| "Descrizione" by FCS777 (5370 pt) | 2025-Dec-08 11:29 |
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Mentha arvensis (Lamiaceae) – menta campestre
Mentha arvensis, comunemente conosciuta come menta campestre, è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e rappresenta una delle mente spontanee più diffuse nelle regioni temperate dell’Eurasia. La pianta si caratterizza per un portamento stolonifero e fortemente espansivo, con fusti quadrangolari, eretti o debolmente ascendenti, che possono raggiungere in genere i 20–60 cm di altezza. Le foglie, opposte, ovate o ellittiche, leggermente dentate, presentano una superficie ricca di tricomi ghiandolari da cui si sprigiona l’inconfondibile profumo fresco e penetrante tipico delle mente. La fioritura avviene nel periodo estivo, quando compaiono verticillastri di piccoli fiori rosa, lilla o talvolta biancastri, molto visitati dagli insetti impollinatori.
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Sul piano fitochimico, Mentha arvensis è una delle specie più ricche in olio essenziale di tutto il genere Mentha. L’olio, estratto principalmente dalle foglie, contiene percentuali elevate di mentolo, considerato uno dei principali responsabili delle sue proprietà sensoriali e funzionali. Altri costituenti importanti includono mentone, isomentone, mentil-acetato e una serie di monoterpeni ossigenati dalle caratteristiche aromatiche marcate. Il mentolo, in particolare, è ampiamente noto per il suo effetto rinfrescante e per l’azione lenitiva sulle mucose, mediata dall’attivazione dei recettori del freddo. La composizione dell’olio può variare notevolmente in funzione del clima, della fase fenologica, delle pratiche colturali e delle tecniche di estrazione, portando alla definizione di diversi chemotipi.
In termini di usi tradizionali, la menta campestre è stata storicamente impiegata nelle medicine popolari europee e asiatiche come digestiva, carminativa, antisettica, espettorante e blandamente antispasmodica. Infusi e tisane ottenuti dalle foglie erano utilizzati per alleviare disturbi gastrointestinali, nausea, coliche leggere e raffreddamenti. Grazie al suo aroma intenso, la pianta è stata utilizzata anche come correttivo del sapore in preparazioni erboristiche e alimentari. Il suo profilo aromatico ha inoltre favorito l’impiego nella produzione di cordiali, liquori tradizionali e bevande rinfrescanti.
Nella gastronomia, Mentha arvensis è utilizzata come erba aromatica in molte cucine locali, soprattutto per insaporire piatti a base di verdure, legumi, patate e carni bianche. Tuttavia, la presenza elevata di mentolo la rende meno delicata rispetto a altre specie di menta, motivo per cui viene impiegata con moderazione per evitare sovrastimolazioni sensoriali.
Dal punto di vista salutistico, la menta campestre continua a essere oggetto di interesse per le sue proprietà biologiche. Studi fitochimici e farmacologici indicano che gli estratti e l’olio essenziale possiedono attività antimicrobiche, antiossidanti, antispasmodiche e moderatamente analgesiche. La presenza di mentolo contribuisce all’effetto lenitivo delle prime vie respiratorie, mentre altri composti terpenici possono sostenere, in modo complementare, funzioni digestive e respiratorie. Nonostante ciò, le formulazioni contenenti olio essenziale devono essere utilizzate con moderazione, poiché concentrazioni eccessive possono provocare irritazioni, effetti controproducenti a livello gastrico o, in individui sensibili, reazioni avverse. L’uso dell’olio essenziale puro non è consigliato in gravidanza e nei bambini molto piccoli, in linea con le buone pratiche erboristiche.
Classificazione botanica (sistema APG IV)
| Categoria | Dato |
|---|---|
| Nome comune | menta campestre, menta dei campi, wild mint |
| Nome botanico | Mentha arvensis L. |
| Regno | Plantae |
| Clade | Angiosperme → eudicotiledoni → asteridi (euasteridi I, lamiidi) |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Genere | Mentha |
| Specie | Mentha arvensis L. |
Valori nutrizionali indicativi per 100 g (pianta fresca di Mentha arvensis)
Valori medi riferiti all’erba fresca (parte aerea), stimati per menta campestre e altre specie di menta aromatica; nella pratica culinaria si usano quantità molto inferiori a 100 g.
| Componente | Valore medio per 100 g circa |
|---|---|
| Energia | ~ 40–50 kcal |
| Acqua | ~ 80–86 g |
| Carboidrati totali | ~ 8–9 g |
| — di cui zuccheri | ~ 1–2 g |
| Fibra alimentare | ~ 5–7 g |
| Proteine | ~ 3–4 g |
| Lipidi totali | ~ 0,7–1,0 g |
| — di cui acidi grassi saturi (SFA) | ~ 0,1–0,25 g |
| — monoinsaturi (MUFA) | tracce |
| — polinsaturi (PUFA) | tracce |
| Sodio | basso (≈ 30 mg) |
| Principali minerali | potassio (≈ 450–500 mg), calcio (≈ 200–250 mg), ferro (≈ 10–13 mg), piccole quantità di magnesio |
| Vitamine rilevanti | vitamina C (≈ 15–30 mg), vitamina A (sotto forma di carotenoidi), piccole quantità di vitamine del gruppo B |
Alle porzioni d’uso tipiche (per esempio 2–5 g di foglie fresche in tisane o come aroma in piatti salati) l’apporto calorico è trascurabile e il contributo nutrizionale effettivo, pur favorevole come profilo di fibra, vitamina C, vitamina A e minerali, rimane quantitativamente modesto rispetto alla dieta complessiva.
Nota sul profilo lipidico
La menta campestre, come le altre specie di Mentha, ha un contenuto in grassi molto basso:
Gli acidi grassi saturi (SFA) sono presenti in quantità ridotte; quando prevalgono nella dieta complessiva rispetto agli insaturi, sono considerati meno favorevoli per l’equilibrio cardiovascolare.
Gli acidi grassi monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA) sono presenti solo in tracce e non incidono in modo significativo sul profilo lipidico giornaliero.
La menta campestre è una specie spontanea e coltivata in molte regioni temperate. La raccolta avviene durante la piena fioritura, quando foglie e sommità fiorite presentano la massima concentrazione di oli essenziali. Dopo la raccolta, la pianta viene essiccata all’ombra in locali ariosi per preservare il profilo aromatico, evitando temperature eccessive che potrebbero degradare i monoterpeni.
L’olio essenziale di Mentha arvensis è ottenuto tramite distillazione in corrente di vapore. A differenza di altre specie di menta, quello di menta campestre è caratterizzato da un’elevata percentuale di mentolo, con profilo aromatico intenso e note decisamente fresche. Dopo distillazione, l’olio può essere filtrato, purificato o frazionato per ottenere mentolo cristallizzato o altre frazioni tecniche. Gli estratti idroalcolici e gli idrolati trovano invece impiego principalmente in cosmetica e preparazioni erboristiche leggere.
In tradizione erboristica, la menta campestre è stata utilizzata come pianta aromatica e digestiva, con proprietà rinfrescanti. Infusi e tisane ne impiegano foglie essiccate, con un profilo aromatico più intenso rispetto alla menta piperita, ma anche più pungente. Come aromatizzante può essere presente in tisane miste, liquori, prodotti dolciari e preparazioni gastronomiche, sempre entro i limiti normativi previsti per gli oli essenziali ad alto contenuto di mentolo.
L’olio essenziale, grazie alla sua alta concentrazione di mentolo, è molto utilizzato in:
formulazioni cosmetiche, soprattutto in prodotti rinfrescanti, balsamici, gel per il corpo, balsami piedi e preparati post-esercizio;
prodotti per l’igiene orale (dentifrici, collutori), dove impartisce freschezza intensa;
articoli farmaceutici o parafarmaceutici da applicazione esterna, come balsami e unguenti a effetto decongestionante.
Le foglie essiccate contengono composti aromatici tipici della famiglia delle Lamiaceae, tra cui mentolo, mentone e isomentone. L’infuso ha tradizionalmente una funzione digestiva e rinfrescante, pur con effetti più marcati rispetto alla menta piperita. L’olio essenziale, invece, deve essere utilizzato con estrema cautela: l’elevato contenuto di mentolo può provocare irritazione, effetti neuro-sensoriali indesiderati e reazioni avverse in soggetti sensibili.
L’uso interno dell’olio essenziale puro non è ammesso. L’impiego è limitato a dosi molto basse esclusivamente in prodotti regolamentati. Sono da evitare formule non standardizzate fatte in casa.
La menta campestre è sconsigliata in caso di reflusso gastroesofageo, gastrite o ipersensibilità agli oli essenziali. In gravidanza, allattamento e nei bambini piccoli occorre particolare prudenza e indicazione professionale.
Il profumo intenso e le molecole aromatiche possono provocare irritazione o sensibilizzazione cutanea, soprattutto in presenza di oli essenziali ad alta concentrazione. Nei cosmetici, eventuali allergeni della fragranza devono essere indicati quando superano le soglie di legge. Reazioni irritative possono verificarsi anche sulle mucose (naso e bocca) in caso di esposizione eccessiva.
La droga essiccata si conserva in luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce diretta, mantenendo buona qualità per circa 1–2 anni. L’olio essenziale deve essere conservato in contenitori scuri ben chiusi, protetti dal calore e dall’ossidazione, che può alterarne l’aroma e la stabilità. Gli estratti acquosi o idroalcolici seguono le indicazioni specifiche del produttore e possono avere durate variabili.
L’olio essenziale di Mentha arvensis è soggetto a limiti regolatori specifici per prodotti cosmetici, alimentari e dispositivi topici, a causa del suo elevato contenuto di mentolo e altri monoterpeni. La concentrazione massima varia in base alla categoria di prodotto e all’area geografica. La produzione deve rispettare standard GMP, comprendere controlli su purezza, composizione, contaminanti e stabilità del profilo aromatico. L’uso alimentare dell’olio essenziale è strettamente regolamentato.
Per uso erboristico la pianta può essere indicata come Menta campestre, Mentha arvensis o “foglie/sommità di menta”.
In cosmetica le denominazioni INCI più comuni sono Mentha Arvensis Leaf Oil, Mentha Arvensis Extract, oppure Menthol quando viene isolato come ingrediente singolo.
Gli allergeni della fragranza vanno riportati obbligatoriamente se presenti in concentrazioni superiori ai limiti normativi.
In cosmetica i derivati di Mentha arvensis svolgono soprattutto ruoli legati a freschezza e profumazione:
Fragrance / perfume ingredient: nota fresca, mentolata, intensa.
Skin conditioning: sensazione tonica e rinfrescante, utile in gel e creme lenitive.
Masking: attenuazione di odori indesiderati.
Cooling agent: effetto freddo marcato grazie al contenuto di mentolo (dove consentito).
La menta campestre è una specie aromatica ricca di mentolo, molto apprezzata in cosmetica, erboristeria e in prodotti rinfrescanti a uso esterno. L’olio essenziale, potente e caratteristico, richiede un uso prudente e regolamentato, mentre le foglie essiccate trovano impiego più leggero in tisane e miscele aromatiche. Una corretta gestione della filiera—raccolta, essiccazione, estrazione, controllo qualità—consente di ottenere ingredienti efficaci e sicuri, utilizzabili nel rispetto delle normative e delle buone pratiche.
SFA – Saturated fatty acids: acidi grassi saturi; un apporto eccessivo rispetto ai grassi insaturi può essere associato a un maggiore rischio cardiovascolare.
MUFA – Monounsaturated fatty acids: acidi grassi monoinsaturi; considerati favorevoli quando sostituiscono i grassi saturi nella dieta.
PUFA – Polyunsaturated fatty acids: acidi grassi polinsaturi (famiglie n-6 e n-3); contribuiscono alla normale funzione cardiaca all’interno di un’alimentazione equilibrata.
TFA – Trans fatty acids: acidi grassi trans; l’assunzione dovrebbe essere mantenuta il più bassa possibile, secondo le raccomandazioni delle principali autorità sanitarie.
GMP – Good manufacturing practices: norme di buona fabbricazione che garantiscono igiene, sicurezza e qualità lungo il processo produttivo.
HACCP – Hazard analysis and critical control points: sistema preventivo per identificare e controllare i potenziali pericoli nella filiera di produzione alimentare.
BOD – Biological oxygen demand: domanda biochimica di ossigeno, indicatore dell’inquinamento organico nelle acque reflue.
COD – Chemical oxygen demand: domanda chimica di ossigeno, indicatore della quantità totale di sostanze ossidabili presenti nelle acque reflue.
Studi
L'olio essenziale ricavato dalla Mentha arvensis o menta piperita (un incrocio tra menta d'acqua e menta verde), è composto per la maggior parte da mentolo che esercita un'azione antifungina sperimentata con successo contro Rhizoctonia solani e Fusarium moniliforme (1).
Questo studio ha esplorato la possibilità di ridurre il rilascio postprandiale del glucosio e inibire l'iperglicemia postprandiale con componenti ricavati da piante alternative per il controllo del diabete. Un estratto metanolico derivato da Mentha arvensis è risultato efficace in questa attività antidiabetica (2).
Su questo ingrediente sono stati selezionati gli studi più rilevanti con una sintesi dei contenuti:
Bibliografia_______________________________________
(1) Makkar MK, Sharma S, Kaur H. Evaluation of Mentha arvensis essential oil and its major constituents for fungitoxicity. J Food Sci Technol. 2018 Sep;55(9):3840-3844. doi: 10.1007/s13197-018-3291-y.
Abstract. Essential oil and major constituents of menthe were evaluated for fungicidal activities. Gas chromatography-mass spectrometry (GC-MS) of essential oil from leaves of Mentha arvensis cv. CIM-Saryu revealed that menthol was found in highest amount (77.94%) followed by isomenthone (5.24%), neomenthyl acetate (5.18%) and menthone (5.00%). Menthol and menthone were extracted from the essential oil by column chromatography. Essential oil, menthol and menthone were screened for their fungicidal activity against Rhizoctonia solani and Fusarium moniliforme. Menthol was highly effective as compared to essential oil as well as menthone. All of them exhibited less activity than standard bavistin at all the tested concentrations.
Kalemba D, Synowiec A. Agrobiological Interactions of Essential Oils of Two Menthol Mints: Mentha piperita and Mentha arvensis. Molecules. 2019 Dec 23;25(1):59. doi: 10.3390/molecules25010059.
Abstract. This review article discusses the active constituents and potential of two menthol mint oils, Mentha piperita (MPEO) and Mentha arvensis (MAEO), as natural sources for botanical pesticides. The biological activities of these menthol mint oils, which can be useful in agriculture, have been broadly researched, especially toward phytotoxic microorganisms. To a lesser extent, the insecticidal and herbicidal activities of mint EOs have also been studied. It is apparent that the prospect of using menthol mint oils in agriculture is increasing in popularity. A number of investigations showed that the in vitro efficacy of MPEO and MAEO, as well as that of their main constituent, menthol, is pronounced. The results of in vitro research are useful for choosing EOs for further investigations. However, it is clear that in situ experiments are crucial and should be more extensively developed. At the same time, known techniques are to be applied to this area and new methods should be worked out, aiming at the improvement of EOs' pesticidal efficacy and cost-effectiveness, for future implementation in agricultural pest control.
(2) Agawane SB, Gupta VS, Kulkarni MJ, Bhattacharya AK, Koratkar SS. Chemo-biological evaluation of antidiabetic activity of Mentha arvensis L. and it's role in inhibition of advanced glycation end products. J Ayurveda Integr Med. 2018 Feb 2. pii: S0975-9476(17)30058-X. doi: 10.1016/j.jaim.2017.07.003.
Parić A, Mesic A, Mahmutović-Dizdarević I, Jerković-Mujkić A, Žujo B, Bašić N, Pustahija F. Bioactive potential of Mentha arvensis L. essential oil. J Environ Sci Health B. 2024;59(9):584-594. doi: 10.1080/03601234.2024.2396730.
Abstract. The aim of this study was to evaluate the phytotoxic, genotoxic, cytotoxic and antimicrobial effects of the Mentha arvensis L. essential oil (EO). The biological activity of M. arvensis EO depended on the analyzed variable and the tested oil concentrat
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