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Shea fat
"Descrizione"
by Handy23 (4247 pt)
2026-Feb-20 19:18

Review Consensus: 10 Rating: 10 Number of users: 1
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Grasso di karité: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza

Definizione

Il grasso di karité (spesso commercializzato come frazione oleina o “olio di karité”) è la frazione liquida ottenuta dalla frazionamento del burro di karité derivato dai semi di Vitellaria paradoxa (famiglia Sapotaceae). Rispetto al burro “intero”, presenta un profilo più leggero e una maggiore quota relativa di acido oleico, con punto di fusione più basso e consistenza tipicamente liquida a temperatura ambiente (con possibile intorbidimento o parziale solidificazione a temperature più basse). È usato soprattutto come emolliente in cosmetica, dove si ricerca scorrevolezza, assorbimento più rapido e sensorialità meno “burrosa”.

Processo di produzione

La materia prima è il burro di karité ottenuto per estrazione (tradizionale o industriale) dai semi. Successivamente si esegue la frazionamento (tipicamente “dry fractionation” o processi equivalenti) per separare una frazione più solida (stearina) e una frazione più liquida (oleina). In base alla specifica, l’oleina può essere ulteriormente raffinata (filtrazione, deodorizzazione) per stabilizzare odore/colore e migliorare la costanza di lotto. I controlli chiave includono indice di perossidi, acidità, umidità/impurezze, profilo acidi grassi, e stabilità a freddo (torbidità).

Principali composti presenti

La matrice è composta principalmente da trigliceridi. Nella frazione oleina prevalgono trigliceridi più ricchi di acido oleico, con una quota minore di acido stearico rispetto al burro non frazionato. Sono presenti anche acido palmitico e linoleico in quantità variabili. La frazione insaponificabile è in genere presente in misura variabile (dipendente da origine e livello di raffinazione) e può includere tocoferoli e altri costituenti minori che contribuiscono a stabilità e performance cosmetica.

Nota pratica: come tutti i lipidi, è sensibile a ossidazione; packaging barriera e controllo di luce/temperatura sono determinanti per prevenire note di rancido e variazioni sensoriali.

Dati di identificazione e specifiche

CaratteristicaValoreNota
Nome ingredienteGrasso di karité (oleina/olio)Spesso indicato come “shea olein” o “shea oil”
Nome botanicoVitellaria paradoxaFamiglia: Sapotaceae
Parte di piantaSemi (noci)Derivato lipidico dei semi
NaturaOlio/frazione lipidicaLiquido a T ambiente, può intorbidirsi a freddo
Parametri chiaveProfilo acidi grassi, indice di perossidi, acidità, stabilità ossidativa, torbidità a freddo, odore/coloreDriver di qualità e costanza
AllergeneNon tipicoPossibile sensibilizzazione individuale; rilevante la purezza
Valore caloricoTipicamente ~880–900 kcal/100 gValore indicativo per grassi


Proprietà chimico-fisiche (indicative)

CaratteristicaValore indicativoNota
Stato fisicoLiquido (o semi-liquido)Può diventare torbido/smettere di essere limpido sotto ~25 °C
ColoreGiallo chiaro → gialloPiù uniforme se raffinato
OdoreNeutro → lieve caratteristicoPiù neutro se raffinato/deodorizzato
Solubilità in acquaInsolubileLipofilo
Punto di fusionePiù basso del burroCoerente con maggiore quota oleica
StabilitàBuona se protettoCriticità: ossidazione, assorbimento odori
Criticità tipicheTorbidità a freddo, variazioni sensoriali, irrancidimentoDipende da lotto, raffinazione e stoccaggio


Usi principali

Cosmetica

È impiegato come emolliente in oli corpo/viso, sieri, lozioni, creme leggere, prodotti solari e hair care, quando si desidera una sensorialità più scorrevole e meno cerosa rispetto al burro. Migliora la spalmabilità e può contribuire alla riduzione della secchezza cutanea in sinergia con altri lipidi, senza aumentare troppo la viscosità della fase grassa.

INCI functions. Emollient; skin conditioning.

Uso industriale

Può essere utilizzato come base lipidica in miscele tecniche e saponi, quando serve una frazione più fluida e lavorabile rispetto al burro pieno, con comportamento più stabile in pompaggio e dosaggio.

Aspetto salutare

Nel contesto cosmetico, l’aspetto “salutare” riguarda principalmente la tollerabilità cutanea e l’adeguatezza per pelli secche o disidratate, tenendo conto della formula complessiva e della sensibilità individuale.

Pro
Il profilo più leggero rispetto al burro può migliorare l’accettabilità sensoriale, risultando utile in prodotti leave-on dove si vuole emollienza con minore effetto “pesante”. È versatile come fase grassa in formulazioni fluide e può aiutare comfort e morbidezza cutanea.

Contro
In alcune persone può comunque risultare occlusivo o non gradito, soprattutto in formule molto lipidiche o su pelli a tendenza comedonica. La variabilità di lotto e il livello di raffinazione possono influire su odore, colore e stabilità, richiedendo specifiche e controlli più stringenti (in particolare su ossidazione e torbidità a freddo).

Nota porzione
Non applicabile in senso nutrizionale per l’uso cosmetico.

Sicurezza (allergeni, controindicazioni)

Non è considerato un allergene “tipico”, ma sono possibili casi di sensibilizzazione individuale. Le controindicazioni pratiche riguardano soprattutto soggetti con pelle molto reattiva o con storia di reazioni a specifici lipidi: in questi casi è preferibile un grado con specifica di purezza elevata e odore stabile (spesso raffinato) e valutare la compatibilità dell’intera formula. La gestione qualità deve includere controllo contaminanti, tracciabilità e idoneità d’uso nella categoria cosmetica prevista.

Conservazione e shelf-life

Conservare in luogo fresco e asciutto, lontano da luce e fonti di calore, in contenitori ben chiusi e con barriera all’ossigeno. Evitare aperture frequenti e contaminazioni; limitare esposizione prolungata all’aria per ridurre ossidazione. La shelf-life dipende da indice di perossidi iniziale, packaging e condizioni di magazzino.

Etichettatura

In cosmetica, la denominazione INCI ricorrente per la frazione liquida è Butyrospermum Parkii Oil (nomenclatura e dettagli dipendono dalla specifica del fornitore). In presenza di fragranze o altri ingredienti, valgono le regole usuali di dichiarazione nel prodotto finito, inclusi eventuali allergeni da profumo se applicabili.

Ruolo funzionale e razionale d’impiego

Il ruolo principale è quello di emolliente fluido: migliora la scorrevolezza, facilita la stesura e contribuisce alla percezione di pelle più morbida. Rispetto al burro, consente di formulare texture più leggere (oli e sieri) mantenendo un’origine “karité” e una buona compatibilità con molte fasi grasse.

Compatibilità formulativa

È compatibile con un’ampia gamma di esteri, oli vegetali e siliconi (dove consentiti), e si integra bene in emulsioni O/W leggere. La torbidità a freddo può essere rilevante in prodotti trasparenti: si gestisce con specifiche a bassa torbidità, controllo del profilo lipidico e corretta catena termica. In hair care, il dosaggio va tarato per evitare build-up e mantenere leggerezza e pettinabilità.

Sicurezza, normativa e qualità

La gestione GMP/HACCP (buone pratiche e controllo qualità di filiera) supporta tracciabilità, controllo contaminanti e costanza di lotto. Per uso cosmetico, la conformità dipende dalle specifiche del fornitore e dalla valutazione di sicurezza del prodotto finito, con particolare attenzione a parametri di ossidazione e stabilità sensoriale.

Conclusione

Il grasso di karité (frazione oleina di Vitellaria paradoxa) è una materia prima lipidica pensata per offrire emollienza con sensorialità più leggera rispetto al burro. I driver tecnici principali sono profilo acidi grassi, controllo di ossidazione, stabilità a freddo (torbidità) e costanza di specifica. In cosmetica risulta particolarmente utile in oli e lozioni dove servono scorrevolezza e buona spalmabilità, mantenendo un posizionamento “karité”.

Studi

Il grasso di Karité è prevalentemente costituito da acidi grassi (1).

  • 28-56% Acido stearico
  • 34-61% Acido Oleico
  • Acido gallico

Gli alberi che forniscono un maggior contenuto di questi acidi grassi sono quelli provenienti dall'Africa dell'Ovest piuttosto che quelli dall' Est Africa.

Viene usato nella medicina tradizionale per il trattamento di vari disturbi, tra cui, infiammazioni e febbre. Ne viene ricavato un etil acetato in grado di esercitare un'azione anti infiammatoria e anti reumatoide (2).

Due derivati, l'acido glucosylcucurbico e il glucosylcucurbate metile, sono stati recentemente isolati dal kernel del karité. Questi e i loro derivati acido cucurbico e cucurbate metil, sono stati valutati per la loro proprietà melanogenesi-inibitrice del cancro (3).

Per approfondimenti: 

Karité studi

Bibliografia_______________________________________________________________________

(1) Akihisa T, Kojima N, Katoh N, Ichimura Y, Suzuki H, Fukatsu M, Maranz S, Masters ET. Triterpene alcohol and fatty acid composition of shea nuts from seven African countries. J Oleo Sci. 2010;59(7):351-60. doi: 10.5650/jos.59.351.

(2) Eyong KO, Foyet HS, Baïrys G, Ngosong Folefoc G, Acha Asongalem E, Lagojda A, Lamshöft M. A new ursane triterpenoic acid and other potential anti-inflammatory and anti-arthritic constituents from EtOAc extracts of Vitellaria paradoxa stem bark. J Ethnopharmacol. 2015 Nov 4;174:277-86. doi: 10.1016/j.jep.2015.08.014. 

(3) Zhang J, Kurita M, Ebina K, Ukiya M, Tokuda H, Yasukawa K, Masters ET, Shimizu N, Akihisa M, Feng F, Akihisa T. Melanogenesis-inhibitory activity and cancer chemopreventive effect of glucosylcucurbic acid from shea (Vitellaria paradoxa) kernels. Chem Biodivers. 2015 Apr;12(4):547-58. doi: 10.1002/cbdv.201400424.

______________________

Zhang J, Kurita M, Shinozaki T, Ukiya M, Yasukawa K, Shimizu N, Tokuda H, Masters ET, Akihisa M, Akihisa T. Triterpene glycosides and other polar constituents of shea (Vitellaria paradoxa) kernels and their bioactivities. Phytochemistry. 2014 Dec;108:157-70. doi: 10.1016/j.phytochem.2014.09.017.

 

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