilo di sicurezza del solfato di zinco è tipicamente dominato da:
irritazione (in particolare oculare e, a concentrazioni elevate, cutanea/mucosale);
rischio da polveri (esposizione inalatoria in ambiente di lavoro) e da soluzioni concentrate;
attenzione alla gestione ambientale: gli ioni zinco sono rilevanti per la tossicità acquatica e vanno gestiti correttamente nei reflui industriali.
In cosmetica, l’approccio corretto è la valutazione sul prodotto finito (scenario d’uso, area di applicazione, popolazione target), con particolare cautela per prodotti oral care e per prodotti destinati a pelli sensibili.
In produzione, l’applicazione di GMP (Good manufacturing practice, buone pratiche di fabbricazione) riduce variabilità, contaminazioni e scostamenti di specifica; beneficio: maggiore ripetibilità e controllo processo. In contesti in cui sia richiesto un controllo preventivo dei rischi lungo la filiera, l’approccio HACCP (Hazard analysis and critical control points, analisi dei rischi e controllo dei punti critici) è un riferimento metodologico; beneficio: gestione preventiva dei rischi sui punti critici di processo e qualità.
| Problema | Possibile causa | Intervento consigliato |
|---|---|---|
| Torbidità/opalescenza | complessazione/precipitazione con anioni (fosfati/carbonati) o pH non centrato | ritarare pH, ridurre anioni reattivi, cambiare ordine di aggiunta, valutare forma idrata diversa |
| Calo viscosità | sensibilità del viscosizzante agli elettroliti | aumentare/variare viscosizzante, ribilanciare sali, test a caldo/freddo |
| Retrogusto “metallico” (oral care) | Zn²⁺ libero elevato o interazione con aroma | ridurre dose, lavorare su pH, ritarare aroma/sweetener, valutare complessazione controllata |
| Irritazione percepita | dose troppo alta o matrice non adatta | ridurre concentrazione, ottimizzare pH e umettanti, verificare compatibilità con mucose |
| Instabilità nel tempo | packaging non idoneo, contaminazioni, drift di pH | migliorare packaging, controllare igiene di processo, aggiungere buffer compatibili |
Il solfato di zinco è un sale inorganico versatile, utilizzato in cosmetica soprattutto per funzioni astringenti e per supporto all’oral care (antiplacca/controllo microbiologico nel contesto della formula). Il successo formulativo dipende principalmente da gestione di pH, compatibilità ionica (complessanti/anioni), controllo della reologia e validazione sensoriale (gusto in oral care). La qualifica corretta della forma (anidra vs idrata) e delle specifiche di purezza è determinante per stabilità, ripetibilità e conformità.
INCI: nomenclatura standard per l’etichettatura cosmetica.
Astringente: effetto sensoriale di contrazione/tensione superficiale, dipendente da dose e veicolo.
Complesso/complessante: interazione chimica che lega Zn²⁺ e ne modifica disponibilità e comportamento in formula.
GMP: Good manufacturing practice, buone pratiche di fabbricazione; beneficio: riduce variabilità e rischi operativi.
HACCP: Hazard analysis and critical control points, analisi dei rischi e controllo dei punti critici; beneficio: rafforza prevenzione e controllo nei punti critici.
Su questo composto chimico sono stati selezionati gli studi più rilevanti con una sintesi dei contenuti:

Synonyms:
Bibliografia_____________________________________________________________________
(1) Cimmino, M.A., Mazzucotelli, A., Rovetta, G., Bianchi, G. and Cutolo, M., 1984. The controversy over zinc sulphate efficacy in rheumatoid and psoriatic arthritis. Scandinavian journal of rheumatology, 13(2), pp.191-192.
(2) Rasker, J.J. and Kardaun, S.H., 1982. Lack of beneficial effect of zinc sulphate in rheumatoid arthritis. Scandinavian journal of rheumatology, 11(3), pp.168-170.
(3) Kurugöl, Z., Akilli, M., Bayram, N. and Koturoglu, G., 2006. The prophylactic and therapeutic effectiveness of zinc sulphate on common cold in children. Acta Paediatrica, 95(10), pp.1175-1181.
(4) Vadlamudi, K., Upadhyay, H., Singh, A. and Reddy, M., 2020. Influence of zinc application in plant growth: an overview. Eur. J. Mol. Clin. Med, 7, pp.2321-2327.
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