Aglietto (Allium neapolitanum Cirillo)
Con il termine aglietto si indica Allium neapolitanum Cirillo, specie erbacea bulbosa appartenente al genere Allium, diffusa in modo spontaneo nelle regioni a clima mediterraneo dell’Europa meridionale e utilizzata localmente sia come pianta aromatica sia come ingrediente alimentare. Predilige ambienti soleggiati, suoli ben drenati, tendenzialmente calcarei o a medio contenuto di sostanza organica, e presenta buona adattabilità a terreni incolti, prati aridi e margini rurali. La pianta è caratterizzata dalla presenza di un bulbo sotterraneo, foglie basali nastriformi e una tipica infiorescenza a ombrella portata da uno scapo eretto, costituita da piccoli fiori bianchi con sei tepali.
Dal punto di vista morfologico, l’aglietto si distingue per lo sviluppo primaverile e per l’aroma tenue ma riconoscibile tipico del genere Allium. Il bulbo rappresenta l’organo di riserva e consente la ripresa vegetativa stagionale, mentre l’infiorescenza, generalmente tra fine primavera e inizio estate, permette la formazione e diffusione dei semi. Alcune popolazioni vengono raccolte a livello locale per utilizzo alimentare o come erba aromatica.
La composizione di Allium neapolitanum comprende carboidrati (soprattutto zuccheri semplici), una frazione di composti solforati tipici delle specie del genere Allium, responsabili delle caratteristiche aromatiche, fibre, minerali e tracce di sostanze fenoliche. Il contenuto e il profilo dei composti volatili possono variare in funzione dell’ecotipo, delle condizioni pedoclimatiche e dello stadio vegetativo, con possibili modifiche al profilo aromatico e all’intensità dell’odore.
Sul piano applicativo, l’aglietto trova impiego in ambito alimentare, prevalentemente come pianta aromatica per insaporire preparazioni tradizionali, pietanze a base vegetale e condimenti. Può essere consumato fresco o essiccato, utilizzando foglie, bulbi o infiorescenze, spesso a livello domestico o in cucine regionali. La qualità della materia prima dipende da modalità di raccolta, condizioni di conservazione e caratteristiche compositive, con particolare attenzione alla conservazione dei composti solforati responsabili del profilo aromatico.
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Classificazione botanica (APG IV)
Nome botanico: Allium neapolitanum Cirillo
Nome comune: aglietto, aglietto napoletano, aglio napoletano
Famiglia: Amaryllidaceae
Ordine: Asparagales
Cladi moderni (filogenetici):
Angiosperms
Monocots
Dominio: Eukaryota
Regno: Plantae
Coltivazione e condizioni di crescita
Clima
L’aglietto è una specie tipica delle aree a clima mediterraneo e sub-mediterraneo, con inverni miti o moderatamente freddi ed estati calde e secche. Si comporta come pianta bulbosa perenne, con fase vegetativa autunno–primavera e riposo estivo del bulbo. Tollera discretamente il freddo invernale, purché non vi siano gelate molto intense e prolungate su suoli saturi di acqua.
Esposizione
Predilige la piena luce: l’esposizione in pieno sole favorisce una buona fotosintesi, la formazione di foglie robuste e la produzione di infiorescenze ben sviluppate. Può adattarsi anche a mezz’ombra luminosa, ma in condizioni troppo ombreggiate la vegetazione si allunga, la fioritura si riduce e i bulbi rimangono più piccoli.
Terreno
L’aglietto è piuttosto rustico ma dà i risultati migliori in terreni:
Ben drenati, senza ristagni idrici;
A tessitura franca o franco-sabbiosa, con buona porosità;
Con un pH subacido–neutro (circa 6,0–7,5);
Con disponibilità moderata di sostanza organica.
Suoli troppo pesanti e argillosi, soggetti a compattamento e ristagno, predispongono a marciumi del bulbo e scarsa longevità dei ceppi.
Irrigazione
In aree mediterranee, la piovosità autunno–primaverile spesso copre buona parte del fabbisogno idrico. In coltivazioni ornamentali o officinali:
Dopo il trapianto o la messa a dimora dei bulbi è utile una bagnatura di assestamento.
Durante la fase di attiva crescita fogliare e di emissione degli scapi fiorali, il terreno deve essere mantenuto moderatamente umido, evitando sia l’aridità marcata sia la saturazione.
Nel periodo di riposo estivo del bulbo le irrigazioni vanno ridotte o sospese, soprattutto in piena terra, per evitare marciumi.
Temperatura
L’intervallo termico favorevole alla crescita si colloca, in media, tra 10 e 22 °C.
Le giovani piante tollerano deboli gelate ma possono subire danni in caso di freddi intensi e persistenti.
Temperature primaverili miti favoriscono la fioritura.
Durante il riposo estivo, temperature più elevate non sono problematiche se i bulbi si trovano in suolo ben drenato e non costantemente bagnato.
Concimazione
Le esigenze nutrizionali dell’aglietto sono moderate. Una gestione razionale può prevedere:
Apporto di ammendanti organici (compost ben maturo) in pre-impianto per migliorare struttura e fertilità del terreno.
Una modesta dotazione di azoto (N) per sostenere lo sviluppo delle foglie nella fase iniziale, evitando eccessi che producono vegetazione troppo tenera e poco resistente.
Adeguata disponibilità di fosforo (P) e potassio (K) per lo sviluppo dei bulbi, la robustezza dei tessuti e la fioritura.
La concimazione andrebbe impostata in base alle caratteristiche del suolo e all’intensità della coltivazione (ornamentale, officinale, uso familiare).
Cure colturali
Preparazione del terreno: lavorazioni leggere o medie per ottenere un letto di semina o trapianto ben affinato e drenante.
Controllo delle infestanti: particolarmente importante nelle prime fasi, poiché l’aglietto ha limitata competitività rispetto alle erbe infestanti. Possono essere utilizzate sarchiature superficiali o pacciamature organiche.
Gestione dei bulbi: nei giardini e negli impianti officinali i bulbi possono restare in posto più anni, purché il terreno rimanga drenante; in suoli pesanti è talvolta opportuno estrarli durante il riposo estivo e ripiantarli in autunno.
Difesa fitosanitaria: specie generalmente rustica; problemi possono insorgere in presenza di ristagni idrici (marciumi) o forte pressione di parassiti comuni alle Liliaceae/Amaryllidaceae (alcuni funghi e insetti minatori o succhiatori).
Raccolta
A seconda dell’uso:
Foglie: possono essere raccolte nel periodo vegetativo, quando sono ben sviluppate ma ancora tenere, in genere in primavera.
Infiorescenze: nei contesti ornamentali si raccolgono gli scapi fiorali al momento della piena colorazione, se destinati a mazzi recisi.
Bulbi: se utilizzati, si raccolgono a fine ciclo, quando la parte aerea è disseccata e i bulbi hanno completato la maturazione.
Il materiale destinato a scopi officinali o gastronomici deve essere raccolto in giornate asciutte e manipolato in modo da limitarne il danneggiamento.
Moltiplicazione
L’aglietto si moltiplica principalmente per via vegetativa:
Bulbi / bulbilli: metodo più comune; i bulbi o i bulbilli laterali si distaccano dalle piante madri e si ripiantano in autunno in terreno lavorato e drenante.
Divisione dei cespi: nelle aiuole consolidate è possibile dividere i gruppi di bulbi dopo il periodo di riposo per rinnovare l’impianto e aumentare il numero di piante.
La semina è meno utilizzata in ambito colturale, poiché la propagazione vegetativa è più rapida e garantisce maggiore uniformità delle piante.
Valori nutrizionali indicativi per 100 g (parte edule fresca)
Energia: ~120–150 kcal
Proteine: ~5–6 g
Carboidrati totali: ~25–28 g
Fibre: ~2–3 g
Lipidi totali: ~0,5–1 g
SFA
MUFA
PUFA
Minerali: calcio, ferro, potassio, magnesio
Vitamine: vitamina C, folati, piccole quantità di vitamine del gruppo B
Sodio: modesto
Le quantità variano tra bulbi e foglie, e in funzione delle condizioni climatiche e di maturazione.
Principali sostanze contenute
Composti solforati tipici del genere Allium (precursori aromatici responsabili di profumo e carattere)
Polifenoli e altri antiossidanti naturali
Frazione glucidica con amidi e composti vegetali
Macronutrienti: carboidrati, proteine vegetali e tracce lipidiche contenenti SFA, MUFA e PUFA
Micronutrienti: minerali (Ca, Fe, Mg, K), vitamine C e B
Processo di produzione
Coltivazione all’aperto in clima temperato
Raccolta dei bulbi e delle foglie nel periodo primaverile
Eliminazione di residui terrosi
Eventuale essiccazione leggera o consumo fresco
Pulizia, selezione e confezionamento per uso culinario
Preparazione di estratti o derivati come aromi naturali
Proprietà fisiche
Pianta erbacea con foglie nastriformi
Bulbo bianco, piccolo, a più tuniche
Aroma e profumo di tipo solforato, simile all’aglio ma più tenue
Colore verde brillante nelle foglie e bianco–avorio nei bulbi
Proprietà sensoriali e tecnologiche
Aroma delicato di aglio
Sapore erbaceo, leggermente pungente e aromatico
Capacità di migliorare il profilo aromatico di pietanze cotte e crude
Buona resistenza aromatica alla cottura delicata
Utilizzabile intero, tritato o come base in soffritti
Impieghi alimentari
Aromatizzazione di verdure, sughi, carni, pesci e minestre
Uso nelle cucine regionali mediterranee come sostituto più delicato dell’aglio
Impiego in insalate, frittate, erbe aromatiche e condimenti
Possibile utilizzo in oli aromatici e preparazioni marinanti
Foglie fresche come elemento di finitura con note erbacee
Nutrizione e salute
Basso apporto calorico agli usi gastronomici
Presenza di composti solforati, polifenoli e vitamina C
Profilo vegetale con fibra e micronutrienti
Uso culinario associato tradizionalmente a buona digeribilità rispetto all’aglio più intenso
Adatto a diete equilibrate grazie al limitato contenuto lipidico e alla presenza di nutrienti naturali
Nota porzione
L’impiego tipico varia da piccole quantità tritate (5–15 g) a uno o più bulbi, in funzione della ricetta e dell’intensità desiderata.
Allergeni e intolleranze
Non rientra tra gli allergeni principali
Rari casi di ipersensibilità sono possibili verso composti solforati
Attenzione alla presenza di altri allergeni in miscele o ricette trasformate
Conservazione e shelf-life
Bulbi freschi: conservare in luogo fresco e asciutto, ben aerato
Foglie fresche: conservare in frigorifero, consumare in tempi brevi
Prodotto essiccato: conservare in contenitori chiusi, lontano da luce, calore e umidità
Evitare l’esposizione a temperature elevate per preservare aroma e costituenti
Sicurezza e regolatorio
Materia prima soggetta a controlli igienici secondo principi HACCP
Verifiche su purezza, contaminanti e residui
Ingredienti vegetali destinati ad aromatizzazioni alimentari devono rispettare i requisiti stabiliti per la produzione e commercializzazione
Non somministrare ad animali.
Etichettatura
Denominazione della specie botanica (es. aglietto, Allium neapolitanum)
Origine del prodotto
Condizioni di conservazione
Lotto e data di scadenza o TMC
Dichiarazione degli allergeni presenti solo se provenienti da altre materie prime
Troubleshooting
Aroma debole → materia prima troppo vecchia o stoccaggio scorretto; ricorrere a bulbi e foglie fresche
Troppa pungentezza → dosaggio elevato; ridurre quantità o cuocere più delicatamente
Perdita di aroma nel tempo → esposizione a luce, calore e umidità; conservare correttamente in luogo fresco e asciutto
Sostenibilità e filiera
Specie mediterranea con coltivazione tradizionale
Basso impatto ambientale per la semplicità colturale
Filiera trasparente e corretta gestione agricola supportano sostenibilità, tracciabilità e qualità
Raccolta responsabile e selezione riducono sprechi e preservano biodiversità
Principali funzioni INCI (cosmesi)
Allium Neapolitanum Extract
possibile azione antiossidante
impiego come ingrediente botanico in prodotti skin-care e shampoo delicati
contributo aromatico naturale
Utilizzo subordinato al rispetto dei requisiti di purezza, stabilità e conformità cosmetica.
Conclusione
L’aglietto (Allium neapolitanum) è un ingrediente aromatico naturale caratterizzato da composti solforati, polifenoli e micronutrienti. È apprezzato come succedaneo più delicato dell’aglio, con funzione aromatica in cucina e potenziale interesse nei prodotti cosmetici come estratto vegetale.
La corretta conservazione e la qualità della materia prima garantiscono aroma, stabilità e sicurezza d’impiego in applicazioni alimentari e cosmetiche.
Mini-glossario
SFA – saturated fatty acids: acidi grassi saturi
MUFA – monounsaturated fatty acids: acidi grassi monoinsaturi
PUFA – polyunsaturated fatty acids: acidi grassi polinsaturi
HACCP – Hazard Analysis and Critical Control Points: sistema per la sicurezza alimentare nelle fasi di produzione
Studi
Contiene sostanze antiossidanti e antibatteriche.
Composizione degli oli essenziali (1):
- chrysanthenyl acetate (28.1%),
- (Z)-chrysanthenyl acetate (23.8%),
- (E)-β-farnesene (9.6%),
- dimethyl trisulfide (9.6%),
- canfora (7.4%),
- methyl allyl disulfide (6.8%)
- 1-methyl-3-allyl trisulfide (5.8%)

