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Recensione

Al222
Al222 (25522 pt) 03-Dec-2025 15:18

Riso Baldo, chicco lungo A (Oryza sativa)


Descrizione

Il riso Baldo è una varietà italiana appartenente alla categoria dei risi a chicco lungo A, derivata dall’incrocio tra risi a granello lungo con buona tenuta di cottura. Il chicco si presenta grande, allungato, con sezione tendenzialmente ellittica e superficie bianca, liscia e regolare dopo la lavorazione. Ha un contenuto di amilosio generalmente elevato, caratteristica che contribuisce alla buona stabilità del chicco in cottura.

Dal punto di vista tecnologico, il riso Baldo mostra una ottima tenuta di cottura: assorbe acqua in modo progressivo, mantiene i chicchi integri e abbastanza separati e rilascia una quota di amido sufficiente a formare una moderata cremosità superficiale. Questa combinazione di stabilità interna e film amidaceo esterno lo rende idoneo per preparazioni in cui si richiede un buon equilibrio tra struttura del chicco e capacità di legare il condimento.

La granulometria relativamente elevata del chicco e la sua struttura interna lo rendono adatto a piatti dove è richiesta una base amidacea consistente, come primi piatti di uso quotidiano, piatti unici, alcune tipologie di risotti, preparazioni al forno e ricette in cui il riso deve mantenere forma e volume pur integrandosi con salse e ingredienti solidi. Il profilo sensoriale è neutro, con aroma tenue e colore uniforme, adatto ad abbinamenti con condimenti di diversa intensità, sia di origine vegetale sia animale.

Nome comune: riso Baldo (Lungo A)
Clade: Angiospermae
Ordine: Poales
Famiglia: Poaceae
Genere: Oryza
Specie: Oryza sativa L.


Coltivazione e condizioni di crescita

Clima
Il riso Baldo è una cultivar italiana appartenente al gruppo dei risi Lungo A, nota per la buona resa in campo e l’ottima tenuta in cottura. È adatto a contesti risicoli a clima temperato–caldo, con estati calde e ampia disponibilità di acqua durante il ciclo vegetativo. Richiede una stagione priva di gelate, con temperature elevate nelle fasi di germinazione, accestimento, levata e antesi. È sensibile alle basse temperature, soprattutto nelle prime fasi e durante la fioritura, con possibili riduzioni dell’allegagione.

Esposizione
Come gli altri risi da risaia, necessita di pieno sole per assicurare un’adeguata attività fotosintetica e la formazione di pannocchie ben strutturate. Ombreggiamenti prolungati rallentano lo sviluppo della vegetazione, riducono la spigatura e abbassano la produttività.

Terreno
La coltivazione del riso Baldo avviene su terreni pianeggianti, idonei all’allagamento, preferibilmente argillosi o franco–argillosi, dotati di buona capacità di ritenzione idrica e adeguati livelli di sostanza organica. Suoli eccessivamente sabbiosi e molto permeabili non sono consigliati, poiché non consentono il mantenimento di uno strato d’acqua stabile. Il pH ottimale è compreso tra leggermente acido, neutro e debolmente alcalino.

Irrigazione
Il riso Baldo viene coltivato in genere in sommersione controllata, mantenendo uno strato d’acqua continuo per gran parte del ciclo vegetativo. La gestione dei livelli idrici nelle diverse fasi (pre–emergenza, accestimento, levata, maturazione) è essenziale per:

  • contenere le infestanti tipiche dell’ambiente di risaia;

  • ridurre lo stress idrico;

  • favorire uno sviluppo uniforme della coltura.

Oscillazioni improvvise del livello dell’acqua o periodi di asciutta non programmata possono compromettere yield e qualità tecnologica della granella.

Temperatura
Le temperature ottimali per la germinazione superano i 12–13 °C, mentre per lo sviluppo vegetativo e la fioritura risultano ideali valori compresi tra 20 e 30 °C. Episodi di freddo durante l’antesi riducono la fecondazione e l’allegagione; al contrario, periodi di caldo eccessivo associati a forte irraggiamento e vento secco possono causare scottature delle cariossidi e difetti di qualità (rotture, gessatura).

Concimazione
Il riso Baldo richiede una concimazione equilibrata in azoto (N), fosforo (P) e potassio (K):

  • l’azoto, distribuito in più frazioni (pre–sommersione e coperture), favorisce un corretto accestimento senza aumentare eccessivamente il rischio di allettamento;

  • il fosforo sostiene le fasi iniziali e lo sviluppo dell’apparato radicale;

  • il potassio contribuisce alla resistenza all’allettamento e a parametri qualitativi del chicco (consistenza, tenuta in cottura).

Eccessi azotati incrementano il rischio di malattie fungine (es. brusone), favoriscono l’allettamento e rendono meno stabile la resa.

Cure colturali
Le principali pratiche agronomiche comprendono:

  • controllo delle infestanti tramite rotazioni, eventuale falsa semina, tecniche meccaniche e/o trattamenti selettivi;

  • accurato livellamento del terreno per garantire una sommersione uniforme;

  • gestione attenta dei livelli idrici per contenere le specie idrofile indesiderate e ridurre lo stress della coltura;

  • monitoraggio di fitopatie (come brusone) e fitofagi, adottando strategie di difesa integrata;

  • scelta di una densità di semina adeguata per limitare la competizione interna e contenere il rischio di allettamento.

Una buona circolazione d’aria fra le piante favorisce la sanità della coltura e la regolare formazione delle pannocchie.

Raccolta
La raccolta avviene quando la maturazione delle cariossidi è uniforme e l’umidità della granella è idonea alla mietitrebbiatura meccanizzata. Un ritardo eccessivo favorisce allettamento, sgranatura e perdita di qualità. Dopo la raccolta, la granella viene essiccata fino a un tenore di umidità compatibile con la conservazione e con le successive fasi di lavorazione.

Moltiplicazione
La moltiplicazione della cultivar Baldo avviene tramite seme certificato, prodotto in lotti di selezione varietale per garantire purezza genetica, uniformità del chicco lungo A e stabilità delle caratteristiche tecnologiche e culinarie. In azienda, la semina in risaia (a spaglio o a righe, su terreno asciutto o in acqua) viene effettuata regolando la dose di seme in funzione della densità obiettivo, della fertilità del suolo e della tecnica agronomica adottata.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g (prodotto crudo)
(valori medi, in linea con risi bianchi a chicco lungo)

  • Energia: 335–360 kcal

  • Proteine: 6,5–8,0 g

  • Lipidi totali: 0,6–1,2 g

    • SFA (acidi grassi saturi): quota molto contenuta

    • MUFA e PUFA: frazioni minoritarie

  • Carboidrati disponibili: 76–80 g

    • Amido: componente principale

  • Fibre totali: 0,5–1,2 g

  • Minerali: fosforo, potassio, magnesio in quantità modeste

  • Vitamine del gruppo B: B1, B3, B6 in tracce

  • Umidità residua: 11–14 %


Principali sostanze contenute

  • Amido (amilosio + amilopectina; per Baldo la quota di amilosio è in genere relativamente elevata)

  • Proteine (prevalenza di prolamine e gluteline)

  • Fibre residue (principalmente cellulosa ed emicellulose, ridotte dalla perlatura)

  • Lipidi in tracce (trigliceridi, fosfolipidi)

  • Minerali: P, K, Mg in concentrazioni tipiche dei risi bianchi

  • Vitamine: gruppo B a livelli ridotti rispetto al riso integrale


Processo di produzione

  1. Coltivazione e raccolta

    • Semina in risaia, gestione idrica e nutrizionale; raccolta meccanica della granella matura.

  2. Essiccazione

    • Essiccazione fino a umidità idonea allo stoccaggio (circa 13–14 %).

  3. Sbramatura

    • Rimozione della lolla per ottenere il riso “semigreggio”.

  4. Perlatura e sbiancatura

    • Abrasione progressiva degli strati tegumentali fino al grado di bianco richiesto dallo standard commerciale.

  5. Selezione e pulizia

    • Rimozione di chicchi rotti, corpi estranei e difettosità mediante selezionatrici meccaniche e ottiche.

  6. Confezionamento

    • In sacchetti/barriera o altri imballi idonei, ambiente asciutto, chiusure sigillate.


Proprietà fisiche

  • Tipo di granello: chicco lungo A, di dimensioni piuttosto grandi

  • Forma: allungata, leggermente larga, regolare

  • Colore: bianco perlato, più o meno brillante a seconda del grado di perlatura

  • Densità: elevata, tipica dei risi semi-fini

  • Assorbimento idrico: medio-alto

  • Gelatinizzazione: progressiva, con buona stabilità del chicco


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • Tenuta in cottura: buona, con chicchi che restano compatti e ben formati

  • Collosità: contenuta, grazie al contenuto di amilosio; i chicchi tendono a rimanere ben separati se cotti correttamente

  • Texture: consistente, non eccessivamente morbida, idonea alla mantecatura controllata

  • Sapore: neutro, delicato, con leggere note farinose

  • Tempo di cottura: generalmente 15–18 minuti in bollitura o assorbimento, in funzione di acqua, attrezzature e lotto


Impieghi alimentari

  • Piatti a chicco asciutto o semi-sgranato

  • Insalate di riso di fascia medio–alta

  • Timballi e preparazioni da forno

  • Alcune tipologie di risotti dove è richiesta buona tenuta e chicco grande e definito

  • Piatti unici con verdure, carne, pesce o legumi, dove il riso funge da base strutturale


Nutrizione e salute
Il riso Baldo, chicco lungo A, presenta un profilo nutrizionale tipico dei risi bianchi perlati:

  • carboidrati complessi come fonte energetica principale;

  • quota proteica moderata con valore biologico inferiore rispetto alle proteine animali;

  • contenuto lipidico molto basso, con SFA ridotti e prevalenza relativa di acidi grassi insaturi.

Rispetto al riso integrale, il contenuto di fibra e micronutrienti è inferiore, poiché gli strati esterni sono stati rimossi in gran parte. Dal punto di vista glicemico, il contenuto di amilosio e la struttura del chicco possono favorire una risposta relativamente più graduale rispetto a varietà molto ricche in amilopectina, pur rimanendo un alimento a prevalente impatto glucidico. L’inserimento in un pasto che comprenda verdure, proteine e grassi di buona qualità contribuisce a modulare la risposta glicemica complessiva.


Nota porzione
Porzione standard consigliata per un adulto: 70–80 g di riso crudo, da adattare al fabbisogno energetico, al contesto del pasto e al livello di attività fisica.


Allergeni e intolleranze

  • Naturalmente privo di glutine.

  • Possibile contaminazione crociata con cereali contenenti glutine in impianti di lavorazione promiscui.

  • L’allergia specifica al riso è rara; in tali casi il riso Baldo non è idoneo.

  • In etichetta va indicata l’eventuale presenza o possibile contaminazione con altri allergeni regolamentati (“può contenere…”).


Conservazione e shelf-life

  • Conservare in luogo fresco, asciutto, al riparo da luce diretta e fonti di calore.

  • Evitare ambienti umidi, che favoriscono sviluppo di muffe e insetti delle derrate.

  • Shelf-life tipica: 18–24 mesi dalla data di confezionamento, se conservato correttamente.

  • Dopo l’apertura, richiudere accuratamente l’imballo o trasferire in contenitore a chiusura ermetica.


Sicurezza e regolatorio

  • Soggetto ai limiti legali per contaminanti chimici (metalli pesanti, residui di fitofarmaci, ecc.), micotossine e corpi estranei.

  • Devono essere applicati sistemi di gestione igienico–sanitaria come GMP/HACCP in tutte le fasi (coltivazione, lavorazione, confezionamento).

  • Obbligo di tracciabilità di filiera dalla produzione primaria alla distribuzione.


Etichettatura
L’etichetta di un riso Baldo commerciale riporta normalmente:

  • denominazione di vendita (es. “riso Baldo, chicco lungo A”)

  • paese di coltivazione e/o lavorazione, se previsto

  • lotto e termine minimo di conservazione

  • dichiarazione nutrizionale per 100 g (ed eventualmente per porzione)

  • modalità di conservazione

  • istruzioni di cottura di base

  • eventuale indicazione “senza glutine” solo se sussistono i requisiti normativi

  • eventuali claim nutrizionali o salutistici consentiti dalla normativa vigente


Troubleshooting

Difetti possibili

  • Chicchi troppo morbidi o sfatti

    • cottura prolungata oltre il tempo raccomandato;

    • rapporto acqua/riso eccessivo.

  • Chicchi leggermente collosi

    • mancato o insufficiente risciacquo (se richiesto) per rimuovere amido superficiale;

    • agitazione eccessiva durante la cottura.

  • Presenza di chicchi spezzati

    • selezione non ottimale o sollecitazioni meccaniche eccessive in lavorazione.

Misure preventive

  • Rispettare tempi e rapporti acqua/riso indicati dal produttore.

  • Effettuare un risciacquo delicato, se si desidera ridurre l’amido superficiale.

  • Utilizzare lotti omogenei per garantire uniformità di cottura, soprattutto in applicazioni industriali/ristorative.


Sostenibilità e filiera

  • Il riso Baldo proviene principalmente da aree risicole italiane (soprattutto Pianura Padana), in contesti di filiera convenzionale, integrata o biologica, a seconda dell’operatore.

  • Aspetti ambientali principali:

    • gestione dell’irrigazione e delle acque di risaia;

    • utilizzo di fertilizzanti e agrofarmaci;

    • gestione dei reflui e dei residui di campo (monitoraggio di parametri come BOD/COD).

  • Pratiche più sostenibili includono:

    • ottimizzazione dei volumi irrigui e tecniche di risparmio idrico;

    • rotazioni colturali per migliorare la fertilità del suolo e ridurre pressione di infestanti e patogeni;

    • riduzione e razionalizzazione degli input chimici;

    • eventuale adesione a schemi di certificazione (biologico, sistemi di qualità e sostenibilità volontari).


Principali funzioni INCI (cosmesi)
Derivati di riso Baldo (amido di riso, farine/polveri micronizzate, estratti) sono funzionalmente equivalenti ai derivati da altre varietà di riso e possono svolgere le seguenti funzioni INCI:

  • Assorbente (in polveri, prodotti sebo-assorbenti, dry shampoo, talchi cosmetici);

  • Opacizzante (riduzione della lucidità cutanea in prodotti make-up e skincare);

  • Condizionante cutaneo, migliorando la sensazione di morbidezza e “setosità” della pelle;

  • agente di controllo della viscosità in alcune formulazioni idrosolubili o emulsionate.


Conclusione
Il riso Baldo, chicco lungo A è una varietà adatta a preparazioni dove sono richiesti chicchi grandi, ben formati e con buona tenuta in cottura, con collosità contenuta e sapore neutro. Il profilo nutrizionale è quello tipico di un riso bianco amidaceo: fonte energetica di carboidrati complessi, quota proteica moderata, lipidi molto contenuti con SFA bassi. Le sue proprietà tecnologiche, unitamente alla versatilità negli impieghi (insalate, piatti unici, timballi, risotti specifici), ne facilitano l’utilizzo sia in ambito domestico sia in ristorazione e trasformazione alimentare.


Mini-glossario

  • SFA: Saturated Fatty Acids (acidi grassi saturi). In eccesso sono associati ad aumentato rischio cardiovascolare; nel riso la loro quota è molto contenuta rispetto ai carboidrati.

  • MUFA: MonoUnsaturated Fatty Acids (acidi grassi monoinsaturi), generalmente considerati favorevoli per il profilo lipidico se inseriti in una dieta equilibrata.

  • PUFA: PolyUnsaturated Fatty Acids (acidi grassi polinsaturi), che possono contribuire a un migliore assetto lipidico e ad azioni antinfiammatorie, se consumati in quantità adeguate.

  • GMP/HACCP: Good Manufacturing Practices / Hazard Analysis and Critical Control Points. Sistemi di gestione della qualità, igiene e sicurezza nelle filiere alimentari.

  • BOD/COD: Biochemical Oxygen Demand / Chemical Oxygen Demand. Parametri per valutare il carico organico e ossidabile delle acque reflue e stimare l’impatto ambientale degli scarichi industriali.

Studi

In generale, il riso contiene più di 100 sostanze bioattive principalmente nel suo strato di crusca tra cui l'acido fitico, isovitexina, gamma-orizanolo, fitosteroli, octacosanol, squalene, l'acido gamma-aminobutirrico, tocoferolo, derivati dal tocotrienolo (1) con attività antiossidante.

Non contiene invece il beta carotene (provitamina A) ed ha un contenuto molto basso di ferro e zinco (2).

Nella crusca di riso sono presenti sostanze fitochimiche bioattive che esercitano azioni protettive contro il cancro che coinvolgono il metabolismo dell'ospite e del microbioma intestinale. Una dieta a base di crusca di riso ha mostrato effetti positivi di riduzione del rischio di cancro al colon (3).

Allergie: attenzione, il riso contiene una certa quantità di lattosio.

Su questo ingrediente sono stati selezionati gli studi più rilevanti con una sintesi dei contenuti:

Riso studi

I risi più comunemente usati sono :

  • Arborio : chicchi grandi, in Italia è il più diffuso
  • Ribe : chicchi allungati.
  • Thaibonnet : chicchi medi allungati e sottili
  • Roma : chicchi grandi
  • Basmati : chicchi sottili e allungati. Coltivato in Pakistan e India
  • Carnaroli : chicchi grandi
  • Vialone nano : chicchi grandi e rotondeggianti
  • Originario o Balilla : chicchi piccoli tondeggianti
  • Jasmine : chicchi sottili di origini asiatiche
  • Rosso : chicci rossi, piccoli e stretti
  • Selvaggio : Zizania palustris
  • Baldo : chicchi grandi, lucidi
  • Gange : proviene dall'India.
  • Pedano : rilascia molto amido
  • Venere : proviene dalla Cina e dalla pianura padana
  • Patna : proviene dalla Thailandia. Chicchi lunghi e stretti
  • Sant'Andrea : Chicchi spessi e lunghi. Rilascia molto amido.

Virus e insetti parassiti del riso: Pseudomonas aeruginosa, Rice yellow mottle virus, Magnaporthe oryzae , Rice Tungro Bacilliform Virus, Lissorhoptrus oryzophilus Kuschel, Oebalus pugnax, Xanthomonas oryzae

Bibliografia_______________________________________________________________________

(1)  Bidlack W. Phytochemicals as bioacive agents. Lancaster, Basel, Switzerland: Technomic Publishing Co., Inc; 1999. pp. 25–36.

(2) Singh SP, Gruissem W, Bhullar NK.   Single genetic locus improvement of iron, zinc and β-carotene content in rice grains.    Sci Rep. 2017 Jul 31;7(1):6883. doi: 10.1038/s41598-017-07198-5.

Abstract. Nearly half of the world's population obtains its daily calories from rice grains, which lack or have insufficient levels of essential micronutrients. The deficiency of micronutrients vital for normal growth is a global health problem, and iron, zinc and vitamin A deficiencies are the most prevalent ones. We developed rice lines expressing Arabidopsis NICOTIANAMINE SYNTHASE 1 (AtNAS1), bean FERRITIN (PvFERRITIN), bacterial CAROTENE DESATURASE (CRTI) and maize PHYTOENE SYNTHASE (ZmPSY) in a single genetic locus in order to increase iron, zinc and β-carotene content in the rice endosperm. NAS catalyzes the synthesis of nicotianamine (NA), which is a precursor of deoxymugeneic acid (DMA) iron and zinc chelators, and also chelate iron and zinc for long distance transport. FERRITIN provides efficient storage of up to 4500 iron ions. PSY catalyzes the conversion of GGDP to phytoene, and CRTI performs the function of desaturases required for the synthesis of β-carotene from phytoene. All transgenic rice lines have significantly increased β-carotene, iron, and zinc content in the polished rice grains. Our results establish a proof-of-concept for multi-nutrient enrichment of rice grains from a single genetic locus, thus offering a sustainable and effective approach to address different micronutrient deficiencies at once.

(3) Zarei I, Oppel RC, Borresen EC, Brown RJ, Ryan EP. Modulation of plasma and urine metabolome in colorectal cancer survivors consuming rice bran.  Integr Food Nutr Metab. 2019 May;6(3). doi: 10.15761/IFNM.1000252.

Abstract. Rice bran has bioactive phytochemicals with cancer protective actions that involve metabolism by the host and the gut microbiome. Globally, colorectal cancer (CRC) is the third leading cause of cancer-related death and the increased incidence is largely attributed to poor dietary patterns, including low daily fiber intake. A dietary intervention trial was performed to investigate the impact of rice bran consumption on the plasma and urine metabolome of CRC survivors. Nineteen CRC survivors participated in a randomized-controlled trial that included consumption of heat-stabilized rice bran (30 g/day) or a control diet without rice bran for 4 weeks. A fasting plasma and first void of the morning urine sample were analyzed by non-targeted metabolomics using ultrahigh-performance liquid chromatography-tandem mass spectrometry (UHPLC-MS/MS). After 4 weeks of either rice bran or control diets, 12 plasma and 16 urine metabolites were significantly different between the groups (p≤0.05). Rice bran intake increased relative abundance of plasma mannose (1.373-fold) and beta-citrylglutamate (BCG) (1.593-fold), as well as increased urine N-formylphenylalanine (2.191-fold) and dehydroisoandrosterone sulfate (DHEA-S) (4.488-fold). Diet affected metabolites, such as benzoate, mannose, eicosapentaenoate (20:5n3) (EPA), and N-formylphenylalanine have been previously reported for cancer protection and were identified from the rice bran food metabolome. Nutritional metabolome changes following increased consumption of whole grains such as rice bran warrants continued investigation for colon cancer control and prevention attributes as dietary biomarkers for positive effects are needed to reduce high risk for colorectal cancer recurrence.

Brown DG, Borresen EC, Brown RJ, Ryan EP. Heat-stabilised rice bran consumption by colorectal cancer survivors modulates stool metabolite profiles and metabolic networks: a randomised controlled trial. Br J Nutr. 2017 May;117(9):1244-1256. doi: 10.1017/S0007114517001106. 

Abstract. Rice bran (RB) consumption has been shown to reduce colorectal cancer (CRC) growth in mice and modify the human stool microbiome. Changes in host and microbial metabolism induced by RB consumption was hypothesised to modulate the stool metabolite profile in favour of promoting gut health and inhibiting CRC growth. The objective was to integrate gut microbial metabolite profiles and identify metabolic pathway networks for CRC chemoprevention using non-targeted metabolomics. In all, nineteen CRC survivors participated in a parallel randomised controlled dietary intervention trial that included daily consumption of study-provided foods with heat-stabilised RB (30 g/d) or no additional ingredient (control). Stool samples were collected at baseline and 4 weeks and analysed using GC-MS and ultra-performance liquid chromatography-MS. Stool metabolomics revealed 93 significantly different metabolites in individuals consuming RB. A 264-fold increase in β-hydroxyisovaleroylcarnitine and 18-fold increase in β-hydroxyisovalerate exemplified changes in leucine, isoleucine and valine metabolism in the RB group. A total of thirty-nine stool metabolites were significantly different between RB and control groups, including increased hesperidin (28-fold) and narirutin (14-fold). Metabolic pathways impacted in the RB group over time included advanced glycation end products, steroids and bile acids. Fatty acid, leucine/valine and vitamin B6 metabolic pathways were increased in RB compared with control. There were 453 metabolites identified in the RB food metabolome, thirty-nine of which were identified in stool from RB consumers. RB consumption favourably modulated the stool metabolome of CRC survivors and these findings suggest the need for continued dietary CRC chemoprevention efforts.

Beyer P, Al-Babili S, Ye X, Lucca P, Schaub P, Welsch R, Potrykus I. Golden Rice: introducing the beta-carotene biosynthesis pathway into rice endosperm by genetic engineering to defeat vitamin A deficiency. J Nutr. 2002 Mar;132(3):506S-510S. doi: 10.1093/jn/132.3.506S. 

 Abstract. To obtain a functioning provitamin A (beta-carotene) biosynthetic pathway in rice endosperm, we introduced in a single, combined transformation effort the cDNA coding for phytoene synthase (psy) and lycopene beta-cyclase (beta-lcy) both from Narcissus pseudonarcissus and both under the control of the endosperm-specific glutelin promoter together with a bacterial phytoene desaturase (crtI, from Erwinia uredovora under constitutive 35S promoter control). This combination covers the requirements for beta-carotene synthesis and, as hoped, yellow beta-carotene-bearing rice endosperm was obtained in the T(0)-generation. Additional experiments revealed that the presence of beta-lcy was not necessary, because psy and crtI alone were able to drive beta-carotene synthesis as well as the formation of further downstream xanthophylls. Plausible explanations for this finding are that these downstream enzymes are constitutively expressed in rice endosperm or are induced by the transformation, e.g., by enzymatically formed products. Results using N. pseudonarcissus as a model system led to the development of a hypothesis, our present working model, that trans-lycopene or a trans-lycopene derivative acts as an inductor in a kind of feedback mechanism stimulating endogenous carotenogenic genes. Various institutional arrangements for disseminating Golden Rice to research institutes in developing countries also are discussed.