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REVIEW

Description

Al222
Al222 (25123 pt) 2025-Oct-25 10:42

Farina di grano tenero tipo 1 (Triticum aestivum L.)

Farina ottenuta dalla macinazione del grano tenero con un grado di estrazione intermedio (più “ricco” rispetto a 0/00, più “pulito” rispetto a tipo 2 e integrale). Contiene una quota maggiore di parti cruscali e germe rispetto alle farine più raffinate, con colore panna-avorio e sapore più cereale/nocciolato. È impiegata in pane e lievitati “rustici”, pizze/focacce a media idratazione e dolci da forno dal profilo aromatico più pieno.

Valore calorico (per 100 g di prodotto)

~340–360 kcal/100 g (dipende da umidità, proteine e tenore in fibra). Ai dosaggi d’uso standard il contributo energetico è analogo alle altre farine di frumento.

Composizione e parametri analitici (valori tipici)

Umidità: ≤14–15% (a norma di mercato).
Proteine: ~10,5–13,0% s.s. (variabile per origine e miscele).
Ceneripiù alte di tipo 0/00 (contenuto minerale maggiore per la presenza di frazioni periferiche).
Fibra: superiore a 0/00, inferiore a tipo 2/integrale.
Attività enzimatica: indice di caduta (falling number) in fascia panificabile.
Granulometria: farina fine con tracce di particelle cruscali visibili.
Nota: la classificazione “tipo” riguarda il grado di raffinazione/tenore in ceneri, non la “forza” della farina.

Processo di produzione

Selezione e pulitura del grano → condizionamento/temperaggiomacinazione a rulli con abburrattamento selettivo (estrazione intermedia) o molitura a pietra (profilo più aromatico) → setacciatura per ottenere il tenore desiderato di parti periferiche → omogeneizzazione e stoccaggio.

Proprietà sensoriali e tecnologiche

Colore: crema/avorio, più scuro di 0/00.
Aroma/sapore: cereale, leggermente nocciolato; più complesso in cottura (reazioni di Maillard).
Assorbimento d’acquamoderatamente superiore a 0/00 grazie alla maggiore fibra.
Reologia: maglia glutinica adeguata ai processi medi; maggiore tolleranza alla fermentazione rispetto a 0/00 con corretta idratazione.

Impieghi alimentari

Pane: pagnotte e filoni “rustici”, biga/poolish, ciabatte a idratazione media.
Pizza/focaccia: teglia e pala con maturazioni medio-lunghe; crosta più colorita.
Dolci da forno: plumcake, muffin, frolle rustiche, torte alle mele/cacao (brunitura più intensa).
Pasta fresca: impasti strutturati con tenuta in cottura superiore a 00 (miscibile con semola).
Blend: utile in miscela con tipo 0 o integrale per bilanciare colore, aroma e struttura.

Forza e reologia (indicazioni pratiche)

La forza (W) dipende dal blend e non dal “tipo”: con tipo 1 si trovano farine W ~180–300 per panificazione/pizza; P/L in genere 0,4–0,7 per impasti equilibrati. Regolare idratazione (+1–3% vs 0/00) e impastamento (shear moderato) per evitare indurimenti.

Nutrizione e salute

Più fibra, minerali e composti fenolici rispetto a 0/00; potenziale indice glicemico lievemente inferiore a parità di ricetta. L’apporto proteico e di glutine resta significativo (non idonea ai celiaci).

Etichettatura e note normative (generali)

Denominazione: “farina di grano tenero tipo 1”. La categoria “tipo” è legata ai limiti di ceneri/raffinazione previsti dalla normativa nazionale; la forza non è oggetto della classificazione e va dichiarata solo se richiesta dal cliente.

Qualità e specifiche (temi tipici)

Umidità, ceneri, proteine (s.s.), indice di caduta, W e P/L (alveografo), stabilità/E-farinografo, granulometriacolore.
Contaminanti: metalli, micotossine, residui fitosanitari nei limiti; microbiologia conforme.
Sensoriale: assenza di odori anomali (muffa, rancido).

Conservazione e shelf-life

Conservare al fresco, asciutto e al buio (≤20 °C, RH <65%), in sacchi barriera ben chiusi, lontano da odori. Shelf-life tipica 6–12 mesi secondo condizioni e imballo. Applicare rotazione FIFO e controllo infestanti.

Allergeni e sicurezza

Contiene glutine (allergene principale). Possibili cross-contamination con soia/sesamo/frutta a guscio in impianti plurifiliera: verificare HACCP.

Troubleshooting

Impasto troppo asciutto → aumentare idratazione 1–3% o introdurre autolisi.
Brunitura eccessiva → ridurre zuccheri/forno, abbassare T° o usare miscela con tipo 0.
Mollica fitta → impastamento eccessivo o idratazione bassa → ridurre tempo/energia, aumentare acqua, prolungare puntata.
Sapore “crudo” → pezzature grandi/forno freddo → estendere cottura, ottimizzare vapore.

Sostenibilità e filiera

Selezione di grani nazionali o a filiera corta, molitura a basso impatto energetico, valorizzazione dei sottoprodotti (crusca/ cruschello). Packaging riciclabile e logistica a temperatura/umidità controllate.

Conclusione

La farina di grano tenero tipo 1 offre un compromesso virtuoso tra performance tecnologica e profilo nutrizionale/sensoriale: più carattere e micronutrienti rispetto alle farine raffinate, con buona lavorabilità per pane, pizza e dolci rustici. La resa dipende da blend, idratazione, maturazione e gestione del forno.

Mini-glossario

W — indice di forza della farina (alveografo di Chopin).
P/L — rapporto tenacità/estensibilità dell’impasto.
Falling number — indice dell’attività α-amilasica.
Ceneri — residuo minerale: proxy del grado di estrazione.
FIFO — first in, first out: rotazione scorte.
HACCP — sistema di gestione dei pericoli e punti critici di controllo.