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Dibasic sodium phosphate
"Descrizione"
by CarPas (5226 pt)
2026-Jan-03 10:20

Review Consensus: 10 Rating: 10 Number of users: 1
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Sodio fosfato bibasico (meglio conosciuto come Sodio fosfato dibasico)
Sodium phosphate dibasic – Na₂HPO₄

Sinonimi: fosfato disodico, disodio idrogenofosfatoE339(ii) (uso alimentare)
INCI / funzioni: regolatore di pH (tampone), stabilizzante della fase acquosa, anticorrosivo (protezione del packaging), coadiuvante di processo in oral care

Definizione

Sale inorganico alcalino del sistema fosfato, disponibile come Na₂HPO₄ (forma anidra) oppure come forme idrate (es. diidrato). Si presenta come solido cristallino/polvere bianca, inodore, solubile in acqua. È utilizzato soprattutto come componente di soluzioni tampone per mantenere il pH in area neutra–leggermente alcalina, tipicamente in coppia con NaH₂PO₄ (sodio fosfato monobasico). È impiegato in cosmetica, oral care, alimentare e ambito tecnico/laboratoristico quando serve un controllo pH ripetibile e robusto.

Calorie (valore energetico)

0 kcal per 100 g (composto inorganico, non apporta energia metabolizzabile).

Dati di identificazione e specifiche

Voce
Valore
Nome
Sodio fosfato dibasico
Nome inglese
Sodium phosphate dibasic
Formula
Na₂HPO₄
Massa molare
141,96 g/mol
Numero CAS
7558-79-4
Numero EC
231-448-7
Forma commerciale comune
Na₂HPO₄·2H₂O (diidrato)
Massa molare (diidrato)
177,99 g/mol
Numero CAS (diidrato)
10028-24-7


Proprietà
Indicazione
Aspetto
cristalli/polvere bianca
Odore
assente
Solubilità in acqua (20–25 °C)
elevata (ordine decine di g/L)
Solubilità in alcoli
insolubile / molto bassa
pH tipico (soluzione acquosa)
~8,7–9,3 (dipende da concentrazione e grado)
Igroscopicità
da bassa a moderata (dipende dalla forma e dal grado)
Stabilità
stabile a T ambiente; evitare umidità e CO₂ se serve massima ripetibilità di pH
Decomposizione (ordine)
a T elevate (ordine ~250 °C) con possibili specie condensate


Parametri acido-base (25 °C, per riferimento tampone)
Valore
pKa₁ (H₃PO₄)
≈ 2,15
pKa₂ (H₃PO₄)
≈ 6,8–7,2
pKa₃ (H₃PO₄)
≈ 12,3–12,4
Finestra di tampone NaH₂PO₄ / Na₂HPO₄
~pH 6,2–8,2 (massima efficacia attorno a pKa₂)


Ruolo funzionale e chiarimento “sequestrante”

Il ruolo primario è tamponare: mantiene il pH stabile assorbendo aggiunte acide o basiche moderate.
Il “controllo metalli” è limitato: in presenza di Ca²⁺/Mg²⁺ (acque dure) i fosfati possono favorire velature o precipitazioni (es. fosfati di calcio) in funzione di pH e concentrazione. Non è un chelante “forte” (come citrati o EDTA): se serve gestione della durezza/metalli, si affianca un sequestrante dedicato (ove ammesso) e si ottimizza il pH.

Compatibilità formulativa

  • Tensioattivi: in genere ottima con anionici, anfoteri e molti non ionici; verificare con cationici ad alto dosaggio (interazioni ioniche).

  • Polimeri e gelificanti: generalmente compatibile; con sistemi pH-dipendenti verificare viscosità e stabilità dopo 24–48 h.

  • Pigmenti/minerali: utile per stabilizzare la fase acquosa; attenzione a sistemi con calcio (rischio opalescenza/precipitati).

  • Attivi sensibili al pH: consente di mantenere una finestra di pH stretta e ripetibile.

Linee guida d’uso (indicative)

Applicazione
Range tipico
Nota tecnica
Cosmetica leave-on / rinse-off
0,05–0,50%
fine pH-trim e stabilità di routine; aumentare se serve vera capacità tampone
Oral care (dentifrici/collutori)
0,2–2,0%
spesso in coppia con NaH₂PO₄ per target pH 6,0–7,5
Alimentare (E339(ii))
secondo categoria
rispettare requisiti/limiti applicabili per la specifica categoria


Procedura tampone
Buona pratica
Preparazione
sciogliere i sali separatamente, unire sotto agitazione
Regolazione pH
piccole aggiunte della specie acida (NaH₂PO₄) o basica (Na₂HPO₄)
Misura pH
misurare dopo equilibrio termico e dopo completa dissoluzione


Esempi pratici di tamponi fosfato (25 °C, indicativi)

pH target
NaH₂PO₄ (quota indicativa)
Na₂HPO₄ (quota indicativa)
Nota
6,5
~80–85%
~15–20%
percentuali in massa come sali “anh.” equivalenti
7,0
~60–65%
~35–40%
verificare sempre a banco
7,4
~45–50%
~50–55%
tipico per buffer “fisiologico”
8,0
~25–30%
~70–75%
attenzione con acque dure (Ca²⁺)

Nota: la forza ionica e la concentrazione influenzano il pH finale; confermare con misura in formula reale.

Applicazioni tipiche

  • Detergenti e toiletries: stabilità del pH e prestazioni più costanti in presenza di variabilità dell’acqua.

  • Gel e lozioni: supporto alla stabilità chimico-fisica e di attivi pH-sensibili.

  • Oral care: sistemi tampone e controllo del comfort (pH controllato).

  • Make-up a base acquosa: controllo pH per stabilità di dispersioni e resa colore.

  • Alimentare: regolatore di acidità/stabilizzante; impieghi tecnologici secondo categoria.

Qualità, gradi e specifiche

Grado
Impiego tipico
Controlli ricorrenti
Tecnico
applicazioni industriali
assay, insolubili, pH soluzione, impurità inorganiche
Alimentare (E339(ii))
food processing
requisiti di purezza, impurità, controlli specifici di categoria
Farmaceutico / analitico
buffer e preparazioni controllate
limiti più stringenti su impurità, metalli, ripetibilità e tracciabilità

Nota: per le forme idrate, è rilevante anche la perdita all’essiccamento (acqua di cristallizzazione).

Sicurezza, normativa e ambiente

Tema
Indicazioni operative
Tossicità
bassa alle concentrazioni d’uso; la polvere può irritare occhi e vie respiratorie
Allergenicità
non tipicamente associato a sensibilizzazione da contatto
Cosmetici UE
in genere utilizzabile; applicare GMP e valutazione di sicurezza della formula finita
Alimentare
additivo E339(ii) con condizioni d’impiego secondo categoria
Ambiente
i fosfati possono contribuire a eutrofizzazione se rilasciati in quantità: gestire scarichi e perdite
Stoccaggio
contenitori ermetici, luogo asciutto e fresco; evitare umidità e CO₂; lontano da acidi forti


Troubleshooting formulativo

Problema
Possibile causa
Azioni correttive
Velo/precipitati bianchi
presenza di Ca²⁺ (acque dure), pH elevato, eccesso di fosfato
ridurre pH target, ridurre fosfato, usare acqua deionizzata, valutare citrato/EDTA (se ammesso)
Deriva di pH 24–48 h
capacità tampone insufficiente, temperatura, CO₂ disciolta
aumentare “forza” del tampone, controllare temperatura, ritarare con coppia acido/base
Interferenze con attivi
incompatibilità ionica o pH-sensibilità
test di compatibilità, ottimizzare ordine di aggiunta e neutralizzazione, rivedere finestra pH


Conclusione

Il sodio fosfato dibasico è un componente chiave per il controllo del pH nelle formulazioni acquose: prevedibile, economico e ampiamente standardizzato. Usato correttamente come tampone con NaH₂PO₄, migliora stabilità e ripetibilità in cosmetica e oral care e svolge funzioni tecnologiche consolidate anche in ambito alimentare. Non sostituisce un chelante: quando necessario, va integrato con sequestranti dedicati e con una gestione attenta di pH, durezza e concentrazione.

Studi

Medicina

Unitamente al Fosfato sodico monobasico è utilizzato, sia negli adulti che nei bambini, in soluzioni evacuative come clisteri monouso per la cura della stipsi, come regolatore di pH e lassativo salino, per il trattamento della stitichezza acuta e cronica e anche per la pulizia del colon come preparazione per procedure chirurgiche (1). Questi composti chimici aumentano il contenuto di acqua ed il volume delle feci creando un effetto di distensione rettale. L'effetto richiesto viene in genere prodotto entro 5 minuti circa.

Fosfato sodico bibasico è utilizzato come terapia nell'avvelenamento da piombo.

Odontoiatria

L'incorporazione di Fosfato sodico bibasico come agente tampone nella composizione dell'aggregato di triossido minerale è riconosciuta come una delle soluzioni per migliorarne le proprietà, ridurre i tempi ed  ottenere una resistenza alla trazione diametrale di 4,9 MPa al periodo iniziale di 6 ore.(2). Agente nucleante.

Alimentazione umana

L'aggiunta del Fosfato sodico bibasico nella carne aumenta il valore del pH e la forza ionica della carne migliorando la ritenzione idrica e la resa complessiva del prodotto finale.

Agente per la cottura al forno per evitare l'ossidazione, emulsionante

Alimentazione animale

Il Fosfato sodico bibasico è utilizzato usato per l'integrazione orale di fosforo nei mangimi animali. Nelle capre Qianbei-Pockmarked affette da un disturbo  indicato come "Disturbo di Ruanguzheng", l'integrazione di idrogeno fosfato disodico ha prevenuto e curato il disturbo (3).

Per approfondire:

Fosfato sodico bibasico studi

Caratteristiche tipiche del prodotto commerciale Sodium Phosphate, Dibasic

AppearanceWhite crystal or powder,
pH8.8~9.2
Boiling Point
158ºC at 760 mmHg
Melting Point
243-245°C
Density1.064 g/mL at 20°C
PSA93.23000
Vapor density
4.9
Water Solubility
>=10 g/100 mL at 20ºC
Water insoluble
≤ 0.4%
Loss on drying
≤ 5.0%
Fluoride≤0.002%
Chloride≤ 0.06%
Sulphate≤ 0.2%
Arsenic≤ 0.0003%
Heavy Metals (As Pb)≤ 0.001%



Prezzo

1 kg         €168.00

12 kg       €1,010.00

  • Formula molecolare     HO4PNa2  o  HNa2O4P  o  Na2HPO4 
  • Peso molecolare     141.959
  • Massa esatta     141.940781
  • CAS  7558-79-4
  • UNII    22ADO53M6F
  • EC Number   231-448-7
  • DSSTox Substance ID  DTXSID1026039
  • IUPAC  disodium;hydrogen phosphate
  • InChI=1S/2Na.H3O4P/c;;1-5(2,3)4/h;;(H3,1,2,3,4)/q2*+1;/p-2
  • InChl Key      BNIILDVGGAEEIG-UHFFFAOYSA-L
  • SMILES   OP(=O)([O-])[O-].[Na+].[Na+]
  • MDL number    MFCD00003496
  • PubChem Substance ID    329824633
  • ChEBI  34683
  • FEMA        2398
  • ICSC    1129
  • RTECS   WC4500000
  • UN    3082
  • eCl@ss     38070211
  • NACRES NA.21

Sinonimi

  • Disodium Phosphate Dibasic
  • Disodium hydrogenorthophosphate
  • Disodium hydrogen phosphate
  • Sodium phosphate dibasic
  • DSHP 

Bibliografia_____________________________________________________________

(1) Osgard E, Jackson JL, Strong J. A randomized trial comparing three methods of bowel preparation for flexible sigmoidoscopy. Am J Gastroenterol. 1998 Jul;93(7):1126-30. doi: 10.1111/j.1572-0241.1998.00342.x

Abstract. Objective: The aim of this study was to assess the optimum method of bowel preparation for flexible sigmoidoscopy. Methods: A total of 164 adults undergoing flexible sigmoidoscopy at an ambulatory clinic were randomized to receive one of three preparations: a single hyperphosphate enema 1 h before the procedure; a hyperphosphate enema given 1 and 2 h before the procedure; or a hyperphosphate enema administered 1 and 2 h before the procedure, preceded by a 296 ml bottle of magnesium citrate taken p.o. the night before. Patients completed surveys on preparation and procedure comfort and satisfaction. The performing endoscopist assessed preparation quality, procedure duration, and depth of sigmoidoscope insertion. Results: All three preparations were equally well tolerated with slightly more diarrhea reported among patients receiving magnesium citrate (p = 0.007). The addition of magnesium citrate resulted in more procedures rated by the endoscopist as excellent or good (RR 1.5, 95% CI: 1.3-1.9), deeper sigmoidoscope insertion (56 vs 51 cm, p = 0.0036), fewer procedures requiring repeat preparation (RR: 0.21, 95% CI: 0.04-0.98) and more procedures rated by patients as discomfort free (RR: 2.2, 95% CI: 1.39-3.60). Excellent and good preparations were associated with shorter procedure duration (19 vs 14 min, p = 0.008) and greater depth of insertion (56 vs 50 cm, p = 0.003). Fewer diverticuli were noted with a single enema than the two enema preparation (p = 0.006) with the remaining outcomes equal between these two groups. Conclusion: The addition of bottle of magnesium citrate to a 2-hyperphosphate enema preparation is well tolerated and improves bowel preparation for flexible sigmoidoscopy.

(2) Ghasemi N, Rahimi S, Lotfi M, Solaimanirad J, Shahi S, Shafaie H, Salem Milani A, Shakuie S, Zand V, Abdolrahimi M. Effect of Mineral Trioxide Aggregate, Calcium-Enriched Mixture Cement and Mineral Trioxide Aggregate with Disodium Hydrogen Phosphate on BMP-2 Production. Iran Endod J. 2014 Summer;9(3):220-4. 

(3) Shen X, Chi Y, Huo B, Xiong K. Studies on phosphorus deficiency in the Qianbei-Pockmarked goat. Asian-Australas J Anim Sci. 2019 Jun;32(6):896-903. doi: 10.5713/ajas.18.0622.

Abstract. Objective: Qianbei-Pockmarked goats are affected by a disorder locally referred to as 'Ruanguzheng Disorder', which is characterized by emaciation, lameness, muscular relaxation, stiffness of the extremities, and abnormal curvatures of the long bones. Our objective was to determine the relationship between the disorder and phosphorus deficiency. Methods: Tissue samples were collected from affected and healthy animals, while soil and herbage samples were collected from affected and healthy pastures. Biochemical parameters were determined using an automatic biochemical analyzer (OLYMPUS AU 640, Olympus Optical Co., Tokyo, Japan). Mineral contents in soil, forage, and tissue were determined using a Perkin-Elmer AAS5000 atomic absorption spectrophotometer (Perkin-Elmer, Norwalk, CT, USA). Results: The results showed that phosphorus contents in herbages from affected pastures were markedly lower than those from healthy areas (p<0.01), and the ratio of calcium to phosphorus in the affected herbages was 12.93:1. The phosphorus contents of wool, blood, tooth, and bone from affected animals were also markedly lower than those from healthy animals (p<0.01). Serum phosphorus values in affected animals were much lower than those in healthy animals, while serum alkaline phosphatase values from affected animals were markedly higher than those from healthy animals (p<0.01). Inorganic phosphorus values from affected animals were approximately half of that in the control group. Supplementation of disodium hydrogen phosphate prevented and cured the disorder. Conclusion: This study demonstrates that Ruanguzheng disorder in Qianbei-Pockmarked goats is primarily caused by phosphorus deficiencies in herbage due to fenced pastures and natural habitat fragmentation.

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