PPG-6: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza
Il PPG-6 è un polipropilenglicole a basso grado di polimerizzazione, ottenuto dalla polimerizzazione dell'ossido di propilene. Il numero 6 nella denominazione INCI indica il numero medio di unità di ossido di propilene presenti nella catena.

polieteri la cui viscosità, solubilità e comportamento formulativo dipendono soprattutto dalla lunghezza media della catena. Il CIR conferma che i PPG cosmetici sono polimeri dell'ossido di propilene e che il numero presente nel nome INCI rappresenta il grado medio di propoxilazione.
Descrizione
Il PPG-6 è un polietere sintetico formato da unità ripetitive derivate dall'ossido di propilene e terminato da gruppi ossidrilici.
La molecola presenta contemporaneamente:
numerosi legami eterei, che conferiscono una certa polarità;
gruppi metilici derivati dall'ossido di propilene, che rendono il materiale meno idrofilo rispetto a polieteri analoghi costituiti esclusivamente da ossido di etilene;
gruppi ossidrilici terminali;
una distribuzione di catene di lunghezza leggermente differente intorno al valore medio indicato dall'INCI.
Di conseguenza, il PPG-6 non deve essere considerato una singola molecola pura perfettamente uniforme, ma una miscela di oligomeri di polipropilenglicole con grado medio di polimerizzazione pari a circa 6.
Il basso grado di polimerizzazione lo colloca tra i PPG relativamente piccoli, che presentano maggiore compatibilità con l'acqua rispetto ai polipropilenglicoli di massa molecolare più elevata. Il CIR riferisce infatti che i PPG a più basso peso molecolare sono solubili in acqua, mentre la solubilità diminuisce progressivamente con l'aumento della lunghezza della catena.
Processo di produzione
Il PPG-6 viene prodotto attraverso una reazione di propoxilazione, nella quale l'ossido di propilene viene fatto reagire in modo controllato con un composto contenente gruppi ossidrilici che funge da iniziatore.
La crescita della catena avviene attraverso successive aperture dell'anello dell'ossido di propilene, formando legami eterei. Il processo viene controllato in modo da ottenere una lunghezza media corrispondente al grado di propoxilazione desiderato.
La produzione industriale può prevedere:
caricamento dell'iniziatore;
aggiunta controllata dell'ossido di propilene;
utilizzo di un catalizzatore;
controllo di temperatura e pressione;
arresto della reazione al grado di polimerizzazione previsto;
neutralizzazione del catalizzatore, quando necessario;
rimozione dei componenti volatili;
filtrazione;
controllo della distribuzione molecolare;
verifica del contenuto di monomero residuo.
Dow descrive commercialmente i polipropilenglicoli a massa molecolare relativamente bassa come omopolimeri di propylene oxide di tipo diol, coerentemente con la struttura generale della famiglia PPG.
Principali composti presenti
Il componente caratterizzante è costituito da oligomeri di polipropilenglicole centrati intorno al grado medio di propoxilazione previsto per PPG-6.
Una materia prima commerciale può quindi comprendere:
oligomeri contenenti circa sei unità di ossido di propilene;
oligomeri leggermente più corti;
oligomeri leggermente più lunghi;
quantità residue dell'iniziatore;
tracce di propilenglicole o oligomeri inferiori;
tracce di catalizzatore o prodotti della sua neutralizzazione;
eventuale ossido di propilene residuo.
Il controllo dell'ossido di propilene residuo è particolarmente importante dal punto di vista qualitativo. Nel rapporto CIR sui polipropilenglicoli, due produttori comunicarono livelli massimi di circa 10 ppm nei PPG destinati ai prodotti finiti; si tratta di dati industriali riportati nella valutazione e non di un limite normativo generale specifico per PPG-6.
Dati di identificazione e specifiche
| Caratteristica | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Nome INCI | PPG-6 | denominazione cosmetica |
| Denominazione chimica generale | Polypropylene Glycol / Polyoxypropylene Glycol | famiglia chimica |
| Definizione CosIng | polymer of propylene oxide | polimero dell'ossido di propilene |
| Categoria chimica | polietere / polipropilenglicole | oligomero sintetico |
| Grado medio di propoxilazione | circa 6 | valore indicato dal nome INCI |
| Struttura generale | H[OCH₂CH(CH₃)]ₙOH, con n ≈ 6 | struttura media rappresentativa |
| Peso molecolare medio teorico | circa 366 g/mol | valore calcolato; il materiale reale presenta una distribuzione molecolare |
| Funzioni cosmetiche | Skin Conditioning; Solvent | funzioni riportate nella scheda CosIng |
| Restrizioni cosmetiche / Cosmetics Regulation provisions | nessuna disposizione specifica indicata | il relativo campo CosIng risulta vuoto |
Il CIR utilizza per i polipropilenglicoli una relazione approssimativa tra numero medio di unità e massa molecolare, evidenziando che il peso effettivo dipende dalla lunghezza della catena e dalla distribuzione degli oligomeri.
Proprietà chimico-fisiche indicative
| Caratteristica | Valore indicativo | Nota |
|---|---|---|
| Aspetto | liquido limpido e viscoso | caratteristico dei PPG a basso peso molecolare |
| Colore | incolore o quasi incolore | dipende dalla purezza |
| Odore | basso o poco caratteristico | dipende dal grado commerciale |
| Solubilità in acqua | buona per i PPG a basso peso molecolare | diminuisce aumentando la lunghezza della catena |
| Solubilità in solventi organici polari | buona | compatibile con diversi alcoli e chetoni |
| Volatilità | bassa | polietere oligomerico |
| pH indicativo della famiglia PPG | circa 6–9 | dipende dal grado e dalla concentrazione |
| Densità indicativa | circa 1,00 | varia con massa molecolare e temperatura |
| Viscosità | moderata e dipendente dal grado commerciale | aumenta con la lunghezza della catena |
| Comportamento formulativo | idrofilo-amfifilico, solvente e condizionante | dipendente dal sistema cosmetico |
Il CIR descrive i polipropilenglicoli come liquidi limpidi, incolori o quasi incolori e viscosi, non volatili, con solubilità in acqua maggiore per i gradi a basso peso molecolare.
Cosmetica
In cosmetica il PPG-6 svolge principalmente due ruoli.
Come Skin Conditioning, contribuisce alle caratteristiche sensoriali della formulazione e alla sensazione lasciata sulla pelle.
Come Solvent, può facilitare la dissoluzione o la distribuzione di altri ingredienti all'interno della formula.
Può quindi essere utilizzato in:
creme;
lozioni;
sieri;
prodotti detergenti;
formulazioni per capelli;
prodotti leave-on;
prodotti rinse-off;
sistemi nei quali occorre migliorare la compatibilità tra ingredienti;
formulazioni che richiedono un solvente poco volatile.
Il CIR conferma più in generale che i polipropilenglicoli utilizzati nei cosmetici svolgono principalmente funzioni di skin conditioning, mentre alcuni sono impiegati anche come solventi.
Il comportamento non deve essere confuso con quello del propylene glycol monomerico. Sebbene appartengano alla stessa famiglia chimica generale, il PPG-6 possiede dimensioni molecolari maggiori e proprietà fisiche differenti.
Pro
È un ingrediente cosmetico versatile.
Svolge funzione di skin conditioning.
Può agire come solvente nella formulazione.
Presenta bassa volatilità.
Può contribuire alla scorrevolezza e alla sensorialità del prodotto.
Il basso grado di polimerizzazione mantiene una buona compatibilità con sistemi relativamente polari.
È chimicamente più grande del propylene glycol monomerico.
I polipropilenglicoli sono una famiglia ampiamente studiata nell'impiego cosmetico.
Il CIR ha esteso la propria valutazione di sicurezza anche a eventuali PPG con numeri INCI aggiunti successivamente, purché utilizzati in condizioni comparabili e formulati in modo da non risultare irritanti.
Contro
Non è una singola molecola perfettamente uniforme ma una distribuzione di oligomeri.
Le caratteristiche possono variare tra differenti produttori e gradi commerciali.
La funzione condizionante è principalmente cosmetica e formulativa e non deve essere interpretata come attività terapeutica.
Un'elevata concentrazione può modificare viscosità, sensorialità e comportamento solvente della formula.
La tollerabilità deve essere verificata nel prodotto finito, soprattutto quando vengono utilizzate concentrazioni elevate.
Devono essere controllati ossido di propilene residuo, catalizzatori e altre impurità di processo.
La denominazione PPG-6 non deve essere confusa con PPG-6 associato ad altri ingredienti INCI complessi, come PPG-6-Decyltetradeceth o derivati PEG/PPG.
Sicurezza, normativa e ambiente
Il Cosmetic Ingredient Review Expert Panel ha valutato la famiglia dei polypropylene glycols insieme al propylene glycol e al tripropylene glycol.
La conclusione dell'assessment comprende espressamente qualsiasi ulteriore PPG-x con x ≥ 3 che possa essere introdotto come ingrediente cosmetico e considera questi materiali sicuri nelle pratiche d'uso e alle concentrazioni valutate quando formulati in modo da non risultare irritanti. PPG-6 rientra quindi nell'ambito chimico coperto da questa conclusione generale.
Il CIR sottolinea anche che purezza e controllo delle materie prime sono importanti, in particolare per quanto riguarda i residui derivanti dalla produzione con ossido di propilene.
È opportuno segnalare che il CIR continua ad aggiornare la valutazione di Propylene Glycol e PPGs: la pagina ufficiale CIR indica un Draft Final Amended Report e riporta come riunione più recente quella del 15–16 giugno 2026.
Restrizioni cosmetiche UE
Non risulta segnalata per questo ingrediente una specifica “Restrizione cosmetica” collegata agli Allegati del Regolamento cosmetico UE, diversamente da ingredienti per i quali CosIng riporta espressamente riferimenti quali III/62 o IV/119.
L'assenza di una specifica disposizione non significa tuttavia che qualsiasi materia prima o concentrazione sia automaticamente appropriata. La sicurezza deve essere valutata nel contesto della formulazione finita e dell'esposizione prevista.
Per una valutazione professionale della materia prima è opportuno richiedere:
SDS aggiornata;
certificato di analisi (COA);
scheda tecnica;
distribuzione molecolare;
grado medio di propoxilazione;
viscosità;
contenuto d'acqua;
colore;
pH;
contenuto di ossido di propilene residuo;
residui di catalizzatore;
altri sottoprodotti o impurità;
dati di stabilità;
concentrazione d'impiego raccomandata;
dati di irritazione disponibili.
Dal punto di vista ambientale, il comportamento dipende fortemente dalla massa molecolare. I PPG di dimensioni relativamente basse presentano maggiore solubilità nella fase acquosa rispetto ai gradi più lunghi, per cui nei prodotti rinse-off è pertinente valutare il loro destino nelle acque reflue.
Una valutazione ambientale completa dovrebbe considerare:
biodegradabilità;
degradazione dei polieteri;
tossicità acquatica;
mobilità in acqua;
quantità effettivamente rilasciata;
destino negli impianti di trattamento delle acque reflue;
impurità derivanti dal processo di produzione.
Conclusione
Il PPG-6 è un polipropilenglicole a basso grado di polimerizzazione utilizzato in cosmetica principalmente per skin conditioning e come solvente. La sua struttura polieterea e la dimensione relativamente contenuta gli conferiscono buona utilità formulativa nei sistemi cosmetici nei quali sono richieste compatibilità, scorrevolezza e capacità solvente.
È importante considerarlo come una miscela oligomerica con lunghezza media della catena, non come una sostanza molecolare perfettamente monodispersa.
La valutazione CIR dei polipropilenglicoli comprende anche i PPG con numero INCI ≥3 introdotti successivamente e li considera sicuri nelle condizioni valutate quando formulati in modo da non risultare irritanti.
Non sono indicate “Restrizioni cosmetiche / Cosmetics Regulation provisions” per PPG-6.
Per Tiiips può quindi essere considerato un ingrediente generalmente favorevole dal punto di vista cosmetico, purché siano controllati purezza, distribuzione oligomerica, ossido di propilene residuo, altre impurità di processo, concentrazione d'impiego, tollerabilità e compatibilità con il prodotto finito.