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RECENSIONE

Recensione

Al222
Al222 (25419 pt) 06-Oct-2025 08:58

Soybean and/or canola oil
Sinonimi (INCI/food): Glycine Soja Oil (olio di soia), Canola OilBrassica Napus (Rapeseed) Seed Oil (olio di canola/colza)
Funzioni (food/cosmesi): emolliente, condizionante cutaneo/capillare, veicolo di attivi lipofili (cosmesi); olio da cottura, frittura, panificazione, salse e conserve (food)

Calorie (valore energetico)
≈ 884 kcal per 100 g (tipico degli oli 100% lipidi).

Definizione
Soybean and/or canola oil” indica l’impiego di olio di soia, olio di canola (colza a basso acido erucico) oppure un loro blend in proporzioni variabili. Il rapporto tra i due determina stabilità ossidativa, profilo di fusione/viscosità, sensorialità e profilo nutrizionale (MUFA/PUFA).

Composizione in acidi grassi (valori indicativi)
Dipende da cultivar, clima, stagione, grado di raffinazione e aggiustamenti di blend.

  • Olio di soia (raffinato)

    • SFA: ~14–16% (palmitico ~10–11%, stearico ~3–4%)

    • MUFA: ~22–28% (oleico)

    • PUFA: ~55–60% (linoleico ~50–55%, α-linolenico ~6–9%)

    • Insaponificabile: tocoferoli (γ predominante), fitosteroli

  • Olio di canola (raffinato, low-erucic)

    • SFA: ~6–8%

    • MUFA: ~58–66% (oleico)

    • PUFA: ~25–32% (linoleico ~18–24%, α-linolenico ~8–12%)

    • Acido erucico: tracce (<2% specifica canola)

    • Insaponificabile: α/γ-tocoferolo, fitosteroli

Proprietà fisico-chimiche (raffinati)

  • Aspetto: liquidi limpidi giallo-paglierino

  • Odore/Sapore: neutri (deodorati)

  • Punto di fumo (indicativo, raffinati): soia ~230–235 °C; canola ~220–230 °C

  • Indice di iodio: soia ~120–140; canola ~110–126

  • Indice di saponificazione: soia ~189–195 mg KOH/g; canola ~182–193 mg KOH/g

Procedimento di fabbricazione (industriale, qualità raffinata/deodorata)
Valido per entrambi gli oli; differiscono rese e set-point operativi. I passaggi possono essere continui o batch.

  • 1) Ricezione, pulizia e condizionamento dei semi

    • Rimozione impurità (setacci/vagli, aspirazione, magneti). Essiccazione o umidificazione per portare l’umidità al valore ottimale di lavorazione.

  • 2) Frantumazione e fioccatura

    • Schiacciatura meccanica e fioccatura (flake) per aumentare la superficie di estrazione e rompere le cellule oleose.

  • 3) Cottura/condizionamento termico

    • Trattamento a 60–105 °C (a seconda del seme) per inattivare enzimi (lipossigenasi nella soia), ridurre viscosità e migliorare l’estrazione.

  • 4) Estrazione dell’olio grezzo

    • Pressatura meccanica (expeller) seguita da estrazione con solvente (tipicamente esano grado food) oppure sola estrazione con solvente in controcorrente.

    • Separazione del miscella olio-solvente dalla farina proteica.

  • 5) Recupero solvente e degommaggio

    • Distillazione per rimuovere l’esano (recupero e riciclo).

    • Degommaggio: idratazione con acqua/acidi per precipitare fosfatidi (gomme) → centrifugazione. Possibile degommaggio enzimatico per resa superiore.

  • 6) Neutralizzazione (raffinazione chimica)

    • Trattamento con NaOH per neutralizzare acidi grassi liberi (FFA) → formazione di saponi (soapstock) separati per centrifuga.
      In alternativa: raffinazione fisica (steam refining) con deacidificazione in deodorazione, preferita per canola ad alto oleico.

  • 7) Lavaggi e asciugatura

    • Lavaggi acquosi per rimuovere residui di sapone e fosfatidi; essiccazione sotto vuoto.

  • 8) Deceratura/Winterizzazione (se richiesta)

    • Raffreddamento controllato e filtrazione per rimuovere cere/cristalli (chiarezza a freddo, es. dressing).

  • 9) Decolorazione (bleaching)

    • Contatto con terre decoloranti/attivate per adsorbire pigmenti (clorofille, carotenoidi), ossidi metallici, prodotti di ossidazione → filtrazione.

  • 10) Deodorazione (strippaggio a vapore sotto vuoto)

    • 180–240 °C sotto alto vuoto con iniezione di vapore per rimuovere composti volatili (odore/sapore), ridurre ulteriormente FFA e tracce di pesticidi.

    • Opzionale deacidificazione fisica integrata.

  • 11) Filtrazione finale, polishing e confezionamento

    • Filtri lucidanti, eventuale aggiunta di antiossidanti (tocoferolo) e confezionamento in contenitori barriera (luce/O₂).

Varianti: spremitura meccanica a freddo (rese minori, profilo sensoriale più marcato), alto oleico per stabilità elevata, deodorizzazione “soft” per mantenere tocoferoli.

Profilo funzionale (cosmesi)

  • Emollienza e scorrevolezza: sensoriale leggero (canola) e medio-leggero (soia); buona spreadability.

  • Apporto funzionale: veicolo di attivi lipofili; soia apporta fitosteroli e tocoferoli (azione antiossidante di supporto).

  • Stabilità ossidativa: canola > soia in media, grazie a MUFA↑; miscele bilanciano stabilità e fluidità.

  • Comedogenicità: bassa-media (~1–2; soggettiva e dose-dipendente).

Applicazioni

  • Cosmetica: creme O/W leggere, lozioni corpo, oli da massaggio, struccanti, sieri anidri leggeri; in saponificazione, ottima schiuma/condizionamento (con grassi saturi per durezza).

  • Food: frittura, panificazione, maionesi/dressing (emulsionabilità), conserve e sottoli; formulazioni alto oleico per uso ad alta temperatura.

Sicurezza e aspetti regolatori

  • Allergenicità: oli altamente raffinati presentano residui proteici molto bassi; rischio allergico generalmente basso, ma verificare requisiti di etichettatura paese-specifici.

  • INCI: “Glycine Soja (Soybean) Oil”, “Canola Oil” / “Brassica Napus Seed Oil”.

  • UE Cosmetici (Reg. 1223/2009): nessuna restrizione specifica per oli vegetali raffinati; uso secondo GMP.

  • Food: conformità a standard di purezza; canola può essere OGM a seconda dell’origine (dichiarazione ove richiesta).

Sostenibilità e supply chain

  • Soia: attenzione a deforestazione/cambi d’uso del suolo; preferire schemi certificati (es. RTRS, ProTerra) e tracciabilità.

  • Canola: impronta variabile per regione; opzioni non-OGM/biologiche disponibili.

  • Imballo/stoccaggio: contenitori barriera a luce/O₂; headspace ridotto; tocoferolo come antiossidante naturale aggiuntivo.

Stabilità e conservazione

  • Ossidazione: la soia (PUFA↑) è più suscettibile; canola più stabile. Conservare al buio, fresco, asciutto, con minima esposizione all’aria.

  • Shelf-life tipica: 12–18 mesi (raffinati) se ben protetti; versioni “alto oleico” mostrano vita utile più lunga.

Note formulative pratiche (cosmesi)

  • In emulsioni O/W: combinare con esteri leggeri (C15-19, isoamyl laurate) per migliorare touch e ridurre untuosità.

  • In stick/balsami, struttura da ottenere con cere (api/carnauba/candelilla) o burri (karité/cacao); canola fluidifica, soia contribuisce a spread e tocco setoso.

  • Antiossidazione: aggiungere vitamina E (0,05–0,2%); limitare cicli termici e metalli pro-ossidanti (preferire attrezzature AISI idonee).

Considerazioni nutrizionali (food, sintesi)

  • Soia: PUFA elevati (ω-6/ω-3); ricca in γ-tocoferolo; ottima per condimenti a freddo e maionesi.

  • Canola: MUFA elevati e ALA (ω-3) ~8–12%; profilo lipidico favorevole e gusto neutro; adatta a freddo e a caldo moderato/alto (raffinata).

  • Il blend permette di calibrare stabilità in cottura (canola) e apporto PUFA (soia).

Conclusione
Soybean and/or canola oil rappresenta una piattaforma lipidica versatile. La canola offre stabilità, leggerezza sensoriale e MUFA; la soia apporta PUFA e una buona attività antiossidante naturale (tocoferoli). Il processo di fabbricazione (degommaggio → raffinazione → decolorazione → deodorazione) garantisce un olio neutro, stabile e sicuro per alimenti e cosmetici. Con selezione del blend, protezione dall’ossidazione e buone pratiche di formulazione/stoccaggio, si ottengono prodotti performanti, stabili e conformi.

Per maggiori informazioni salutari:

Olio di soia

https://www.tiiips.com/m/tiiips/home?action=viewObject&oID=2639

Olio di canola

https://www.tiiips.com/m/tiiips/home?action=viewObject&oID=31188