Mentha citrata (Lamiaceae) – menta citrata / menta bergamotto
Mentha citrata, nota in italiano come menta citrata o menta bergamotto, è una menta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, strettamente imparentata con la menta piperita e la menta acquatica. Dal punto di vista tassonomico è stata interpretata nel tempo in modi diversi: come ibrido tra Mentha aquatica e Mentha spicata, come forma o varietà di Mentha × piperita (ad esempio Mentha × piperita f. citrata), oppure come forma di Mentha aquatica var. citrata. Ciò che rimane costante, al di là delle sfumature nomenclaturali, è il suo profilo aromatico peculiare, che unisce note agrumate e fiorite a una base mentolata delicata, motivo per cui è conosciuta anche come “Eau de Cologne mint” o bergamot mint.
Dal punto di vista morfologico, la menta citrata è una pianta erbacea perenne a rapido accrescimento, con fusti quadrangolari spesso sfumati di porpora, che possono formare dense macchie grazie alla produzione di rizomi e stoloni sotterranei. Le foglie, opposte, ovate con margine finemente seghettato, sono di colore verde scuro spesso con riflessi violacei sui margini e sulla nervatura centrale, e risultano ricche di tricomi ghiandolari nei quali si accumula l’olio essenziale. Stropicciando la foglia si sprigiona un odore dolce, agrumato, vagamente lavandato, nettamente diverso dal profumo più “freddo” e pungente della menta piperita classica. I fiori, piccoli e di colore lilla o porpora chiaro, sono riuniti in spighe terminali dense che fioriscono in estate, fornendo nettare abbondante per api e altri insetti impollinatori.
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Ecologicamente, Mentha citrata si comporta come molte altre mente coltivate: predilige suoli freschi o moderatamente umidi, ben dotati di sostanza organica, in posizioni da pieno sole a mezz’ombra. Tollera bene climi temperati e anche condizioni subtropicali, purché non vi siano periodi di siccità prolungata. La forte capacità di propagazione vegetativa la rende una specie facilmente coltivabile in orti e giardini, ma richiede talvolta contenimento per evitare che si espanda oltre lo spazio desiderato. In coltivazione intensiva per la produzione di olio essenziale, particolarmente in aree come l’India e altre regioni asiatiche, la menta citrata viene gestita con cicli di taglio e distillazione ripetuti, sfruttando la sua attitudine a rigettare vigorosamente dopo il taglio.
L’aspetto più distintivo di Mentha citrata è il suo profilo fitochimico, dominato da un olio essenziale ricco in linalolo e linalil acetato, con concentrazioni che, nelle fonti più citate, possono rappresentare anche il 70–90% del totale. In molti chemotipi si osservano proporzioni approssimativamente simili tra linalolo (alcol terpenico) e linalil acetato (ester corrispondente), con la presenza in quote minori di altri terpeni come geranil acetato, neril acetato, α-terpineolo, 1,8-cineolo e tracce di componenti mentolici. Questa combinazione rende l’olio di menta citrata sensorialmente simile a quello di lavanda e di bergamotto, con un carattere olfattivo floreale–agrumato–mentolato particolarmente apprezzato in profumeria e aromaterapia delicata.
Dal punto di vista degli usi tradizionali e moderni, la menta citrata occupa una posizione intermedia tra le mente “alimentari” e le mente “profumiere”. In alcune tradizioni locali le foglie sono impiegate per preparare tisane rinfrescanti dal gusto lievemente agrumato, oppure per aromatizzare bevande, macedonie, piatti a base di pesce e dessert, in modo analogo alla “menta bergamotto”. Tuttavia, il suo impiego alimentare è quantitativamente più limitato rispetto a specie come Mentha spicata e Mentha × piperita, e molto del valore commerciale della pianta è legato alla produzione di olio essenziale destinato a profumi, acque aromatiche, saponi, prodotti per l’igiene e talvolta a formulazioni per massaggi rilassanti o bagni aromatici.
Sul piano salutistico, l’olio essenziale di menta citrata è apprezzato per il suo profilo tendenzialmente dolce e non aggressivo, giudicato in genere più delicato rispetto a oli ricchi in mentolo o pulegone. La predominanza di linalolo e linalil acetato è associata, in studi sperimentali e nell’esperienza aromaterapica, a effetti lievemente sedativi, ansiolitici e miorilassanti, in parte simili a quelli osservati con l’olio di lavanda. Alcune fonti attribuiscono all’olio anche proprietà antispasmodiche, digestive, antisettiche lievi e deodoranti, sebbene il livello di evidenza clinica resti limitato e spesso estrapolato da studi su singoli componenti come il linalolo. In ogni caso, come per tutti gli oli essenziali, è necessario un uso prudente: sono raccomandate diluizioni adeguate in veicoli oleosi o in prodotti finiti, evitando l’applicazione diretta su pelle sensibile e l’ingestione non supervisionata. L’impiego in gravidanza, nei bambini piccoli e in soggetti con particolari fragilità deve seguire le linee guida generali di sicurezza sugli oli essenziali ricchi in monoterpeni ossigenati.
Dal punto di vista nutrizionale, il contributo della menta citrata nella dieta è legato soprattutto al ruolo di aromatizzante più che a un apporto significativo di macro- o micronutrienti, dato che le quantità normalmente utilizzate sono ridotte. Le foglie fresche contengono comunque fibre, una piccola quota di vitamina C, carotenoidi e vari composti fenolici dalle potenziali proprietà antiossidanti, in linea con quanto osservato nelle altre specie del genere Mentha.
Classificazione botanica (sistema APG IV)
| Categoria | Dato |
|---|---|
| Nome comune | menta citrata, menta bergamotto, menta agrumata |
| Nome botanico | Mentha citrata Ehrh. (spesso trattata come forma/ibrido di Mentha aquatica) |
| Regno | Plantae |
| Clade | Angiosperme → eudicotiledoni → asteridi (lamiidi) |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Genere | Mentha |
| Specie | Mentha citrata Ehrh. (in alcune classificazioni sinonimo di Mentha aquatica) |
Valori nutrizionali indicativi per 100 g (pianta fresca di Mentha citrata)
Valori medi riferiti alla parte aerea fresca (foglie e fusti teneri), stimati per menta citrata e altre menthe fresche aromatiche; nella pratica culinaria si usano quantità molto inferiori a 100 g.
| Componente | Valore medio per 100 g circa |
|---|---|
| Energia | ~ 40–45 kcal |
| Acqua | ~ 85–86 g |
| Carboidrati totali | ~ 8–8,5 g |
| — di cui zuccheri | ~ 5 g (stima per menthe fresche) |
| Fibra alimentare | ~ 6,5–7 g |
| Proteine | ~ 3,2–3,5 g |
| Lipidi totali | ~ 0,7–0,8 g |
| — di cui acidi grassi saturi (SFA – Saturated Fatty Acids) | ~ 0,18–0,25 g |
| — monoinsaturi (MUFA – MonoUnsaturated Fatty Acids) | ~ 0,02–0,03 g |
| — polinsaturi (PUFA – PolyUnsaturated Fatty Acids) | ~ 0,35–0,40 g |
| Sodio | ~ 30 mg (basso) |
| Principali minerali | potassio (≈ 250–450 mg), calcio (≈ 180–200 mg), fosforo, magnesio, ferro (tenori tipici delle menthe fresche) |
| Vitamine rilevanti | vitamina C, provitamina A (carotenoidi), piccole quantità di vitamine del gruppo B |
Alle porzioni d’uso tipiche (circa 2–5 g di foglie fresche, per tisane o come aroma in piatti dolci e salati) l’apporto calorico è trascurabile e il contributo in fibra, vitamina C, vitamina A e minerali, pur qualitativamente interessante, resta quantitativamente modesto rispetto alla dieta complessiva.
Nota sul profilo lipidico
La menta citrata presenta, come le altre specie di Mentha, un contenuto in grassi molto basso:
Gli acidi grassi saturi (SFA) sono presenti in quantità ridotte; quando prevalgono nella dieta complessiva rispetto agli insaturi, sono considerati meno favorevoli per l’equilibrio cardiovascolare.
Gli acidi grassi monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA) compaiono in quantità minime e non influenzano in modo significativo il profilo lipidico giornaliero.
Dal punto di vista nutrizionale l’interesse per Mentha citrata è legato soprattutto ai composti aromatici (profilo agrumato/bergamotto dell’olio essenziale), alla fibra e ai micronutrienti, più che al contenuto di grassi o calorie.
Processo di produzione
La menta citrata è una forma/cultivar appartenente al gruppo delle mente aromatiche, spesso indicata anche come “bergamot mint” per il suo profilo olfattivo agrumato-floreale che ricorda il bergamotto. È coltivata in climi temperati, su suoli ben drenati e in pieno sole o mezz’ombra. La raccolta avviene in fase di piena fioritura, quando la concentrazione di olio essenziale nelle foglie e nelle sommità fiorite è massima.
Dopo il taglio, le parti aeree vengono essiccate in strati sottili, all’ombra e in ambienti ventilati, evitando temperature troppo elevate che potrebbero degradare i componenti aromatici più sensibili (in particolare linalolo e linalyl acetate). La materia prima essiccata può essere destinata direttamente a tisane o miscele aromatiche, oppure all’estrazione dell’olio essenziale.
L’olio essenziale di Mentha citrata si ottiene tramite distillazione in corrente di vapore dell’erba essiccata o semi-fresca. Il distillato viene separato in fase acquosa (idrolato) e fase oleosa, quindi filtrato e talvolta rettificato o standardizzato. La composizione tipica è dominata da linalolo e linalyl acetate, con contributi minori di altre molecole come α-terpineolo, geranil acetato, neril acetato e solo quantità modeste di mentolo; per questo la menta citrata ha un carattere olfattivo più morbido, floreale e rilassante rispetto alle mente ricche in mentolo.
Applicazioni
L’impiego principale di Mentha citrata è legato all’aromaterapia, alla profumeria e alla cosmetica. L’olio essenziale è apprezzato per la sua nota dolce, erbacea, leggermente agrumata e delicatamente mentolata, spesso descritta come una via di mezzo tra menta e lavanda. Viene impiegato:
in miscele per massaggi rilassanti e oli da bagno,
in prodotti per il benessere serale (spray cuscino, diffusori ambiente, miscele da diffusione),
in profumazioni per prodotti corpo dove si desidera una freschezza morbida, meno “penetrante” di altre mente.
In fitocosmesi, estratti idroalcolici o idrolati di menta citrata possono essere inclusi in tonici viso, prodotti per la detersione delicata e formulazioni “relax” per il corpo. Come aroma alimentare, dove consentito, può comparire in tisane e prodotti dolciari, ma l’impiego è di nicchia rispetto ad altre specie di menta.
Dal punto di vista energetico, l’uso tipico in gocce o tracce (olio essenziale o erba in tisana) comporta un apporto calorico trascurabile; la pianta non è utilizzata come fonte di energia, ma esclusivamente come aroma e principio funzionale.
Nutrizione e salute
La pianta essiccata apporta una piccola quantità di fibre e composti fenolici, ma nelle modalità d’uso reali (tisane, aromi) il contributo nutrizionale è minimo. L’interesse è focalizzato sulla frazione volatile, ricca di linalolo e linalyl acetate, molecole note per il loro ruolo in aromaterapia come coadiuvanti del rilassamento e del comfort mentale in preparati da diffusione o applicazione cutanea diluita.
Studi su oli essenziali di menta citrata hanno evidenziato attività antimicrobiche e antiossidanti in vitro, ma si tratta di dati sperimentali che non possono essere tradotti direttamente in indicazioni terapeutiche per l’uomo. L’uso deve rimanere nel perimetro di benessere, igiene e cosmetica, senza sovrapporsi a trattamenti medici.
L’assunzione per via interna di olio essenziale concentrato non è raccomandata se non in prodotti regolamentati e sotto guida professionale. Come tutte le mente, anche Mentha citrata va usata con prudenza in soggetti con patologie epatiche, gastriche o in terapia farmacologica complessa, e con particolare cautela in gravidanza, allattamento e infanzia.
Allergeni e intolleranze
L’olio essenziale di menta citrata contiene linalolo, linalyl acetate e altre sostanze classificate come potenziali allergeni da fragranza. In cosmetici e prodotti profumati può determinare, in soggetti predisposti, irritazione cutanea o dermatite allergica da contatto, soprattutto a concentrazioni elevate o in prodotti leave-on.
Per persone con pelle sensibile, dermatite atopica o allergia nota alle fragranze è consigliabile preferire prodotti privi di oli essenziali o con formulazioni specifiche per pelli reattive. In etichetta, gli allergeni della fragranza devono essere dichiarati quando superano i limiti previsti dalla normativa.
Conservazione e shelf-life
La droga essiccata di menta citrata va conservata in luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce, in contenitori ben chiusi. In queste condizioni mantiene un aroma accettabile per circa 1–2 anni, con una graduale perdita di intensità nel tempo.
L’olio essenziale è più sensibile a ossidazione e volatilizzazione. Deve essere conservato in flaconi di vetro scuro, ben chiusi, lontano da fonti di calore e luce diretta. Un’adeguata conservazione aiuta a preservare il profilo olfattivo (ricco in linalolo e linalyl acetate) e a limitare la formazione di prodotti di ossidazione potenzialmente più irritanti. I produttori indicano generalmente una shelf-life di circa 2–3 anni in condizioni corrette.
Sicurezza e aspetti regolatori
Rispetto ad altre mente ricche in mentolo o pulegone, la menta citrata presenta in genere tenori molto bassi di componenti considerati più critici dal punto di vista tossicologico (pulegone, mentofurano); il rischio principale, in cosmetica e aromaterapia, è legato alla sensibilizzazione cutanea da sostanze odorose come linalolo e d-limonene.
Nell’Unione Europea l’olio essenziale di menta citrata rientra tra gli ingredienti cosmetici profumanti (Mentha Citrata Herb Oil / Mentha Citrata Oil) e deve rispettare il Regolamento cosmetico, le raccomandazioni sulle fragranze e le linee guida per l’etichettatura degli allergeni. Per usi come aroma alimentare valgono le regole generali sugli aromi, con l’indicazione che l’esposizione a eventuali tracce di pulegone/mentofurano deve essere mantenuta più bassa possibile.
Gli operatori devono lavorare secondo GMP, controllando identità botanica, profilo cromatografico, contenuto in componenti principali, eventuali contaminanti (metalli, pesticidi, solventi residui) e parametri di stabilità.
Etichettatura
In prodotti erboristici la pianta può essere indicata come Menta citrata, Menta bergamotto o Mentha citrata (sommità/foglie).
In cosmetica le denominazioni INCI più comuni sono, ad esempio:
Mentha Citrata Herb Oil
Mentha Citrata Oil
Nelle liste ingredienti dei cosmetici, l’olio può comparire da solo oppure come parte di un “Parfum” complesso. Gli allergeni (per esempio Linalool, Limonene) devono essere riportati separatamente quando superano le soglie stabilite.
Funzioni INCI principali (cosmesi)
Nei cosmetici gli ingredienti derivati da Mentha citrata svolgono principalmente funzioni legate al profumo e alla percezione sensoriale:
Fragrance / perfumante: conferisce una nota fresca, erbacea, agrumata e morbida, spesso usata come componente di accordi rilassanti.
Skin conditioning (secondario): in alcune formulazioni corpo e massaggio contribuisce a una sensazione soggettiva di comfort e benessere cutaneo.
Masking: può aiutare a mascherare odori indesiderati di alcune materie prime, integrandosi nel bouquet profumante complessivo.
Conclusione
Mentha citrata (menta citrata o menta bergamotto) rappresenta una menta “morbida”, con profilo chimico dominato da linalolo e linalyl acetate e un carattere olfattivo intermedio tra menta e lavanda. Il suo ambito d’elezione è la cosmetica profumata, l’aromaterapia e le preparazioni per il benessere, mentre il contributo nutrizionale ed energetico è trascurabile ai dosaggi reali d’impiego.
Una gestione accurata di coltivazione, raccolta, essiccazione, distillazione e controllo qualità consente di ottenere oli ed estratti stabili, sicuri e conformi al quadro regolatorio, sfruttando le qualità aromatiche della menta citrata e mantenendo sotto controllo i potenziali rischi di sensibilizzazione cutanea e di esposizione a componenti regolamentate.

