Pollock / Alaska pollock
(Gadus chalcogrammus – filetti freschi, surgelati, blocchi, surimi, prodotti impanati) pescato soprattutto nel Pacifico nordico (Mar di Bering, Golfo dell’Alaska).
Per molti anni l’Alaska pollock è stato indicato come Theragra chalcogramma: questo è il nome usato nella maggior parte degli articoli scientifici, soprattutto prima degli anni 2010.
Studi filogenetici hanno poi mostrato che si tratta in realtà di un vero “cod” molto vicino all’Atlantic cod, e la specie è stata ricollocata nel genere Gadus.
Oggi il nome accettato nei principali repertori tassonomici è Gadus chalcogrammus, mentre Theragra chalcogramma è considerato sinonimo (storico) del nome valido.
Descrizione
Con Pollock o Alaska pollock si indica principalmente Gadus chalcogrammus, gadide affine al merluzzo,
È un pesce bianco magro, a sapore molto delicato e carne a sfaldatura fine; rappresenta una delle specie più pescate al mondo, base per filetti e per la produzione di surimi.
Formati commerciali principali:
filetti e porzioni fresche o refrigerate (più raramente);
surgelato IQF in filetti, loins, porzioni, blocchi;
blocchi di filetti per l’industria;
prodotti trasformati: bastoncini, impanati/pastellati, burger, surimi e analoghi di crostacei, piatti pronti.
È caratterizzato da un corpo allungato e slanciato, con una colorazione che varia dal verde oliva al bruno sul dorso e bianco-rosa la parte inferiore.

Habitat e Distribuzione
Questo pesce è diffuso principalmente nel Mare di Bering, nel Mare di Okhotsk e nel nord del Pacifico e predilige acque fredde e profonde, spesso formando grandi banchi.
Alimentazione
Si nutre di una varietà di organismi marini, inclusi pesci più piccoli, crostacei e zooplancton e la sua dieta varia a seconda della disponibilità di cibo nell'ambiente.
Riproduzione
La riproduzione avviene in inverno. Le femmine depongono le uova in acque profonde e i giovani merluzzi dell'Alaska trascorrono i primi anni di vita in acque poco profonde prima di migrare verso acque più aperte.
Importanza Economica
Il merluzzo dell'Alaska è una delle principali risorse ittiche, soprattutto per la produzione di surimi e filetti. È una fonte importante di cibo e ha un ruolo significativo nell'economia della pesca.
Conservazione
La specie è soggetta ad eccesso di pesca in alcune aree, il che richiede una gestione sostenibile delle risorse ittiche. Sono in atto sforzi per monitorare le popolazioni e regolamentare la pesca.
Valori nutrizionali indicativi (per 100 g di Alaska pollock crudo, parte edibile)
(Range tipico per filetti non precedentemente congelati.)
Energia: 70–75 kcal
Acqua: ≈ 80–83 g
Proteine: 16–17 g
Grassi totali: 0,4–0,8 g
prima occorrenza: SFA/MUFA/PUFA = acidi grassi saturi/monoinsaturi/polinsaturi; nel pollock i grassi sono molto bassi, con saturi intorno a 0,1–0,2 g/100 g e una piccola quota di MUFA e PUFA, inclusi omega-3. In una dieta che limiti i saturi complessivi, questo profilo è considerato favorevole, perché l’alimento apporta pochissimi SFA e una modesta ma qualitativamente valida quota di grassi insaturi.
Carboidrati: 0 g
Colesterolo: ≈ 35–60 mg
Sodio (intrinseco, senza sale aggiunto): ≈ 50–70 mg
(Prodotti impanati/fritti o surimi possono avere energia, grassi e sodio molto più elevati per effetto di panature, oli, amidi e sale.)
Principali sostanze contenute
Proteine
proteine di elevato valore biologico (VB) con profilo completo di amminoacidi essenziali;
buona dotazione di BCAA (leucina, isoleucina, valina), utili per il metabolismo muscolare.
Lipidi
carne estremamente magro–proteica, con tenori lipidici simili o inferiori al merluzzo;
presenza di omega-3 a lunga catena EPA e DHA, in quantità moderata ma non trascurabile per un pesce magro.
Vitamine e minerali
selenio, fosforo, potassio e iodio in livelli significativi;
vitamine del gruppo B (in particolare B3 e B12).
Altri componenti
parvalbumina come principale allergene;
basse concentrazioni di istamina se la catena del freddo è corretta;
contenuto medio di mercurio generalmente basso, classificato tra le specie a minor rischio.
Processo di produzione
Pesca
pesca industriale con pescherecci a strascico e factory–trawler nel Mar di Bering e nelle acque subartiche del Pacifico;
spesso la lavorazione primaria avviene direttamente a bordo: eviscerazione, talvolta filettatura, surgelazione rapida.
Lavorazione a bordo o a terra
produzione di blocchi di filetti, filetti IQF, porzioni;
recupero di ritagli e mince per la produzione di surimi e prodotti macinati;
sottoprodotti (teste, lische, ritagli) destinati a olio e farina di pesce.
Surimi
trito di pollock lavato, raffinato, miscelato con crioprotettori, poi formato in blocchi e surgelato;
utilizzato come base per analoghi di granchio, bastoncini di surimi, ecc.
Prodotti finiti
filetti e porzioni impanate/pastellate: panatura, prefrittura (se prevista), surgelazione;
piatti pronti a base di pollock: cottura, confezionamento, refrigerazione o surgelazione.
Proprietà fisiche
Carne bianco–perlacea, a volte con leggere sfumature rosate; dopo cottura diventa bianco opaco.
Struttura a fiocchi fini, generalmente più delicata rispetto al merluzzo.
Basso contenuto lipidico → ridotta tendenza alla rancidità ma maggiore sensibilità alla disidratazione da freddo (freezer burn) se non adeguatamente glassato e confezionato.
Proprietà sensoriali e tecnologiche
Sapore: molto delicato e neutro, con odore di mare lieve; ideale per consumatori che gradiscono pesci poco “saporiti”.
Texture: tenera ma coesa, adatta a cotture brevi; nei prodotti impanati risulta morbida e gradita anche ai bambini.
Comportamento in cottura:
cuoce rapidamente e tende a seccare se sovracotto;
ottimo per vapore, forno, padella, frittura leggera, cotture in umido;
la carne si presta bene a essere triturata, modellata e reimpiegata in burger, crocchette, surimi.
Impieghi alimentari
Cucina domestica/ristorazione
filetti o porzioni alla piastra, in padella, al forno o al vapore;
preparazioni in umido con verdure, legumi, cereali;
versioni impanate e fritte/forno, fish & chips, tacos di pesce.
Industria alimentare
base per fish fingers, bastoncini, nuggets, burger;
produzione di surimi e analoghi di granchio/gambero;
ingredienti per ready–meal surgelati, zuppe di pesce, ripieni, salse.
Nutrizione e salute
L’Alaska pollock è un pesce bianco molto magro, con:
basso apporto calorico (≈ 70–75 kcal/100 g);
17 g circa di proteine ad alto VB per 100 g;
contenuto lipidico minimo, con saturi molto ridotti e una piccola quota di omega-3 EPA/DHA.
È quindi indicato per:
diete ipocaloriche e ipolipidiche;
soggetti che devono limitare i grassi saturi e mantenere un buon apporto proteico;
rotazione delle specie per ridurre l’esposizione a mercurio, poiché pollock rientra tra i pesci a basso tenore di mercurio.
Il valore nutrizionale dei prodotti trasformati dipende fortemente da panature, oli, salse e sale aggiunti: fish sticks o preparati fritti possono avere calorie, grassi e sodio molto superiori al pesce semplice.
Nota porzione:
porzione standard di filetti al naturale come secondo piatto: 120–150 g cotti (≈ 150–180 g crudi);
per prodotti impanati, una porzione tipica (es. 3–4 bastoncini, ≈ 90–120 g) fornisce meno pesce effettivo e più panatura/olio, quindi va considerata nel bilancio energetico e di grassi.
Allergeni e intolleranze
L’Alaska pollock è un pesce e rientra tra gli allergeni obbligatori in etichetta.
L’allergia al pollock rientra nel quadro delle allergie al pesce bianco e può comportare orticaria, disturbi gastrointestinali, broncospasmo, fino ad anafilassi.
Possibile reattività crociata con altre specie ittiche.
Prodotti a base di pollock (surimi, bastoncini, burger, piatti pronti) possono contenere ulteriori allergeni:
glutine e uovo nelle panature/pastelle,
soia, latte, senape, sedano, ecc. nelle salse e nei condimenti.
Qualità e specifiche (temi tipici)
Composizione
proteine, umidità e grassi totali entro limiti di specifica;
controllo del tenore di sale in prodotti trattati o surgelati in salamoia;
nei blocchi: resa in filetti interi vs ritagli.
Fisico–sensoriale
carne di colore bianco–crema uniforme, priva di macchie scure e sangue coagulato;
odore fresco, non rancido né ammoniacale;
struttura compatta, non farinosa né spappolata;
presenza minima di spine e difetti.
Chimica
ridotti livelli di ossidazione (perossidi, TBARS) nei prodotti surgelati;
contaminanti ambientali (metalli pesanti, diossine, PCB) sotto i limiti di legge;
conferma dei bassi tenori medi di mercurio rispetto a grandi predatori pelagici.
Microbiologia
cariche totali contenute nei freschi/refrigerati;
rispetto dei criteri per patogeni (Listeria, ecc.) nei prodotti pronti al consumo;
sterilità commerciale per eventuali conserve.
Conservazione e shelf-life
Fresco/refrigerato
conservare a 0–2 °C su ghiaccio o in MAP;
shelf-life tipica: 3–7 giorni, a seconda di freschezza iniziale e confezionamento.
Surgelato
conservare a ≤ −18 °C;
buona qualità per 8–12 mesi, evitando fluttuazioni termiche e bruciature da freddo;
blocchi e porzioni IQF richiedono adeguata glassatura e imballaggi barriera.
Prodotti trasformati (impanati, surimi, piatti pronti)
seguire condizioni indicate in etichetta (di norma surgelati o refrigerati);
evitare ricongelamenti e lunghi stazionamenti in zona 5–60 °C.
Sicurezza e regolatorio
Soggetto alla normativa su prodotti della pesca e, in molti Paesi, a regolamenti specifici sulla pesca nel Pacifico nordico.
Aspetti principali:
rigorosa tracciabilità di stock, zona FAO, metodo di pesca;
controllo della catena del freddo dalla cattura allo stabilimento;
monitoraggio di contaminanti (metalli, POP) e rispetto dei limiti per residui di eventuali sostanze utilizzate a bordo;
per surimi e prodotti cotti, validazione dei processi termici e della stabilità microbiologica.
Gli impianti operano secondo GMP/HACCP, con CCP su temperatura, tempi di sfilettatura e surgelazione, gestione dei blocchi, confezionamento.
Etichettatura
Indicazioni tipiche:
denominazione commerciale (“Pollock d’Alaska”, “Alaska pollock”);
nome scientifico Gadus chalcogrammus;
zona FAO di cattura (es. FAO 67, 61);
metodo di produzione (“pescato”);
stato del prodotto (fresco, congelato, surgelato, impanato, ecc.);
per trasformati: elenco ingredienti, evidenziazione dell’allergene pesce e degli altri allergeni, informazioni nutrizionali.
Troubleshooting
Odore forte o sgradevole (“vecchio pesce”)
causa: ridotta freschezza, catena del freddo inadeguata;
azioni: controllare tempi di stoccaggio e temperatura, migliorare gestione logistica e shelf-life reale.
Carne che si sfalda eccessivamente
causa: scongelamenti ripetuti, congelamento lento o vecchiaia del prodotto;
azioni: utilizzare solo surgelazione rapida, evitare ricongelamenti, applicare FIFO e controlli su drip loss.
Filetti secchi o con bruciature da freddo
causa: glassatura insufficiente o packaging non barriera;
azioni: aumentare la glassatura, migliorare imballo e controllo di temperatura/umidità in magazzino.
Prodotti impanati troppo grassi/molli dopo cottura
causa: eccesso di olio, panatura troppo spessa o frittura poco controllata;
azioni: ottimizzare formulazione della panatura, parametri di prefrittura e istruzioni di cottura domestica.
Sostenibilità e filiera
La pesca di Alaska pollock nel Pacifico nord–orientale è una delle maggiori pescherie industriali al mondo; molte flotte lavorano con gestione a quote, monitoraggi scientifici e certificazioni di sostenibilità.
Aspetti positivi:
stock in diversi casi considerati ben gestiti, con sfruttamento entro limiti biologicamente sicuri;
uso esteso dell’intero pesce (filetti, surimi, olio, farina) che riduce gli scarti;
attenzione crescente a selettività delle reti e riduzione della bycatch.
Punti critici:
dipendenza da grandi flotte industriali e consumo energetico;
bisogno di mantenere numerosi programmi di monitoraggio per garantire la sostenibilità nel lungo periodo;
gestione dei reflui di lavorazione con controllo di BOD/COD, solidi sospesi e uso di energia.
Buone pratiche:
approvvigionarsi da fornitori con certificazioni riconosciute (schemi di pesca sostenibile);
valorizzare sottoprodotti (olio, farina, collagene) in ottica di economia circolare;
ottimizzare imballaggi e logistica per ridurre sprechi e impatto climatico.
Principali funzioni INCI (cosmesi)
L’Alaska pollock, come altri pesci bianchi, può essere fonte di:
Hydrolyzed Fish Collagen (collagene idrolizzato da pelle): agente filmogeno e condizionante per pelle e capelli;
Fish Protein / Hydrolyzed Fish Protein: proteine idrolizzate ad azione condizionante;
Fish Oil ottenuto da sottoprodotti: emolliente, skin conditioning.
Anche in questo ambito valgono requisiti stringenti di purificazione, controllo dell’ossidazione, riduzione dell’odore e monitoraggio dei contaminanti.
Conclusione
Il Pollock / Alaska pollock è un pesce bianco estremamente magro, ad alto contenuto proteico e gusto molto delicato, che lo rende adatto a un vasto pubblico e particolarmente interessante per prodotti destinati a bambini e consumatori sensibili al sapore di pesce. Grazie al basso apporto di grassi e alla presenza di omega-3 e micronutrienti, ben si inserisce in regimi ipocalorici e in una dieta varia che alterni specie a basso contenuto di mercurio. Sul piano industriale è una materia prima chiave per filetti, surimi e prodotti impanati; sul piano ambientale la sostenibilità dipende dal mantenimento di piani di gestione rigorosi, tracciabilità, uso integrale del pesce e buone pratiche di processo. Una scelta attenta di origine, forma di prodotto e modalità di cottura consente di massimizzare i benefici nutrizionali limitando rischi e impatto ambientale.
Mini-glossario
SFA/MUFA/PUFA – saturated/monounsaturated/polyunsaturated fatty acids; acidi grassi saturi/monoinsaturi/polinsaturi. Nel pollock i grassi totali e i saturi sono molto bassi, mentre una piccola quota di insaturi, inclusi omega-3, contribuisce a un profilo lipidico generalmente favorevole se inserito in una dieta equilibrata.
EPA/DHA/ALA – eicosapentaenoic acid / docosahexaenoic acid / alpha-linolenic acid; EPA e DHA sono omega-3 marini a lunga catena associati a benefici su cuore, cervello e vista; l’ALA è un omega-3 vegetale che l’organismo converte solo parzialmente in EPA/DHA.
VB (valore biologico) – indice dell’efficienza con cui una proteina alimentare viene utilizzata dall’organismo; il pollock fornisce proteine ad alto VB.
BCAA – branched-chain amino acids (leucina, isoleucina, valina); amminoacidi ramificati importanti per funzione e recupero muscolare, abbondanti nelle proteine di pesce e carne.
GMP/HACCP – good manufacturing practices / hazard analysis and critical control points; sistemi di gestione che assicurano produzione igienica, controllata e tracciabile di prodotti ittici e trasformati.
BOD/COD – biochemical/chemical oxygen demand; domanda biochimica/chimica di ossigeno, indicatori del carico organico e ossidabile dei reflui, utilizzati per progettare e monitorare gli impianti di depurazione in industria ittica.
FIFO – first in, first out; principio di rotazione delle scorte che prevede l’uso prioritario dei lotti più vecchi, riducendo ossidazione, calo di qualità e sprechi.
Studi
Gli studi in letteratura hanno riportato il rilascio di peptidi dal Theragra chalcogramma a basso peso molecolare con idrolisi enzimatica e hanno dimostrato la loro capacità di guarigione delle ferite (1).
Questo pesce ha un potenziale come nuovo ingrediente per lo sviluppo di alimenti anti-fotoinvecchiamento (2).