| "Descrizione" by Al222 (24908 pt) | 2026-Jul-16 19:16 |
Palazzo Chiablese è una storica residenza sabauda situata tra Piazzetta Reale e Piazza San Giovanni, accanto a Palazzo Reale e al Duomo di Torino. L’esterno relativamente sobrio nasconde appartamenti settecenteschi decorati con stucchi dorati, boiserie, dipinti, arazzi, mobili e raffinati arredi di corte.
Il palazzo prende il nome da Benedetto Maurizio di Savoia, duca del Chiablese, per il quale Carlo Emanuele III fece trasformare l’edificio nel Settecento. Oggi ospita uffici del Ministero della Cultura, appartamenti storici visitabili secondo specifici calendari e le Sale Chiablese, utilizzate per esposizioni temporanee dei Musei Reali.
Le origini del palazzo risalgono alla fine del Cinquecento. Emanuele Filiberto di Savoia promosse il riordino degli edifici situati nei pressi della residenza ducale e dell’attuale Piazza Castello.
Il primo nucleo venne costruito su strutture medievali preesistenti. L’edificio fu inizialmente assegnato a Beatrice Langosco e a Francesco Martinengo Colleoni, per poi tornare sotto il controllo diretto dei Savoia all’inizio del Seicento.
Nel 1642 divenne la residenza torinese del cardinale Maurizio di Savoia e di Ludovica di Savoia, anche se la coppia soggiornò spesso nella Villa della Regina.
Nel corso del Seicento alcune parti del palazzo furono utilizzate come appartamenti di servizio per la corte.
La trasformazione più importante avvenne nel Settecento, quando Carlo Emanuele III destinò il palazzo al figlio Benedetto Maurizio di Savoia, nato nel 1741.
Il principe ricevette il titolo di duca del Chiablese, dal nome francese della regione dello Chablais. Il suo titolo finì per identificare stabilmente la residenza.
A partire dal 1753 l’architetto di corte Benedetto Alfieri diresse un vasto intervento di ampliamento, sopraelevazione e riorganizzazione.
Gli appartamenti furono decorati da pittori, stuccatori, intagliatori, indoratori ed ebanisti attivi nei principali cantieri sabaudi.
Benedetto Alfieri diede maggiore unità a un complesso formatosi attraverso ampliamenti successivi.
Il progetto comprendeva:
Le stanze rivolte verso Piazzetta Reale vennero organizzate in una doppia enfilade, ossia una successione di sale le cui porte sono allineate lungo un unico asse prospettico.
Questa disposizione permetteva di regolare l’accesso agli ambienti secondo il rango dei visitatori e il grado di vicinanza al principe.
Il palazzo presenta una facciata in mattoni relativamente semplice, organizzata su più livelli attraverso file regolari di finestre.
L’ingresso monumentale si apre verso Piazza San Giovanni. Attraverso il portone si accede a un atrio con colonne, pilastri in pietra e volte a crociera, seguito da due cortili interni.
Un passaggio porticato collega Piazza San Giovanni alla Piazzetta Reale. Al piano superiore, una galleria assicura la continuità con il complesso di Palazzo Reale.
L’aspetto controllato dell’esterno è tipico delle residenze urbane sabaude, nelle quali la ricchezza decorativa era spesso concentrata negli ambienti interni.
Lo scalone in marmo, progettato da Benedetto Alfieri tra il 1753 e il 1754, conduce agli appartamenti del piano nobile.
Lo spazio svolgeva una funzione pratica e rappresentativa: preparava il visitatore all’ingresso negli ambienti di corte e sottolineava il rango del proprietario.
Colonne, rampe, pianerottoli e aperture luminose creano una progressione scenografica meno spettacolare rispetto alle grandi scale di Palazzo Madama, ma perfettamente coerente con l’eleganza misurata della residenza.
Gli appartamenti settecenteschi conservano stucchi dorati, boiserie, specchi, sovrapporte dipinte e pavimenti lignei.
Le campagne decorative principali vennero realizzate tra il 1756 e il 1764. Vi parteciparono artisti piemontesi e forestieri, tra i quali:
Le decorazioni uniscono gusto francese, tradizione piemontese e influenze provenienti da altre corti italiane.
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Uno degli appartamenti monumentali di Palazzo Chiablese, decorato con arazzi, stucchi dorati e arredi di corte.
La Sala degli Arazzi è uno degli ambienti più significativi del palazzo.
Alle pareti sono esposti arazzi dedicati alle Storie di Artemisia, realizzati in Francia dalla manifattura dei Gobelins. La serie venne acquistata per la corte sabauda nel Seicento.
Alcuni panni furono modificati o tagliati per adattarli alle dimensioni delle pareti. Altri elementi vennero realizzati appositamente per completare la decorazione della sala.
Gli arazzi avevano una funzione ornamentale, celebrativa e pratica: proteggevano le pareti, contribuivano all’isolamento termico e comunicavano il prestigio della residenza.
Tra gli artigiani coinvolti nell’arredo figurava Pietro Piffetti, uno dei più importanti ebanisti europei del Settecento.
Le sue opere utilizzano legni pregiati, avorio, madreperla, metalli e altri materiali per creare complesse superfici intarsiate.
Alcuni arredi furono dispersi in seguito ai cambiamenti dinastici, ai danni bellici e alle successive trasformazioni del palazzo.
Un mobile a doppio corpo attribuito a Piffetti, esportato senza autorizzazione, è stato recuperato nel 2018 dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e ricondotto a Torino.
Dopo la morte del duca del Chiablese e le vicende del periodo napoleonico, la residenza passò nuovamente a diversi membri della famiglia sabauda.
Carlo Felice soggiornò spesso nel palazzo e vi morì nel 1831.
Successivamente l’edificio venne assegnato a Ferdinando di Savoia, duca di Genova, figlio di Carlo Alberto. In occasione del suo matrimonio con Elisabetta di Sassonia, celebrato nel 1850, gli appartamenti vennero aggiornati e parzialmente ridecorati.
Il palazzo rimase legato al ramo Savoia-Genova fino al Novecento.
Nel 1851 nacque a Palazzo Chiablese Margherita di Savoia, figlia di Ferdinando di Savoia-Genova ed Elisabetta di Sassonia.
Margherita sposò il futuro Umberto I e nel 1878 divenne la prima regina consorte del Regno d’Italia.
La sua nascita rappresenta uno degli eventi dinastici più importanti collegati al palazzo. Alcuni ambienti conservano memorie, decorazioni e riferimenti alla presenza del ramo Savoia-Genova.
Durante l’occupazione francese il palazzo venne destinato a funzioni amministrative e residenziali.
Tra il 1808 e il 1814 ospitò Camillo Borghese, governatore generale dei dipartimenti transalpini, e sua moglie Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone.
Alcune sale vennero modificate secondo il gusto neoclassico dell’epoca. Questi interventi si aggiunsero agli ambienti rococò e tardo barocchi, aumentando la varietà stilistica degli interni.
Durante la Seconda guerra mondiale Palazzo Chiablese venne colpito più volte dai bombardamenti del 1943 e 1944.
Furono danneggiate alcune sale monumentali verso Piazzetta Reale e una parte dell’edificio in direzione del Seminario.
Nel dopoguerra cominciarono lunghi lavori di ricostruzione e restauro. Il palazzo fu adattato a sede di uffici pubblici e alcune sale persero parte degli arredi originari.
Successivi interventi hanno cercato di ricomporre l’immagine della residenza storica attraverso restauri, recuperi e ricollocazioni di mobili e opere.
Dal 1958 al 1985 Palazzo Chiablese ospitò il Museo nazionale del Cinema.
La raccolta venne successivamente trasferita e riorganizzata nella Mole Antonelliana, dove il museo ha aperto nella configurazione attuale nel 2000.
Questa fase testimonia il continuo adattamento del palazzo a funzioni culturali e amministrative differenti.
Gli ambienti al piano terreno, storicamente destinati a funzioni di servizio, sono conosciuti come Sale Chiablese.
Questi spazi ospitano mostre temporanee organizzate dai Musei Reali. L’assenza di decorazioni particolarmente fragili li rende adatti ad allestimenti museali variabili.
L’accesso alle Sale Chiablese dipende dal calendario delle esposizioni e può prevedere biglietti e orari differenti rispetto al percorso ordinario dei Musei Reali.
Palazzo Chiablese ospita uffici territoriali del Ministero della Cultura e spazi legati ai Musei Reali.
Gli appartamenti monumentali non sempre seguono un’apertura quotidiana continua. Possono essere visitati durante giornate specifiche, aperture straordinarie o visite accompagnate.
Prima della visita è quindi importante distinguere tra:
Dal 1997 Palazzo Chiablese fa parte del sito seriale UNESCO delle Residenze della Casa Reale di Savoia.
Il riconoscimento riguarda il sistema di palazzi, castelli e residenze attraverso il quale i Savoia organizzarono il potere politico e la vita di corte a Torino e nel territorio circostante.
Palazzo Chiablese rappresenta in particolare il modello della residenza urbana destinata a un ramo o a un membro secondario della famiglia reale.
Palazzo Chiablese è meno conosciuto di Palazzo Reale, Palazzo Madama o Venaria, ma offre un’esperienza più raccolta.
Il contrasto tra la facciata sobria e la ricchezza degli appartamenti costituisce uno degli aspetti più interessanti.
Durante la visita è consigliabile osservare:
La durata dipende dal tipo di apertura. Una visita agli appartamenti può richiedere indicativamente tra 45 e 90 minuti.
L’edificio storico presenta diversi livelli, cortili, scale e passaggi. Sono disponibili percorsi e soluzioni di accesso, ma non tutte le modalità di visita possono essere identiche.
Prima di programmare la visita è consigliabile verificare:
Aperture straordinarie e visite guidate possono utilizzare percorsi differenti da quelli delle mostre temporanee.
Indirizzo: Piazza San Giovanni 2, Torino.
Palazzo Chiablese si trova accanto a Palazzo Reale, tra Piazza San Giovanni, Piazzetta Reale e Piazza Castello.
Nelle immediate vicinanze si trovano:
Le fermate urbane più vicine comprendono Castello e Garibaldi. Da Porta Nuova e Porta Susa il palazzo è raggiungibile a piedi in circa venti minuti o con i mezzi pubblici.
Chi arriva in automobile deve considerare la zona a traffico limitato e la difficoltà di parcheggio.
Le condizioni di visita dipendono dagli spazi aperti e dalle attività in corso.
Gli appartamenti monumentali possono richiedere prenotazione o partecipazione a una visita accompagnata. Le mostre nelle Sale Chiablese possono avere un proprio biglietto.
Orari, accessibilità e modalità di ingresso devono essere verificati sui siti istituzionali prima della visita.
Sito di riferimento: museireali.beniculturali.it
Palazzo Chiablese è una residenza sabauda di grande interesse, capace di raccontare una dimensione più privata e meno ufficiale della vita di corte rispetto al vicino Palazzo Reale.
I principali punti di forza sono gli appartamenti progettati da Benedetto Alfieri, la Sala degli Arazzi e le decorazioni realizzate dai maggiori artisti attivi per i Savoia nel Settecento.
L’apertura non sempre regolare richiede una programmazione preventiva. Quando gli appartamenti sono visitabili, Palazzo Chiablese rappresenta una delle scoperte più raffinate e meno scontate del centro storico torinese.
Enfilade: successione di stanze con porte allineate lungo un unico asse prospettico.
Boiserie: rivestimento decorativo delle pareti realizzato con pannelli di legno.
Sovrapporta: dipinto o decorazione collocato sopra una porta.
Ebanista: artigiano specializzato nella costruzione di mobili di pregio e nell’intarsio.
Manica: ala o corpo longitudinale di un edificio.
Piano nobile: piano principale di un palazzo, destinato agli appartamenti di rappresentanza.
Arazzo: tessuto figurato realizzato intrecciando fili colorati direttamente sul telaio.
Residenza sabauda: palazzo o dimora appartenuto alla dinastia dei Savoia.