| "Descrizione" by Al222 (24878 pt) | 2025-Dec-02 09:51 |
| Evaluation | N. Experts | Evaluation | N. Experts |
|---|---|---|---|
| 1 | 6 | ||
| 2 | 7 | ||
| 3 | 8 | ||
| 4 | 9 | ||
| 5 | 10 |
Ratania (Krameria triandra)
La ratania è una pianta perenne di origine sudamericana, appartenente alla famiglia Krameriaceae, conosciuta soprattutto per le sue radici legnose e di colore rossastro, ricche di sostanze astringenti. Cresce spontaneamente negli ambienti aridi delle regioni andine, soprattutto in Perù e Bolivia, dove affonda radici lunghe e robuste nel terreno asciutto. Le parti aeree sono modeste: piccoli rami sottili, foglie ridotte, di tono grigio-verde, e fiori eleganti dal colore rosato, che spiccano sul portamento essenziale della pianta.
Ciò che rende la ratania particolarmente apprezzata è la radice, caratterizzata da un sapore fortemente tannico e una consistenza compatta. La presenza naturale di tannini, insieme ad altre molecole fenoliche, conferisce un marcato effetto astringente e un aroma legnoso, secco, con sfumature terrose. Fin dall’antichità, la radice essiccata veniva impiegata in forma di decotti, polveri o estratti, e ancora oggi compare come ingrediente in prodotti tradizionali, specialmente legati al benessere del cavo orale.
La pianta predilige climi secchi, terreni sabbiosi e un’esposizione piena al sole. La sua fisiologia è adattata a condizioni estreme: foglie ridotte per limitare la perdita d’acqua e radici profonde, capaci di raggiungere umidità residuale anche nei suoli più magri. Durante la raccolta, la radice viene estratta con attenzione, pulita e fatta essiccare, assumendo progressivamente una tonalità rosso-bruna intensa e un profumo penetrante.
Il gusto della ratania è inequivocabile: amaro, asciutto, leggermente resinoso, con una nota persistente che riflette la forza del suo habitat naturale. Ancora oggi è considerata una pianta dall’identità ben definita, legata ai paesaggi montani del Sud America e alle usanze locali. La sua figura rimane simbolo di essenzialità, radicamento e rapporto diretto con una natura aspra ma straordinariamente generosa.
E' stata scoperta da Hipólito Ruiz López (1754 – 1815), un botanico spagnolo che scoprì la pianta nel 1799 a Huánuco, una città delle Ande peruviane.
Viene utilizzata la radice della pianta in forma essiccata. Le radici sono formate da una radice principale che può arrivare fino a 10 centimetri dalla quale si dipartono radici ramificate secondarie molto più lunghe. I fiori hanno 4 petali rossi di color viola intenso.
![]() | ![]() |
Classificazione botanica
Nome comune: Ratania
Clade: Angiospermae
Ordine: Fabales
Famiglia: Krameriaceae
Genere: Krameria
Specie: Krameria triandra Ruiz & Pav.
Clima
La ratania è una specie originaria di zone aride e semi–aride del Sud America e predilige climi secchi, con inverni miti ed estati calde e ben soleggiate. Tollera abbastanza bene la siccità e sopporta solo marginalmente il freddo: gelate intense o prolungate possono danneggiare seriamente la parte aerea e ridurre la capacità di ricaccio.
Esposizione
L’esposizione ideale è in pieno sole, condizione che favorisce un buon accumulo di sostanze nel sistema radicale legnoso, parte di maggiore interesse nelle coltivazioni officinali. In posizioni ombreggiate la crescita si riduce e la pianta tende a diventare più debole e meno produttiva.
Terreno
La ratania si adatta bene a terreni sabbiosi, ghiaiosi o pietrosi, poveri di sostanza organica ma molto ben drenati. Predilige suoli a reazione da neutra a subalcalina, anche moderatamente aridi, dove altre colture avrebbero difficoltà. I ristagni idrici sono decisamente sfavorevoli e aumentano il rischio di marciumi radicali.
Irrigazione
In coltivazione, l’irrigazione deve essere piuttosto parca, cercando di imitare le condizioni di ambienti secchi. Nelle fasi di attecchimento e di sviluppo iniziale può essere utile fornire acqua a intervalli regolari ma distanziati, lasciando asciugare il terreno tra un intervento e l’altro. Una volta ben insediata, la ratania richiede solo irrigazioni di soccorso in caso di siccità prolungata.
Temperatura
Le temperature ottimali per lo sviluppo si collocano in genere tra 18 e 28 °C. La pianta sopporta bene il caldo e l’insolazione diretta, mentre temperature prossime o inferiori a 0 °C, specie se prolungate, possono danneggiare i tessuti più teneri e ridurre la longevità degli impianti.
Concimazione
Si tratta di una specie poco esigente dal punto di vista nutrizionale, adattata a suoli poveri. In genere è sufficiente un modesto apporto di sostanza organica ben matura in pre–impianto, senza eccedere con concimi azotati, che favorirebbero una vegetazione troppo tenera e poco adatta ad ambienti siccitosi. In terreni estremamente poveri si possono impiegare concimi minerali a basso dosaggio e a lenta cessione.
Cure colturali
Le cure colturali si concentrano soprattutto nelle prime fasi di impianto, con controllo delle infestanti tramite sarchiature leggere o pacciamatura minerale (ghiaia, lapillo) che non ostacoli il drenaggio. È importante mantenere il terreno sciolto in superficie e limitare gli eccessi di umidità. In contesti particolarmente piovosi va posta attenzione a eventuali marciumi o malattie fungine dell’apparato radicale, riducendo l’irrigazione e migliorando il deflusso dell’acqua.
Raccolta
Nelle coltivazioni officinali, la parte principalmente raccolta è la radice/parte ipogea legnosa, ricca di tannini. La raccolta si effettua solitamente su piante di alcuni anni, quando il sistema radicale ha raggiunto uno sviluppo sufficiente. Le radici vengono estratte, pulite, tagliate se necessario e essiccate in ambiente asciutto e ventilato, per preservare al meglio le caratteristiche chimiche e organolettiche.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene prevalentemente per seme, distribuendo i semi in terreni leggeri e ben drenati, con semina preferibilmente in primavera in aree a clima più fresco o in autunno nelle zone a inverno mite. In alcuni casi è possibile anche la propagazione per talea o divisione di porzioni radicali, ma richiede attenzione nel mantenere condizioni di umidità moderata, senza ristagni, fino all’attecchimento. Una volta stabilite, le piante sono in genere longeve e relativamente poco esigenti in termini di gestione.
(Non applicabile)
La ratania non è utilizzata come alimento e non sono significativi valori nutrizionali destinati al consumo umano. Il suo uso è principalmente fitoterapico o cosmetico.
Tannini condensati e idrolizzabili, responsabili dell’azione astringente e antibatterica
Glicosidi + composti fenolici vari, che contribuiscono alle proprietà antiossidanti e antimicrobiche
Frazioni polifenoliche e altre sostanze secondarie meno caratterizzate, utili nei preparati topici
Composti che conferiscono un certo grado di stringenza e coagulazione delle proteine (principale meccanismo d’azione in bocca)
Raccolta: le radici di piante adulte vengono raccolte, preferibilmente in periodi secchi per minimizzare umidità e degradazione.
Pulizia e lavaggio: rimozione di terra e impurità superficiali.
Essiccazione: all’ombra o in essiccatoi controllati, fino a raggiungere umidità molto bassa per conservabilità.
Frantumazione / macinazione: le radici essiccate sono sminuzzate o polverizzate; in alternativa si producono estratti idroalcolici o acquosi per formulazioni cosmetiche/orali.
Standardizzazione: negli estratti commerciali si può standardizzare il contenuto in tannini o principi attivi per garantire efficacia e sicurezza.
radice dura, legnosa, colore esterno brunastro scuro, interno più chiaro
polvere fine (quando macinata), di colore marrone
odore tenue, sapore fortemente astringente e a volte amaro al gusto (non di uso alimentare)
in soluzione acquosa o in formulazioni: sviluppo di una sensazione di “secchezza” o “stringenza” su mucose o tessuti molli
azione astringente: restringe i tessuti, coagula proteine superficiali, utile per mucose e gengive
potenziale attività antimicrobica dovuta ai tannini e composti fenolici, utile in preparati per igiene orale
buona solubilità in solventi idro-alcolici: consente produzione di estratti fluidi, tinture, collutori, dentifrici
nella polvere o nei preparati secchi, mantiene stabilità organolettica se ben conservata
La ratania non è destinata all’uso alimentare. Non vengono consumate le radici come cibo, né sono presenti tradizioni alimentari con questa pianta.
Poiché non è un alimento, la ratania non ha rilevanza dal punto di vista nutrizionale.
L’uso principale è di tipo topico/orale non nutritivo: grazie ai tannini e polifenoli, esercita azione astringente, antibatterica e lenitiva a livello delle mucose orali e gengivali — motivo per cui è impiegata in dentifrici, collutori e preparazioni per l’igiene orale.
Non applicabile per uso alimentare. In prodotti per l’igiene orale, la concentrazione è definita in base a formulazione e standard di sicurezza, non come porzione alimentare.
possibili reazioni allergiche in soggetti sensibili a piante della famiglia Fabaceae o a composti fenolici / tannici
uso topico orale: in caso di sensibilità, irritazioni o lesioni gengivali è consigliabile sospendere l’uso
radice secca o polvere: conservare in contenitore chiuso, al riparo da umidità, luce e fonti di calore
estratti: conservare secondo le indicazioni del produttore (spesso in contenitori oscuri, con solventi stabili)
shelf-life: variabile; se essiccata e conservata correttamente, può durare mesi o anni senza perdita significativa di proprietà
la ratania è considerata sicura per uso topico e orale nei dentifrici e collutori, se chiaramente etichettata e prodotta secondo standard di qualità
non è destinata al consumo alimentare, quindi non rientra nelle normative alimentari classiche
gli estratti destinati a cosmetici o prodotti per l’igiene orale devono rispettare normative di sicurezza, concentrazione, purezza e controlli su contaminanti
Nei prodotti contenenti ratania (dentifrici, collutori, estratti vegetali) l’etichetta dovrebbe indicare:
nome botanico corretto: Albizia julibrissin — scusa, Krameria triandra per la ratania
parte utilizzata: “radice di ratania” o “Krameria triandra root extract/powder”
modalità d’uso (uso esterno o come componente di igiene orale)
avvertenze in caso di ipersensibilità
data di scadenza o termine minimo di conservazione
polvere troppo grossolana → macinatura non sufficiente; può causare sensazione abrasiva in bocca o disomogeneità nella formulazione
estratto che perde colore o efficacia → possibile degradazione ossidativa: conservare al buio e in ambiente fresco
irritazioni gengivali o mucose → sospendere l’uso, ridurre concentrazione o valutare allergia
Estratti di Krameria triandra (ratania) vengono usati in cosmetica e igiene orale per:
astringente: favorisce contrazione dei tessuti molli e riduce infiammazione superficiale
antimicrobico naturale: grazie ai tannini e composti polifenolici, supporta il controllo della flora batterica in bocca
tonificante per gengive: come ingrediente nei dentifrici e collutori per la salute orale
potenziale azione lenitiva e di supporto a mucose delicate, in prodotti per igiene orale
La ratania (Krameria triandra) è una pianta non alimentare ma di grande importanza nel settore dell’igiene orale e cosmetico, grazie alla sua radice ricca in tannini e composti fenolici, con proprietà astringenti, antibatteriche e tonificanti. Non adatta al consumo come alimento, viene valorizzata per estratti e polveri da usare in dentifrici, collutori e preparati cosmetici.
Usata correttamente e conservata con cura, offre un valido supporto per la salute gengivale e l’igiene orale, in linea con pratiche fitoterapiche e cosmetiche naturali. Come tutte le piante con principi attivi, è importante rispettare dosaggi, condizioni di purezza e eventuali sensibilità individuali.
Fabaceae: famiglia botanica delle leguminose; contiene molte piante utili, ornamentali o da seme/legume — la ratania appartiene a una famiglia affine (Krameriaceae) ma tradizionalmente collegata per analogie botaniche.
Tannini: composti vegetali astringenti che legano le proteine e vengono usati per la loro capacità di restringere i tessuti e agire come antimicrobici naturali.
Skin/Oral conditioning: funzione cosmetico-igienica che indica l’uso di ingredienti vegetali per migliorare la salute delle mucose, gengive o pelle, conferendo tono, pulizia e protezione.
Studi
Tra i costituenti della radice sono stati isolati benzofurani 1, 4-11 e 7,7′-epossilignani 2 e 3 e ratanhiaphenol III che ha la proprietà di ha aumentare significativamente l'assorbimento di glucosio stimolato dall'insulina ed è un inibitore di della proteina tirosina fosfatasi 1B che è è considerata una valida strategia per combattere l'insulino-resistenza e il diabete di tipo II (1).
Le radici vengono estratte sia da Ratania Krameria triandra che da Krameria lappacea (Dombey) e sono tradizionalmente usati contro l'infiammazione orofaringea (2).
Bibliografia_________________________________________________________________________
(1) Heiss EH, Baumgartner L, Schwaiger S, Heredia RJ, Atanasov AG, Rollinger JM, Stuppner H, Dirsch VM. Ratanhiaphenol III from Ratanhiae radix is a PTP1B inhibitor. Planta Med. 2012 May;78(7):678-81. doi: 10.1055/s-0031-1298242.
(2) Baumgartner L, Schwaiger S, Stuppner H. Quantitative analysis of anti-inflammatory lignan derivatives in Ratanhiae radix and its tincture by HPLC-PDA and HPLC-MS. J Pharm Biomed Anal. 2011 Nov 1;56(3):546-52. doi: 10.1016/j.jpba.2011.06.016.
Carini M, Aldini G, Orioli M, Facino RM. Antioxidant and photoprotective activity of a lipophilic extract containing neolignans from Krameria triandra roots. Planta Med. 2002 Mar;68(3):193-7. doi: 10.1055/s-2002-23167.
Abstract. The antioxidant/photoprotective potential of a standardized Krameria triandra (KT) root extract (15% neolignans) has been evaluated in different cell models, rat erythrocytes and human keratinocytes cell lines, exposed to chemical (cumene hydroperoxide, CuOOH) and physical (UVB radiation) free radical inducers. The extract was significantly more active (IC50 0.28 +/- 0.04 microg/ml) than the typical chain-breaking antioxidant alpha-tocopherol (IC50 = 6.37 +/- 0.41 microg/ml) in inhibiting the CuOOH-induced hemolysis in rat blood cells. The KT constituent 2-(2,4-dihydroxyphenyl)-5-(E)-propenylbenzofuran, was the most active (IC50 = 0.03 +/- 0.005 microg/ml), followed by eupomatenoid 6 (IC50 = 0.29 +/- 0.06 microg/ml) and conocarpan (IC50 = 0.77 +/- 0.08 microg/ml). The same order of potency was observed in red blood cells exposed to UVB irradiation in continuo, with IC50 values 0.78 +/- 0.08 microg/ml for KT extract, 0.18 +/- 0.02 microg/ml for 2-(2,4-dihydroxyphenyl)-5-(E)-propenylbenzofuran, 0.95 +/- 0.11 microg/ml for eupomatenoid 6, and 3.8 +/- 0.39 microg/ml for conocarpan. In cultured human keratinocytes exposed to UVB radiation (50 mJ/cm2), KT extract (2.5-20 microg/ml) significantly and dose-dependently restrained the loss in cell viability and the intracellular oxidative damage: glutathione (GSH) depletion and the rise in dichlorofluorescein (DCF), marker of peroxide accumulation, were suppressed by 20 microg/ml KT and in parallel cell morphology maintained. The cytoprotective effect of the extract was confirmed in a more severe model of cell damage: exposure of keratinocytes to higher UVB doses (300 mJ/cm2), which induce a 50% cell death. In keratinocyte cultures supplemented with 10 microg/ml, cell viability was almost completely preserved and more efficiently than with (-)-epigallocatechin 3-gallate and green tea. The results of this study indicate the potential use of Rhatany extracts, standardized in neolignans, as topical antioxidants/radical scavengers against skin photodamage.
| Evaluate |