Soybean and/or canola oil
Sinonimi (INCI/food): Glycine Soja Oil (olio di soia), Canola Oil / Brassica Napus (Rapeseed) Seed Oil (olio di canola/colza)
Funzioni (food/cosmesi): emolliente, condizionante cutaneo/capillare, veicolo di attivi lipofili (cosmesi); olio da cottura, frittura, panificazione, salse e conserve (food)
Calorie (valore energetico)
≈ 884 kcal per 100 g (tipico degli oli 100% lipidi).
Definizione
“Soybean and/or canola oil” indica l’impiego di olio di soia, olio di canola (colza a basso acido erucico) oppure un loro blend in proporzioni variabili. Il rapporto tra i due determina stabilità ossidativa, profilo di fusione/viscosità, sensorialità e profilo nutrizionale (MUFA/PUFA).
Composizione in acidi grassi (valori indicativi)
Dipende da cultivar, clima, stagione, grado di raffinazione e aggiustamenti di blend.
Olio di soia (raffinato)
SFA: ~14–16% (palmitico ~10–11%, stearico ~3–4%)
MUFA: ~22–28% (oleico)
PUFA: ~55–60% (linoleico ~50–55%, α-linolenico ~6–9%)
Insaponificabile: tocoferoli (γ predominante), fitosteroli
Olio di canola (raffinato, low-erucic)
SFA: ~6–8%
MUFA: ~58–66% (oleico)
PUFA: ~25–32% (linoleico ~18–24%, α-linolenico ~8–12%)
Acido erucico: tracce (<2% specifica canola)
Insaponificabile: α/γ-tocoferolo, fitosteroli
Proprietà fisico-chimiche (raffinati)
Aspetto: liquidi limpidi giallo-paglierino
Odore/Sapore: neutri (deodorati)
Punto di fumo (indicativo, raffinati): soia ~230–235 °C; canola ~220–230 °C
Indice di iodio: soia ~120–140; canola ~110–126
Indice di saponificazione: soia ~189–195 mg KOH/g; canola ~182–193 mg KOH/g
Procedimento di fabbricazione (industriale, qualità raffinata/deodorata)
Valido per entrambi gli oli; differiscono rese e set-point operativi. I passaggi possono essere continui o batch.
1) Ricezione, pulizia e condizionamento dei semi
Rimozione impurità (setacci/vagli, aspirazione, magneti). Essiccazione o umidificazione per portare l’umidità al valore ottimale di lavorazione.
2) Frantumazione e fioccatura
Schiacciatura meccanica e fioccatura (flake) per aumentare la superficie di estrazione e rompere le cellule oleose.
3) Cottura/condizionamento termico
Trattamento a 60–105 °C (a seconda del seme) per inattivare enzimi (lipossigenasi nella soia), ridurre viscosità e migliorare l’estrazione.
4) Estrazione dell’olio grezzo
Pressatura meccanica (expeller) seguita da estrazione con solvente (tipicamente esano grado food) oppure sola estrazione con solvente in controcorrente.
Separazione del miscella olio-solvente dalla farina proteica.
5) Recupero solvente e degommaggio
Distillazione per rimuovere l’esano (recupero e riciclo).
Degommaggio: idratazione con acqua/acidi per precipitare fosfatidi (gomme) → centrifugazione. Possibile degommaggio enzimatico per resa superiore.
6) Neutralizzazione (raffinazione chimica)
Trattamento con NaOH per neutralizzare acidi grassi liberi (FFA) → formazione di saponi (soapstock) separati per centrifuga.
In alternativa: raffinazione fisica (steam refining) con deacidificazione in deodorazione, preferita per canola ad alto oleico.
7) Lavaggi e asciugatura
Lavaggi acquosi per rimuovere residui di sapone e fosfatidi; essiccazione sotto vuoto.
8) Deceratura/Winterizzazione (se richiesta)
Raffreddamento controllato e filtrazione per rimuovere cere/cristalli (chiarezza a freddo, es. dressing).
9) Decolorazione (bleaching)
Contatto con terre decoloranti/attivate per adsorbire pigmenti (clorofille, carotenoidi), ossidi metallici, prodotti di ossidazione → filtrazione.
10) Deodorazione (strippaggio a vapore sotto vuoto)
180–240 °C sotto alto vuoto con iniezione di vapore per rimuovere composti volatili (odore/sapore), ridurre ulteriormente FFA e tracce di pesticidi.
Opzionale deacidificazione fisica integrata.
11) Filtrazione finale, polishing e confezionamento
Filtri lucidanti, eventuale aggiunta di antiossidanti (tocoferolo) e confezionamento in contenitori barriera (luce/O₂).
Varianti: spremitura meccanica a freddo (rese minori, profilo sensoriale più marcato), alto oleico per stabilità elevata, deodorizzazione “soft” per mantenere tocoferoli.
Profilo funzionale (cosmesi)
Emollienza e scorrevolezza: sensoriale leggero (canola) e medio-leggero (soia); buona spreadability.
Apporto funzionale: veicolo di attivi lipofili; soia apporta fitosteroli e tocoferoli (azione antiossidante di supporto).
Stabilità ossidativa: canola > soia in media, grazie a MUFA↑; miscele bilanciano stabilità e fluidità.
Comedogenicità: bassa-media (~1–2; soggettiva e dose-dipendente).
Applicazioni
Cosmetica: creme O/W leggere, lozioni corpo, oli da massaggio, struccanti, sieri anidri leggeri; in saponificazione, ottima schiuma/condizionamento (con grassi saturi per durezza).
Food: frittura, panificazione, maionesi/dressing (emulsionabilità), conserve e sottoli; formulazioni alto oleico per uso ad alta temperatura.
Sicurezza e aspetti regolatori
Allergenicità: oli altamente raffinati presentano residui proteici molto bassi; rischio allergico generalmente basso, ma verificare requisiti di etichettatura paese-specifici.
INCI: “Glycine Soja (Soybean) Oil”, “Canola Oil” / “Brassica Napus Seed Oil”.
UE Cosmetici (Reg. 1223/2009): nessuna restrizione specifica per oli vegetali raffinati; uso secondo GMP.
Food: conformità a standard di purezza; canola può essere OGM a seconda dell’origine (dichiarazione ove richiesta).
Sostenibilità e supply chain
Soia: attenzione a deforestazione/cambi d’uso del suolo; preferire schemi certificati (es. RTRS, ProTerra) e tracciabilità.
Canola: impronta variabile per regione; opzioni non-OGM/biologiche disponibili.
Imballo/stoccaggio: contenitori barriera a luce/O₂; headspace ridotto; tocoferolo come antiossidante naturale aggiuntivo.
Stabilità e conservazione
Ossidazione: la soia (PUFA↑) è più suscettibile; canola più stabile. Conservare al buio, fresco, asciutto, con minima esposizione all’aria.
Shelf-life tipica: 12–18 mesi (raffinati) se ben protetti; versioni “alto oleico” mostrano vita utile più lunga.
Note formulative pratiche (cosmesi)
In emulsioni O/W: combinare con esteri leggeri (C15-19, isoamyl laurate) per migliorare touch e ridurre untuosità.
In stick/balsami, struttura da ottenere con cere (api/carnauba/candelilla) o burri (karité/cacao); canola fluidifica, soia contribuisce a spread e tocco setoso.
Antiossidazione: aggiungere vitamina E (0,05–0,2%); limitare cicli termici e metalli pro-ossidanti (preferire attrezzature AISI idonee).
Considerazioni nutrizionali (food, sintesi)
Soia: PUFA elevati (ω-6/ω-3); ricca in γ-tocoferolo; ottima per condimenti a freddo e maionesi.
Canola: MUFA elevati e ALA (ω-3) ~8–12%; profilo lipidico favorevole e gusto neutro; adatta a freddo e a caldo moderato/alto (raffinata).
Il blend permette di calibrare stabilità in cottura (canola) e apporto PUFA (soia).
Conclusione
Soybean and/or canola oil rappresenta una piattaforma lipidica versatile. La canola offre stabilità, leggerezza sensoriale e MUFA; la soia apporta PUFA e una buona attività antiossidante naturale (tocoferoli). Il processo di fabbricazione (degommaggio → raffinazione → decolorazione → deodorazione) garantisce un olio neutro, stabile e sicuro per alimenti e cosmetici. Con selezione del blend, protezione dall’ossidazione e buone pratiche di formulazione/stoccaggio, si ottengono prodotti performanti, stabili e conformi.
Per maggiori informazioni salutari:
Olio di soia
https://www.tiiips.com/m/tiiips/home?action=viewObject&oID=2639
Olio di canola
https://www.tiiips.com/m/tiiips/home?action=viewObject&oID=31188