Sul glutammato di sodio continuano gli studi per accertare o confermare l'alea di tossicità scaturita dalla decisione della legislazione europea di limitarne le quantità per uso alimentare (1) che, alla data del 6 Maggio 2014, (1) è di 10 grammi per kilo.
Ora, esaminiamo gli studi più recenti, dopo il Maggio del 2014.
Teniamo anche conto che questo componente si trova in moltissimi alimenti. Il parmigiano o grana ne contengono 1,2 grammi ogni 100 grammi di prodotto. Il dato è per un formaggio di stagionatura media. più è stagionato e più ne contiene, nei limiti di qualche decimo di grammo in più.
Lo troviamo nella salsa di soia, nei dadi per brodo, nell'estratto di lievito e in molti altri alimenti.
Qui c'è da fare una premessa : sono le dosi eccessive del componente a creare eventuali problemi, come vedremo negli studi.
La ricerca di ricercatori giapponesi mirata a controllare eventuali danni causati dal glutammato monosodico alla retina è del 2002 e conclude che dosi eccessive del componente possono creare danni alla retina. Esperimento su topi di laboratorio. (2)
Nel 2014 si scopre che il glutammato monosodico induce stati di tipo depressivo e ansiogeno (studio su ratti) (3). La somministrazione è stata effettuata con dosi giornaliere di 4 grammi/kg.
Un'assunzione cronica, quindi continuativa ha prodotto disfunzioni renali e stress ossidativo su topi di laboratorio (4) che qui (5) sono stati indotti in obesità col glutammato monosodico.
Infine, nel 2015, sempre parlando di dosi elevate e di somministrazione a topi di laboratorio, una notizia meno drammatica : il glutammato monosodico non parrebbe aver creato danni all'apparato gastrointestinale, anche se qualche lieve disfunzione nel sistema cardiovascolare, in particolare all'aorta, lo ha prodotto. Non ha aumentato il peso corporeo (6).