Rosmarinus officinalis extract: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza
Rosmarinus officinalis extract è un ingrediente botanico ottenuto dalla piantina omonima sempreverde che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. L'estrazione avviene con solventi come esano, etanolo o acetone alimentare tramite procedimenti di filtrazione, purificazione, evaporazione del solvente, essiccazione e setacciatura. Un'altra tecnica industriale per la sua produzione passa attraverso 4 fasi: essicazione, distillazione a vapore, estrazione supercritica di anidride carbonica, e idrodistillazione. L'essiccazione è la parte più delicata del processo di preparazione alla produzione ed è quella che determina la qualità del prodotto finale.
L’Estratto di rosmarino (E392) è un additivo alimentare costituito da estratti di rosmarino standardizzati per la funzione antiossidante. È progettato per proteggere soprattutto le frazioni grasse degli alimenti dall’ossidazione (irrancidimento e alterazioni di colore/odore), con composizione e specifiche definite da criteri di purezza e parametri analitici. In cosmetica, estratti di rosmarino (in forme INCI) possono essere impiegati come antiossidanti e coadiuvanti di stabilità, ma l’E392 è inquadrato primariamente come additivo alimentare.

Sinonimi: extracts of rosemary; rosemary leaf extract (antioxidant, descrittivo); rosemary extract (EN).
Usi principali
Alimentazione.
È autorizzato in UE come E392 con funzione di antiossidante. L’impiego è regolato per categorie alimentari e limiti massimi; operativamente viene selezionato quando la stabilità ossidativa della componente grassa è critica. In alcune categorie (ad esempio carni e prodotti della pesca trasformati) l’uso può essere espresso “su base grassa” e può prevedere livelli specifici anche per prodotti a basso tenore di grassi, proprio per garantire una soglia minima di efficacia tecnologica.
Cosmetica
Agente antimicrobico. Questo ingrediente è in grado di sopprimere o inibire la crescita e la replicazione di un ampio spettro di microrganismi come batteri, funghi e virus rendendo lo strato corneo temporaneamente battericida e fungicida.
Agente condizionante della pelle - Misto. Questo ingrediente ha il compito di modificare le condizioni della pelle quando è danneggiata o secca ridimensionandone la sfogliatura e restituendone elasticità.
CAS: 84604-14-8 generic
Principali sostanze contenute
I costituenti funzionali di riferimento sono acido carnosico e carnosolo (diterpeni fenolici), accompagnati da altre frazioni fenoliche e da una quota controllata di composti volatili (che può essere ridotta tramite deodorazione). La composizione finale dipende dalla tecnologia estrattiva e dal grado commerciale, ma la prestazione antiossidante è correlata in modo pratico al titolo in (acido carnosico + carnosolo).
Nota d’uso nutrizionale e composti bioattivi
L’Estratto di rosmarino non è un ingrediente “nutrizionale” in senso funzionale-alimentare (come fibra o micronutriente), ma un additivo tecnologico. I composti bioattivi rilevanti sono quelli antiossidanti di riferimento (acido carnosico e carnosolo), valutati come parametri di qualità ed efficacia e non come claim nutrizionali. L’etichettatura segue le regole degli additivi (E-number o denominazione) in funzione del quadro applicativo e del mercato.
Calorie (valore energetico)
In pratica, il valore energetico non è un parametro operativo per un additivo usato a dosi basse e con funzione tecnologica. Se necessario, la valutazione calorica si effettua sul prodotto finito, non sull’additivo considerato isolatamente.
Dati di identificazione e specifiche
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Nome comune | Estratti di rosmarino (E392) |
| Nome inglese | Extracts of rosemary |
| Fonte botanica | Salvia rosmarinus (sin. Rosmarinus officinalis) |
| Famiglia botanica | Lamiaceae |
| Numero CAS | 84604-14-8 (estratto di rosmarino; UVCB) |
| Numero EC/EINECS | 283-291-9 |
| Formula molecolare | non applicabile (UVCB/miscela) |
| Peso molecolare | non applicabile come valore unico (UVCB/miscela) |
| Aspetto commerciale (tipico) | polvere fine o liquido (grado-dipendente) |
| Solubilità (indicazione generale) | insolubile in acqua (tipico per gradi antiossidanti lipofili) |
Proprietà chimico-fisiche (indicative)
| Caratteristica | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Natura chimica | miscela/UVCB | composizione variabile, standardizzata su marker |
| Marker antiossidanti | acido carnosico + carnosolo | riferimento analitico e prestazionale |
| Titolo minimo marker | ≥5% a ≥13% (w/w) come (acido carnosico + carnosolo) | dipende dal tipo di estratto definito in specifica |
| Rapporto antiossidanti/volatili | ≥15 (come rapporto tra marker e volatili di riferimento) | parametro di controllo qualità in specifica |
| Solventi residui (limiti) | acetone ≤500 mg/kg; esano ≤25 mg/kg; etanolo ≤500 mg/kg o ≤2% | dipende dalla tipologia estrattiva |
| Perdita all’essiccamento | <5% | criterio di purezza |
| Metalli (limiti) | As ≤3 mg/kg; Pb ≤2 mg/kg | criteri di purezza |
| Stabilità ossidativa in applicazione | elevata efficacia su matrici grasse | dipende da dose, matrice, packaging e processo |
Ruolo funzionale e meccanismo d’azione
L’Estratto di rosmarino agisce come antiossidante limitando reazioni radicaliche e ossidative che degradano lipidi e componenti sensibili. In pratica, aiuta a contenere irrancidimento, perdita di note organolettiche e variazioni cromatiche associate all’ossidazione. Il risultato dipende dalla corretta dose tecnologica, dalla distribuzione nella fase grassa e dalla severità dello stress ossidativo (ossigeno, luce, temperatura, presenza di metalli pro-ossidanti).
Compatibilità formulativa
In alimenti e premiscele, la compatibilità è guidata dalla matrice: l’estratto è progettato per lavorare in prossimità della frazione lipidica, quindi la modalità di incorporazione (in olio, su fase grassa, o tramite carrier) è un fattore determinante. Le lavorazioni termiche e l’esposizione a ossigeno/luce vanno gestite perché l’antiossidante non “annulla” lo stress: lo riduce. In cosmetica (per estratti INCI analoghi), l’uso è tipicamente orientato alla stabilizzazione di oli e sistemi lipidici e richiede verifica di odore residuo, colore e compatibilità con profumi e attivi.
Linee guida d’uso (indicative)
In ambito alimentare, l’uso deve rispettare le categorie autorizzate e i limiti massimi: la selezione della dose va effettuata in funzione del contenuto e della composizione dei grassi, del processo e della shelf-life target. Per alcune categorie (carni e prodotti della pesca trasformati) esistono riferimenti di livello massimo sia su base grassa sia come valore specifico per prodotti a basso tenore di grassi, per garantire efficacia minima. In sviluppo, è buona pratica validare con prove di stabilità ossidativa e confronti con benchmark di riferimento, in packaging reale.
Qualità, gradi e specifiche
La qualità è “centrata” su: titolo dei marker (acido carnosico + carnosolo), profilo dei volatili (soprattutto per gradi deodorati), controllo solventi residui e contaminanti, e ripetibilità lotto-lotto. In ambito industriale, la coerenza delle specifiche è essenziale perché differenti tecnologie estrattive producono gradi con comportamento diverso (odore, colore, efficacia in specifiche matrici).
Sicurezza, normativa e ambiente
Come additivo alimentare, l’Estratto di rosmarino è autorizzato e soggetto a criteri di purezza e condizioni d’uso definite dalla normativa UE. Dal punto di vista pratico, la gestione del rischio è soprattutto qualitativa e regolatoria: selezione di un grado conforme, controllo dei solventi residui e dei contaminanti, e utilizzo entro i limiti applicabili alla categoria alimentare. In cosmetica, estratti di rosmarino sono oggetto di valutazioni di sicurezza “as used” nel contesto delle concentrazioni tipiche e del prodotto finito.
L’applicazione di GMP (good manufacturing practice, buone pratiche di fabbricazione; beneficio: riduce variabilità e contaminazioni) è coerente con la gestione di ingredienti estrattivi. In ambito alimentare, un approccio HACCP (hazard analysis and critical control points; beneficio: rafforza il controllo preventivo dei punti critici) è prassi per assicurare conformità e sicurezza lungo il processo.
Troubleshooting formulativo
Efficacia inferiore al target in shelf-life.
Causa tipica: dose insufficiente rispetto alla severità dello stress ossidativo o distribuzione non ottimale nella fase grassa. Intervento: ritarare dose entro vincoli normativi, ottimizzare punto di aggiunta e ridurre esposizione a ossigeno/luce (packaging e processo).
Odore o colore residuo percepibile nel prodotto.
Causa tipica: selezione di un grado non adeguatamente deodorato/decolorato o interazioni con matrice e processo. Intervento: scegliere un grado più idoneo (deodorato/decolorato), verificare compatibilità in matrice e validare sensorialmente su lotti pilota.
Conclusione
L’Estratto di rosmarino è un additivo antiossidante progettato per migliorare la stabilità ossidativa delle frazioni grasse degli alimenti, con specifiche tecniche che ruotano attorno ai marker acido carnosico e carnosolo e a rigorosi limiti su solventi residui e contaminanti. Per un uso efficace, i punti chiave sono: scelta del grado, corretto inserimento nella fase lipidica, validazione di shelf-life e piena conformità alle condizioni d’impiego applicabili. In cosmetica, estratti di rosmarino in forma INCI sono spesso utilizzati con razionale analogo di supporto antiossidante e stabilizzante, con verifiche dedicate a odore e compatibilità formulativa.
Mini-glossario
UVCB: sostanze di composizione sconosciuta o variabile, prodotti di reazione complessi o materiali biologici.
Antiossidante: sostanza che riduce o rallenta processi di ossidazione (ad esempio dei lipidi) migliorando stabilità e shelf-life.
Acido carnosico/carnosolo: diterpeni fenolici considerati marker funzionali per l’attività antiossidante dell’estratto.
GMP: good manufacturing practice; beneficio: migliora controllo qualità e riduce contaminazioni/variabilità.
HACCP: hazard analysis and critical control points; beneficio: rafforza prevenzione e controllo dei punti critici di processo.
Studi
Nell'analisi fitochimica sono stati identificati 18 componenti, ovvero 13 flavoni, due acidi organici e tre diterpeni. Nelle frazioni volatili sono stati trovati complessivamente 82 componenti, tra gli idrocarburi monoterpeni e l'1,8-cineolo, canfora, borneolo e verbenone come componenti dominanti, α-pinene e camphene tra i monoterpeni ossigenati (1).
Tra i componenti polifenolici presenti nel rosmarino, l'acido carnosico ha proprietà antiossidante ed antimicrobica e l'acido rosmarinico ha proprietà neuroprotettiva e antinfiammatoria.
L'acido rosmarinico anch'esso svolge azione di contrasto alle infiammazioni e alle ossidazioni.
L'estratto di rosmarino esercita un'azione rilassante sui muscoli della trachea e dell'intestino ed è un potenziale terapeutico nella prevenzione di varie malattie tra le quali cataratta, aterosclerosi, ulcera peptica, disturbi cardiovascolari (2).
L'olio essenziale di rosmarino ottenuto da foglie o fiori è utilizzato in dermatologia per trattare ferite ed eruzioni cutanee minori, nei disturbi gastrointestinali come anti-dispeptico, diuretico ed antispasmodico nelle coliche renali (3), in neurologia per mal di testa e problemi di circolazione, in pneumologia come espettorante.