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admin (19634 pt) 2026-Jul-26 05:28

Sodium stearate: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza

Il Sodium Stearate è il sale sodico dell’acido stearico, appartenente alla famiglia dei saponi di acidi grassi. In cosmetica è usato soprattutto come detergente, tensioattivo detergente, tensioattivo emulsionante e agente di controllo della viscosità, come indicato anche nella schermata CosIng allegata. È un ingrediente molto comune in saponi solidi, stick, deodoranti, prodotti make-up, detergenti, creme e formulazioni in cui servono struttura, scorrevolezza, emulsione o capacità lavante.

Descrizione

Il Sodium Stearate è una materia prima tecnico-cosmetica e, in un contesto alimentare più ampio, può rientrare nella famiglia dei sali sodici, potassici e calcici degli acidi grassi, identificata come E470a. Dal punto di vista cosmetico, però, è più corretto considerarlo come un sapone anionico: una molecola con una lunga catena grassa lipofila e una testa carbossilata sodica idrofila.

Questa struttura spiega le sue funzioni principali. La parte grassa interagisce con oli, sebo e sporco lipofilo; la parte ionica consente la dispersione in acqua e contribuisce alla rimozione durante il risciacquo. In ambiente acquoso può quindi comportarsi come tensioattivo detergente, mentre in sistemi solidi o semisolidi può funzionare anche come strutturante e modificatore della viscosità.

Non va però confuso con un tensioattivo delicato in senso assoluto: come molti saponi alcalini, può risultare più sgrassante o più seccante rispetto a tensioattivi moderni formulati a pH fisiologico. La tollerabilità dipende molto da pH, concentrazione, presenza di emollienti, tipo di prodotto e frequenza d’uso.

Processo di produzione

Il Sodium Stearate viene prodotto principalmente tramite neutralizzazione dell’acido stearico con una base sodica, come idrossido di sodio o carbonato di sodio. Può anche essere ottenuto indirettamente tramite saponificazione di grassi e oli contenenti frazioni steariche, con successiva purificazione e standardizzazione.

L’acido stearico di partenza può derivare da fonti vegetali, animali o miste. Per questo, in ambito cosmetico, è importante non dedurre automaticamente origine vegetale, vegana o sostenibile dal solo nome INCI: questi aspetti devono essere confermati dalla scheda tecnica e dalla dichiarazione del fornitore.

Dopo la reazione seguono normalmente essiccamento, macinazione o granulazione, controllo del titolo, alcalinità libera, umidità, colore, odore, composizione degli acidi grassi, metalli pesanti, impurezze e caratteristiche reologiche. Nei gradi destinati a saponi, stick o deodoranti solidi è particolarmente importante la capacità di formare struttura e gel.

Principali composti presenti

Nel grado puro il composto principale è Sodium Stearate. Nei gradi commerciali possono però essere presenti piccole quantità di:

  • acido stearico libero;

  • sodium palmitate o altri sali di acidi grassi C16-C18;

  • acqua residua;

  • sali inorganici;

  • tracce di base libera;

  • glicerina, se il materiale deriva da saponificazione non completamente separata;

  • impurezze legate alla fonte grassa e al processo.

Questa variabilità è normale perché l’acido stearico commerciale è spesso una frazione grassa tecnica e può contenere quote di acido palmitico o altri acidi grassi saturi. Per una valutazione formulativa corretta servono quindi titolo, profilo degli acidi grassi, alcalinità libera, umidità e specifica del fornitore.

Dati di identificazione e specifiche

CaratteristicaValoreNota
Nome INCISodium Stearatedenominazione cosmetica
Nome italianostearato di sodiodenominazione comune
Nome chimicosodium octadecanoatesale sodico dell’acido ottadecanoico
Categoria chimicasale di acido grasso / sapone anionicotensioattivo e strutturante
Formula molecolareC18H35NaO2formula del composto
Peso molecolarecirca 306,5 g/molvalore teorico
CAS822-16-2riportato nella schermata CosIng allegata
EC212-490-5riportato nella schermata CosIng allegata
Funzioni CosIngcleansing; surfactant-emulsifying; surfactant-cleansing; viscosity controllingdalla schermata allegata
Additivo alimentare correlatoE470asali sodici, potassici e calcici degli acidi grassi
Origine tecnicavegetale, animale, sintetica o mistadipende dall’acido stearico di partenza
Uso principalecosmetica, saponi, stick, detergenti, formulazioni tecnichefunzione detergente/strutturante


Proprietà chimico-fisiche indicative

CaratteristicaValore indicativoNota
Aspettopolvere, granuli, scaglie o massa cerosadipende dal grado commerciale
Colorebianco o biancastrotipico dei gradi purificati
Odorelieve, grasso o quasi assentedipende da purezza e fonte grassa
Solubilità in acqualimitata a freddo, migliore in acqua caldacomportamento tipico dei saponi C18
Natura ionicaanionicasale carbossilato sodico
pH in soluzione/dispersonealcalinodipende da concentrazione e grado
Compatibilità con olibuona come strutturante/emulsionanteutile in stick e sistemi semisolidi
Comportamento con acqua durapuò formare sali insolubili con calcio/magnesiorischio di residui o “soap scum”
Funzione detergentebuona, ma potenzialmente sgrassantedipende dalla formula
Funzione reologicaaumento viscosità, gelificazione, strutturautile in deodoranti, saponi e stick


Alimentazione

Nel settore alimentare il riferimento non è sempre il singolo Sodium Stearate cosmetico, ma la famiglia E470a, cioè sali sodici, potassici e calcici degli acidi grassi. Il portale Food and Feed della Commissione Europea identifica questa famiglia come E470a, autorizzata come additivo alimentare in specifiche categorie.

La funzione alimentare è tecnologica, non nutrizionale. I sali degli acidi grassi possono essere usati come emulsionanti, stabilizzanti, antiagglomeranti o agenti di distacco, a seconda della categoria alimentare e della normativa applicabile. EFSA ha rivalutato E470a ed E470b e ha concluso che, agli usi e livelli riportati, non emergevano preoccupazioni di sicurezza; la valutazione non trasforma però questi sali in ingredienti “salutistici”.

Per una relazione alimentare, quindi, il giudizio è: uso tecnologico, non nutrizionale. Se compare in un alimento, va valutato come additivo della famiglia E470a e non come fonte utile di acido stearico o sodio.

Cosmetica

In cosmetica il Sodium Stearate è usato soprattutto in saponi solidi, detergenti, stick deodoranti, prodotti make-up, creme, lozioni, prodotti da barba, prodotti depilatori, stick solari, burrocacao e sistemi in cui servono struttura, detergenza, emulsione o controllo della viscosità.

La funzione cleansing deriva dalla natura di sapone anionico: aiuta a rimuovere sebo e sporco. La funzione surfactant-cleansing indica l’attività detergente tensioattiva; la funzione surfactant-emulsifying indica la capacità di contribuire alla dispersione di fase grassa e fase acquosa; la funzione viscosity controlling è legata alla capacità di modificare consistenza, struttura e reologia della formula.

In stick e deodoranti solidi il Sodium Stearate può formare una rete strutturante, spesso in sistemi idroalcolici o glicolici. Nei saponi solidi contribuisce a durezza, schiuma e potere lavante. Nelle emulsioni può aiutare la stabilizzazione, ma va gestito con attenzione perché il suo carattere alcalino e anionico può influenzare pH, compatibilità e sensorialità.

Pro

  • È un ingrediente molto funzionale come detergente e tensioattivo anionico.

  • Contribuisce a emulsione, struttura e controllo della viscosità.

  • È utile in saponi solidi, stick deodoranti, prodotti da barba, make-up e formulazioni semisolide.

  • È relativamente semplice, economico e ben conosciuto industrialmente.

  • Può derivare da acidi grassi di origine vegetale, se il fornitore lo certifica.

  • Nelle formule solide può migliorare durezza, stabilità e tenuta del prodotto.

  • La famiglia alimentare correlata E470a è regolamentata come additivo tecnologico.

Contro

  • Non è un ingrediente alimentare nutrizionale.

  • Nei detergenti può risultare sgrassante e potenzialmente seccante se la formula non è bilanciata.

  • Il pH dei saponi a base di stearato può essere alcalino e non ideale per pelli molto sensibili.

  • In acqua dura può formare sali insolubili con calcio e magnesio, lasciando residui.

  • Non è automaticamente vegetale o vegano: l’origine della frazione stearica deve essere documentata.

  • Può essere incompatibile con alcuni sistemi cationici o con formule che richiedono pH acido.

  • Come materia prima in polvere può richiedere attenzione per polverosità e irritazione meccanica di occhi e vie respiratorie.

Sicurezza, normativa e ambiente

Dal punto di vista cosmetico, il Sodium Stearate è generalmente considerato un ingrediente a bassa criticità quando usato in formule correttamente progettate. La sua sicurezza va però valutata nel prodotto finito, perché pH, concentrazione, tipo di prodotto, frequenza d’uso e presenza di altri tensioattivi possono cambiare molto la tollerabilità.

Il rischio principale è irritativo, soprattutto in detergenti alcalini, saponi molto sgrassanti o prodotti usati frequentemente. Non è un allergene da fragranza e non ha funzione profumante. La criticità pratica più comune è la secchezza cutanea o la sensazione di pelle “tirata”, più probabile con formule povere di emollienti o su cute già compromessa.

La revisione CIR sui fatty acids and soaps considera i sali degli acidi grassi come sostanze che possono dissociarsi in formula; questa impostazione è utile perché Sodium Stearate, in acqua, è collegato a ione sodio e stearato, con comportamento dipendente da pH e matrice formulativa.

Dal punto di vista alimentare, se valutato come parte della famiglia E470a, il riferimento è la normativa sugli additivi e la valutazione EFSA. EFSA ha riesaminato i sali sodici, potassici, calcici e magnesici degli acidi grassi e ha concluso che non vi erano preoccupazioni di sicurezza agli usi e livelli riportati.

Dal punto di vista ambientale, il Sodium Stearate è un sapone di acido grasso, quindi in generale più comprensibile e biodegradabile rispetto a molte molecole sintetiche persistenti. Tuttavia, il profilo reale dipende da origine dell’acido stearico, filiera vegetale o animale, eventuale palma/palmisto, processo produttivo, purezza, scarico del prodotto e impatto complessivo della formula. Non basta dire “sale di acido grasso” per garantire automaticamente sostenibilità.

Per un uso corretto in cosmetica è opportuno richiedere al fornitore:

  • SDS aggiornata;

  • certificato di analisi;

  • titolo e purezza;

  • alcalinità libera;

  • umidità;

  • profilo degli acidi grassi;

  • origine vegetale/animale/sintetica;

  • eventuale dichiarazione vegan o palm-free, se rilevante;

  • metalli pesanti e impurezze;

  • dichiarazione di conformità cosmetica;

  • test di stabilità e tollerabilità sul prodotto finito.

Conclusione

Il Sodium Stearate è un ingrediente cosmetico classico e molto utile, con funzioni di cleansing, surfactant-cleansing, surfactant-emulsifying e viscosity controlling. Il suo valore principale è tecnico: detergenza, struttura, schiuma, durezza, emulsione e controllo della consistenza.

La valutazione professionale deve però distinguere tra il singolo ingrediente cosmetico e la famiglia alimentare E470a. In cosmetica è un sapone anionico efficace, ma può risultare alcalino e sgrassante se la formula non è ben bilanciata. In alimentazione ha funzione tecnologica, non nutrizionale.

In una formula ben progettata, con pH e concentrazione controllati, il Sodium Stearate è generalmente un ingrediente favorevole e funzionale. I punti da controllare sono origine della frazione grassa, purezza, alcalinità libera, pH del prodotto finito, compatibilità formulativa, tollerabilità cutanea, SDS, COA e comportamento in presenza di acqua dura o altri tensioattivi.

Bibliography

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Li Y, He R, Cui Y, Ge X. Molecular Basis of the Reinforced Effect of Berberine against Cutinase from Colletotrichum capsisi by Supplying Sodium Stearate as Dispersant. ACS Appl Bio Mater. 2022 Feb 21;5(2):691-699. doi: 10.1021/acsabm.1c01120. 

Abstract. Berberine (BBR) is a promising botanical pesticide that can reduce the enzyme activity of secreted cutinase from fungal pathogens. However, only less than 15% of total activity was prohibited. Herein we researched BBR's self-aggregation in water via molecular dynamics simulations, and further investigated the effect of dispersant on blocking the aggregation together with the impact on cutinase. Strong hydrophobic interactions were found between adjacent BBR molecules, and these molecules formed clustered conformations at different BBR concentrations. Interestingly, one of the tested dispersants, sodium stearate (ST), is able to insert into BBR clusters and form stable interaction until the end of simulation, resulting in decreased hydrophobic strength in the BBR-ST cluster. More importantly, supply of ST with BBR resulted in BBR's reinforced hydrophobic interactions between BBR and the catalytic center of cutinase, which led to the inactivated mode of cutinase. Finally, wet experiments demonstrated that combined application of BBR and ST indeed resulted in a synergy-like effect on reducing the activity of cutinase. Overall, our findings revealed the mechanism of the reinforced effect of BBR against cutinase when supplying ST as dispersant, suggesting an undiscovered role of ST in enhancing the efficiency of this botanical pesticide.

Bujake Jr, J. E. (1968). Creep properties of sodium stearate. Journal of Colloid and Interface Science, 27(2), 229-234.

Abstract. Creep compliances of sodium stearate containing 19.7% to 35.7% water were measured over a temperature range of 5° to 60°C using a simple shear creep apparatus. The data indicated that the viscoelastic behavior of sodium stearate was linear up to shear strains of 0.7%. The creep curves were separated into three components: an instantaneous elastic compliance, a retarded elastic compliance, and viscous flow; at 25°C, sodium stearate with 19.7% water gave values of about 5 × 10−9 and 7 × 10−8 cm2/dyne and 1.5 × 1011 poise, respectively. An activation energy for viscous flow of 11.7 kcal/mole was calculated. The effect of three orthogonal orientations of the stearate samples on the compliances and viscosity was determined, and the extent of orientation was estimated by light transmission experiments. Steady-state compliance data indicated a network structure in sodium stearate tighter than that of amorphous polymers.

Capelle, H. A., Britcher, L. G., & Morris, G. E. (2003). Sodium stearate adsorption onto titania pigment. Journal of colloid and interface science, 268(2), 293-300.

Abstract. The interaction of sodium stearate with titania pigment particles from aqueous suspension has been investigated using thermal analysis and infrared spectroscopy combined with electrochemical studies. Thermogravimetric analysis (TGA) was used both to determine the adsorption isotherm and to investigate the interaction behavior. Monolayer coverage is determined to be 0.95 mg/m2; however, unlike the case with organic solvents, multilayer adsorption occurs. Diffuse reflectance infrared Fourier transform (DRIFT) spectroscopy, combined with TGA, revealed that the surface monolayer is chemically bound. DRIFT spectroscopic data also indicated that the stearate bridged across two aluminum atoms. Subsequent stearate layers were physisorbed to the stearate monolayer and were readily removed with acetone washing.

Brouwer, H. W., & Skoda, W. (1969). Calorimetric, dilatometric and microscopic investigations of the system sodium stearate-stearic acid. Kolloid-Zeitschrift und Zeitschrift für Polymere, 234(2), 1138-1147.

Summary. AT-x phase diagram of the system sodium stearate (NaSt)-stearic acid (HSt) has been determined by DTA. It shows the existence of five defined association compounds, three of them (2 NaSt · 3 HSt, NaSt · HSt and 3 NaSt · 2 HSt) with an incongruent melting point and the others (5 NaSt · 2 HSt and 5 NaSt · HSt) with a congruent melting point. The latter two compounds pass through various mesomorphic phases before melting. The components do not form solid solutions and are even non-miscible in the mesomorphic state below 200 °C. Mutual miscibility is only observed above this temperature in the subneat and neat region, occurring in the HSt composition range from 0 to 15 and from 0 to 5 mole% respectively. The existence of molecular associations in the liquid state is very probable, particularly in the composition range between 30 and 40 mole% stearic acid. This might result in a liquid structure similar to that present in the melt of anhydrous soaps.