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Wisteria
"Descrizione"
by FCS777 (5436 pt)
2026-Jan-12 12:37

Glicine (Wisteria sinensis)

Il glicine (Wisteria sinensis), spesso indicato come “glicine cinese”, è una liana legnosa decidua appartenente alla famiglia Fabaceae. È originario della Cina ed è ampiamente coltivato in climi temperati per le infiorescenze pendule (racemi) molto ornamentali. La specie presenta crescita vigorosa, fusti volubili e una marcata capacità di colonizzare strutture di supporto; per questo richiede gestione agronomica attenta (potature e sostegni adeguati). 

Classificazione botanica

  • Regno: plantae

  • Ordine: fabales

  • Famiglia: fabaceae

  • Genere: wisteria

  • Specie: wisteria sinensis


Caratteristiche della pianta

Wisteria sinensis è tipicamente caratterizzato da:

  • Portamento e sviluppo: rampicante legnoso a forte vigore vegetativo; può raggiungere grandi estensioni su pergolati e alberature, con peso e trazione rilevanti sulle strutture.

  • Fusti: volubili (avvolgenti) e progressivamente lignificati; la crescita secondaria può determinare compressione di supporti e rami di piante ospiti se non contenuta.

  • Foglie: composte pennate con più foglioline; in genere emissione fogliare in concomitanza o poco dopo la fioritura primaverile (variabile per clima e cultivar).

  • Fiori: disposti in racemi penduli; profumazione percepibile a distanza in piena fioritura. La componente odorosa è legata a emissioni di volatili floreali (vedi sezione composizione chimica).

  • Frutti e semi: legumi (baccelli) contenenti semi; i baccelli maturi possono aprirsi rilasciando i semi.

  • Esigenze colturali: predilige esposizione luminosa (pieno sole o mezz’ombra luminosa), substrati ben drenati e irrigazioni regolari evitando ristagni; la potatura è un fattore chiave per contenere il vigore e favorire la fioritura.


Composizione chimica e struttura

Di seguito una lettura “per distretti” (fiori, foglie, radici) con categorie e molecole rappresentative effettivamente riportate in letteratura per Wisteria sinensis.

  • Volatili floreali (fiori; profilo aromatico, GC-MS headspace)
    I composti emessi dai fiori includono più famiglie chimiche (derivati di acidi grassi, benzenoidi/fenilpropanoidi, terpenoidi e composti azotati). In particolare, tra i composti quantitativamente rilevanti o frequentemente citati:

    • Terpenoidi: linalolo, (E)-β-ocimene (tra i più abbondanti riportati).

    • Benzenoidi/fenilpropanoidi: metil benzoato, benzaldeide, alcol benzilico, metil salicilato, chavicolo, metil chavicolo, eugenolo, isoeugenolo, metil isoeugenolo, benzil isovalerato.

    • Derivati lipidici (esteri/metil esteri): metil esadecanoato, etil esadecanoato, oltre a metil esteri di acidi grassi a catena più corta (es. metil ottanoato, metil decanoato, metil pentanoato).

    • Composti azotati (tracce/variabili): ad esempio o-nitroanilina è riportata tra i composti identificati nel profilo di emissione.

  • Flavonoidi e polifenoli (foglie; estratti metanolici e frazionamento cromatografico)
    Studi su estratti fogliari riportano flavonoidi sia in forma agliconica sia glicosilata. Molecole identificabili come marcatori rappresentativi includono:

    • Flavoni C-glicosilati: orientina, isoorientina, vitexina, isovitexina.

    • Flavoni agliconi: apigenina, luteolina.

    • Flavone glicosilato acilato (struttura complessa): un derivato della crisoeriolo (chrysoeriol) in forma di glicoside acilato con unità zuccherine glucosio e apiosio e presenza di acido caffeico come moietà acilante/associata.

  • Triterpeni e saponine (foglie e radici; triterpeni agliconi e glicosi(tri)derivati)
    Il genere presenta triterpeni di tipo oleananico; per W. sinensis sono riportati sia agliconi sia glicosidi triterpenici (saponine):

    • Agliconi triterpenici (foglie): acido oleanolico e hederagenina.

    • Saponine oleananiche (radici; oleanane-type glycosides): sono stati isolati sette glicosidi triterpenici, tra cui:

      • wistariasaponina A e wistariasaponina D

      • dehydroazukisaponin V, azukisaponin V

      • astragaloside VIII

      • due composti descritti come nuovi nello studio, tra cui un oleanano 22-O-acetilato con catena zuccherina (rhamnosio/glucosio/glucuronato) e un glicoside di wistariasapogenol A.

  • Lectine e composti glicosidici a rilevanza tossicologica
    La tossicità è comunemente attribuita a una lectina e a un glicoside indicato come “wisterin glycoside” (terminologia ricorrente in fonti veterinarie). Va considerato che, a differenza dei piccoli metaboliti (es. linalolo), qui si parla di macromolecole/proteine (lectine) e di glicosidi non sempre descritti con nomenclatura strutturale dettagliata nelle schede divulgative.


Usi e benefici

  • Ornamentale e paesaggistico: impiego principale in pergolati, facciate, archi e strutture di copertura, con forte impatto estetico in fioritura.

  • Interesse fitochimico e di ricerca: la presenza di flavonoidi (es. orientina/vitexina, apigenina/luteolina) e di saponine triterpeniche ha motivato lavori di isolamento, caratterizzazione strutturale e valutazioni biologiche in vitro in contesti di ricerca.

  • Nota di prudenza: non è una specie destinata a impiego alimentare “libero”; le pratiche tradizionali riportate in alcune fonti non eliminano il tema del rischio di ingestione accidentale, soprattutto di semi e baccelli.


Applicazioni

  • Giardinaggio e verde ornamentale: copertura vegetale di strutture robuste; utile in giardini storici e contesti residenziali dove si può gestire la potatura.

  • Gestione tecnica:

    • potature mirate per contenere vigore e stimolare fioritura;

    • valutazione strutturale del supporto (peso, trazione, possibile compressione).

  • Controllo della diffusione: in alcune aree extra-native è trattato come specie con comportamento invasivo; richiede gestione per ridurre la competizione con vegetazione locale.

Coltivazione

  • Impianto e collocazione

    • Preferire la messa a dimora in autunno o primavera, evitando periodi di gelo o caldo estremo.

    • Prevedere fin dall’inizio un supporto strutturalmente robusto (pergolato, grigliato metallico, cavi su parete): il peso e la trazione dei fusti aumentano molto con gli anni.

  • Esposizione

    • Pieno sole per massimizzare fioritura e differenziazione delle gemme a fiore.

    • In ombra o mezz’ombra marcata tende a produrre più vegetazione e meno fiori.

  • Suolo e drenaggio

    • Ideale un terreno ben drenato, di tessitura media, con buona dotazione di sostanza organica.

    • Preferibile un suolo leggermente acido; in suoli molto calcarei possono comparire clorosi e crescita meno equilibrata.

  • Irrigazione

    • Dopo l’impianto: irrigare regolarmente per favorire attecchimento e sviluppo radicale, evitando ristagni.

    • A regime: irrigazioni di supporto in periodi siccitosi, soprattutto su terreni sabbiosi o in coltivazione in vaso.

  • Concimazione

    • In genere non richiede concimazioni elevate: eccesso di azoto favorisce massa fogliare a scapito della fioritura.

    • Se necessario, effettuare apporti moderati a fine inverno o in primavera, privilegiando formulazioni non eccessivamente azotate.

  • Allevamento e gestione del sostegno

    • Nei primi anni impostare una struttura portante (1–3 branche principali) e legare i tralci guida in modo ordinato.

    • Mantenere distanze e punti di ancoraggio che evitino compressioni su gronde, pluviali, ringhiere e infissi.

  • Potatura

    • La gestione più efficace prevede due interventi annuali:

      • Estate (luglio–agosto): riduzione dei germogli lunghi e vigorosi dell’anno per migliorare aerazione e irraggiamento e favorire la formazione di speroni fioriferi.

      • Inverno (gennaio–febbraio): rifinitura degli stessi rami accorciati in estate, portandoli a 2–3 gemme per concentrare la fioritura vicino all’impalcatura.

    • In qualsiasi periodo: rimuovere legno secco, danneggiato o malato e i rami che vanno “fuori sagoma” o interferiscono con strutture.

  • Propagazione

    • Margotta (layering): metodo in genere più affidabile per ottenere nuove piante mantenendo le caratteristiche della pianta madre.

    • Talea (semi-legnosa/erbacea in stagione idonea): possibile ma con successo variabile in base a condizioni e materiale.

    • Seme: sconsigliato se l’obiettivo è la fioritura in tempi brevi; le piante da seme possono impiegare molti anni per entrare in produzione fiorale.

  • Coltivazione in vaso

    • Possibile solo con contenitori molto capienti e substrato drenante; richiede irrigazione più attenta e potature regolari.

    • Necessario un sistema di sostegno stabile integrato al vaso (o ancoraggio esterno sicuro).

  • Avvertenze gestionali

    • La pianta può essere lenta a “partire” e, a seconda dell’età e dell’origine (innestata vs da seme), la prima fioritura può richiedere diversi anni.

    • In aree dove la specie tende a naturalizzarsi, evitare la diffusione incontrollata (gestione dei ricacci, contenimento, corretta manutenzione).


Considerazioni ambientali e di sicurezza

  • Impatto ambientale: in contesti favorevoli può espandersi vigorosamente e sovrastare la vegetazione; la gestione (potatura, controllo dei ricacci, eventuale rimozione) è l’approccio più comune per limitarne la pressione ecologica dove rilevante.

  • Sicurezza per l’uomo: tutte le parti sono considerate potenzialmente tossiche; la criticità è spesso attribuita soprattutto a semi e baccelli. I disturbi riportati dopo ingestione sono principalmente gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolore addominale), con possibili manifestazioni sistemiche in alcuni casi.

  • Sicurezza per animali domestici: comunemente indicato come tossico per cani e gatti (e anche cavalli), con segni clinici prevalentemente gastrointestinali e possibile abbattimento/depressione.

  • Buone pratiche: evitare l’accesso di bambini e animali a baccelli e semi; raccogliere i baccelli caduti; usare DPI (guanti) durante potature se soggetti a irritazioni o sensibilità.

Bibliografia__________________________________________________________________________

Rokosz P, Stachowicz K, Kwiecień H. Phytochemical analysis of non-polar solvent extracts of the Wisteria sinensis leaves. Nat Prod Res. 2018 Oct;32(20):2487-2489. doi: 10.1080/14786419.2017.1416375. 

Abstract. A comparative study on the phytochemical composition of the n-hexane and chloroform extracts from Wisteria sinensis leaves collected in June and October is described. Continuous extraction in Soxhlet apparatus, as well as ultrasound-assisted technique, was used for the preparation of the extracts. All the extracts were analysed by GC/MS method. As a result, α-tocopherol was identified as the main component (56%) of the extracts from October leaves, whereas, β-sitosterol was identified as the main compound (47%) in the extracts from the June leaves. Additionally, pure α-tocopherol was isolated from n-hexane extract of the October leaves using column chromatography. A total of 6.25 mg of α-tocopherol was isolated from 1 g of dried leaves. The presence of the vitamin E in extracts from W. sinensis leaves is described here for the first time.

Keskin, S., Sirin, Y., Cakir, H. E., & Keskin, M. (2019). Phenolic composition and antioxidant properties of Wisteria sinensis. International Journal of Scientific and Technological Research, 5(2), 98-103.

Abstract . Wisteria is a plant species of the Fabaceae family with woody, flowering and climbing characteristics and has about 10 subspecies. Wisteria sinensis, abundant in Asian countries, is highly attractive for honey bees due to its blue-violet, fragrant flowers.  The flowers of the plant are mixed with sugar and flour to make a local meal (Teng Lo) in the East Asian countries. Flowers can also be consumed as a tea. Wisteria sinensis have antioxidant and antibacterial properties. It is very rich plant in terms of polyphenols, saponins, flavones and lectins. Because of these properties, Wisteria sinensis can be used in the treatment of rheumatoid arthritis, stomach and breast cancer diseases.  In this study, antioxidant properties and phenolic composition of the flower, leaf and branch parts of Wisteria sinensis collected from Trabzon/Turkey were investigated. Antioxidant capacity and HPLC-UV phenolic composition were determined according to Ferric reduction capacity (FRAP), 2,2-diphenyl-1 picrylhydrazyl (DPPH) and total phenolic substance (TPC) methods. Flowers of the plant were rich in cinnamic acid, vanillic acid, rutin, daidzein and luteolin. Extracts obtained from leaf and branch part were found to be rich in epicatechin, rutin, luteolin and cinnamic acid. A high correlation between antioxidant capacity and its total phenolic contents indicated that phenolic compounds were a major contributor of antioxidant activity of the plant.  

Liu JS, Chen AM, Xu YS, Zhang CE, Wang G. Study on triterpenoids from Wisteria sinensis.  Zhong Yao Cai. 2012 Aug;35(8):1246-50. 

Abstract. Objective: To study the triterpenoids constituents from Wisteria sinensis Sweet Caulis. Methods: The compounds were beta-solated and purified with silica gel and Sephadex LH-20 column chromatography from the petroleum ether extract. Their structures were determined on the basis of physicochemical properties and spectroscopic analysis. Results: They were identified as beta-sitosterol palmitate (1), alpha-spinasterol (2), (22E, 24R)-5alpha, 8alpha-epidioxy-ergosta-6, 22-dien-3beta-ol (3), (22E, 24R)-ergosta-5, 7, 22-trien-3beta-ol (4), (22E, 24R) -ergosta-7, 22-dien-3beta-ol (5), 11alpha, 12alpha-oxidotaraxerol (6), lupeol (7), betulinic acid (8), 22-oxo-3beta, 24-dihydroxyolean-12-ene (9), 2alpha, 3beta, 23-trihydroxyolean-12-ene (10), soyasapogenol E (11), 3alpha, 21beta-dihydroxy-olean-12-ene (12). Conclusion: Compounds 1 - 12 are isolated from this plant for the first time.

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