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Description

Al222
Al222 (25118 pt) 2025-Dec-16 17:18

Capperi, Cappero (Capparis spinosa)


Descrizione

Il cappero è il bocciolo fiorale non aperto della pianta Capparis spinosa, un arbusto perenne appartenente alla famiglia botanica Capparaceae. La pianta è tipica delle zone aride e rocciose dell’area mediterranea e dell’Asia occidentale, dove cresce spontaneamente su rupi calcaree, muretti a secco, falesie e terreni poveri, sfruttando la sua straordinaria resistenza alla siccità.

L’arbusto presenta un portamento cespuglioso prostrato o ricadente, con rami legnosi sottili e flessibili, spesso pendenti, lunghi anche alcuni metri. Le foglie sono semplici, intere, di forma tondeggiante od ovata, consistenza piuttosto coriacea, colore verde-grigiastro e disposte in modo alterno sui rami. Alla base delle foglie compaiono spesso piccole spine (stipole trasformate), che rendono la raccolta manuale dei boccioli un’operazione lenta e laboriosa.

Le infiorescenze sono costituite da grandi fiori molto ornamentali, con quattro petali bianchi o leggermente rosati e numerosi lunghi stami violetti, dall’aspetto caratteristico. I boccioli ancora chiusi sono i capperi propriamente detti; una volta fecondato il fiore, si sviluppa un frutto allungato, di sapore affine ma più delicato, chiamato cucuncio (o “capperone”), anch’esso commestibile dopo opportuna salagione o conservazione in aceto.

Coltivato fin dall’antichità, il cappero è oggi un elemento distintivo del paesaggio mediterraneo e della cucina tradizionale italiana, in particolare delle isole e delle zone costiere (ad esempio Eolie, Pantelleria, Sicilia, coste laziali e pugliesi). Oltre ai boccioli e ai frutti, in alcune cucine locali si consumano anche le foglie giovani, sbollentate e condite come verdura.

Classificazione botanica

  • Nome comune: Cappero

  • Clade: Angiospermae

  • Ordine: Brassicales

  • Famiglia: Capparaceae

  • Genere: Capparis

  • Specie: Capparis spinosa L.

Clima
Il cappero è una specie tipicamente mediterranea e predilige climi caldi, aridi o semi–aridi, con estati lunghe e soleggiate e inverni miti. Tollera molto bene la siccità e le alte temperature, mentre soffre il freddo intenso e prolungato: gelate forti possono danneggiare la parte aerea, anche se la pianta spesso è in grado di ricacciare dalla base in primavera.

Esposizione
L’esposizione ideale è in pieno sole, condizione indispensabile per ottenere una fioritura abbondante e una buona produzione di boccioli. Il cappero si adatta bene a posizioni esposte, ventose e rocciose, come muretti a secco o scarpate, dove la luce è intensa per gran parte della giornata. Ombreggiature marcate riducono vigore vegetativo e numero di fiori.

Terreno
Il cappero si sviluppa bene in terreni poveri, sassosi, calcarei e molto ben drenati, dove altre colture avrebbero difficoltà. Predilige suoli a reazione tendenzialmente alcalina e sopporta bene la salinità. I ristagni idrici sono mal tollerati e possono provocare marciumi all’apparato radicale; per questo la pianta è spesso coltivata in luoghi rialzati, fessure di roccia o pareti dove l’acqua defluisce rapidamente.

Irrigazione
In piena terra, una volta ben affrancato, il cappero richiede pochissima irrigazione e può vivere quasi esclusivamente con l’acqua piovana, grazie al suo apparato radicale profondo e alla naturale resistenza alla siccità. In coltivazione in vaso o nelle fasi giovanili è invece necessario fornire acqua con moderazione, lasciando asciugare il substrato tra un intervento e l’altro e evitando sempre i ristagni.

Temperatura
Le temperature ottimali per lo sviluppo del cappero si collocano tra 20 e 30 °c. La pianta sopporta bene l’afa estiva e l’irraggiamento solare diretto, mentre temperature inferiori a 0 °c, soprattutto se prolungate, possono causare danni alla vegetazione. In aree a rischio di gelate, è preferibile collocare le piante in posizioni riparate, ad esempio ai piedi di muri esposti a sud.

Concimazione
Il cappero è poco esigente dal punto di vista nutrizionale e si adatta anche a suoli relativamente poveri. Una modesta integrazione di sostanza organica ben matura in pre–impianto o all’inizio della primavera è di norma sufficiente a sostenere la vegetazione e la fioritura. Eccessi di concimazione, soprattutto azotata, tendono a favorire una vegetazione troppo tenera e meno resistente alla siccità, con possibile riduzione della produzione di boccioli.

Cure colturali
Le cure colturali sono in genere limitate. È importante mantenere il substrato molto drenante, contenere la presenza di infestanti nelle prime fasi di impianto e, se necessario, eseguire leggere potature per eliminare rami secchi o disordinati e mantenere la chioma compatta. In ambienti molto umidi va prestata attenzione all’eventuale comparsa di marciumi o malattie fungine, che si riducono favorendo aerazione e drenaggio.

Raccolta
La raccolta riguarda principalmente i boccioli fiorali, che costituiscono i “capperi” consumati come condimento. Si effettuano prelievi ripetuti durante la stagione, raccogliendo i boccioli quando sono ben formati ma ancora chiusi, preferibilmente al mattino. Vengono poi sottoposti a salatura o messi in salamoia per conservarli. Talvolta si raccolgono anche i frutti maturi (cucunci), più grandi e allungati, anch’essi utilizzati dopo adeguata concia.

Moltiplicazione
La moltiplicazione del cappero può avvenire per seme o per talea. La semina richiede un po’ di pazienza, poiché i semi hanno germinazione lenta e irregolare e spesso necessitano di trattamenti di pre–ammollo o scarificazione. La propagazione per talea semilegnosa, eseguita in primavera o fine estate, consente di ottenere piante con caratteristiche uniformi rispetto alla pianta madre, purché le talee siano poste in un substrato leggero, molto drenato e mantenute in ambiente caldo e aerato fino all’attecchimento.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g

(Capperi conservati, scolati – valori medi indicativi)

  • Energia: ~ 23–30 kcal

  • Acqua: ~ 84–93 g

  • Carboidrati totali: ~ 4,5–5 g

  • Fibra alimentare: ~ 3,0–3,2 g

  • Proteine: ~ 2,3–2,4 g

  • Grassi totali: ~ 0,8–0,9 g (quota lipidica molto bassa, con prevalenza di acidi grassi insaturi)

  • Sodio: ~ 2.300–2.900 mg (valore molto elevato dovuto alla salagione / salamoia)

  • Calcio: ~ 40 mg

  • Magnesio: ~ 30–35 mg

  • Vitamina C: ~ 4 mg

I valori dipendono dal tipo di conservazione (sale, salamoia, aceto), dal grado di dissalatura e dal prodotto specifico.


Principali sostanze contenute

  • Acqua

  • Carboidrati (in modesta quantità)

  • Fibra alimentare

  • Proteine in piccola ma non trascurabile quantità

  • Sali minerali: sodio (molto elevato nei prodotti sotto sale/salamoia), calcio, magnesio, potassio, ferro in tracce

  • Vitamine: soprattutto vitamina C, altre vitamine idrosolubili in quantità minori

  • Composti aromatici e metaboliti secondari: flavonoidi (ad es. rutin, quercetina, altri polifenoli), composti fenolici, sostanze ad attività antiossidante

  • Tracce di oli essenziali e sostanze volatili responsabili del profilo aromatico intenso e tipico


Processo di produzione

  • Coltivazione della pianta:

    • pianta eliofila e xerofila, adatta a suoli calcarei, sassosi, molto drenati

    • coltivata in piena terra in zone temperato-calde; beneficia di irrigazioni moderate ma tollera la siccità

  • Moltiplicazione:

    • per seme (più lenta) o più spesso per talea di rami legnosi, che assicura caratteristiche varietali costanti

  • Raccolta dei boccioli:

    • i capperi si raccolgono ancora chiusi, ogni pochi giorni, durante il periodo di fioritura (in genere dalla tarda primavera all’estate)

    • la raccolta è manuale e richiede attenzione, anche per la presenza di spine

  • Salagione / conservazione:

    • dopo la raccolta, i boccioli vengono sottoposti a macerazione sotto sale, in salamoia o in aceto

    • la salagione provoca fermentazioni e trasformazioni biochimiche che sviluppano il tipico aroma complesso del cappero

    • dopo un adeguato periodo di maturazione, il prodotto viene confezionato in vasetti o barattoli per la distribuzione


Proprietà fisiche

  • capperi: boccioli piccoli, generalmente di forma tondeggiante o leggermente ellittica

  • dimensione: da pochi millimetri fino a circa 1 cm, a seconda della categoria commerciale

  • consistenza: carnosa, compatta, tendenzialmente morbida ma non molle quando ben maturata in salamoia

  • colore: verde oliva, verde-brunastro o verde grigiastro, con eventuali variazioni legate al tipo di conservante (sale, aceto)

  • cucunci: frutti allungati, con peduncolo, di consistenza più tenera ma correlata a quella del cappero


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • sapore intenso, sapido, leggermente amarognolo e acidulo, con complessità aromatica caratteristica

  • profilo olfattivo spiccato, capace di arricchire salse e piatti con poche quantità

  • consistenza masticabile, che può rimanere leggermente croccante se il prodotto è ben calibrato e non eccessivamente maturo

  • la forte sapidità e la presenza di acidi organici lo rendono un esaltatore naturale di gusto in molte preparazioni

  • in cucina, il cappero ha un ruolo aromatico e strutturale:

    • conferisce punti di sapore concentrati

    • contribuisce alla complessità del profilo gustativo di salse, condimenti, piatti di carne, pesce, pasta


Impieghi alimentari

  • condimento e guarnizione in piatti di pesce, carne, verdure grigliate

  • ingrediente tradizionale in salse e pesti mediterranei (ad esempio, abbinato a olive, acciughe, pomodoro, erbe aromatiche)

  • componente in piatti di pasta e secondi piatti saporiti (cucina siciliana, eoliana, sarda, ecc.)

  • uso dei cucunci come antipasto, in insalate o aperitivi, dopo opportuna dissalatura

  • in alcune cucine locali, foglie sbollentate utilizzate come verdura o in insalata

Il cappero si utilizza in quantità contenute, data l’elevata sapidità.


Nutrizione e salute

Il cappero, pur consumato in piccole porzioni, apporta:

  • basso contenuto calorico per 100 g, ma con densità di sapore molto alta

  • fibra alimentare, in grado di contribuire alla regolarità intestinale

  • quota non trascurabile di composti fenolici e flavonoidi (come la rutin), associati ad attività antiossidante

  • piccole quantità di vitamina C e minerali (calcio, magnesio, potassio)

Il principale elemento critico è l’elevato contenuto di sodio dovuto alla salagione e alla conservazione in salamoia: un consumo eccessivo, soprattutto non seguito da dissalatura in acqua, può contribuire a un apporto di sale superiore a quello raccomandato. Per questo motivo spesso si consiglia di:

  • sciacquare o ammollare brevemente i capperi sotto sale o in salamoia prima dell’uso

  • utilizzarli con moderazione in soggetti che devono limitare l’introito di sodio (ad esempio, persone con ipertensione o precise indicazioni mediche)


Nota porzione

Una porzione d’uso tipica è molto ridotta: in media da 5 a 15 g (1–2 cucchiai scarsi) di capperi scolati. Ciò rende l’apporto calorico per porzione trascurabile, ma l’apporto di sale può comunque essere significativo, soprattutto se il cappero non viene dissalato.


Allergeni e intolleranze

Il cappero non rientra fra gli allergeni maggiori obbligatori in etichetta. Tuttavia:

  • sono possibili reazioni individuali a componenti specifici (piante della famiglia Capparaceae o a composti presenti nel prodotto)

  • l’alto contenuto di sale può rappresentare un problema in diete ipo-sodiche o in soggetti con specifiche patologie cardiovascolari o renali

In questi casi è opportuna una valutazione medica e un uso moderato o controllato.


Conservazione e shelf-life

  • Capperi sotto sale:

    • conservazione a temperatura ambiente, in luogo fresco e asciutto, nel contenitore ben chiuso

    • shelf-life generalmente lunga (mesi), grazie all’elevata concentrazione salina

  • Capperi in salamoia:

    • una volta aperti, è preferibile conservarli in frigorifero e consumarli entro alcuni mesi, mantenendo i capperi completamente immersi nel liquido

  • Capperi sott’aceto o sott’olio:

    • seguire le indicazioni del produttore; dopo l’apertura, conservare in frigorifero e consumare entro i tempi consigliati

  • evitare l’esposizione prolungata a calore e luce intensa, che possono degradare aroma e qualità sensoriale


Sicurezza e regolatorio

Il cappero è considerato sicuro come alimento tradizionale. Gli aspetti principali da considerare sono:

  • rispetto delle buone pratiche igieniche in raccolta, lavorazione e confezionamento

  • corretta gestione della salagione e dei parametri di conservazione (sale, aceto, salamoia) per prevenire rischi microbiologici

  • per prodotti trasformati, rispetto della normativa su additivi, residui, contaminanti e materiali a contatto con alimenti

Non vi sono particolari restrizioni d’uso per il cappero come ingrediente alimentare, oltre ai normali requisiti della legislazione alimentare vigente.


Etichettatura

In etichetta, per i prodotti a base di capperi, generalmente compaiono:

  • denominazione di vendita (es. “capperi sotto sale”, “capperi in salamoia”, “cucunci sott’aceto”)

  • lista degli ingredienti (capperi, sale, acqua, aceto, eventuali aromi o altri ingredienti)

  • peso netto e, se presente, peso sgocciolato

  • origine (paese o area di produzione) quando prevista

  • modalità di conservazione e termine minimo di conservazione (“da consumarsi preferibilmente entro…”)

  • indicazioni particolari ove richiesto (ad es. eventuali ingredienti allergenici aggiunti, non i capperi in sé)


Troubleshooting

In cucina

  • capperi troppo salati → sciacquare sotto acqua corrente o ammollare alcuni minuti e poi scolare

  • sapore eccessivamente pungente in un piatto → ridurre la quantità di capperi o bilanciare con elementi dolci/grassi (olio, verdure, patate)

  • consistenza troppo molle → possibile eccessiva maturazione, conservazione prolungata o qualità inferiore del prodotto

In produzione / lavorazione

  • salagione insufficiente → rischio di fermentazioni indesiderate e difetti microbiologici

  • salagione eccessiva o non uniforme → prodotto troppo salato, scarsa accettabilità sensoriale

  • conservazione inadeguata (temperatura o esposizione a luce/aria) → perdita di aroma, imbrunimenti, alterazioni del liquido di governo


Principali funzioni INCI (cosmesi)

Gli estratti derivati da Capparis spinosa (ad es. Capparis Spinosa Fruit Extract, Capparis Spinosa Bud Extract) sono impiegati in cosmetica principalmente per:

  • skin conditioning: mantenimento della pelle in buone condizioni, sensazione di morbidezza e comfort

  • potenziale azione lenitiva e antinfiammatoria in formulazioni per pelli sensibili o reattive

  • supporto alla idratazione cutanea (alcuni estratti da frutto mostrano effetti favorevoli sulla barriera cutanea e sull’idratazione)

  • contributo all’azione antiossidante nelle formule che mirano a proteggere la pelle da stress ambientali

Si tratta di funzioni tipiche di estratti vegetali “attivi”, utilizzati in concentrazioni mirate all’interno di creme, sieri, lozioni e prodotti doposole o dopobarba.


Conclusione

Il cappero rappresenta un ingrediente altamente caratterizzante della cucina mediterranea, unendo una lunga tradizione d’uso, una forte identità sensoriale e un profilo nutrizionale peculiare. Pur fornendo poche calorie per 100 g, concentra sapidità e aroma in piccoli boccioli, che diventano protagonisti di numerosi piatti di pesce, carne, pasta e verdure. La presenza di fibra, composti fenolici e una certa quota di micronutrienti ne fa un alimento interessante dal punto di vista funzionale, anche se consumato in piccole quantità.

L’elevato contenuto di sodio impone però attenzione nelle diete a basso apporto di sale: il cappero è un condimento da dosare con criterio, spesso dopo adeguata dissalatura. Sul piano botanico e paesaggistico, il cappero è una pianta simbolo delle rupi mediterranee, capace di vegetare in condizioni estreme e di valorizzare ambienti rocciosi e muretti storici. In ambito cosmetico, gli estratti di Capparis spinosa trovano spazio come ingredienti lenitivi e skin conditioning, anche in prodotti dedicati a pelli sensibili e stressate.

Nel complesso, il cappero è un piccolo bocciolo ad alta densità di significato: gastronomico, territoriale, botanico e, in parte, cosmetico. Un elemento distintivo che arricchisce tanto la tavola quanto l’immaginario della tradizione mediterranea.


Mini-glossario

  • Cappero: bocciolo fiorale non aperto di Capparis spinosa, raccolto e conservato sotto sale, in salamoia o in aceto

  • Cucuncio (capperone): frutto del cappero, allungato, commestibile dopo conservazione; sapore simile ma più delicato del cappero

  • Salamoia: soluzione acquosa di sale utilizzata per conservare alimenti

  • Skin conditioning: funzione cosmetica che indica un ingrediente in grado di mantenere la pelle in buone condizioni, più morbida e confortevole

  • Dissalatura: operazione di riduzione del contenuto di sale mediante risciacquo o ammollo in acqua

Studi

Questo studio ha analizzato potenziale antiossidante degli estratti metanolici e il contenuto di fenoli totali e flavonoidi di 15 spezie comuni. Il cappero ha mostrato una chiara attività antiossidante efficace per le infezioni del tratto urinario (1).

Le foglie e gli steli di un'altra specie dei cappero, Capparis erythrocarpos, anch'essa appartenente alla famiglia delle Capparidaceae , ha effetti antiartritici e analgesici (2).

Nel cappero si trovano flavonoidi (kaempferol, quercetin, rutina) che esercitano un'azione antiossidante.

Il sodio è presente in discreta quantità nel frutto.

Cappero studi

 

Bibliografia___________________________________________

(1) Mickymaray S, Al Aboody MS. In Vitro Antioxidant and Bactericidal Efficacy of 15 Common Spices: Novel Therapeutics for Urinary Tract Infections?   Medicina (Kaunas). 2019 Jun 19;55(6). pii: E289. doi: 10.3390/medicina55060289.

Abstract. Background and Objectives: Bacterial urinary tract infection (UTI) is the most common ailment affecting all age groups in males and females. The commercial antibiotics usage augments antibiotics resistance and creates higher recurrence rates of such communal infections. Hence, this study is aimed at investigating the antibacterial and antioxidant potentials of 15 common spices against 11 UTI-causing bacterial pathogens. Materials and Methods: The antioxidant potential of the methanolic extracts was analyzed as contents of total phenols and flavonoids; radical scavenging, total reducing power, the ferric reducing power assay. Urinary pathogens were subjected to spice extracts to investigate antibacterial assays. Results: Preliminary phytochemical study of spices was performed to find those containing alkaloids, flavonoids, phenolic compounds, and steroids that can be recognized for their noteworthy bactericidal effects. The outcome of the antioxidative potential from the four methods demonstrated the sequence of potent antioxidant activity: Acorus calamus > Alpinia galanga > Armoracia rusticana > Capparis spinosa > Aframomum melegueta. The total polyphenols and flavonoids in the studied species positively correlated with their antioxidant properties. The four most effective spices (A. calamus, A. galanga, A. rusticana, and C. spinosa) had a zone of inhibition of at least 22 mm. A. calamus, A. melegueta, and C. spinosa had the lowest minimum inhibitory concentration (MIC) value against Enterobacter aerogenes, Staphylococcus aureus and Proteus mirabilis. All 15 spices had the lowest minimum bactericidal concentration (MBC) value against most of the pathogenic bacteria. Conclusion: The four highly potent and unique spices noted for the in vitro control of UTI-causing pathogens could be pursued further in the development of complementary and alternative medicine against UTI-causing pathogens.

(2) Twumasi MA, Tandoh A, Mante PK, Ekuadzi E, Boakye-Gyasi ME, Benneh CK, Kumadoh D, Woode E. Leaves and stems of Capparis erythrocarpos, more sustainable than roots, show antiarthritic effects. J Ethnopharmacol. 2019 Jun 28;238:111890. doi: 10.1016/j.jep.2019.111890

Merlino M, Condurso C, Cincotta F, Nalbone L, Ziino G, Verzera A. Essential Oil Emulsion from Caper (Capparis spinosa L.) Leaves: Exploration of Its Antibacterial and Antioxidant Properties for Possible Application as a Natural Food Preservative. Antioxidants (Basel). 2024 Jun 13;13(6):718. doi: 10.3390/antiox13060718. 

Abstract. This study explored, for the first time, the chemical composition and in vitro antioxidant and antibacterial activities of a caper leaf essential oil (EO) emulsion for possible food applications as a natural preservative. The EO was extracted by hydrodistillation from the leaves of Capparis spinosa growing wild in the Aeolian Archipelago (Sicily, Italy) and exhibited a pungent, sulphurous odour. The volatile fraction of the emulsion, analysed by SPME-GC-MS, consisted of over 100 compounds and was dominated by compounds with recognised antibacterial and antioxidant properties, namely dimethyl tetrasulfide (18.41%), dimethyl trisulfide (12.58%), methyl isothiocyanate (7.97%), and terpinen-4-ol (6.76%). The emulsion was effective against all bacterial strains tested (Listeria monocytogenes, Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Salmonella enterica subsp. enterica serovar Enteritidis, Pseudomonas fluorescens), with L. monocytogenes exhibiting the lowest minimum inhibitory concentration (MIC = 0.02 mg/mL) while E. coli had the highest (MIC = 0.06 mg/mL). The emulsion had a good DPPH (2,2-diphenyl-1-picrylhydrazine) radical scavenging activity that was dose-dependent and equal to 42.98% at the 0.08 mg/mL level with an IC50 value of 0.099 mg/mL. Based on the results, the caper leaf EO emulsion has the potential to be proposed as a natural alternative to chemical preservatives in the food industry.