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Recensione

Al222
Al222 (26685 pt) • 28-Sep-2026 15:43

Prugne denocciolate

Le prugne denocciolate, quando indicate come ingrediente alimentare, sono generalmente prugne essiccate private del nocciolo, ottenute dai frutti del susino europeo Prunus domestica, famiglia Rosaceae.

L’essiccazione elimina una parte consistente dell’acqua e concentra zuccheri, fibre, minerali e composti vegetali rispetto al frutto fresco.

Sono costituite principalmente da carboidrati, soprattutto glucosio e fruttosio, e contengono una quantità significativa di fibra alimentare.

Apportano inoltre potassio, rame, vitamina K e quantità minori di vitamine del gruppo B.

Contengono naturalmente sorbitolo, un polialcol presente nelle prugne che, insieme alle fibre, contribuisce al noto effetto sulla regolarità intestinale.

Sono presenti anche polifenoli, tra cui diversi acidi fenolici, che contribuiscono all’attività antiossidante del frutto.

L’assenza del nocciolo ne facilita l’utilizzo come ingrediente, ma non modifica sostanzialmente il profilo nutrizionale della polpa.

Poiché l’essiccazione concentra gli zuccheri naturalmente presenti, le prugne secche hanno una densità calorica e zuccherina molto superiore rispetto alle prugne fresche.

Un consumo elevato può provocare gonfiore, gas, crampi o effetto lassativo, soprattutto nelle persone sensibili al sorbitolo.

Calorie

Le prugne secche denocciolate apportano indicativamente circa 235–250 kcal per 100 g.

Il valore può variare leggermente secondo il contenuto residuo di acqua e l’eventuale presenza di ingredienti aggiunti.

Utilizzi in Alimentazione

Sono consumate direttamente come frutta essiccata oppure utilizzate in muesli, cereali per la prima colazione, yogurt e snack.

Possono essere aggiunte a torte, biscotti, pane, barrette, ripieni e dessert.

Grazie alla dolcezza naturale e alla consistenza morbida vengono impiegate anche in puree e paste di frutta, talvolta come sostituto parziale dello zucchero o dei grassi in alcune ricette.

Sono utilizzate anche in preparazioni salate, in particolare con carni, formaggi, cereali e salse agrodolci.

Il loro contenuto di fibre e sorbitolo le rende particolarmente note per il possibile effetto favorevole sulla regolarità intestinale, ma quantità elevate possono avere un effetto lassativo marcato.

Utilizzi in Cosmetica

Gli estratti di prugna e i derivati dei semi di Prunus possono essere utilizzati in cosmetica per le loro proprietà antiossidanti, emollienti e condizionanti.

Possono comparire in creme, sieri, maschere, balsami e prodotti per capelli.

Dai semi di alcune specie di Prunus possono essere ottenuti oli ricchi di acidi grassi utilizzati come ingredienti emollienti.

Le prugne denocciolate alimentari non devono tuttavia essere considerate equivalenti a un estratto o olio cosmetico standardizzato.

Allergeni

Le prugne non rientrano tra i principali allergeni alimentari soggetti a dichiarazione obbligatoria nell’Unione europea.

Sono comunque possibili rare reazioni individuali e fenomeni di reattività crociata con altri frutti della famiglia Rosaceae.

Nelle prugne essiccate commerciali deve inoltre essere verificata l’eventuale presenza di solfiti, se utilizzati come conservanti e presenti in quantità soggette a dichiarazione.

Valutazione

Frutta essiccata interessante per il contenuto di fibre, potassio, polifenoli e sorbitolo, ma con una concentrazione elevata di zuccheri naturali rispetto al frutto fresco.

Verdetto ingrediente: frutta essiccata nutriente e ricca di fibre, utile anche per favorire la regolarità intestinale, ma da consumare in quantità moderate per l’elevata concentrazione di zuccheri e il possibile effetto lassativo.

Contro: elevato contenuto di zuccheri naturali; possibile effetto lassativo e disturbi gastrointestinali in caso di consumo elevato

Studi

La susina contiene antociani, flavonoidi, polifenoli, acido clorogenico, acido neoclorogenico, acido caffeico, rutina, tutti componenti naturali molto interessanti dal punto di vista salutare e alcuni con una decisa attività antiossidante e neuroprotettiva. Contiene però  anche molti zuccheri (1).

L'attività anabolizzante delle ossa diminuisce nell'età avanzata. Le terapie di contrasto sono piuttosto limitate e l'unico regime proanabolico efficace attualmente disponibile per ripristinare l'osso è il trattamento intermittente con teriparatide (ormone paratiroideo 1-34). Una dieta che contiene prugne secche può decisamente aiutare ad aumentare ed a recuperare il volume osseo invecchiato (2).

La quantità e la tipologia dei polifenoli, e l'azione sinergistica di altri componenti come sorbitolo, acido quinico, acido clorogenico, vitamina K, boro, rame e potassio, contenuti in un estratto di susine, oltre ad avere proprietà di conservazione delle ossa, hanno mostrato di proteggere i muscoli e di esercitare un'attività antitumorale sul cancro al colon (3). 

Le foglie della susina, in forma di olio essenziale ottenuto mediante idrodistillazione, hanno dimostrato un'interessante attività di contrasto ai radicali liberi esercitando un'azione antiossidante e neuroprotettiva (4).

Una dieta di quattro settimane che comprendeva un 20% di prugne secche  è riuscita, in un modello animale, ad alleviare i sintomi di un'artrite infiammatoria, in virtù del contenuto polifenolico  (5).

Su questo ingrediente sono stati selezionati gli studi più rilevanti con una sintesi dei contenuti:

Susina studi

Bibliografia_________________________________________________________________________

(1) Alsolmei FA, Li H, Pereira SL, Krishnan P, Johns PW, Siddiqui RA. Polyphenol-Enriched Plum Extract Enhances Myotubule Formation and Anabolism while Attenuating Colon Cancer-induced Cellular Damage in C2C12 Cells. Nutrients. 2019 May 15;11(5):1077. doi: 10.3390/nu11051077. .

Abstract. Preventing muscle wasting in certain chronic diseases including cancer is an ongoing challenge. Studies have shown that polyphenols derived from fruits and vegetables shows promise in reducing muscle loss in cellular and animal models of muscle wasting. We hypothesized that polyphenols derived from plums (Prunus domestica) could have anabolic and anti-catabolic benefits on skeletal muscle. The effects of a polyphenol-enriched plum extract (PE60) were evaluated in vitro on C2C12 and Colon-26 cancer cells. Data were analyzed using a one-way ANOVA and we found that treatment of myocytes with plum extract increased the cell size by ~3-fold (p < 0.05) and stimulated myoblast differentiation by ~2-fold (p < 0.05). Plum extract induced total protein synthesis by ~50% (p < 0.05), reduced serum deprivation-induced total protein degradation by ~30% (p < 0.05), and increased expression of Insulin-Like Growth Factor-1 (IGF-1) by ~2-fold (p < 0.05). Plum extract also reduced tumor necrosis factor α (TNFα)-induced nuclear factor κB (NFκB) activation by 80% (p < 0.05) in A549/NF-κB-luc cells. In addition, plum extract inhibited the growth of Colon-26 cancer cells, and attenuated cytotoxicity in C2C12 myoblasts induced by soluble factors released from Colon-26 cells. In conclusion, our data suggests that plum extract may have pluripotent health benefits on muscle, due to its demonstrated ability to promote myogenesis, stimulate muscle protein synthesis, and inhibit protein degradation. It also appears to protect muscle cell from tumor-induced cytotoxicity.


(2) Halloran BP, Wronski TJ, VonHerzen DC, Chu V, Xia X, Pingel JE, Williams AA, Smith BJ. Dietary dried plum increases bone mass in adult and aged male mice. J Nutr. 2010 Oct;140(10):1781-7. doi: 10.3945/jn.110.124198. 

Abstract. Bone is progressively lost with advancing age. Therapies are limited and the only effective proanabolic regimen presently available to restore bone is intermittent treatment with teriparatide (parathyroid hormone 1-34). Recent evidence suggests that dietary supplementation with dried plum (DP) can prevent bone loss due to estrogen deficiency. To determine whether dietary DP supplementation can prevent the loss of bone with aging and whether bone that has already been lost can be restored, adult (6 mo) and old (18 mo) male mice were fed a normal diet or isoenergetic, isonitrogenous diets supplemented with DP (0, 15, and 25% DP by weight) for 6 mo. MicroCT analysis and bone histomorphometry were used to assess bone volume, structure, and metabolic activity before, during, and after dietary supplementation. Mice fed the 0% DP diet (control diet) lost bone, whereas both adult and old mice fed the 25% DP-supplemented diet gained bone. Adult but not old mice fed the 15% diet also gained bone. Cancellous bone volume in mice receiving 25% DP exceeded baseline levels by 40-50%. Trabecular structure varied with diet and age and responses in old mice were generally blunted. Trabecular, but not cortical, mineral density varied with age and measures of bone anabolic activity were lower in aged mice. Our findings suggest that DP contains proanabolic factors that can dramatically increase bone volume and restore bone that has already been lost due to aging. In turn, DP may provide effective prophylactic and therapeutic agents for the treatment of osteoporosis.

(3) Fujii T, Ikami T, Xu JW, Ikeda K. Prune extract (Prunus domestica L.) suppresses the proliferation and induces the apoptosis of human colon carcinoma Caco-2. J Nutr Sci Vitaminol (Tokyo). 2006 Oct;52(5):389-91. doi: 10.3177/jnsv.52.389. 

Abstract. Prunes are the dried fruits of certain cultivars of Prunus domestica L., and are recognized as a health food. The separated ethanol fraction from concentrated prune juice by DIAION HP-20 (PE) was investigated for cytotoxic effects on two different cancer cell lines in vitro. PE dose-dependently reduced the viable cell number of Caco-2, KATO III, but does not reduce the viable cell number of human normal colon fibroblast cells (CCD-18Co) used as a normal cell model. PE treatment for 24 h led to apoptotic changes in Caco-2 such as cell shrinkage and blebbed surfaces due to the convolutions of nuclear and plasma membranes and chromatin condensation, but this was not observed in CCD-18Co. PE induced nucleosomal DNA fragmentation typical of apoptosis in Caco-2 after 24 h of treatment. These results show that PE induced apoptosis in Caco-2. Furthermore, by Caco-2 treatment with H2O2 chelator catalase and Ca2+-chelator BAPTA/AM, the PE-induced cytotoxic pathway was completely blocked, and the viable cell number of Caco-2 was not affected.

(4) Bonesi M, Tenuta MC, Loizzo MR, Sicari V, Tundis R. Potential Application of Prunus armeniaca L. and P. domestica L. Leaf Essential Oils as Antioxidant and of Cholinesterases Inhibitors. Antioxidants (Basel). 2018 Dec 21;8(1):2. doi: 10.3390/antiox8010002. 

Abstract. The aim of this work is to investigate the in vitro acetylcholinesterase (AChE) and butyrycholinesterase (BChE) inhibitory activities of essential oils obtained by hydrodistillation from the leaves of Prunus armeniaca and P. domestica in relation to their composition, analysed by Gas Chromatography⁻Flame Ionization Detector (GC-FID) and Gas Chromatography-Mass Spectrometry (GC-MS) analyses, at different times. Moreover, considering the role of free radicals in the progression of neurodegenerative disorders, the antioxidant properties of essential oils were investigated by using, 2'-azino-bis(3-ethylbenzothiazoline-6-sulphonic acid) (ABTS), 2,2-diphenyl-1-picrylhydrazyl (DPPH), and β-carotene bleaching tests. The relative antioxidant capacity index (RACI) was used to achieve more comprehensive comparison between analysed antioxidant effects of essential oils. P. armeniaca oils were more active than P. domestica oils against AChE. Against BChE, the most active was the essential oil from P. domestica leaves collected in August with an IC50 value of 95.80 μg/mL. This oil exerted the highest inhibitory activity of lipid peroxidation with IC50 values of 11.15 and 11.39 μg/mL after 30 and 60 min of incubation, respectively. All samples demonstrated a remarkable ABTS radicals scavenging activity, with IC50 values in the range 0.45⁻0.57 μg/mL in comparison to the positive control, ascorbic acid.

(5) Dried plum alleviates symptoms of inflammatory arthritis in TNF transgenic mice.  Mirza F, Lorenzo J, Drissi H, Lee FY, Soung DY.  J Nutr Biochem. 2018 Feb;52:54-61. doi: 10.1016/j.jnutbio.2017.10.002.