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Recensione

Al222
Al222 (25419 pt) 21-Feb-2026 10:59

Olio di palmisto: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza

Definizione

L’olio di palmisto (palm kernel oil) è un grasso vegetale ottenuto dal seme (palmisto/kernel) del frutto della palma da olio Elaeis guineensis (famiglia Arecaceae). È distinto dall’olio di palma, che deriva invece dalla polpa del frutto. Dal punto di vista tecnologico è un grasso con comportamento “tipo laurico”: tende ad avere un punto di fusione relativamente definito e una frazione di acidi grassi saturi più elevata rispetto a molti oli “non tropicali”, con buona attitudine a dare struttura, croccantezza e stabilità in diverse matrici.

Processo di produzione

La produzione parte dalla separazione dei semi dal frutto e dalla loro frantumazione per recuperare il kernel. L’estrazione dell’olio può avvenire tramite pressatura (meccanica) e/o estrazione con solvente, seguita da filtrazione. Per impieghi alimentari e cosmetici è frequente la raffinazione (ciclo RBD: raffinazione, decolorazione, deodorizzazione) per ridurre odore, colore, acidità e componenti indesiderati, ottenendo un profilo più standardizzato. In ambito industriale è centrale il controllo di acidità, indice di perossidi e stabilità ossidativa, oltre alla costanza del profilo di fusione.

Principali composti presenti

La matrice è composta principalmente da trigliceridi. Gli acidi grassi più rappresentativi sono acido laurico e acido miristico, con contributi di acido palmitico, oleico e linoleico in quote variabili (profilo tipico dei grassi “laurici”). La frazione insaponificabile è generalmente contenuta rispetto ad altri grassi vegetali più “ricchi” di minori, ma può includere tracce di tocoferoli e steroli, variabili in funzione della raffinazione.

Dati di identificazione e specifiche

CaratteristicaValoreNota
Nome ingredienteOlio di palmisto“Palm kernel oil”
Nome botanicoElaeis guineensisFamiglia: Arecaceae
Parte di piantaSeme (kernel)Diverso dall’olio di palma (polpa)
NaturaGrasso vegetale (trigliceridi)Comportamento “laurico”
Parametri chiaveProfilo acidi grassi, indice di perossidi, acidità, punto/intervallo di fusione, odore/colore, contaminantiDipende da grado RBD
AllergeneNo (tipico)Possibili sensibilizzazioni individuali rare; verificare contaminazioni di filiera
Valore caloricoTipicamente ~900 kcal/100 gValore indicativo per grassi


Proprietà chimico-fisiche (indicative)

CaratteristicaValore indicativoNota
Stato fisicoSolido/semi-solido a 20–25 °CDipende da frazionamento e profilo
ColoreBianco → giallo pallidoPiù chiaro se raffinato
OdoreNeutro (RBD) → lieve caratteristicoPiù marcato se meno raffinato
Solubilità in acquaInsolubileLipofilo
Punto/intervallo di fusioneIndicativamente ~24–30 °CVariabile per lotto/frazioni
Stabilità ossidativaBuona se protettoCritica: calore, luce, ossigeno
Criticità tipicheCristallizzazione/texture “granulosa”, variazioni di fusioneLegate a storia termica e miscela di trigliceridi


Usi principali

Alimentazione

È utilizzato come grasso strutturante in pasticceria, coperture, ripieni, creme e prodotti da forno dove serve una fase grassa con buona “tenuta” e comportamento di fusione controllabile. È impiegato anche in applicazioni di tipo “coating” e in alcune formulazioni che richiedono croccantezza e stabilità a temperatura ambiente. In miscele con altri grassi può aiutare a modulare durezza, snap e resistenza a bloom in contesti specifici, in funzione della ricetta.

Cosmetica

È impiegato come componente della fase grassa per aumentare consistenza e scorrevolezza in saponi, burri corpo, creme e stick, soprattutto quando si desidera un profilo sensoriale più “secco” e una struttura stabile.

INCI functions. Emollient; skin conditioning; viscosity increasing.

Uso industriale

Usato in saponificazione e in applicazioni tecniche dove servono grassi con profilo di fusione ripetibile e buona lavorabilità, inclusi blend per basi tensioattive e prodotti solidi.

Aspetto salutare

Dal punto di vista nutrizionale, l’olio di palmisto è un grasso con quota elevata di SFA (acidi grassi saturi), con prevalenza di acidi grassi a catena medio-lunga tipici dei grassi laurici; la quota di MUFA (acidi grassi monoinsaturi) e PUFA (acidi grassi polinsaturi) è generalmente inferiore rispetto a oli come oliva o semi “classici”. In un’alimentazione equilibrata, l’impatto dipende soprattutto da frequenza e quantità complessiva di grassi saturi nella dieta, oltre che dal profilo del prodotto finito (zuccheri, sale, porzione).

Pro
Tecnologicamente permette di ottenere texture e stabilità con formulazioni più semplici, riducendo in alcuni casi la necessità di grassi idrogenati; dal punto di vista pratico, può facilitare prodotti con buona conservabilità e qualità sensoriale stabile.

Contro
L’elevata quota di SFA rende poco opportuno un uso “libero” in ottica salutistica: l’inserimento va valutato nel contesto della dieta complessiva e dell’alimento finito, soprattutto se già ricco di zuccheri e calorie.

Nota porzione
La porzione rilevante è quella del prodotto finito che lo contiene (biscotti, creme, snack, ecc.). Per una valutazione realistica consideriamo porzione, frequenza e quota totale di grassi saturi della giornata.

Sicurezza (allergeni, controindicazioni)

Non è un allergene tipico. Controindicazioni specifiche non sono generalmente riportate per la popolazione generale, ma in caso di diete che richiedono controllo stretto dei grassi saturi è opportuno gestire l’assunzione nel quadro complessivo. In ambito qualità sono rilevanti: controllo di ossidazione (odore rancido), contaminanti di processo e tracciabilità della materia prima.

Conservazione e shelf-life

Conservare in contenitori ben chiusi, al riparo da luce e fonti di calore. La stabilità migliora con packaging barriera all’ossigeno. Cicli termici ripetuti possono modificare la cristallizzazione e generare difetti di texture; in ambito industriale è utile stabilizzare la “storia termica” (fusione/raffreddamento) per ottenere prestazioni costanti.

Etichettatura

In etichetta alimentare può comparire come “olio di palmisto” (o diciture equivalenti). Nei cosmetici, la denominazione INCI tipica è collegata alla palma (Elaeis guineensis) e alla frazione kernel; la forma esatta dipende dalla specifica del fornitore e dalla lavorazione (es. oli/burri/frazioni).

Ruolo funzionale e razionale d’impiego

Il ruolo principale è strutturante: contribuisce a durezza, snap e stabilità della fase grassa, con un profilo di fusione utile per prodotti solidi o semi-solidi. In saponi e basi tensioattive supporta caratteristiche di consistenza e performance di lavorazione.

Compatibilità formulativa

In alimentare, la compatibilità dipende dal tipo di matrice: in creme e ripieni lavora bene per aumentare corpo e stabilità; in prodotti da forno può sostenere friabilità e croccantezza. Nei sistemi con altri grassi, la compatibilità è legata al comportamento di cristallizzazione e alla gestione della temperatura di processo. In cosmetica, è compatibile con molti oli/esteri e cere, ma va calibrato per evitare un feel troppo ceroso o eccessiva occlusività in formule già ricche.

Sicurezza, normativa e qualità

È centrale l’applicazione di GMP/HACCP lungo la filiera (contaminanti, tracciabilità, parametri di ossidazione). Specifiche robuste su acidità, perossidi e profilo di fusione riducono variabilità e difetti sensoriali/tecnologici, soprattutto nei blend.

Conclusione

L’olio di palmisto (Elaeis guineensis) è un grasso vegetale “laurico” usato principalmente per funzioni tecnologiche: struttura, croccantezza, stabilità e ripetibilità di processo in alimentare, e consistenza/emollienza in cosmetica. L’aspetto critico è l’elevata quota di SFA sul piano nutrizionale, mentre sul piano tecnico i driver principali sono controllo dell’ossidazione, gestione della cristallizzazione e costanza di specifica tra lotti.

Studi

L'olio o grasso di palmisto o Palm kernel oil è un  olio derivato dalla palma africana Elaeis guineensis e ampiamente utilizzato in cosmetica in ambito neonatale per la cura della pelle. È un buon emolliente con un effetto benefico di idratazione della pelle.

I vari oli estratti dal frutto della palma sono stati a lungo utilizzati in campo alimentare, medicinale e industriale, ad esempio nella produzione di saponi.

L'olio o grasso di palmisto o Palm kernel oil è un olio vegetale commestibile, derivato dal kernel della palma africana Elaeis guineensis. Questo albero si crede che abbia avuto origine nella giungla delle foreste dell'Africa orientale e vi è qualche evidenza che i suoi oli siano stati utilizzati in Egitto circa 5000 anni fa al tempo dei faraoni (1).

L'olio di palma africana produce due diversi tipi di olio, cioè olio di palma e l'olio di nocciolo di palma, l' olio appunto chiamato di palmisto. L'olio di palma viene estratto dal mesocarpo del frutto, cioè la polpa, che contiene il 45% -55% di olio, mentre l'olio di palmisto è ottenuto dai noccioli racchiusi nell'endocarpo, cioè la parte legnosa.

L'olio di palmisto ha un alto contenuto di acidi grassi saturi di circa l'80% che comprendono : Acido laurico (48,7%), Acido miristico (15,6%), Acido palmitico (7,5%), Acido stearico (1,8%) ed altri grassi saturi. L'assunzione di  grassi saturi, specialmente se  continuativa, può aumentare i valori del colesterolo LDL.

Nel restante 20% troviamo l'Acido Oleico monoinsaturo e l'Acido Linoleico polinsaturo (2).

E' comunque un olio che ormai viene utilizzato sempre meno dall'industria alimentare, proprio per le sue controindicazioni.

Olio di palmisto studi

Bibliografia__________________________

(1) Pantzaris TP, Mohd JA. Properties and utilization of palm kernel oil. Palm Oil Dev 2001

(2) Chiabi A, Kenmogne MH, Nguefack S, Obadeyi B, Mah E, Meka FZ, Tchokoteu PF, Mbonda E, Ekoe T. The Empiric Use of Palm Kernel Oil in Neonatal Skin Care: Justifiable or Not?
Chin J Integr Med. 2011 Dec

Abstract. Palm kernel oil is a vegetable oil derived from Elaeis guineensis and widely used in neonatal settings for skin care. It is a good emollient with a beneficial effect in moisturizing the skin and preventing transdermal heat and water loss. However, it's putative roles in the prevention or treatment of fatty acid defificiency is still controversial. So is its function in the improvement of neurological development from its longchain polyunsaturated fatty acids? We set out in this review to verify whether its empiric use in this context has any scientific justification and is recommendable. Although there is evidence that it has emollient and moisturizing properties necessary for softening the skin and restoring elasticity, controversy subsists on its other nutritional and neurodevelopmental properties.



Mini-glossario

SFA: acidi grassi saturi; un eccesso nella dieta può essere meno favorevole per il profilo lipidico rispetto agli insaturi.
MUFA: acidi grassi monoinsaturi; spesso considerati più favorevoli quando sostituiscono parte degli SFA in un’alimentazione equilibrata.
PUFA: acidi grassi polinsaturi; includono omega-6 e omega-3, con potenziali benefici se bilanciati nel contesto dietetico.
RBD: raffinazione, decolorazione e deodorizzazione; ciclo industriale per standardizzare oli e grassi.
Indice di perossidi: indicatore dell’ossidazione primaria dei lipidi, utile per monitorare freschezza e stabilità.
GMP/HACCP: buone pratiche di fabbricazione e sistema di autocontrollo per sicurezza e prevenzione contaminazioni.