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Chinotto
"Descrizione"
by FRanier (9960 pt)
2025-Dec-01 16:08

Review Consensus: 18 Rating: 9 Number of users: 2
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Chinotto (Citrus myrtifolia Raf.)


Descrizione

Il chinotto è un piccolo agrumo appartenente alla famiglia delle Rutaceae, tradizionalmente identificato come Citrus myrtifolia Raf., noto anche come arancio mirto o arancio a foglie di mirto per la forma delle sue foglie, piccole e lanceolate, simili a quelle del mirto. L’albero è di taglia modesta, con portamento tendenzialmente compatto e arbustivo, chioma densa e rami spesso fitti e spinosi. Le foglie sono di colore verde intenso, lucide, persistenti, e conferiscono alla pianta un aspetto ornamentale apprezzato anche nei giardini e nei vasi.

I frutti del chinotto sono di dimensioni ridotte, paragonabili a una piccola arancia o a un mandarino, con buccia di colore arancio o arancio–verdastro a seconda dello stadio di maturazione. La polpa è divisa in più spicchi ma, a differenza delle arance dolci, risulta molto più amara e acida, tanto che il frutto fresco viene raramente consumato tal quale. Il profumo, invece, è intenso, agrumato, con note amaricanti e leggermente floreali, che derivano da una combinazione di oli essenziali e flavonoidi amari.

Il chinotto ha una lunga storia legata in particolare alla zona di Savona e della Riviera ligure, dove alcune cultivar tradizionali sono state recuperate e valorizzate come prodotti tipici. Il frutto è utilizzato in confetteria (chinotti canditi), in sciroppi e liquori, ma soprattutto come base aromatica per la famosa bibita al chinotto, una bevanda analcolica gassata di colore scuro, spesso considerata un’icona del Made in Italy. In fitoterapia e cosmetica trovano impiego anche i fiori e gli estratti di buccia, valorizzati per le loro proprietà aromatiche, toniche e antiossidanti. Dal punto di vista compositivo, il frutto contiene vitamina C, carotenoidi (come beta–carotene), e una quota caratteristica di flavonoidi amari, in particolare naringina, neoesperidina, neoeriocitrina e eriocitrina, che contribuiscono al profilo sensoriale e funzionale del chinotto.

Il gusto è molto amaro e quindi non si può mangiare crudo, ma deve essere sottoposto a lavorazione per assumere un gusto amarognolo ed essere successivamente immesso in bevande, aperitivi e dolci.

Classificazione botanica

  • nome comune: chinotto

  • clade: Angiospermae

  • ordine: Sapindales

  • famiglia: Rutaceae

  • genere: Citrus

  • specie: Citrus myrtifolia Raf.

Clima
Il chinotto predilige i climi temperati e miti tipici delle regioni mediterranee, caratterizzati da inverni non troppo rigidi ed estati calde ma ventilate. Pur sopportando brevi abbassamenti termici, risulta sensibile al gelo prolungato e alle gelate tardive, che possono danneggiare rami, fiori e frutti in formazione.

Esposizione
La pianta richiede un’esposizione in pieno sole per garantire una crescita equilibrata, fioriture abbondanti e una buona qualità dei frutti. In zone particolarmente calde, una leggera ombreggiatura nelle ore più torride può contribuire a limitare la disidratazione eccessiva e lo stress termico.

Terreno
Il chinotto preferisce terreni sciolti o di medio impasto, ben drenati, con buona presenza di sostanza organica e pH tendenzialmente neutro o lievemente acido. Suoli troppo compatti o soggetti a ristagni d’acqua aumentano il rischio di marciumi radicali e rallentano lo sviluppo vegetativo.

Irrigazione
L’apporto idrico deve essere regolare, soprattutto nei periodi più caldi e durante le fasi di sviluppo dei frutti. È importante mantenere il terreno moderatamente umido, evitando sia i ristagni sia i periodi di siccità prolungata. La pacciamatura ai piedi della pianta aiuta a conservare l’umidità e a proteggere l’apparato radicale.

Temperatura
Le condizioni termiche ideali si collocano tra 15 e 28 °C. Temperature prossime allo zero possono essere tollerate solo per brevi periodi, mentre gelate intense o prolungate possono compromettere la vegetazione e ridurre drasticamente la produttività.

Concimazione
La concimazione deve prevedere l’integrazione di sostanza organica ben matura durante la preparazione del terreno o all’inizio della primavera. Può essere utile integrare con concimi minerali equilibrati in azoto, fosforo e potassio, per sostenere la crescita vegetativa, la fioritura e l’allegagione dei frutti.

Cure colturali
Durante la coltivazione è consigliabile effettuare leggere potature per mantenere una chioma arieggiata e bilanciata, eliminare rami secchi o danneggiati e favorire la penetrazione della luce. Il controllo periodico di parassiti e malattie, come cocciniglie o funghi, permette interventi tempestivi e mirati. La sarchiatura del terreno o la pacciamatura aiutano a limitare le infestanti e a preservare le caratteristiche strutturali del suolo.

Raccolta
I frutti vengono raccolti quando hanno raggiunto la piena maturazione, generalmente tra fine autunno e inverno, assumendo la tipica colorazione arancio intensa. Il momento della raccolta è importante per garantire il giusto equilibrio tra aroma, acidità e amarezza, elementi distintivi del chinotto.

Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene principalmente per innesto su portinnesti compatibili, scelti in base alla vigoria desiderata e alle condizioni pedoclimatiche. È possibile anche la propagazione per talea o per seme, sebbene queste tecniche richiedano maggior tempo per ottenere piante produttive e mantenere fedeli le caratteristiche della varietà.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g (frutto fresco, parte edibile)

Valori indicativi riferiti al frutto fresco di chinotto (polpa + succo, senza buccia grossolana):

  • Energia: ~30–35 kcal (circa 34 kcal)

  • Acqua: ~87 g

  • Carboidrati totali: ~7,5–8 g

    • di cui zuccheri solubili: ~7–8 g

  • Fibre totali: ~0,5–1 g

  • Proteine: ~0,6–0,8 g

  • Grassi totali: ~0,2 g

    • SFA (saturated fatty acids, acidi grassi saturi, il cui eccesso nel totale della dieta è associato a un profilo lipidico meno favorevole): quota trascurabile

    • MUFA (acidi grassi monoinsaturi): tracce

    • PUFA (acidi grassi polinsaturi, incluse le serie n-6 e n-3, coinvolte nella regolazione dell’infiammazione e nella salute cardiovascolare): tracce

  • Vitamina C: ~40–50 mg/100 g (valore elevato per un piccolo agrume)

  • Vitamina A (come beta–carotene e altri carotenoidi): presente in quantità modeste ma significative

  • Minerali principali: potassio (circa 150–200 mg/100 g), calcio, fosforo, tracce di ferro e magnesio

È importante distinguere il valore nutrizionale del frutto fresco da quello di prodotti trasformati come chinotti canditi (molto più calorici e ricchi di zuccheri) o bibite al chinotto (che forniscono essenzialmente acqua, zuccheri e tracce di nutrienti e aromi).


Principali sostanze contenute

Nel frutto di chinotto sono stati identificati numerosi composti bioattivi, in particolare:

  • Flavonoidi amari:

    • Naringina, spesso indicata come uno dei flavonoidi predominanti nel succo, responsabile di una parte importante della nota amara;

    • Neoesperidina, neoeriocitrina, eriocitrina e altri flavanoni glicosidici, con attività antiossidante e potenziale azione protettiva a livello vascolare.

  • Vitamina C (acido ascorbico): contribuisce alla protezione dallo stress ossidativo, alla funzione immunitaria e alla sintesi del collagene.

  • Carotenoidi: beta–carotene, luteina e altri pigmenti che conferiscono colore al frutto e contribuiscono all’attività antiossidante.

  • Acidi organici: in particolare acido citrico e altri acidi minori, che determinano l’elevata acidità del succo.

  • Oli essenziali (soprattutto nella buccia): con prevalenza di monoterpeni (es. limonene) e una frazione di monoterpeni ossigenati (es. linalolo, linalil acetato, α–terpineolo), responsabili del profumo intenso e utilizzati in profumeria, alimentazione e cosmetica.

Complessivamente, il profilo del chinotto lo colloca tra gli agrumi con elevata dotazione di flavonoidi e buona attività antiossidante, soprattutto nei frutti acerbi e nelle fasi di maturazione intermedia.


Processo di produzione

  • Coltivazione: il chinotto viene coltivato in aree a clima mite, con inverni relativamente dolci, in particolare lungo la Riviera ligure e in alcune zone del Mediterraneo. Preferisce suoli ben drenati, tendenzialmente sub–acidi o neutri, e beneficia di esposizioni soleggiate e riparate dal vento.

  • Fioritura e allegagione: la pianta produce fiori bianchi profumati, tipici degli agrumi, da cui si sviluppano i piccoli frutti. Le condizioni climatiche e nutrizionali influenzano la pezzatura e il tenore in composti bioattivi.

  • Raccolta: i frutti possono essere raccolti a diversi stadi di maturazione (verdognoli, intermedi, pienamente aranciati) a seconda della destinazione d’uso: i frutti acerbi sono spesso più ricchi di flavonoidi e si prestano bene a trasformazioni come canditura e sciroppi.

  • Selezione e lavorazione:

    • per uso fresco (limitato): selezione dei frutti sani, lavaggio, calibratura;

    • per canditura e confetteria: sbollentatura, eventuale disamaricazione, immersioni successive in sciroppi zuccherini di concentrazione crescente fino alla canditura completa;

    • per bibite e sciroppi: macerazione o estrazione del frutto (o della sola buccia) in soluzioni idroalcoliche o acquose, filtrazione, miscelazione con acqua, zucchero e altri aromi, quindi gassatura per le versioni bevanda;

    • per oli essenziali: estrazione per pressione a freddo delle bucce o distillazione per uso alimentare, aromatico e cosmetico.


Proprietà fisiche

  • Aspetto del frutto fresco: piccolo agrume sferico–appianato, con diametro inferiore rispetto all’arancia dolce, buccia da verde–aranciata (frutti acerbi) a arancio intenso (frutti maturi), superficie liscia o leggermente rugosa.

  • Polpa: suddivisa in segmenti contenenti numerosi semi, di colore giallo–arancio; la struttura è simile a quella di una piccola arancia ma più compatta.

  • Tenore d’acqua: elevato, in linea con altri agrumi (oltre l’80%).

  • Olio essenziale di buccia: liquido da incolore a giallo–verdognolo, con odore agrumato–amaro caratteristico.

  • Stabilità: il frutto fresco è relativamente delicato e soggetto a disidratazione e marcescenza se conservato male; i prodotti trasformati (canditi, sciroppi, bevande) hanno invece una shelf-life più lunga.


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • Sapore: decisamente amaro e acido, con lieve nota dolciastra sul finale nelle preparazioni zuccherine; rispetto ad altri agrumi, il chinotto è meno gradevole al consumo fresco ma ideale per la produzione di bevande bitter–dolci, canditi e liquori.

  • Aroma: intenso, agrumato, con componente floreale e amaricante, dovuta alla combinazione di oli essenziali e flavonoidi amari; l’aroma è distintivo e riconoscibile nella bibita al chinotto.

  • Colore: la polpa e il succo sono giallo–arancio pallido, ma la bevanda finita al chinotto presenta un colore bruno–scuro, ottenuto sia dall’estratto di frutto sia da eventuali coloranti (es. caramello).

  • Funzionalità tecnologica:

    • il succo e gli estratti di chinotto conferiscono nota bitter in bibite, aperitivi analcolici e liquori;

    • la buccia si presta a canditura e aromatizzazione di dolci e prodotti da forno;

    • l’olio essenziale trova uso come aroma in bevande, caramelle, liquori e come fragranza in cosmetici e detergenti.


Impieghi alimentari

  • Frutto trasformato: il chinotto viene raramente mangiato fresco; è invece protagonista di:

    • chinotti canditi (interi o a spicchi, spesso in sciroppo o ricoperti di cioccolato);

    • marmellate, confetture e gelatine di agrumi misti;

    • sciroppi per aromatizzare bevande, dessert, granite.

  • Bibita al chinotto: una delle applicazioni più note; si tratta di una bevanda gassata ottenuta da estratto di chinotto, acqua, zucchero, acidificanti e altre sostanze aromatiche, con gusto amaro–dolce e contenuto energetico paragonabile ad altre bibite zuccherate (circa 30–50 kcal per 100 ml, in funzione della marca).

  • Liquori e aperitivi: utilizzo come componente aromatica in amari, aperitivi bitter, vermouth e liquori tipici.

  • Aromatizzazione di dolci: impiego di scorza e succo in torte, biscotti, creme, cioccolatini.


Nutrizione e salute

Il frutto di chinotto, nella sua forma fresca, apporta poche calorie, una buona quota di vitamina C, acqua, minerali (soprattutto potassio) e una dotazione interessante di flavonoidi amari come naringina e neoesperidina, noti per la loro attività antiossidante e potenziali effetti protettivi sul sistema cardiovascolare e sul microcircolo. Studi su succhi ed estratti di chinotto indicano una elevata capacità antiossidante e possibili effetti radical scavenging e anti–infiammatori, in particolare per oli essenziali e frazioni ricche in flavonoidi.

Tuttavia, l’impiego più comune del chinotto avviene in prodotti zuccherati (canditi, sciroppi, bibite). In queste forme:

  • il contributo nutrizionale del frutto viene compensato da un elevato contenuto di zuccheri semplici;

  • un consumo frequente e in grandi quantità di bibite al chinotto o canditi può aumentare l’apporto calorico e di zuccheri, con possibili effetti negativi su peso corporeo, controllo glicemico e salute dentale, se non inserito in un quadro dietetico equilibrato.

Il chinotto fresco, consumato in piccole quantità o utilizzato come aromatizzante, può essere considerato un agrume con buone potenzialità funzionali, ma nella pratica l’impatto sulla salute dipenderà soprattutto dalla forma (frutto vs. bibita zuccherata) e dalla frequenza di consumo.


Nota porzione

Per il frutto fresco di chinotto, che è difficile da reperire e in genere usato a piccole dosi:

  • una porzione realistica può essere di 50–100 g di polpa (1–2 frutti piccoli) come ingrediente in macedonie, salse o preparazioni dolci.

Per la bibita al chinotto:

  • una lattina o bottiglia da 200–330 ml costituisce una porzione tipica, da considerare come bevanda zuccherata occasionale, non quotidiana, all’interno di un contesto alimentare equilibrato e con attenzione all’apporto complessivo di zuccheri liberi.


Allergeni e intolleranze

  • Il chinotto non rientra tra gli allergeni principali a etichettatura obbligatoria.

  • Come altri agrumi, può però causare reazioni allergiche in soggetti sensibili, con sintomi che possono andare da prurito orale e orticaria a manifestazioni più importanti in persone già allergiche ad altri agrumi (arancia, limone, pompelmo).

  • Le bibite al chinotto e i prodotti trasformati possono contenere additivi (es. anidride solforosa e solfiti in alcuni sciroppi o canditi, coloranti, conservanti come benzoato di sodio o sorbati), che per soggetti sensibili (asma, reazioni ai solfiti) possono rappresentare un problema: è importante leggere l’etichetta.


Conservazione e shelf-life

  • Frutto fresco:

    • conservare in luogo fresco e asciutto, preferibilmente in frigorifero se il clima è caldo;

    • shelf-life di alcuni giorni–settimane a seconda dello stadio di maturazione e delle condizioni di conservazione;

    • segnali di deterioramento: buccia molle, presenza di muffe, odori fermentati o marcescenti.

  • Chinotti canditi e sciroppi:

    • elevata shelf-life grazie all’alto contenuto di zucchero;

    • conservare in luogo fresco e al riparo dalla luce, richiudendo accuratamente;

    • una volta aperto un barattolo di canditi in sciroppo, è preferibile conservarlo in frigorifero e consumare entro alcune settimane.

  • Bibita al chinotto:

    • conservare al riparo dalla luce e dal calore;

    • dopo l’apertura, consumare entro 1–2 giorni, mantenendo la bottiglia richiusa e, se possibile, in frigorifero.


Sicurezza e regolatorio

Il chinotto, come agrume, è considerato sicuro nell’alimentazione umana. I principali aspetti da considerare:

  • Residuati di fitofarmaci: come per tutti gli agrumi importati o coltivati intensivamente, è importante rispettare le buone pratiche agricole e i limiti di legge sui residui.

  • Additivi nelle bevande e nei canditi: le bibite al chinotto e i chinotti canditi possono contenere coloranti, conservanti, acidificanti; la sicurezza è regolata dalla normativa sugli additivi alimentari, con limiti di impiego e obbligo di indicazione in etichetta.

  • Integratori ed estratti concentrati: eventuali prodotti nutraceutici a base di estratti di chinotto (o oli essenziali) devono rispettare le norme sugli integratori alimentari, con attenzione alle dosi e alla tossicità potenziale degli oli essenziali se assunti per via interna (da non utilizzare senza adeguata guida professionale).


Etichettatura

Per un prodotto alimentare a base di chinotto:

  • denominazione dell’ingrediente, ad esempio “chinotto”, “frutti di chinotto”, “estratto di chinotto”, specificando la forma (fresco, candito, sciroppo, succo, estratto);

  • elenco completo degli ingredienti per prodotti trasformati (bibite, canditi, marmellate), con indicazione di zuccheri aggiunti, additivi (coloranti, conservanti, acidificanti) e eventuali allergeni;

  • dichiarazione nutrizionale standard (energia, grassi, di cui saturi, carboidrati, zuccheri, fibre, proteine, sale) obbligatoria per la maggior parte dei prodotti confezionati;

  • eventuali indicazioni geografiche (es. chinotto di Savona) se riconosciute, con i relativi disciplinari.

Per bibite al chinotto, l’etichetta dovrà riportare chiaramente:

  • la denominazione di vendita (es. “bevanda analcolica gassata al chinotto”);

  • la presenza di estratto naturale di chinotto e il contenuto di zuccheri;

  • l’indicazione di additivi come E150d (caramello solfito ammoniacale), acidificanti (acido citrico, acido ortofosforico), conservanti (es. benzoato di sodio).


Troubleshooting

  • Frutto eccessivamente amaro e poco utilizzabile in cucina

    • Causa: normale caratteristica del chinotto, accentuata nei frutti più acerbi.

    • Azione: preferire l’impiego in canditure, sciroppi o preparazioni in cui l’amaro sia bilanciato da zucchero o da altre componenti aromatiche; utilizzare quantità ridotte per aromatizzare.

  • Bibita al chinotto troppo dolce o stucchevole

    • Causa: formulazione con elevato tenore di zuccheri.

    • Azione: consumare come occasione saltuaria, diluire con acqua frizzante o ghiaccio per ridurre la concentrazione di zucchero per unità di volume.

  • Perdita di frizzantezza e aroma nella bibita

    • Causa: bottiglia aperta da troppo tempo, conservata a temperatura elevata o non ben richiusa.

    • Azione: consumare la bibita entro 1–2 giorni dall’apertura, conservarla in frigorifero ben chiusa.

  • Canditi di chinotto troppo duri o cristallizzati

    • Causa: cristallizzazione degli zuccheri, conservazione prolungata o essiccazione eccessiva.

    • Azione: utilizzare i canditi in cotte umide (torte, lievitati) dove possano reidratarsi parzialmente; in produzione, rivedere curve di concentrazione degli sciroppi e modalità di stoccaggio.


Principali funzioni INCI (cosmesi)

In cosmetica, dal chinotto si ricavano soprattutto estratti e oli essenziali ottenuti da buccia, fiori e talvolta foglie. In INCI possono comparire voci come:

  • Citrus Myrtifolia Peel Oil (olio essenziale di buccia di chinotto)

  • Citrus Myrtifolia Fruit Extract (estratto di frutto)

  • denominazioni analoghe per estratti di foglie o fiori

Le principali funzioni cosmetiche includono:

  • Fragrance / perfuming: l’olio essenziale di chinotto viene usato per conferire note agrumate amare–floreali a profumi, creme, detergenti e prodotti da bagno.

  • Skin conditioning: alcuni estratti di frutto possono contribuire a mantenere la pelle in buone condizioni, grazie al contenuto di antiossidanti e acidi organici.

  • Antiossidante di supporto: i flavonoidi e altri composti fenolici possono fornire un contributo alla protezione dallo stress ossidativo indotto da inquinanti e radiazione UV, in sinergia con altri attivi.

  • Tonic/refreshing: l’impronta olfattiva e la lieve azione rubefacente degli agrumi possono dare una sensazione di freschezza e vitalità nei prodotti leave–on e rinse–off.

Come per tutti gli oli essenziali, è necessaria una valutazione di sicurezza adeguata (sensibilizzazione cutanea, fototossicità potenziale, presenza di allergeni del profumo regolamentati) e il rispetto dei limiti IFRA e delle normative cosmetiche vigenti.


Conclusione

Il chinotto (Citrus myrtifolia) è un agrume dal profilo sensoriale e compositivo peculiare: piccolo, molto amaro e acido, ma ricco di vitamina C e flavonoidi amari come naringina e neoesperidina, che ne sostengono l’interesse nutrizionale e funzionale. Nella pratica, il frutto viene quasi sempre valorizzato attraverso la trasformazione in canditi, sciroppi, liquori e nella celebre bibita al chinotto, diventata simbolo di una certa tradizione gastronomica italiana.

Dal punto di vista della salute, il chinotto fresco e i suoi estratti apportano composti antiossidanti e una discreta quantità di vitamina C, ma il consumo reale è spesso legato a prodotti zuccherati, per i quali occorre moderazione. In cosmetica, l’olio essenziale e gli estratti di chinotto contribuiscono a profili fragranti originali e ad attività toniche e antiossidanti di supporto, inserendosi nel filone degli ingredienti di origine botanica ad alto valore sensoriale.

Studi

La composizione qualitativa e quantitativa del chinotto mostra diversi flavonoidi, presenti soprattutto nel succo (1).

Studi recenti hanno dimostrato l'attività antinfiammatoria dell'olio essenziale del chinotto dove si sono stati trovati limonene, linalool, linalyl acetate, and γ-terpinene (2).

 

Chinotto studi

 

Mini-glossario

  • Naringina: flavonoide amaro tipico di alcuni agrumi (pompelmo, chinotto), dotato di attività antiossidante e oggetto di studio per potenziali effetti sul sistema cardiovascolare e sul metabolismo lipidico.

  • Neoesperidina: flavanone glicosidico presente in agrumi amari (come chinotto e arancio amaro), con proprietà antiossidanti e possibile ruolo nella protezione vascolare.

  • Vitamina C (acido ascorbico): vitamina idrosolubile con forte azione antiossidante, importante per sintesi del collagene, sistema immunitario e difesa dallo stress ossidativo.

  • Carotenoidi: pigmenti liposolubili (es. beta–carotene, luteina) con azione antiossidante e ruoli nella funzione visiva e nella protezione di tessuti esposti all’ossidazione.

  • Antiossidanti: sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi, contribuendo a limitare i danni ossidativi a lipidi, proteine e DNA.

  • SFA (saturated fatty acids): acidi grassi saturi; un eccesso nel complesso della dieta è associato a un profilo lipidico meno favorevole.

  • MUFA (monounsaturated fatty acids): acidi grassi monoinsaturi; in genere favorevoli quando sostituiscono una parte dei SFA nella dieta.

  • PUFA (polyunsaturated fatty acids): acidi grassi polinsaturi (serie n-6 e n-3) coinvolti nella regolazione dell’infiammazione, della funzione cardiovascolare e di numerosi processi metabolici.

Bibliografia______________________________________

(1) Scordino M, Sabatino L, Belligno A, Gagliano G. Characterization of polyphenolic compounds in unripe chinotto (Citrus myrtifolia) fruit by HPLC/PDA/ESI/MS-MS. Nat Prod Commun. 2011 Dec;6(12):1857-62

Abstract. The flavonoid and furocoumarin composition was investigated of peel and pulp tissues of unripe fruits of Citrus myrtifolia Rafinesque, an ingredient of the popular soft drink "chinotto". Compound separation and identification was made using an HPLC-PDA detector coupled to ESI/MS/MS in positive and negative mode. Eighteen compounds (3-hydroxy-3-methylglutaryl-, C- and O-glycosyl flavonoids, furocoumarins and polymethoxylated flavones) were identified and quantified. Data indicated that the overall amount of flavonoids and furocoumarins in peel was higher than in the pulp, even though their relative distribution did not significantly change, apart from a different distribution of flavones and a lower content of naringin in the peel.

Barreca D, Bellocco E, Caristi C, Leuzzi U, Gattuso G. Flavonoid composition and antioxidant activity of juices from Chinotto ( Citrus x myrtifolia Raf.) fruits at different ripening stages.
J Agric Food Chem. 2010 Mar 10;58(5):3031-6. doi: 10.1021/jf9044809

(2)  Plastina P, Apriantini A, Meijerink J, Witkamp R, Gabriele B, Fazio A. In Vitro Anti-Inflammatory and Radical Scavenging Properties of Chinotto (Citrus myrtifolia Raf.) Essential Oils.
Nutrients. 2018 Jun 18;10(6). pii: E783. doi: 10.3390/nu10060783.

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