Il Parmigiano Reggiano DOP è un formaggio a pasta dura, cotta e a lenta maturazione, ottenuto esclusivamente da latte vaccino crudo prodotto in un’area geografica delimitata del Nord Italia. È uno dei prodotti simbolo della tradizione casearia italiana, riconosciuto e tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta (DOP).
La sua produzione si basa su un disciplinare rigoroso, che definisce origine delle materie prime, alimentazione delle bovine, tecniche di trasformazione e tempi minimi di stagionatura. Il risultato è un formaggio dalla struttura compatta e granulosa, con frattura a scaglia, colore giallo paglierino naturale e profilo aromatico complesso e persistente.
Origine geografica e sistema produttivo
Il Parmigiano Reggiano può essere prodotto esclusivamente nelle province di:
Il latte utilizzato proviene da bovine alimentate con foraggi locali, prevalentemente fieni, con esclusione di insilati e mangimi fermentati. Questa scelta influisce in modo diretto sulla qualità microbiologica del latte e sullo sviluppo della microflora naturale responsabile della fermentazione.
Processo di produzione
Il processo produttivo è interamente artigianale, pur svolgendosi in strutture moderne, e comprende:
utilizzo di latte crudo parzialmente scremato per affioramento naturale;
aggiunta di siero-innesto naturale, ricco di fermenti lattici autoctoni;
coagulazione con caglio di vitello;
rottura della cagliata e cottura ad alta temperatura;
estrazione e formatura delle forme gemelle;
salatura in salamoia;
stagionatura minima di 12 mesi, che può prolungarsi oltre 24, 36 mesi o più.
Durante la maturazione avvengono profonde trasformazioni biochimiche che determinano la struttura, l’aroma e la digeribilità del prodotto.
Composizione e caratteristiche nutrizionali
Il Parmigiano Reggiano è caratterizzato da una elevata concentrazione nutrizionale, dovuta alla riduzione del contenuto in acqua durante la stagionatura. In termini generali presenta:
proteine ad alto valore biologico, ampiamente idrolizzate in peptidi e aminoacidi liberi;
lipidi con profilo tipico del latte bovino, responsabili di aroma e struttura;
calcio e fosforo altamente biodisponibili, fondamentali per la salute ossea;
assenza di lattosio o presenza in tracce trascurabili, per effetto della fermentazione e della lunga stagionatura;
vitamine liposolubili e del gruppo B in quantità significative.
Il valore energetico medio è di circa 430–440 kcal per 100 g, variabile in funzione della stagionatura.
Proprietà sensoriali e stagionatura
Le caratteristiche sensoriali evolvono con il tempo:
a 12–18 mesi: gusto equilibrato, dolce–sapido, note di latte e burro;
a 24–30 mesi: maggiore complessità aromatica, sentori di frutta secca, brodo, spezie;
oltre 36 mesi: struttura più friabile, gusto intenso, persistente e ricco di umami.
La stagionatura prolungata favorisce una maggiore digeribilità grazie alla progressiva proteolisi e alla riduzione delle frazioni più complesse.
Impieghi alimentari
Il Parmigiano Reggiano DOP è estremamente versatile e trova impiego in:
consumo diretto in scaglie o porzioni;
grattugia per condimento di primi piatti, minestre e risotti;
preparazioni gastronomiche complesse;
abbinamenti con frutta, miele, aceto balsamico tradizionale e vini.
È utilizzato sia nella cucina domestica sia nell’alta ristorazione, grazie alla sua stabilità, al profilo aromatico e alla capacità di esaltare i piatti senza coprirli.
Valutazione qualitativa e requisiti per la commercializzazione
Ogni forma di Parmigiano Reggiano è sottoposta a esame di idoneità dopo almeno 12 mesi di stagionatura, che include:
controllo visivo della crosta;
battitura con martello per valutare la struttura interna;
verifica della conformità al disciplinare.
Solo le forme idonee vengono marchiate a fuoco con il marchio DOP. I parametri qualitativi comprendono:
integrità strutturale;
assenza di difetti interni;
profilo sensoriale tipico;
tracciabilità completa della filiera.
La conservazione richiede ambienti freschi e asciutti, con attenzione all’esposizione all’aria per evitare disseccamenti o alterazioni superficial

Valore calorico (per 100 g e per porzione)
• Per 100 g: ~390–420 kcal; proteine ~32–35 g; grassi ~28–30 g; carboidrati ~0 g; sale ~1,5–1,8 g.
• Porzione tipica (30 g): ~115–125 kcal; proteine ~9–11 g; grassi ~8–9 g.
• Alto apporto di calcio (~1.100–1.200 mg/100 g) e fosforo (~650–750 mg/100 g).
Principali sostanze contenute
• Proteine del latte concentrate e peptidi da proteolisi (tirosina, leucina, glutammato; cristalli di tirosina visibili nelle lunghe stagionature).
• Lipidi: trigliceridi e fosfolipidi del latte; tracce di vitamine liposolubili (A, D, K).
• Minerali: calcio, fosforo, zinco; sodio da salamoia.
• Acqua: ~30–32 % (diminuisce con la stagionatura).
• Assenti/trascurabili: lattosio e galattosio (generalmente <0,1 g/100 g).
Profilo dei grassi
• SFA (grassi saturi) ~60–65 % degli acidi grassi → palmitico, miristico, stearico.
• MUFA (grassi monoinsaturi) ~25–30 % → oleico prevalente.
• PUFA (grassi polinsaturi) ~2–5 % totali: n-6 > n-3.
• TFA naturali (ruminanti) in tracce; CLA (acido linoleico coniugato) presente a basse percentuali.
• Piccola quota di MCT (C6–C12), rapidamente assorbibili.
Processo di produzione
• Latte: miscela del latte serale parzialmente scremato per affioramento con quello del mattino.
• Coagulazione: aggiunta di sieroinnesto e caglio; rottura della cagliata “a chicco di riso”.
• Cottura: riscaldamento fino a ~55–56 °C; deposito sul fondo, estrazione in telo e formatura.
• Salatura: immersione in salamoia satura per ~20 giorni.
• Stagionatura: minima 12 mesi (tipico 24–36+), con periodici rivoltamenti e spazzolature; marchiatura a fuoco dopo esito dei controlli consortili.
Proprietà sensoriali e tecnologiche
• Struttura: pasta granulosa, friabile e scagliosa; occhiatura assente o fine.
• Aroma/sapore: latte cotto, frutta secca, brodoso/umami; intensità crescente con la stagionatura.
• Tecnologia: eccellente grattugiabilità, capacità sapidizzante e esaltatrice di gusto; bassa aw e pH ~5,2–5,4.
Impieghi alimentari
• Grattugiato su paste, minestre e risotti; scaglie in insalate, crudi di carne/pesce, verdure.
• Brodi e salse: crosta edibile ben pulita per insaporire fondi; mantecatura.
• Snack/professional: scaglie monoporzione; base per creme e ripieni.
Nutrizione e salute
• Proteine ad elevata qualità; alta densità di calcio biodisponibile.
• Assenza pratica di lattosio → spesso tollerato in soggetti con ipolattasia (non adatto a allergia alle proteine del latte).
• Grassi: prevalenza SFA → porzionamento consapevole; presenza di MUFA e tracce di PUFA/CLA.
• Sale: contenuto significativo → attenzione in diete iposodiche.
Qualità e specifiche (temi tipici)
• Conformità DOP: origine latte, tecniche, marchi su scalzo e placca di caseina.
• Parametri: umidità bassa, grasso su sostanza secca intorno a un terzo, pH in range, assenza di gonfiori/occhiatura anomala.
• Classi di stagionatura: 12, 24, 36 mesi e oltre con profili sensoriali distinti.
Conservazione e shelf-life
• Intero/mezzana: 10–15 °C in locali ventilati e puliti; umidità moderata.
• Porzioni/confezionato: 4–8 °C in frigo, avvolto in carta per alimenti o pellicola microforata; evitare odori forti.
• Crosta: raschiare e spazzolare prima dell’uso in cucina; congelamento sconsigliato per perdita di struttura.
Allergeni e sicurezza
• Contiene latte e derivati (allergene maggiore).
• Nessun additivo; eventuali acari del formaggio gestiti con igiene e spazzolature in stagionatura.
• Impianti e processi sotto GMP/HACCP; tracciabilità di filiera.
Funzioni INCI in cosmesi
• Voci correlate al latte: Casein, Hydrolyzed Milk Protein, Lactose, Milk Lipids.
• Ruoli: skin conditioning, filmogeno leggero, emollienza da lipidi del latte; impiego di derivati, non del formaggio tal quale.
Troubleshooting
• Screpolature/crepe: eccessiva disidratazione → umidità ambientale da correggere, confezionamento protettivo.
• Eccesso di salato: tempi di salamoia lunghi o formati piccoli → ritarare parametro/forma.
• Grasso in superficie (untuosità): temperature elevate → migliorare catena del freddo.
• Difetti di struttura (gommoso/compatto): maturazione insufficiente → prolungare stagionatura.
• Odori anomali: contaminazioni o imballi non barriera → rinforzare igiene e packaging.
Sostenibilità e filiera
• Siero destinato a ricotta/allevamento suino (economia circolare); gestione effluenti con target BOD/COD.
• Imballaggi riciclabili e tagli porzionati per ridurre sprechi; valorizzazione delle croste in cucina.
• Benessere animale e approvvigionamento locale coerenti con il disciplinare DOP.
Conclusione
Il parmigiano combina qualità sensoriale, funzionalità tecnologica e densità nutrizionale. Scelta della stagionatura, corretta conservazione e porzionamento permettono di ottimizzare gusto, digeribilità e apporto di nutrienti, con un occhio a sale e SFA.
Mini-glossario
• SFA — Grassi saturi: da moderare; eccessi possono aumentare LDL.
• MUFA — Grassi monoinsaturi (es. oleico): in genere favorevoli/neutrali per il profilo lipidico.
• PUFA — Grassi polinsaturi: includono n-6 e n-3; benefici se bilanciati.
• n-6 — Omega-6: essenziali; squilibrio vs n-3 può favorire uno stato pro-infiammatorio.
• n-3 — Omega-3: supporto cardiovascolare e neurologico.
• TFA — Acidi grassi trans: naturali in tracce nei latticini; gli industriali vanno evitati.
• MCT — Trigliceridi a media catena: assorbimento rapido; presenti in piccola quota nel grasso del latte.
• CLA — Acido linoleico coniugato: PUFA coniugato naturale dei ruminanti; potenziali effetti metabolici studiati.
• aw — Attività dell’acqua: più è bassa, migliore è la stabilità microbiologica dei formaggi duri.
• DOP — Denominazione di origine protetta: tutela europea di origine e metodo.
• GMP — Good manufacturing practice: buone pratiche di produzione per igiene e coerenza.
• HACCP — Hazard analysis and critical control points: sistema preventivo con CCP definiti.
• BOD/COD — Domanda biochimica/chimica di ossigeno: indicatori dell’impatto degli effluenti.
• LDL — Lipoproteine a bassa densità: livelli elevati aumentano il rischio cardiovascolare.
Bibliografia__________________________________________________________________________
Pampaloni B, Bartolini E, Brandi ML. Parmigiano Reggiano cheese and bone health. Clin Cases Miner Bone Metab. 2011 Sep;8(3):33-6.
Abstract. Osteoporosis is a multifactorial disease characterized by loss of bone mass and microarchitectural deterioration of bone tissue, which leads to a consequent increase in the risk of skeletal fractures. Diet awakes a critical interest in osteoporosis, because it is one of the few determinants that can be safely modified. A healthy well balanced nutrition can play an important role in prevention and pathogenesis of osteoporosis, but also in support of a pharmacological therapy. Numerous evidences have already established that dietary calcium, proteins and vitamin D are essential nutrients for achieved peak bone mass and maintaining skeletal health.Dairy products, by providing both calcium and proteins, represent the optimal source of highly bioavailable nutrients for bone health. Among dairy foods in particular cheese results one of the major source of calcium in the adults western diet and also in the Italian adults diet.Parmigiano Reggiano cheese is an homemade Italian food whose denomination "Protected Designation of Origin" is linked to an artisanal manufacturing process in limited geographic area of Northern Italy and is an optimal source of essential nutrients for acquisition and maintenance of bone health. Parmigiano Reggiano is a cheese easy digested, for the presence of ready to use proteins and lipids, lactose free, rich in calcium, with possible prebiotic and probiotic effect. On the basis of its nutritional characteristics and of its easy digestibility Parmigiano Reggiano cheese is recommended in all feeding age groups.
Martini S, Bonazzi M, Malorgio I, Pizzamiglio V, Tagliazucchi D, Solieri L. Characterization of Yeasts Isolated from Parmigiano Reggiano Cheese Natural Whey Starter: From Spoilage Agents to Potential Cell Factories for Whey Valorization. Microorganisms. 2021 Nov 3;9(11):2288. doi: 10.3390/microorganisms9112288.
Abstract. Whey is the main byproduct of the dairy industry and contains sugars (lactose) and proteins (especially serum proteins and, at lesser extent, residual caseins), which can be valorized by the fermentative action of yeasts. In the present study, we characterized the spoilage yeast population inhabiting natural whey starter (NWS), the undefined starter culture of thermophilic lactic acid bacteria used in Parmigiano Reggiano (PR) cheesemaking, and evaluated thermotolerance, mating type, and the aptitude to produce ethanol and bioactive peptides from whey lactose and proteins, respectively, in a selected pool of strains. PCR-RFLP assay of ribosomal ITS regions and phylogenetic analysis of 26S rDNA D1/D2 domains showed that PR NWS yeast population consists of the well-documented Kluyveromyces marxianus, as well as of other species (Saccharomyces cerevisiae, Wickerhamiella pararugosa, and Torulaspora delbrueckii), with multiple biotypes scored within each species as demonstrated by (GTG)5-based MSP-PCR. Haploid and diploid K. marxianus strains were identified through MAT genotyping, while thermotolerance assay allowed the selection of strains suitable to grow up to 48 °C. In whey fermentation trials, one thermotolerant strain was suitable to release ethanol with a fermentation efficiency of 86.5%, while another candidate was able to produce the highest amounts of both ethanol and bioactive peptides with potentially anti-hypertensive function. The present work demonstrated that PR NWS is a reservoir of ethanol and bioactive peptides producer yeasts, which can be exploited to valorize whey, in agreement with the principles of circularity and sustainability.
Franceschi P, Malacarne M, Formaggioni P, Cipolat-Gotet C, Stocco G, Summer A. Effect of Season and Factory on Cheese-Making Efficiency in Parmigiano Reggiano Manufacture. Foods. 2019 Aug 3;8(8):315. doi: 10.3390/foods8080315.
Abstract. The assessment of the efficiency of the cheese-making process (ECMP) is crucial for the profitability of cheese-factories. A simple way to estimate the ECMP is the measure of the estimated cheese-making losses (ECL), expressed by the ratio between the concentration of each constituent in the residual whey and in the processed milk. The aim of this research was to evaluate the influence of the season and cheese factory on the efficiency of the cheese-making process in Parmigiano Reggiano cheese manufacture. The study followed the production of 288 Parmigiano Reggiano cheese on 12 batches in three commercial cheese factories. For each batch, samples of the processed milk and whey were collected. Protein, casein, and fat ECL resulted in an average of 27.01%, 0.72%, and 16.93%, respectively. Both milk crude protein and casein contents were negatively correlated with protein ECL, r = -0.141 (p ≤ 0.05), and r = -0.223 (p ≤ 0.001), respectively. The same parameters resulted in a negative correlation with casein ECL (p ≤ 0.001) (r = -0.227 and -0.212, respectively). Moreover, fat ECL was correlated with worse milk coagulation properties and negatively correlated with casein content (r = -0.120; p ≤ 0.05). In conclusion, ECLs depend on both milk characteristics and season.
Gala E, Landi S, Solieri L, Nocetti M, Pulvirenti A, Giudici P. Diversity of lactic acid bacteria population in ripened Parmigiano Reggiano cheese. Int J Food Microbiol. 2008 Jul 31;125(3):347-51. doi: 10.1016/j.ijfoodmicro.2008.04.008.
Abstract. The diversity of dominant lactic acid bacteria population in 12 months ripened Parmigiano Reggiano cheeses was investigated by a polyphasic approach including culture-dependent and independent methods. Traditional plating, isolation of LAB and identification by 16S rDNA analysis showed that strains belonging to Lactobacillus casei group were the most frequently isolated. Lactobacillus helveticus, Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis, Lactobacillus parabuchneri, and Lactobacillus buchneri species were detected with lower frequency. PCR-denaturing gradient gel electrophoresis (DGGE) applied to DNA extracted directly from cheese samples and sequencing of rDNA amplicons confirmed the complex microbiological pattern of LAB in ripened Parmigiano Reggiano cheeses, with the significant exception of the Lactobacillus fermentum species, which dominated in several samples, but was not detected by cultivation. The present combination of different approaches can effectively describe the lactic acid bacteria population of Parmigiano Reggiano cheese in advanced stages of ripening, giving useful information for elucidating the role of LAB in determining the final cheese quality.
Summer A, Formaggioni P, Franceschi P, Di Frangia F, Righi F, Malacarne M. Cheese as Functional Food: The Example of Parmigiano Reggiano and Grana Padano. Food Technol Biotechnol. 2017 Sep;55(3):277-289. doi: 10.17113/ftb.55.03.17.5233.
Abstract. Italian hard cooked types of cheese, like Parmigiano Reggiano and Grana Padano, are characterised by positive nutritional qualities. In fact, they contain substances that have particular biological activities, and therefore they can be fully considered, according to the definition given by the European Unit, as 'functional' foods. This short review concisely describes these components and the beneficial effects related to their activities. The description of the biologically active components has been organised in the following paragraphs: protein and peptides, fat and lipids, carbohydrates and prebiotics, probiotic bacteria, vitamins, mineral salts, and components of dairy products active in disease prevention. In particular, several known bioactive peptides were found in Parmigiano Reggiano cheese samples: for example, phosphopeptides, which are known for their mineral-binding capacity and vehiculation activity, peptides with immunomodulatory activity, and angiotensin-converting enzyme-inhibitory peptides with anti-hypertensive effects. Among lipids, the role of conjugated linoleic acid and other fatty acids present in these cheese types was taken into consideration. The presence of oligosaccharides with prebiotic properties and probiotic bacteria was also described. Finally, particular emphasis was given to highly available calcium and its impact on bone health.
Martini S, Solieri L, Cattivelli A, Pizzamiglio V, Tagliazucchi D. An Integrated Peptidomics and In Silico Approach to Identify Novel Anti-Diabetic Peptides in Parmigiano-Reggiano Cheese. Biology (Basel). 2021 Jun 21;10(6):563. doi: 10.3390/biology10060563.
Abstract. Inhibition of key metabolic enzymes linked to type-2-diabetes (T2D) by food-derived compounds is a preventive emerging strategy in the management of T2D. Here, the impact of Parmigiano-Reggiano (PR) cheese peptide fractions, at four different ripening times (12, 18, 24, and 30 months), on the enzymatic activity of α-glucosidase, α-amylase, and dipeptidyl peptidase-IV (DPP-IV) as well as on the formation of fluorescent advanced glycation end-products (fAGEs) was assessed. The PR peptide fractions were able to inhibit the selected enzymes and fAGEs formation. The 12-month-ripening PR sample was the most active against the three enzymes and fAGEs. Mass spectrometry analysis enabled the identification of 415 unique peptides, 54.9% of them common to the four PR samples. Forty-nine previously identified bioactive peptides were found, mostly characterized as angiotensin-converting enzyme-inhibitors. The application of an integrated approach that combined peptidomics, in silico analysis, and a structure-activity relationship led to an efficient selection of 6 peptides with potential DPP-IV and α-glucosidase inhibitory activities. Peptide APFPE was identified as a potent novel DPP-IV inhibitor (IC50 = 49.5 ± 0.5 μmol/L). In addition, the well-known anti-hypertensive tripeptide, IPP, was the only one able to inhibit the three digestive enzymes, highlighting its possible new and pivotal role in diabetes management.
Bottesini C, Paolella S, Lambertini F, Galaverna G, Tedeschi T, Dossena A, Marchelli R, Sforza S. Antioxidant capacity of water soluble extracts from Parmigiano-Reggiano cheese. Int J Food Sci Nutr. 2013 Dec;64(8):953-8. doi: 10.3109/09637486.2013.821696.
Abstract. In this work the antioxidant capacity of water soluble extracts of Parmigiano-Reggiano cheese (Water Soluble Extracts - WSEs) at different aging time was studied, by measuring their radical scavenging capacity with a standard ABTS assay. The WSEs were also fractionated by semi-preparative HPLC-UV and for each fraction the antioxidant capacity and the molecular composition was determined by LC/ESI-MS, in order to identify the most active antioxidant compounds. The antioxidant capacity was also determined after simulated in vitro gastrointestinal digestion of WSEs. The data indicated that antioxidant capacity in WSE from Parmigiano-Reggiano cheese, quite unaffected by ripening time and gastrointestinal digestion, is mostly due to free amino acids, mainly tyrosine, methionine and tryptophan, and only in minimal part to antioxidant peptides.