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Frank123
Frank123 (11985 pt) 01-Dec-2025 09:08

Altea (Althaea officinalis L., marshmallow)


Descrizione

L’altea, Althaea officinalis L., è una pianta erbacea perenne della famiglia Malvaceae, originaria di zone umide e sub–umide di Europa, Asia occidentale e Nord Africa. Predilige i suoli profondi, ricchi di sostanza organica e con buona umidità, dove forma robusti fusti eretti alti in genere tra 60 e 120 cm, talvolta più, rivestiti da una caratteristica peluria fine che conferisce alla pianta un aspetto morbido e vellutato.

Le foglie, alterne, ovato–triangolari, sono anch’esse tomentose, con margini grossolanamente dentati e consistenza morbida. I fiori compaiono lungo il fusto in densi racemi, hanno cinque petali di colore dal bianco–rosato al rosa tenue con venature più scure, e ricordano, in piccolo, quelli di altre malvacee ornamentali.

Dal punto di vista officinale, la parte più nota è la radice di altea, spessa, carnosa, ricchissima di mucillagini e tradizionalmente impiegata come emolliente e lenitiva per le mucose della bocca, della gola e del tratto gastrointestinale. Anche foglie e fiori contengono mucillagini e polifenoli e sono utilizzati in tisane e preparazioni erboristiche. Storicamente, gli estratti di radice di altea hanno ispirato anche alcune antiche preparazioni dolciarie a base di zucchero e gomma.

Oggi Althaea officinalis è presente in numerosi preparati erboristici, sciroppi, tisane, prodotti per il benessere delle vie respiratorie e della gola, oltre che in cosmetici per pelli delicate grazie alle sue spiccate proprietà lenitive e idratanti.


Classificazione botanica

  • Nome comune: altea, bismalva, marshmallow

  • Nome botanico: Althaea officinalis L.

  • Famiglia botanica: Malvaceae

  • Origine geografica: Europa, Asia occidentale e regioni temperate del Nord Africa

  • Portamento: pianta erbacea perenne con portamento eretto

  • Altezza: 60–150 cm

  • Durata: perenne


Coltivazione e condizioni di crescita

Clima

  • Predilige climi temperati.

  • Tollera il freddo invernale e lievi gelate.

  • Cresce anche in estati calde se il terreno rimane moderatamente umido.

Esposizione

  • Ama il pieno sole, dove produce più fiori e sostanze funzionali.

  • Tollera la mezz’ombra, ma con minore sviluppo.

Terreno

  • Preferisce suoli:

    • profondi,

    • freschi,

    • ben drenati,

    • ricchi di humus.

  • Gradisce suoli leggermente argillosi e limoso-sabbiosi.

  • pH ideale: 6,0–7,5.

Irrigazione

  • Ama terreni costantemente umidi, senza ristagni.

  • In coltivazione:

    • irrigare regolarmente durante siccità o forte caldo;

    • evitare completa asciugatura del substrato.

Temperatura

  • Ottimale tra 14–25 °C.

  • Resiste a brevi gelate invernali.

  • In climi molto caldi gradisce pacciamatura per conservare umidità e fresco radicale.

Concimazione

  • Apprezza terreni ben dotati di sostanza organica.

  • Se necessario, somministrare:

    • compost maturo,

    • concime equilibrato a lenta cessione in primavera.

  • Evitare eccessi di azoto che indeboliscono i tessuti.

Cure colturali

  • Eliminare le infestanti nei primi mesi.

  • Rimuovere fiori appassiti per favorire nuove fioriture.

  • In ambienti ventosi, predisporre tutori per gli esemplari più alti.

  • Monitorare malattie fungine, soprattutto in condizioni molto umide.

Raccolta

  • Le foglie e i fiori si raccolgono da fine primavera a estate.

  • Le radici si raccolgono in autunno, quando sono più ricche di mucillagini.

  • Si utilizzano fresche o essiccate.

Moltiplicazione

  • Principalmente per seme:

    • semina in primavera o inizio autunno;

    • germinazione facilitata in suolo umido e leggero.

  • Possibile anche la divisione dei cespi in primavera o autunno.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g (radice essiccata)

(La radice essiccata è la forma più utilizzata in erboristeria; le quantità reali per porzione sono molto basse.)

  • Energia: circa 250–300 kcal

  • Acqua: 5–10 g

  • Carboidrati totali: 50–60 g

    • amidi e polisaccaridi

    • zuccheri semplici (in particolare saccarosio)

  • Fibre totali: 15–20 g

  • Proteine: 3–5 g

  • Grassi totali: 1–3 g

    • SFA (saturated fatty acids, acidi grassi saturi, da valutare sempre nel contesto del totale della dieta): quota molto modesta

    • MUFA (monounsaturated fatty acids, acidi grassi monoinsaturi, generalmente favorevoli quando sostituiscono parte dei saturi): presenti in tracce

    • PUFA (polyunsaturated fatty acids, acidi grassi polinsaturi, n-6 e n-3 con ruoli nella salute cardiovascolare e infiammatoria): anch’essi in tracce

  • Minerali: calcio, magnesio, potassio e tracce di altri elementi

  • Vitamine: piccole quantità di vitamine del gruppo B e di composti antiossidanti

Dato che una tazza di tisana impiega in genere pochi grammi di radice, l’apporto calorico reale è limitato; il valore principale è di tipo funzionale (mucillagini, polifenoli) più che energetico.


Principali sostanze contenute

  • Mucillagini (mucopolisaccaridi, 5–10% e oltre nella radice): miscele di polisaccaridi acidi e neutri (galatturoramnani, arabinoglucani, arabinogalattani, glucani) responsabili dell’azione emolliente e filmogena sulle mucose.

  • Polisaccaridi di riserva: amidi, pectine, mono- e disaccaridi (tra cui saccarosio).

  • Flavonoidi: derivati di quercetina, kaempferolo e altri flavonoidi tipici delle Malvaceae.

  • Acidi fenolici: acido caffeico, acido ferulico e altri acidi idrossicinnamici.

  • Tannini e coumarine in quantità variabili.

  • Tracce di steroli, triterpenoidi e componenti dell’olio essenziale.

Questa combinazione di mucillagini, polisaccaridi, polifenoli e composti aromatici spiega l’ampio impiego dell’altea nell’ambito fitoterapico e cosmetico.


Processo di produzione

Per tisane, estratti e integratori (radice, foglie, fiori)

  • Coltivazione: l’altea viene coltivata in terreni profondi, freschi e ben drenati, con buona disponibilità d’acqua; si prediligono sistemi a basso input con limitato uso di fitofarmaci.

  • Raccolta della radice: di solito dal secondo anno di vegetazione, in autunno o all’inizio della primavera, quando la concentrazione di mucillagini nella radice è elevata.

  • Pulizia e taglio: rimozione di terra e radichette, lavaggio rapido, quindi taglio in segmenti o scaglie.

  • Essiccazione: a bassa temperatura e in ambiente ventilato, per preservare mucillagini e composti sensibili.

  • Frantumazione e calibrazione: ottenimento di radice taglio tisana o polverizzata per estratti secchi; foglie e fiori sono essiccati, selezionati e tagliati analogamente.

Per estratti liquidi e materie prime cosmetiche

  • Estrazione con acqua, miscele idroalcoliche o glicole/glicerina (estratti idroglicolici, glicerici, ecc.).

  • Filtrazione e, se necessario, concentrazione sotto vuoto.

  • Eventuale standardizzazione in mucillagini o polifenoli.

  • Stabilizzazione con antiossidanti e conservanti idonei alla destinazione d’uso (integratori, cosmetici).


Proprietà fisiche

  • Radice essiccata: pezzi o scaglie di colore bianco–giallastro o crema, leggeri, a fibre longitudinali, con consistenza relativamente dura da secca ma facilmente frantumabile.

  • Polvere di radice: di colore chiaro, con elevata capacità di assorbire acqua.

  • Solubilità: le mucillagini sono ben disperdibili in acqua e formano soluzioni viscose o gel; molti costituenti fenolici sono idrosolubili.

  • Stabilità: la radice secca è relativamente stabile se protetta da umidità e luce; le mucillagini possono degradarsi lentamente con calore eccessivo o conservazione prolungata.


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • Sapore: lieve, dolce–mucillaginoso, con note erbacee e talvolta leggermente amarognole nelle preparazioni più concentrate.

  • Odore: tenue, leggermente erbaceo e radicoso.

  • In acqua, specialmente in macerato o decotto, la radice rilascia mucillagini che conferiscono al liquido una consistenza leggermente viscosa, percepita come “morbida” al palato.

  • Funzionalità tecnologica:

    • Le mucillagini formano un film protettivo sulle mucose, utile in sciroppi, collutori, gargarismi erboristici.

    • Nelle formulazioni cosmetiche, l’estratto di altea contribuisce alla texture cremosa e a un effetto idratante e lenitivo, migliorando la sensazione di comfort cutaneo.


Impieghi alimentari

Gli impieghi alimentari dell’altea sono oggi soprattutto indiretti e di tipo erboristico–funzionale:

  • Tisane e infusi a base di radice, foglie e fiori per un’azione emolliente su gola e prime vie respiratorie.

  • Preparazioni tradizionali dove le foglie giovani possono essere utilizzate come verdura cotta, analogamente ad altre malvacee, in minestre e miste di erbe.

  • Utilizzo in alcuni sciroppi erboristici come componente funzionale e strutturante (mucillagini) più che come fonte energetica.

Nel contesto moderno, l’altea non è un alimento di massa, ma una pianta funzionale utilizzata in piccole quantità all’interno di tisane ed estratti.


Nutrizione e salute

Il principale interesse nutrizionale dell’altea è legato al suo contenuto in mucillagini e polisaccaridi idrofili, che esercitano un effetto emolliente, lenitivo e protettivo sulle mucose della bocca, della gola e del tratto gastrointestinale. Le mucillagini aderiscono alle superfici mucose, formando un film protettivo che può ridurre la sensazione di secchezza, bruciore e irritazione e attenuare la stimolazione della tosse secca.

Gli acidi fenolici e i flavonoidi contribuiscono a un profilo antiossidante e possono avere un ruolo di supporto nei processi di difesa locale delle mucose. Gli infusi di altea, soprattutto se consumati tiepidi, si inseriscono nelle tradizioni erboristiche per il benessere delle vie respiratorie e per lievi disturbi gastrointestinali.

Dal punto di vista calorico, alle dosi d’uso (pochi grammi di radice in infusione) l’apporto energetico è irrilevante; ciò che conta è il supporto funzionale. Come per tutte le piante officinali, in presenza di disturbi importanti o persistenti è opportuno consultare un professionista sanitario e non usare l’altea in sostituzione di terapie prescritte.


Nota porzione

Per una tisana emolliente a base di radice di altea:

  • circa 2–3 g di radice essiccata per 150–200 ml di acqua (infusione o macerazione secondo la formulazione),

  • fino a 3–4 volte al giorno nell’ambito delle indicazioni tradizionali e delle raccomandazioni specifiche del prodotto.

Per l’uso alimentare di foglie e fiori come erba cotta, le quantità possono essere assimilate a quelle di altre verdure a foglia, pur trattandosi di un impiego oggi meno frequente.


Allergeni e intolleranze

  • Althaea officinalis L. non è inclusa tra gli allergeni alimentari principali soggetti a dichiarazione obbligatoria.

  • Le reazioni di ipersensibilità sono rare, ma possibili in soggetti allergici ad altre Malvaceae o sensibili a preparati erboristici complessi.

  • L’elevato contenuto di mucillagini e fibre, in persone con intestino molto delicato, potrebbe occasionalmente determinare gonfiore o lieve disagio, soprattutto in caso di dosi elevate.

  • Nei prodotti cosmetici, l’estratto è in genere ben tollerato, ma in rari casi può dare irritazioni locali o reazioni in pelli particolarmente reattive.


Conservazione e shelf-life

  • Radice essiccata

    • conservare in contenitori ermetici, al riparo da luce, umidità e calore;

    • shelf-life indicativa: 24–36 mesi, con graduale possibile perdita parziale di attività delle mucillagini se conservata troppo a lungo o in condizioni non ottimali;

    • la presenza di odori di muffa o di imbrunimenti anomali indica deterioramento.

  • Estratti liquidi

    • conservare secondo le indicazioni del produttore, in genere al riparo da luce e a temperatura controllata;

    • la stabilità dipende da solvente, pH, sistema conservante e condizioni di stoccaggio.


Sicurezza e regolatorio

L’altea è riconosciuta a livello europeo come pianta medicinale tradizionale, in particolare la radice (Althaeae radix), per il trattamento di irritazioni della mucosa orale e faringea, tosse secca e lievi disturbi gastrointestinali. Le monografie regolatorie indicano:

  • uso in preparazioni orali (tisane, macerati, sciroppi, estratti) per uso orale e oromucosale;

  • un buon profilo di sicurezza alle dosi tradizionali, con effetti indesiderati rari e non gravi;

  • prudenza in bambini molto piccoli, in gravidanza e allattamento, dove si raccomanda di attenersi alle dosi alimentari e di seguire il parere medico.

I prodotti a base di altea devono rispettare:

  • limiti per contaminanti, metalli pesanti, residui di pesticidi, micotossine;

  • requisiti di purezza microbiologica;

  • buone pratiche di fabbricazione (GMP, sistemi tipo HACCP per alimenti e integratori).


Etichettatura

Per un prodotto alimentare/erboristico a base di altea:

  • indicazione dell’ingrediente: “Altea (Althaea officinalis L.), radice”, oppure “foglie”, “fiori”, “parti aeree” secondo il caso;

  • specifica della parte di pianta utilizzata;

  • indicazioni di uso (quantità di droga per tazza, tempo di infusione/macerazione, numero di somministrazioni giornaliere);

  • avvertenze generali per integratori (non superare la dose consigliata, non usare come sostituto di una dieta variata, tenere fuori dalla portata dei bambini, ecc.);

  • istruzioni di conservazione (al riparo da luce e umidità).

Per prodotti cosmetici, in etichetta compaiono le denominazioni INCI come Althaea Officinalis Root Extract, Althaea Officinalis Leaf/Root Extract o simili.


Troubleshooting

  • Radice troppo scura o dall’odore anomalo

    • possibile causa: essiccazione eccessiva, vecchia data di raccolta, cattiva conservazione;

    • azione: scartare il lotto compromesso, verificare tempi e condizioni di essiccazione e stoccaggio.

  • Infuso/macerato troppo viscoso

    • causa: dose di droga eccessiva o tempi di estrazione prolungati, con estrazione massiccia di mucillagini;

    • azione: ridurre la quantità di radice o il tempo di macerazione/decotto, eventualmente diluire con altre droghe meno mucillaginose.

  • Scarsa efficacia percepita

    • causa: materia prima povera di mucillagini (raccolta in periodo non ottimale, materiale vecchio);

    • azione: utilizzare radice di buona qualità, preferibilmente con filiera controllata, e rispettare la corretta preparazione.

  • Instabilità in formule cosmetiche

    • causa: elevata quota di polisaccaridi e possibile suscettibilità a contaminazioni o variazioni di pH;

    • azione: ottimizzare il sistema conservante, verificare compatibilità con altri attivi, regolare il pH del prodotto finito.


Sostenibilità e filiera

L’altea è una pianta facilmente coltivabile in sistemi agricoli a basso impatto:

  • può essere inserita in rotazioni colturali con cereali e altre piante officinali, migliorando la biodiversità agraria;

  • richiede input moderati in termini di fertilizzanti e fitofarmaci, soprattutto in sistemi integrati o biologici;

  • la raccolta da popolazioni spontanee deve essere regolata da criteri di raccolta sostenibile, evitando il depauperamento delle risorse naturali;

  • gli scarti di lavorazione (residui di radici, foglie, gambi) possono essere destinati a compostaggio, riducendo i rifiuti;

  • i reflui di estrazione devono essere gestiti con attenzione a parametri ambientali come BOD/COD, assicurando un adeguato trattamento prima dello scarico.

Una filiera ben organizzata, tracciabile e attenta alla qualità permette di valorizzare l’altea come pianta officinale sicura, efficace e coerente con principi di sostenibilità.


Principali funzioni INCI (cosmesi)

Nei cosmetici, l’altea compare con nomi INCI come:

  • Althaea Officinalis Root Extract

  • Althaea Officinalis Leaf/Root Extract

  • eventualmente altri estratti o acque ottenute da foglie/fiori

Le funzioni più rilevanti includono:

  • Skin conditioning: contribuisce a mantenere la pelle in buone condizioni, migliorandone morbidezza e comfort.

  • Lenitivo/emolliente: grazie alle mucillagini, aiuta a dare sollievo a pelli sensibili, secche o leggermente irritate, formando un leggero film protettivo.

  • Idratante di supporto: l’effetto filmogeno delle mucillagini aiuta a ridurre la perdita d’acqua transepidermica e a migliorare la sensazione di idratazione superficiale.

  • Antiossidante complementare: i polifenoli contribuiscono al profilo antiossidante generale della formula.

L’estratto di altea è quindi particolarmente apprezzato in creme lenitive, prodotti doposole, trattamenti per pelli sensibili e zone delicate (labbra, contorno occhi, collo) e in alcune formulazioni per capelli e cuoio capelluto sensibile.


Conclusione

L’altea (Althaea officinalis L.) è una pianta officinale di grande tradizione, che unisce un elevato contenuto di mucillagini emollienti a un interessante corredo di polisaccaridi, flavonoidi e acidi fenolici. Le sue radici, foglie e fiori sono da secoli utilizzati per il benessere delle mucose di bocca, gola e tratto gastrointestinale e, in tempi più recenti, per la cura della pelle sensibile in ambito cosmetico.

Pur non essendo un alimento di largo consumo, l’altea occupa un posto importante nella fitoterapia europea e nelle tradizioni erboristiche, grazie alla combinazione di efficacia delicata, buona tollerabilità e versatilità d’uso (tisane, sciroppi, estratti, cosmetici). Una filiera attenta alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità consente di valorizzare questa pianta nel contesto di una moderna visione integrata tra alimentazione, benessere e cura della pelle.

Studi

Questa pianta è stata usata nella medicina tradizionale per il trattamento delle reazioni infiammatorie del sistema respiratorio e della tosse irritante e per risolvere l'infiammazione, inclusi infiammazioni del tessuto orale e ascessi gengivali (1).

Contiene peptine, amido, monosaccaridi, disaccaridi, mucillagini, flavonoidi, antiossidanti, cumarina, scopoletina, tannino, asparagine e molti aminoacidi. Gli estratti ottenuti dalle radici e dai fiori sono antibatterici (batteri Gram-positivi e Gram-negativi), antifungini, anti-infiammatori, anti-micobatterici e anti-tosse (2).

Per approfondimenti:

Altea studi

Mini-glossario

  • Mucillagini: polisaccaridi idrofili che, a contatto con l’acqua, formano soluzioni viscose; creano un film protettivo emolliente su mucose e cute.

  • Polisaccaridi acidi (galatturoramnani, arabinogalattani, ecc.): componenti strutturali delle mucillagini, responsabili delle proprietà filmogene e lenitive.

  • SFA (saturated fatty acids): acidi grassi saturi; un eccesso nella dieta complessiva è associato a un profilo lipidico meno favorevole.

  • MUFA (monounsaturated fatty acids): acidi grassi monoinsaturi, considerati generalmente positivi quando sostituiscono parte dei SFA.

  • PUFA (polyunsaturated fatty acids): acidi grassi polinsaturi delle serie n-6 e n-3, coinvolti nella regolazione di infiammazione e salute cardiovascolare.

  • GMP/HACCP: sistemi di buone pratiche di fabbricazione e di analisi dei pericoli e punti critici di controllo, applicati alla produzione di alimenti, integratori e materie prime erboristiche.

  • BOD/COD: indicatori del carico organico delle acque reflue (domanda biochimica e chimica di ossigeno), utilizzati per valutare l’impatto ambientale dei processi di estrazione e trasformazione.

Bibliografia_______________________________________

(1) Gautam, Shiv & , Navneet & Kumar, Sanjay & Chauhan,  Antimicrobial efficacy of Althaea officinalis Linn. seed extracts and essential oil against respiratory tract pathogens.  Reshu. (2015). Journal of Applied Pharmaceutical Science. 5. 115-119. 10.7324/JAPS.2015.50921. 

Abstract. In present study, Althaea officinalis seed extracts and essential oil were screened for antimicrobial activity against five bacteria and one fungi responsible for dominant, lethal or opportunistic infection of respiratory regions. The maximum inhibition was noted by essential oil against Streptococcus pyogenes (21.3±0.28 mm) and Haemophilus influenzae (19.0±0.50 mm) at 200 mg/ml. The minimum inhibitory concentration values for methanol extract was 3.12-12.5 mg/ml. The antifungal activity noted highest with 41.28% by essential oil and 36.27% inhibition by aqueous extract represented by dosage-response curve.

(2) Banaee M, Soleimany V, Nematdoost Haghi B. Therapeutic effects of marshmallow (Althaea officinalis L.) extract on plasma biochemical parameters of common carp infected with Aeromonas hydrophila. Vet Res Forum. 2017 Spring;8(2):145-153. 

Abstract. This study evaluated preclinical and clinical safety of marshmallow (Althaea officinalis L.) extract as a naturopathic medicine in common carp deliberately infected with Aeromonas hydrophila. The fish were fed 0 (control), 2.50, 5.00 and 10.00 g of marshmallow extract for 60 days in a preclinical experiment and then, challenged with A. hydrophila for a 10-day experiment. Significant increases were observed in aspartate aminotransferase (AST), lactate dehydrogenase (LDH), alkaline phosphatase (ALP), creatine phosphokinase (CPK) activities and plasma creatinine levels in fish fed 10 g marshmallow extract per kg feed. However, alanine aminotransferase (ALT) significantly decreased on day 60. The fish fed 2.50 g marshmallow extract per kg feed indicated increased levels of total protein and globulin. There were no significant changes in albumin levels (p > 0.05). 2.50 and 5.00 g marshmallow significantly decreased triglyceride and cholesterol levels and increased glucose levels (p < 0.05). A. hydrophila significantly increased AST, ALT, LDH, ALP and CPK activities and plasma glucose, cholesterol, triglycerides and creatinine levels after 10 days (p < 0.05). Total plasma protein, albumin and globulin levels in fish challenged with A. hydrophila were significantly lower than the control group (p < 0.05). Marshmallow extract at 5.00 and 10.00 g can adjust plasma biochemical parameters in fish challenged with A. hydrophila. The results of preclinical studies and pharmaceutical toxicity of marshmallow extract revealed that dietary levels lower than 5.00 g were safe and effective. The results of this clinical study demonstrated that marshmallow extract (5.00 g kg-1 feed) can protect fish against A. hydrophila.

Mehreen A, Waheed M, Liaqat I, Arshad N. Phytochemical, Antimicrobial, and Toxicological Evaluation of Traditional Herbs Used to Treat Sore Throat. Biomed Res Int. 2016;2016:8503426. doi: 10.1155/2016/8503426.