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Lysophosphatidylcholine
"Descrizione"
by Al222 (24019 pt)
2026-Jan-08 10:47

Lisofosfatidilcolina (Lysophosphatidylcholines, LPC) – composizione, identificazione, usi cosmetici e note di sicurezza

Lisofosfatidilcoline
Lysophosphatidylcholines (LPC, lysoPC) – lisofosfolipidi derivati da fosfatidilcolina

Sinonimi: lysophosphatidylcholines, lysophosphatidylcholine, LPC, lysoPClysolecithin/lysolecithins (uso frequente in ambito tecnico)

INCI / funzioni: in cosmetica la classe “LPC” compare più spesso tramite materie prime correlate come Lysolecithin o derivati dedicati (es. Hydrogenated Lysophosphatidylcholine); le funzioni tipiche sono tensioattivo (detergente) e emulsionante, con possibile contributo skin conditioning (grado-dipendente)

Definizione

Le lisofosfatidilcoline (LPC) sono un gruppo di lipidi bioattivi,  una classe di lipidi anfifilici appartenenti ai lisofosfolipidi, ottenuti dalla fosfatidilcolina per rimozione di una delle catene aciliche (tipicamente per attività di PLA2, fosfolipasi A2). Dal punto di vista compositivo, l’ingrediente (inteso come “LPC” commerciale) è costituito da una miscela di specie di lisofosfatidilcolina che condividono la stessa “testa” fosfocolina ma differiscono per la catena di acido grasso residua (lunghezza e grado di insaturazione), con eventuali tracce di fosfolipidi correlati o componenti minori in funzione di fonte e processo (es. uovo, soia o altre matrici). In formulazione, l’interesse principale è la loro natura tensioattiva: riducono la tensione superficiale e facilitano la formazione e stabilizzazione di sistemi dispersi (emulsioni/dispersioni), oltre a essere impiegate come componenti funzionali in sistemi di veicolazione (es. strutture lamellari/liposomiali) in contesti selezionati e grado-dipendenti.

  • Alimentazione: impiego possibile come emulsionante (in pratica spesso tramite lecitine/lisolecitine di grado alimentare; dipende da specifiche e inquadramento).

  • Cosmetica: tensioattivo–emulsionante (e talvolta skin conditioning), spesso veicolato tramite INCI correlati (es. Lysolecithin; Hydrogenated Lysophosphatidylcholine).

  • Medicina: interesse prevalentemente biologico/di ricerca (molecole presenti nei sistemi viventi e coinvolte in processi cellulari). (1)

  • Farmaceutica: eccipiente/ausiliario in sistemi disperdenti o di drug delivery (in base a grado, specifiche e dossier).

  • Uso industriale: tensioattivo/emulsionante in formulazioni tecniche e come standard/reagente per applicazioni analitiche o di sviluppo.

Calorie (valore energetico)

ParametroValore
Valore energetico (100 g)~900 kcal (ordine di grandezza tipico per frazioni lipidiche)
Nota d’usoin cosmetica e in uso tecnico si impiegano spesso a livelli funzionali: impatto energetico sul prodotto finito trascurabile


Dati di identificazione e specifiche

AmbitoDenominazione praticaNota
Classe (miscela commerciale)L-α-lysophosphatidylcholine / lysophosphatidylcholinesmiscela di specie LPC; composizione dipendente da fonte
Specie definita (esempio)2-lysophosphatidylcholinesingola specie con identificativi propri (utile in ambito analitico/R&D)


IdentificativoClasse/miscela (uso comune)Specie definita (esempio)
Numero CAS9008-30-417364-19-1
Numero EC232-715-0riportato in banche dati come associato a 2-LPC (verificare su SDS/CoA del grado acquistato)


Parametro chimicoValoreNota tecnica
Formula brutaC10H22NO7Pdipende dalla catena acilica (C14–C22 e oltre, saturi/insaturi)
Massa molarevariabilefunzione della specie LPC predominante
Struttura funzionaleglicerofosfocolina + 1 catena acilicamolecola anfifilica (testa polare + coda apolare)


Principali sostanze contenute

ClasseComponenti principaliImpatto funzionale
Lisofosfatidilcolinemiscela di LPC con catene aciliche differentiguida l’attività tensioattiva ed emulsionante
Componenti minori (grado-dipendente)fosfolipidi residui, acidi grassi liberi, tracce correlate alla fonteinfluenza odore, stabilità ossidativa e ripetibilità tra lotti
Veicolo (se in soluzione)acqua/glicerina/glicoli o altridetermina il dosaggio reale su “attivo”


Ruolo funzionale in formulazione

FunzioneCosa fa in formulaNota operativa
Tensioattivoriduce la tensione superficiale e facilita bagnabilità/dispersioneutile in sistemi detergenti o come coadiuvante di processo
Emulsionante / coemulsionantefacilita e stabilizza emulsioni (soprattutto O/W)spesso lavora in sinergia con altri emulsionanti e strutturanti
Skin conditioning (grado/INCI-dipendente)supporto sensoriale e “feel”più tipico per alcune varianti INCI (es. hydrogenated)


Compatibilità formulativa

SistemaCompatibilitàControlli consigliati
Emulsioni O/Wgeneralmente buonaverificare stabilità a cicli termici e maturazione 24–48 h
Sistemi tensioattivi (rinse-off)spesso compatibilecontrollare schiuma, limpidezza e interazioni con profumi
Gel polimericisensibilerischio torbidità o drift viscosità; ottimizzare veicolo e ordine di aggiunta
Sistemi lipidici ossidabilida gestiremonitorare ossidazione (odore/colore) e packaging barriera


Linee guida d’uso (indicative)

ApplicazioneRange tipicoNota tecnica
Coemulsione in emulsioni O/W0,1–2,0%dipende da fase grassa, sistema emulsionante e forma commerciale (soluzione/polvere)
Supporto dispersione / sensorialità0,05–1,0%utile in texture leggere e sistemi a bassa fase oleosa
Sistemi veicolanti (lamellari/liposomiali)variabilesviluppo dedicato: definire target, metodo e criteri di stabilità


Applicazioni tipiche

  • Coemulsificante in emulsioni O/W con focus su stabilità e texture.

  • Ausiliario di dispersione in formule complesse (pigmenti, attivi lipofili, profumi).

  • Componenti funzionali in sistemi di veicolazione (grado-dipendente, sviluppo dedicato).

Qualità, gradi e specifiche

Area QCCosa controllare
Identitàcoerenza CAS/EC del grado; impronta analitica (HPLC/GC dove applicabile)
Profilo lipidicodistribuzione delle specie LPC (se richiesta per ripetibilità)
Stabilità ossidativaindici/marker di ossidazione per frazioni insature (se pertinenti)
DocumentazioneSDS + CoA del lotto, con indicazione di fonte e veicolo (se presente)


Sicurezza, normativa e ambiente

TemaIndicazioni operative
Profilo di sicurezzageneralmente gestibile alle concentrazioni d’uso; attenersi alla SDS del grado acquistato
Allergeni / originese derivazione da uovo o soia, gestire la documentazione su eventuali tracce (rilevante per claim e filiere)
Normativa cosmetica UEinquadramento via INCI specifico (es. Lysolecithin, Hydrogenated Lysophosphatidylcholine) e valutazione di sicurezza del prodotto finito
Ambientemateriale lipidico: evitare rilascio non controllato; gestire residui secondo normativa locale


Troubleshooting formulativo

ProblemaCausa probabileAzioni correttive
Torbidità o separazionesolubilizzazione/emulsione non ottimizzatapre-dispersione corretta, modifica coemulsionanti, ottimizzazione shear e temperatura
Drift viscosità 24–48 hriorganizzazione interfaciale/lamellareadattare strutturanti, rivedere ordine di aggiunta e fase di incorporazione
Odore che peggiora nel tempoossidazione di frazioni insatureantiossidanti compatibili, packaging barriera, stoccaggio al fresco e riduzione headspace
Scarsa ripetibilità tra lottivariazione profilo LPC/fontefissare specifiche su profilo lipidico e qualifica fornitore


Conclusione

Le lisofosfatidilcoline (LPC) sono lisofosfolipidi anfifilici utili soprattutto per le loro proprietà tensioattive ed emulsionanti. In cosmetica, l’impiego pratico passa spesso attraverso materie prime e INCI correlati (es. Lysolecithin, Hydrogenated Lysophosphatidylcholine), con prestazioni fortemente dipendenti da fonte, profilo lipidico, veicolo e gestione dell’ossidazione. Per risultati robusti servono specifiche chiare (SDS/CoA), sviluppo formulativo mirato e test di stabilità completi.

Mini-glossario

TermineSignificatoNota
PLA2fosfolipasi A2enzima che può generare LPC da fosfatidilcolina
Fosfocolina“testa” polare dei fosfolipidi colinicicontribuisce al comportamento anfifilico
Anfifilicocon porzione idrofila e lipofilabase dell’attività tensioattiva/emulsionante


Bibliografia__________________________________________________________________________

(1) Knuplez E, Marsche G. An Updated Review of Pro- and Anti-Inflammatory Properties of Plasma Lysophosphatidylcholines in the Vascular System. Int J Mol Sci. 2020 Jun 24;21(12):4501. doi: 10.3390/ijms21124501. 

Abstract. Lysophosphatidylcholines are a group of bioactive lipids heavily investigated in the context of inflammation and atherosclerosis development. While present in plasma during physiological conditions, their concentration can drastically increase in certain inflammatory states. Lysophosphatidylcholines are widely regarded as potent pro-inflammatory and deleterious mediators, but an increasing number of more recent studies show multiple beneficial properties under various pathological conditions. Many of the discrepancies in the published studies are due to the investigation of different species or mixtures of lysophatidylcholines and the use of supra-physiological concentrations in the absence of serum or other carrier proteins. Furthermore, interpretation of the results is complicated by the rapid metabolism of lysophosphatidylcholine (LPC) in cells and tissues to pro-inflammatory lysophosphatidic acid. Interestingly, most of the recent studies, in contrast to older studies, found lower LPC plasma levels associated with unfavorable disease outcomes. Being the most abundant lysophospholipid in plasma, it is of utmost importance to understand its physiological functions and shed light on the discordant literature connected to its research. LPCs should be recognized as important homeostatic mediators involved in all stages of vascular inflammation. In this review, we want to point out potential pro- and anti-inflammatory activities of lysophospholipids in the vascular system and highlight recent discoveries about the effect of lysophosphatidylcholines on immune cells at the endothelial vascular interface. We will also look at their potential clinical application as biomarkers.

Law SH, Chan ML, Marathe GK, Parveen F, Chen CH, Ke LY. An Updated Review of Lysophosphatidylcholine Metabolism in Human Diseases. Int J Mol Sci. 2019 Mar 6;20(5):1149. doi: 10.3390/ijms20051149. 

Abstract. Lysophosphatidylcholine (LPC) is increasingly recognized as a key marker/factor positively associated with cardiovascular and neurodegenerative diseases. However, findings from recent clinical lipidomic studies of LPC have been controversial. A key issue is the complexity of the enzymatic cascade involved in LPC metabolism. Here, we address the coordination of these enzymes and the derangement that may disrupt LPC homeostasis, leading to metabolic disorders. LPC is mainly derived from the turnover of phosphatidylcholine (PC) in the circulation by phospholipase A₂ (PLA₂). In the presence of Acyl-CoA, lysophosphatidylcholine acyltransferase (LPCAT) converts LPC to PC, which rapidly gets recycled by the Lands cycle. However, overexpression or enhanced activity of PLA₂ increases the LPC content in modified low-density lipoprotein (LDL) and oxidized LDL, which play significant roles in the development of atherosclerotic plaques and endothelial dysfunction. The intracellular enzyme LPCAT cannot directly remove LPC from circulation. Hydrolysis of LPC by autotaxin, an enzyme with lysophospholipase D activity, generates lysophosphatidic acid, which is highly associated with cancers. Although enzymes with lysophospholipase A₁ activity could theoretically degrade LPC into harmless metabolites, they have not been found in the circulation. In conclusion, understanding enzyme kinetics and LPC metabolism may help identify novel therapeutic targets in LPC-associated diseases.

Kalia V, Reyes-Dumeyer D, Dubey S, Udhani H, Nandakumar R, Lee AJ, Lantigua R, Medrano M, Rivera D, Honig LS, Mayeux R, Miller GW, Vardarajan BN. Lysophosphatidylcholines are associated with amyloidosis in early stages of Alzheimer's disease. Nat Aging. 2025 Dec 17. doi: 10.1038/s43587-025-01025-7. 

Abstract. Circulating metabolites can identify biochemical risk factors related to Alzheimer's disease (AD). We measured plasma metabolites in 1,068 participants of Caribbean Hispanic ancestry (250 patients with AD and 818 healthy controls) across 2 cohorts and analyzed their relationship with clinical AD, biomarker-supported AD and plasma biomarkers (P-tau181, P-tau217, P-tau231 and Aβ42:Aβ40). Amino acid metabolism pathways were enriched among metabolites associated with P-tau biomarkers, whereas sialic acid and N-glycan pathways were associated with Aβ42:Aβ40. Through several dimensionality reduction approaches, we identified an APOE-ε4 dependent relationship between lysophosphatidylcholines (lysoPCs) carrying polyunsaturated fatty acids and biomarker-supported AD and P-tau biomarkers. In an independent dataset of 110 postmortem brain tissues from non-Hispanic white participants, lysoPCs in the brain were also associated with AD neuropathological features. Our results show that biomarker-based diagnostic criteria identified an APOE-ε4 dependent association with lysoPCs, which play a critical role in the transport of neuroprotective polyunsaturated fatty acids into the brain, and AD. © 2025. The Author(s).

Tseng HC, Lin CC, Wang CY, Yang CC, Hsiao LD, Yang CM. Lysophosphatidylcholine induces cyclooxygenase-2-dependent IL-6 expression in human cardiac fibroblasts. Cell Mol Life Sci. 2018 Dec;75(24):4599-4617. doi: 10.1007/s00018-018-2916-7. 

Abstract. Lysophosphatidylcholine (LysoPC) has been shown to induce the expression of inflammatory proteins, including cyclooxygenase-2 (COX-2) and interleukin-6 (IL-6), associated with cardiac fibrosis. Here, we demonstrated that LysoPC-induced COX-2 and IL-6 expression was inhibited by silencing NADPH oxidase 1, 2, 4, 5; p65; and FoxO1 in human cardiac fibroblasts (HCFs). LysoPC-induced IL-6 expression was attenuated by a COX-2 inhibitor. LysoPC-induced responses were mediated via the NADPH oxidase-derived reactive oxygen species-dependent JNK1/2 phosphorylation pathway, leading to NF-κB and FoxO1 activation. In addition, we demonstrated that both FoxO1 and p65 regulated COX-2 promoter activity stimulated by LysoPC. Overexpression of wild-type FoxO1 and S256D FoxO1 enhanced COX-2 promoter activity and protein expression in HCFs. These results were confirmed by ex vivo studies, where LysoPC-induced COX-2 and IL-6 expression was attenuated by the inhibitors of NADPH oxidase, NF-κB, and FoxO1. Our findings demonstrate that LysoPC-induced COX-2 expression is mediated via NADPH oxidase-derived reactive oxygen species generation linked to the JNK1/2-dependent pathway leading to FoxO1 and NF-κB activation in HCFs. LysoPC-induced COX-2-dependent IL-6 expression provided novel insights into the therapeutic targets of the cardiac fibrotic responses.

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