| "Descrizione" by FRanier (10033 pt) | 2026-Jan-24 10:07 |
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Recensione di “Tempesta e assalto” (F. M. Klinger)
Titolo originale : Sturm und Drang.

Questa opera teatrale è una pietra miliare del Romanticismo e si svolge ai tempi della rivoluzione americana.
Tempesta e assalto si legge oggi come un testo che non vuole piacere, ma colpire. È un dramma nato per essere un atto di rottura: contro la misura, contro il compromesso, contro l’idea che l’uomo debba “stare al suo posto” dentro regole sociali considerate ipocrite o soffocanti. Klinger scrive con una violenza emotiva che non cerca equilibrio, ma tensione continua: la parola scenica è febbrile, l’azione è spinta da impulsi estremi, e i personaggi sembrano muoversi come se la vita fosse una questione di assoluto.
È proprio questa energia a rendere l’opera rappresentativa dello Sturm und Drang: non un movimento letterario “decorativo”, ma un’esplosione di sensibilità. L’uomo, qui, non è la creatura razionale dell’Illuminismo, ma una forza inquieta che reclama autenticità, passione, libertà. E ciò che interessa a Klinger non è la costruzione ordinata di un conflitto, bensì la collisione: tra desiderio e realtà, tra individuo e convenzione, tra sentimento e legge.

La vicenda ruota attorno a un giovane protagonista inquieto e insofferente, che rifiuta la tranquillità della vita regolata e percepisce la società come un sistema di maschere. Intorno a lui si sviluppa una rete di rapporti familiari e sociali in cui emergono rivalità, amicizie ambigue, tensioni tra classi e generazioni, e soprattutto un crescente senso di oppressione morale.
Al centro della trama si collocano legami affettivi messi sotto pressione: sentimenti intensi, promesse, fedeltà e tradimenti che non vengono trattati come semplici “intrecci”, ma come forze capaci di spingere i personaggi oltre il limite. Il dramma segue l’escalation di questa tensione, mostrando come un gesto impulsivo o una scelta dettata dall’orgoglio possa innescare conseguenze a catena, in un ambiente dove l’onore e l’apparenza contano quanto, o più, della verità.
Man mano che la storia procede, la ribellione del protagonista non resta un fatto interiore: si trasforma in scontro reale con gli altri, con le regole, con ciò che sembra inevitabile. E il lettore assiste a un progressivo restringersi delle possibilità, come se la libertà invocata con tanta forza finisse per diventare, paradossalmente, una trappola.
Il punto più interessante di Tempesta e assalto sta nell’idea di libertà che mette in scena: non una libertà ragionata o politica, ma una libertà emotiva, totalizzante, impaziente. È il desiderio di vivere senza filtri, senza compromessi, senza mediazioni. Ma Klinger non la rappresenta in modo innocente: mostra anche quanto questa assolutezza possa essere destabilizzante, fino a diventare autodistruttiva. È un testo in cui la passione viene celebrata come verità e insieme denunciata come rischio.
Letto oggi, il dramma può apparire eccessivo nei toni, quasi “gridato”. Ma questa enfasi non è un difetto casuale: è la cifra di un teatro che rifiuta deliberatamente la compostezza classica. Qui la letteratura non deve educare con serenità: deve scuotere, ferire, obbligare a guardare l’uomo nel momento in cui perde controllo e misura.
Tempesta e assalto è importante perché documenta un passaggio decisivo: quando la letteratura smette di cercare armonia e comincia a cercare intensità. Non offre un modello morale stabile, ma mette a nudo una pulsione che resta attuale: il bisogno di rompere i limiti pur di sentirsi vivi, e il prezzo che questa scelta può comportare.
Consigliato a chi vuole capire lo Sturm und Drang dall’interno, non come etichetta scolastica, ma come esperienza emotiva e culturale. Un dramma che non pretende di rassicurare, ma di incendiare.
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