Phenylene Bis-Diphenyltriazine: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza
Il Phenylene Bis-Diphenyltriazine è un filtro UV organico triazinico usato nei prodotti solari e in altri cosmetici con protezione UV. È noto anche con la sigla tecnica PBDT e, in alcuni prodotti commerciali, come TriAsorB. La sua importanza formulativa deriva dalla capacità di contribuire alla protezione contro UVB, UVA e, in specifiche formulazioni, anche parte della luce visibile ad alta energia / blue light.
Dal punto di vista regolatorio europeo, è un filtro UV autorizzato nell’Allegato VI, voce 31, del Regolamento cosmetico. La concentrazione massima ammessa nel prodotto pronto all’uso è 5% e la sostanza non deve essere usata in applicazioni che possano comportare esposizione dei polmoni dell’utilizzatore finale per inalazione.

Descrizione
Il Phenylene Bis-Diphenyltriazine è un filtro solare organico ad alto peso molecolare, progettato per assorbire radiazione solare in un intervallo ampio. Appartiene alla famiglia delle triazine aromatiche, una classe chimica spesso apprezzata in fotoprotezione per stabilità e capacità di assorbimento. Nei cosmetici viene inserito soprattutto in prodotti solari, creme giorno con SPF, prodotti viso protettivi e formule dove si vuole aumentare la protezione UVA/UVB.
Il suo interesse rispetto ad alcuni filtri più tradizionali è la protezione broad-spectrum e la possibilità di contribuire anche alla protezione verso porzioni della luce visibile, in particolare nell’area HEV/blue light. Questo non significa che da solo garantisca automaticamente una protezione completa: l’efficacia reale dipende dalla formula finita, dalla dispersione del filtro, dagli altri filtri UV presenti, dal film sulla pelle, dal test SPF/UVA-PF e dalla quantità applicata dal consumatore.
Il suo ruolo è strettamente fotoprotettivo e formulativo.
Processo di produzione
Il Phenylene Bis-Diphenyltriazine viene prodotto per sintesi chimica, attraverso la costruzione di una struttura aromatica contenente due nuclei triazinici collegati a un gruppo fenilene. La produzione richiede un controllo elevato della purezza, perché la sostanza è destinata all’uso diretto sulla pelle in prodotti applicati anche su aree estese.
Dopo la sintesi seguono normalmente purificazione, controllo di impurezze, verifica granulometrica o di dispersione se il grado è in forma particellare/dispersa, controllo del contenuto attivo, colore, stabilità alla luce, compatibilità con eccipienti oleosi o sistemi dispersanti e documentazione tossicologica. La valutazione SCCS ha dedicato attenzione anche a possibili impurezze critiche come NMP e idrazina, che devono essere controllate nel grado commerciale.
La qualità del grado commerciale è quindi decisiva: non basta il nome INCI. Servono SDS, COA, specifica di purezza, dati sulle impurezze, dichiarazione di conformità al Regolamento cosmetico UE e conferma della destinazione d’uso non inalatoria.
Principali composti presenti
Nel grado puro il composto principale è Phenylene Bis-Diphenyltriazine. Nei gradi commerciali possono essere presenti, secondo processo e fornitore:
tracce di intermedi di sintesi;
solventi residui;
impurezze aromatiche;
eventuali residui di processo come NMP o idrazina, se pertinenti alla filiera;
componenti di dispersione o veicoli, se il materiale è fornito come miscela tecnica;
stabilizzanti o coformulanti indicati nella scheda tecnica.
Nella formula cosmetica finita, il filtro è spesso usato insieme ad altri filtri UV per ottenere un profilo SPF/UVA più equilibrato. La protezione dichiarata sul prodotto non dipende dal singolo ingrediente isolato, ma dall’intero sistema filtrante e dai test sul prodotto finito.
Dati di identificazione e specifiche
| Caratteristica | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Nome INCI | Phenylene Bis-Diphenyltriazine | denominazione cosmetica |
| Nome chimico | 3,3′-(1,4-Phenylene)bis(5,6-diphenyl-1,2,4-triazine) | denominazione dell’Allegato VI |
| Sigla tecnica | PBDT / S86 | usata in letteratura e documenti SCCS |
| Nome commerciale noto | TriAsorB | nome commerciale usato in alcune formulazioni |
| Categoria chimica | filtro UV organico triazinico | filtro solare aromatico |
| Formula molecolare | C36H24N6 | formula del composto |
| Peso molecolare | circa 540,6 g/mol | valore teorico |
| CAS | 55514-22-2 | identificativo della sostanza |
| EC | 700-823-1 | riferimento europeo |
| Funzione cosmetica | UV filter | filtro UV autorizzato |
| Restrizione UE | Allegato VI, voce 31 | lista positiva dei filtri UV |
| Concentrazione massima UE | 5% | nel prodotto pronto all’uso |
| Limitazione d’uso | non usare in applicazioni che possano comportare esposizione polmonare per inalazione | restrizione regolatoria |
Proprietà chimico-fisiche indicative
| Caratteristica | Valore indicativo | Nota |
|---|---|---|
| Aspetto | polvere o dispersione tecnica | dipende dal grado commerciale |
| Colore | giallo / giallo-arancio o simile | tipico di molti filtri aromatici triazinici |
| Odore | basso o non rilevante | dipende dal grado |
| Solubilità in acqua | molto bassa / non solubile | richiede dispersione o sistema formulativo idoneo |
| Solubilità in oli | limitata o dipendente dal veicolo | verificare scheda tecnica |
| Assorbimento | UVB, UVA e parte HEV/blue light in specifiche formulazioni | dipende da formulazione e dispersione |
| Fotostabilità | elevata / da verificare nel sistema finito | proprietà importante dei filtri moderni |
| Stato formulativo | filtro UV organico | spesso usato in sistemi filtranti combinati |
| Rischio tecnico principale | dispersione, compatibilità, impurezze e uso inalatorio | punti chiave di sicurezza/formulazione |
| Test necessari | SPF, UVA-PF, fotostabilità, stabilità fisica | sul prodotto finito |
Cosmetica
In cosmetica il Phenylene Bis-Diphenyltriazine è usato come filtro UV in prodotti solari e cosmetici con protezione solare. Può essere presente in creme SPF, solari viso e corpo, prodotti anti-photoaging, prodotti giorno con SPF e formule orientate alla protezione da UVA/UVB e luce visibile ad alta energia. COSMILE lo descrive come filtro UV per prodotti solari e altri cosmetici con protezione UV.
È particolarmente interessante quando inserito in sistemi fotoprotettivi moderni insieme ad altri filtri organici o minerali. In alcune pubblicazioni su TriAsorB, il filtro è descritto come capace di contribuire alla fotoprotezione da UVB, UVA e blue light, ma sempre nel contesto di formulazioni solari complete.
La restrizione europea esclude l’uso in applicazioni che possano comportare esposizione polmonare per inalazione. Questo è rilevante per spray aerosol, polveri o formati nebulizzabili; l’uso sicuro indicato dal SCCS riguarda prodotti applicati sulla cute, non prodotti che generano esposizione inalatoria significativa.
Pro
È un filtro UV moderno con profilo broad-spectrum.
Può contribuire alla protezione contro UVB e UVA.
In alcune formulazioni contribuisce anche alla protezione verso blue light / HEV.
È fotostabile e utile in sistemi solari ad alta protezione.
Può migliorare il profilo di protezione di formule SPF avanzate.
È autorizzato nell’UE come filtro UV entro un limite definito.
Non è un allergene da fragranza e non ha funzione profumante.
Può essere usato in combinazione con altri filtri per costruire protezioni più complete.
Contro
Non è un ingrediente alimentare e non ha valore nutrizionale.
Non è un attivo dermatologico in senso terapeutico: la sua funzione è fotoprotettiva.
È soggetto a limite UE del 5%.
Non deve essere usato in applicazioni che possano causare esposizione polmonare per inalazione.
La sicurezza dipende dalla qualità del grado commerciale e dal controllo delle impurezze.
La resa dipende molto da dispersione, compatibilità e stabilità della formula.
Non garantisce da solo la protezione dichiarata: SPF, UVA-PF e blue light protection devono essere verificati sul prodotto finito.
Può richiedere sistemi formulativi specifici per essere distribuito in modo uniforme.
Sicurezza, normativa e ambiente
Dal punto di vista cosmetico, il Phenylene Bis-Diphenyltriazine è autorizzato nell’UE come filtro UV nell’Allegato VI, voce 31, con concentrazione massima del 5% nel prodotto pronto all’uso. La limitazione chiave è il divieto d’uso in applicazioni che possano portare all’esposizione dei polmoni dell’utilizzatore finale per inalazione.
Il SCCS ha concluso che la sostanza è sicura come filtro UV nei prodotti solari e in altri cosmetici fino al 5%, ma solo per prodotti applicati sulla pelle e non per prodotti che possano comportare esposizione inalatoria. La valutazione ha inoltre discusso il controllo di impurezze potenzialmente critiche come NMP e idrazina.
Il rischio principale non è quello tipico di un allergene da profumo, ma riguarda:
rispetto della concentrazione massima;
esclusione di formati inalabili;
controllo delle impurezze;
buona dispersione nella formula;
fotostabilità nel prodotto finito;
compatibilità con gli altri filtri;
test SPF/UVA-PF sul prodotto finito;
sicurezza d’uso su cute sensibile e aree esposte.
Per un uso corretto in cosmetica è opportuno richiedere al fornitore:
SDS aggiornata;
certificato di analisi;
purezza e titolo;
profilo impurezze;
controllo di NMP e idrazina, se pertinente;
granulometria o specifica di dispersione;
dati di fotostabilità;
dichiarazione di conformità all’Allegato VI;
dichiarazione di non uso in applicazioni inalabili;
dati tossicologici disponibili;
test SPF, UVA-PF e stabilità sul prodotto finito.
Dal punto di vista ambientale, la valutazione deve essere specifica: non basta dire che è un filtro organico moderno. Servono dati su biodegradabilità, persistenza, tossicità acquatica, comportamento nei sedimenti, esposizione ambientale da prodotti rinse-off o leave-on e concentrazione reale d’uso. I filtri UV, in generale, sono ingredienti da valutare con attenzione anche per il possibile rilascio in ambiente acquatico.
Conclusione
Il Phenylene Bis-Diphenyltriazine è un filtro UV organico di interesse elevato per prodotti solari moderni, soprattutto quando si vuole ottenere una protezione ampia contro UVB, UVA e, in specifici sistemi, anche porzioni della luce visibile ad alta energia. Il suo valore principale è fotoprotettivo e formulativo.
La valutazione professionale deve però essere rigorosa. I punti centrali sono la conformità all’Allegato VI, voce 31, il limite massimo del 5%, l’esclusione di applicazioni inalabili, il controllo delle impurezze e la verifica dell’efficacia sul prodotto finito. Non è un ingrediente alimentare, non è un profumo e non è un attivo curativo: è un filtro solare autorizzato, da usare con precisione tecnica.
In una formula ben progettata, con materia prima documentata e test adeguati, può essere un ingrediente favorevole e molto utile. I punti da controllare sono SDS, COA, purezza, impurezze, dispersione, fotostabilità, compatibilità con altri filtri, categoria d’uso, esclusione dell’inalazione e risultati dei test SPF/UVA/blue light sul prodotto finito.