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Al222
Al222 (25419 pt) 03-Dec-2025 17:39

Olive, Oliva (Olea europaea L.)

Con il termine oliva si indicano i frutti di Olea europaea L., pianta arborea tipica delle regioni a clima mediterraneo, coltivata in particolare nell’area che comprende Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, con produzioni anche in Nord Africa e Medio Oriente. L’olivo trova il suo ambiente ideale in zone caratterizzate da inverni miti, estati calde e asciutte, su suoli generalmente ben drenati, spesso poco profondi, di natura calcarea o mista e con disponibilità idrica moderata. I sistemi colturali variano dagli oliveti tradizionali a bassa densità, talvolta su terrazzamenti e pendii, fino agli impianti intensivi e super-intensivi in aree pianeggianti, con livelli differenti di meccanizzazione e gestione agronomica.

Dal punto di vista botanico, l’oliva è una drupa costituita da epicarpo (buccia), mesocarpo (polpa) ed endocarpo (nocciolo), contenente il seme. Le numerose cultivar selezionate nel tempo si distinguono in base alla resa, alla composizione e alle caratteristiche del frutto. Esistono cultivar destinate principalmente alla produzione di olio, con drupe piccole o medio-piccole, alta percentuale di lipidi e buona resa in estrazione, e cultivar per olive da mensa, con frutti più grandi, maggiore spessore della polpa e rapporto polpa/nocciolo favorevole. Una parte minoritaria della produzione viene trasformata in olive da tavola tramite concia, fermentazione in salamoia o altri processi conservieri.

La composizione dell’oliva dipende da cultivar, stadio di maturazione e condizioni pedoclimatiche. Il profilo in acidi grassi è dominato dagli acidi grassi monoinsaturi, in particolare acido oleico, con presenza variabile di polifenoli (oleuropeina, idrossitirosolo e derivati), pigmenti, sostanze aromatiche e quota d’acqua. Il contenuto di composti fenolici, la struttura della polpa e i parametri tecnologici influenzano le caratteristiche dell’olio ottenuto, la conservabilità e l’attitudine all’uso come oliva da tavola. L’olivicoltura comprende sistemi di gestione che mantengono un’elevata biodiversità varietale, con presenza di numerose cultivar autoctone e pratiche agronomiche che riflettono sia tradizioni locali sia livelli crescenti di innovazione tecnologica.

Nel complesso, l’oliva costituisce il fulcro della filiera olivicolo-olearia, rappresentando la materia prima per il mercato dell’olio d’oliva e una componente rilevante della produzione di olive da mensa, con un ruolo economico, culturale e agricolo di primaria importanza nelle aree mediterranee.

Oliva verde (Olea europaea L.)
(titolo impostabile a dimensione 18 in Froala)

Classificazione botanica
Nome comune: oliva verde, olivo
Clade: Angiospermae
Ordine: Lamiales
Famiglia: Oleaceae
Genere: Olea
Specie: Olea europaea L.


Coltivazione e condizioni di crescita

Clima
L’olivo è una specie tipicamente mediterranea, adatta a climi temperato–caldi con inverni miti ed estati calde e secche. Tollera brevi periodi di freddo ma risulta sensibile a gelate intense e prolungate, soprattutto sotto –7 / –10 °C. Le fasi più delicate rispetto alle basse temperature sono la differenziazione delle gemme a fiore, la fioritura e l’allegagione. Per la produzione di olive verdi è importante un andamento termico regolare, che consenta una buona crescita dei frutti senza stress marcati.

Esposizione
L’olivo richiede pieno sole per esprimere al meglio il potenziale produttivo. Una buona esposizione favorisce la differenziazione delle gemme fiorifere, la colorazione uniforme dei frutti e un adeguato contenuto in olio. Impianti troppo ombreggiati (fondovalle stretti, vicinanza di fabbricati o alberi più alti) mostrano minore vigore, ridotta produzione e maggiore alternanza di carica e scarica.

Terreno
La specie si adatta a un’ampia gamma di suoli, ma esprime al meglio le proprie potenzialità in terreni:

  • ben drenati,

  • da franco–sabbiosi a franco–limosi,

  • con pH da subalcalino a neutro (circa 6,5–8).

I suoli soggetti a ristagno idrico aumentano il rischio di marciumi radicali e riducono la longevità delle piante. Una moderata dotazione di sostanza organica migliora la struttura e la capacità di trattenere l’acqua, specie negli ambienti più aridi.

Irrigazione
Tradizionalmente considerata coltura asciutta, l’olivicoltura moderna prevede sempre più spesso irrigazione di soccorso, soprattutto in impianti intensivi e per produzioni da tavola (olive verdi e nere). È importante:

  • mantenere una umidità del suolo moderata nelle fasi di indurimento del nocciolo e ingrossamento del frutto;

  • evitare siccità prolungate, che riducono dimensione e resa in frutti;

  • prevenire eccessi idrici che favoriscono malattie e vegetazione eccessiva a scapito della fruttificazione.

Sistemi a goccia consentono un buon controllo dell’apporto e riducono sprechi d’acqua.

Temperatura
Le temperature ottimali per lo sviluppo vegetativo sono comprese tra circa 18 e 28 °C. L’olivo necessita anche di un certo numero di ore di freddo invernale per una corretta induzione fiorale, ma teme le gelate forti. Temperature elevate prolungate, associate a siccità e vento caldo, possono causare cascola di fiori e frutticini, riducendo la produzione di olive verdi di calibro adeguato.

Concimazione
La pianta ha esigenze nutrizionali medie, ma per produzioni di olive da tavola la fertilizzazione deve essere ben equilibrata in azoto (N), fosforo (P) e potassio (K):

  • l’azoto sostiene l’accrescimento dei germogli e la formazione di nuove gemme a fiore, ma in eccesso favorisce vegetazione a scapito della fruttificazione e aumenta la sensibilità a malattie;

  • il fosforo è importante per l’apparato radicale e per la fioritura;

  • il potassio influisce su qualità dei frutti, contenuto in olio e resistenza agli stress idrici.

Sono utili apporti periodici di ammendanti organici ben maturi, integrati da concimazioni minerali mirate, sulla base di analisi del suolo e, se possibile, analisi fogliari.

Cure colturali
Le principali pratiche includono:

  • potatura di formazione e produzione, mirata a mantenere una chioma ariosa, ben illuminata e con equilibrio tra legno e frutto;

  • controllo delle infestanti con lavorazioni superficiali, inerbimento controllato o pacciamatura;

  • gestione del suolo per migliorare infiltrazione dell’acqua e limitare erosione;

  • monitoraggio di fitofagi (es. mosca dell’olivo, tignola, cocciniglie) e patogeni (occhio di pavone, lebbra dell’olivo), con strategie di difesa integrata;

  • eventuale diradamento dei frutti negli impianti da tavola per ottenere olive verdi di calibro più uniforme.

Una chioma ben gestita e un equilibrio nutrizionale corretto riducono fenomeni di alternanza di produzione.

Raccolta
Le olive verdi si raccolgono in fase di maturazione precoce, quando il frutto ha dimensioni piene ma la epidermide è ancora verde o appena invaiata (inizio del viraggio di colore). La raccolta avviene:

  • a mano, con pettini o pettinatrici, facendo attenzione a non danneggiare la buccia;

  • oppure con sistemi meccanici più delicati, quando le condizioni strutturali dell’impianto lo consentono.

Dopo la raccolta, le olive destinate alla conservazione (salamoia, concia) devono essere lavorate rapidamente per limitare fenomeni di fermentazione indesiderata e alterazioni della polpa.

Moltiplicazione
L’olivo si moltiplica principalmente per via vegetativa:

  • talee semi–legnose o legnose;

  • innesto su portinnesti selezionati;

  • talvolta, in vivaio, tramite micropropagazione per materiali clonali.

La moltiplicazione per seme è utilizzata quasi solo in ambito vivaistico per l’ottenimento di portinnesti e non garantisce la conservazione delle caratteristiche varietali (calibro, forma e comportamento tecnologico delle olive, verde o nere). In impianto produttivo vengono quindi utilizzate piante innestate o cloni certificati, caratterizzati da una buona resa in olive verdi e da proprietà idonee alla trasformazione da tavola.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g (olive verdi da tavola, sgocciolate)

Valori medi indicativi (possono variare secondo cultivar, processo e tenore di salamoia residua):

  • Energia: 140–170 kcal

  • Acqua: 70–75 g

  • Proteine: 0,8–1,5 g

  • Lipidi totali: 14–16 g

    • SFA (acidi grassi saturi): ~2–3 g

    • MUFA (acidi grassi monoinsaturi, in prevalenza acido oleico): ~10–12 g

    • PUFA (acidi grassi polinsaturi): ~1–1,5 g

  • Carboidrati disponibili: 2–4 g

    • Zuccheri: ~0–1 g

  • Fibre totali: 2–4 g

  • Sodio: 2–3,5 g (valore elevato, legato alla salamoia)

I valori indicativi confermano che il contributo energetico delle olive deriva quasi interamente dalla frazione lipidica, con un profilo di grassi favorevole per l’alta quota di grassi monoinsaturi.


Principali sostanze contenute

  • Trigliceridi con prevalenza di acido oleico (omega-9) e presenza di acido palmitico (saturo), acido linoleico (n-6) e piccole quantità di altri acidi grassi

  • Composti fenolici: oleuropeina (più abbondante nelle olive verdi), idrossitirosolo, tirosolo e derivati

  • Fitosteroli (es. β-sitosterolo)

  • Tocoferoli (vitamina E, in particolare α-tocoferolo)

  • Pigmenti: clorofille e carotenoidi (responsabili del colore verde/giallo)

  • Fibre alimentari (cellulosa, emicellulose, pectine della parete cellulare)

  • Minerali: soprattutto sodio (da salamoia), calcio, potassio in quantità minori

  • Vitamine: piccole quantità di vitamina E e di alcune vitamine del gruppo B


Processo di produzione

(olive verdi da tavola, stile “spagnolo” o simili)

  1. Raccolta

    • Raccolta delle olive allo stadio di maturazione “verde” o “verde-ceroso”, con frutti integri, polpa soda e colore uniforme.

  2. Cernita e lavaggio

    • Selezione per eliminare frutti difettosi o danneggiati; lavaggio per rimuovere polvere, terra e impurità.

  3. Trattamento alcalino (soda)

    • Immersione in soluzione diluita di idrossido di sodio per ridurre l’amaro (demaricazione dell’oleuropeina per idrolisi); tempo e concentrazione calibrati in funzione di cultivar e calibro.

  4. Lavaggi

    • Ripetuti lavaggi con acqua per rimuovere la soda residua fino ai livelli desiderati.

  5. Salamoia e fermentazione

    • Immersione in salamoia (NaCl, in genere 6–10 %) che consente una fermentazione lattica spontanea guidata dalla microflora naturalmente presente; riduzione del pH e sviluppo di aromi caratteristici.

  6. Stabilizzazione e confezionamento

    • Aggiustamento finale di salinità e acidità; eventuale pastorizzazione; confezionamento in salamoia o in liquido di governo condizionato (salamoia, olio, aromi).


Proprietà fisiche

  • Forma: drupa ovoidale o ellissoidale, con variabilità secondo cultivar

  • Colore: verde-giallo o verde intenso; può virare verso toni più gialli durante la conservazione

  • Consistenza: polpa soda e compatta, con resistenza alla compressione; importante per la classificazione commerciale

  • Attività dell’acqua elevata nel prodotto in salamoia; ridotta solo in prodotti parzialmente disidratati o essiccati

  • Densità relativamente alta, con rapporto polpa/nocciolo influenzato dalla cultivar


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • Sapore: tipicamente sapido per l’alto tenore di sale; amaro-resinoso molto attenuato dal trattamento; acidulo nei prodotti fermentati più marcati

  • Aroma: note vegetali, leggermente fruttate, con possibili sfumature speziate o erbacee in funzione di cultivar, fermentazione e aromi aggiunti

  • Texture: croccante o soda, considerata parametro di qualità fondamentale (evitare mollezza o spappolamento)

  • Comportamento tecnologico:

    • buona stabilità in salamoia e in barattolo/busta;

    • sensibile a ossidazioni superficiali (imbrunimenti) in assenza di condizioni adeguate di pH, sale e ossigeno.


Impieghi alimentari

  • Consumo diretto come snack salato o antipasto

  • Componenti di insalate miste, insalate di riso, piatti freddi

  • Ingredienti per pizze, focacce e prodotti da forno salati

  • Preparazione di paté/tapenade e salse spalmabili

  • Impiego in piatti di carne, pesce, legumi e verdure in ricette mediterranee (stufati, umidi, sughi)


Nutrizione e salute

Le olive verdi sono un alimento:

  • ad alta densità lipidica, con prevalenza di grassi monoinsaturi (principalmente acido oleico) rispetto a SFA e polinsaturi;

  • con apporto moderato di fibra;

  • con quantità significative di sodio, spesso rilevanti rispetto al fabbisogno giornaliero.

Il profilo di grassi, con prevalenza di MUFA (acido oleico), è generalmente considerato favorevole nel contesto di una dieta equilibrata, in particolare se in sostituzione di fonti ricche di SFA. I composti fenolici (es. oleuropeina, idrossitirosolo) e la vitamina E contribuiscono al potenziale antiossidante del prodotto.

Tuttavia, il contenuto di sale delle olive verdi da tavola impone attenzione al consumo complessivo di sodio, soprattutto in soggetti con ipertensione, patologie cardiovascolari o che seguano diete iposodiche. Il consumo va quindi inserito in una dieta varia ed equilibrata, valutando la porzione in funzione dell’apporto di sodio dell’intero pasto.


Nota porzione

  • Porzione domestica tipica: 20–30 g (circa 5–8 olive medio-grandi) come antipasto o snack.

  • In contesti di dieta controllata per il sodio, la porzione può essere ridotta e le olive possono essere risciacquate prima del consumo per diminuire in parte il contenuto salino superficiale.


Allergeni e intolleranze

  • Le olive non rientrano tra gli allergeni a dichiarazione obbligatoria.

  • Raramente possono verificarsi reazioni individuali (ipersensibilità al frutto o ai composti presenti).

  • In prodotti industriali, oltre all’oliva, vanno considerati:

    • possibili ingredienti allergenici nelle farciture (es. formaggi, pesce, frutta a guscio);

    • eventuale contaminazione crociata in stabilimenti che lavorano altri allergeni (glutine, soia, latte, ecc.).


Conservazione e shelf-life

  • Prodotto confezionato in salamoia (barattoli, buste):

    • conservare a temperatura ambiente se sigillato e pastorizzato, al riparo da luce e fonti di calore;

    • una volta aperto, conservare in frigorifero mantenendo le olive immerse nel liquido di governo, consumando in genere entro pochi giorni/settimane secondo indicazioni del produttore.

  • Olive sfuse in salamoia (banco gastronomia):

    • conservare in refrigerazione;

    • shelf-life ridotta rispetto al prodotto confezionato (alcuni giorni).

  • Principali cause di decadimento:

    • sviluppo di microrganismi alterativi in caso di pH e salinità non idonei;

    • irrancidimento superficiale dei lipidi in condizioni di ossidazione;

    • perdita di croccantezza della polpa.


Sicurezza e regolatorio

  • Le olive da tavola sono soggette alla normativa generale sugli alimenti vegetali trasformati e a standard specifici per le olive da mensa.

  • Controlli e limiti riguardano:

    • residui di prodotti fitosanitari;

    • contaminanti chimici e micotossine;

    • parametri microbiologici (assenza di patogeni, controllo delle fermentazioni).

  • Gli operatori devono applicare sistemi GMP/HACCP lungo tutta la filiera (raccolta, lavorazione, fermentazione, confezionamento, distribuzione).

  • Vigono obblighi di tracciabilità dei lotti, con indicazione dell’origine delle olive e delle fasi di trasformazione.


Etichettatura

Sulle confezioni di olive verdi da tavola devono essere riportate, secondo la normativa vigente:

  • denominazione di vendita (es. “olive verdi da tavola in salamoia”; “olive verdi denocciolate”)

  • elenco ingredienti (olive, acqua, sale, acidificanti, antiossidanti, aromi, ecc.)

  • quantità netta e, ove presente, peso sgocciolato

  • data di scadenza o termine minimo di conservazione

  • condizioni di conservazione e istruzioni dopo l’apertura

  • nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore del settore alimentare

  • dichiarazione nutrizionale per 100 g (e, facoltativamente, per porzione)

  • evidenziazione di eventuali allergeni presenti (soprattutto in prodotti farciti o in miscele)

Eventuali claim nutrizionali (es. “ricche di grassi monoinsaturi”) o salutistici devono essere conformi ai regolamenti specifici.


Troubleshooting

Difetti qualitativi frequenti

  • Polpa molle, spappolata

    • eccessiva durata o severità del trattamento alcalino;

    • salamoia non correttamente bilanciata;

    • danni meccanici durante raccolta o lavorazione.

  • Imbrunimenti superficiali

    • ossidazione fenolica per esposizione all’aria o condizioni di pH/salinità non adeguate;

    • mancata acidificazione o scarso controllo del processo.

  • Sviluppo di odori anomali / fermentazioni indesiderate

    • salinità insufficiente;

    • contaminazioni microbiologiche;

    • mancanza di acidità o condizioni igieniche non corrette.

Misure preventive

  • Controllo accurato del trattamento in soda, con parametri calibrati sulla cultivar.

  • Gestione corretta della salamoia (concentrazione di sale, pH, rapporto frutto/liquido).

  • Monitoraggio microbiologico e applicazione rigorosa di buone pratiche igieniche.

  • Imballaggi idonei a limitare l’accesso di ossigeno e la contaminazione esterna.


Principali funzioni INCI (cosmesi)

Derivati da oliva (inclusa oliva verde) impiegati in cosmesi comprendono, tra gli altri:

  • Olea Europaea Fruit Extract

  • Olea Europaea Fruit Oil

Le principali funzioni INCI associate a questi ingredienti includono:

  • skin conditioning (mantenimento della pelle in buone condizioni, con effetto emolliente e nutriente)

  • antioxidant (contributo alla protezione della formulazione e, in parte, della pelle dall’ossidazione)

  • emolliente / nourishing (migliora la morbidezza e l’elasticità cutanea)

  • soothing / lenitivo in alcune formulazioni sensibili

  • in taluni casi, funzioni aggiuntive riportate in banca dati (es. hair conditioning, bleaching per specifiche formulazioni capelli)

L’impiego è regolato dalla normativa cosmetica e i livelli d’uso devono essere compatibili con la sicurezza del prodotto finito.


Conclusione

L’oliva verde è una drupa oleosa trasformata in oliva da tavola attraverso processi di deamaricazione, salamoia e fermentazione controllata. Dal punto di vista nutrizionale rappresenta una fonte concentrata di grassi monoinsaturi, con presenza di composti fenolici e tocoferoli di interesse funzionale, ma anche di sodio in quantità che richiedono attenzione nella gestione della dieta quotidiana.

Sul piano tecnologico e sensoriale, contribuisce in modo caratteristico al profilo gustativo della dieta mediterranea, fungendo da ingrediente per antipasti, piatti composti e prodotti da forno. In cosmesi, gli estratti di frutto e l’olio di oliva trovano impiego come ingredienti emollienti, nutrienti e antiossidanti, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e delle normative vigenti.


Mini-glossario

  • SFA: Saturated Fatty Acids (acidi grassi saturi). Frazione di grassi associata, se in eccesso nella dieta, a un aumento del rischio cardiovascolare; nelle olive è presente ma inferiore rispetto alla quota monoinsatura.

  • MUFA: MonoUnsaturated Fatty Acids (acidi grassi monoinsaturi). Categoria di grassi (in particolare acido oleico) considerata favorevole per il profilo lipidico quando sostituisce parte dei grassi saturi.

  • PUFA: PolyUnsaturated Fatty Acids (acidi grassi polinsaturi). Includono acidi grassi essenziali; nelle olive sono presenti in quota minore rispetto ai MUFA.

  • GMP/HACCP: Good Manufacturing Practices / Hazard Analysis and Critical Control Points. Sistemi organizzativi per garantire igiene, qualità e sicurezza lungo la filiera alimentare e cosmetica.

  • BOD/COD: Biochemical Oxygen Demand / Chemical Oxygen Demand. Parametri per valutare il carico organico biodegradabile e ossidabile delle acque reflue, utili nel controllo ambientale degli stabilimenti di trasformazione.

Studi

Nell'oliva si trovano composti bioattivi utili alla salute umana come polifenoli, proteine (1).

La quantità di composti fenolici è rilevante e spiega l'attività antiossidante dell'oliva e dell'olio di oliva:

  • i fenoli sono presenti con quantità tra 317mg/100g a 2657mg/100g
  • l'acido gallico da 7mg/100g a 35mg/100g
  • l'acido 3,4-Dihydroxybenzoic da 33mg/100g a 25mg/100g

Questi valori cambiano sostanzialmente a seconda del tipo di oliva, periodo di raccolta e altri parametri (2).

I buoni contenuti di proteine e di amminoacidi presenti nell'oliva ed in particolare l'acido maslinico, un tripenoide, hanno dimostrato che, unitamente ad un moderato esercizio fisico, possono aumentare la massa muscolare, la forza di presa, il dolore al ginocchio e quindi prevenire la disabilità connessa alla mobilità nelle persone anziane (3).

La coltivazione dell'oliva viene danneggiata dalla "Mosca dell'oliva" (Bactrocera oleae).

Oliva verde studi

Mosca dell'oliva


Bibliografia_________________________________

(1) Montealegre C, Esteve C, García MC, García-Ruiz C, Marina ML. Proteins in olive fruit and oil.   Crit Rev Food Sci Nutr. 2014;54(5):611-24. doi: 10.1080/10408398.2011.598639. Review.

Abstract. This paper is a comprehensive review grouping the information on the extraction, characterization, and quantitation of olive and olive oil proteins and providing a practical guide about these proteins. Most characterized olive proteins are located in the fruit, mainly in the seed, where different oleosins and storage proteins have been found. Unlike the seed, the olive pulp contains a lower protein content having been described a polypeptide of 4.6 kDa and a thaumain-like protein. Other important proteins studied in olive fruits have been enzymes which could play important roles in olives characteristics. Part of these proteins is transferred from the fruit to the oil during the manufacturing process of olive oil. In fact, the same polypeptide of 4.6 kDa found in the pulp has been described in the olive oil and, additionally, the presence of other proteins and enzymes have also been described. Protein profiles have recently been proposed as an interesting strategy for the varietal classification of olive fruits and oils. Nevertheless, there is still a lot of knowledge without being explored requiring new studies focused on the determination and characterization of these proteins.

(2)  Özcan MM, Fındık S, AlJuhaimi F, Ghafoor K, Babiker EE, Adiamo OQ. The effect of harvest time and varieties on total phenolics, antioxidant activity and phenolic compounds of olive fruit and leaves.  J Food Sci Technol. 2019 May;56(5):2373-2385. doi: 10.1007/s13197-019-03650-8.

Abstract. The effect of harvest periods on total phenol, antioxidant activity, individual phenolic compounds of fruit and leaves of Tavşan Yüreği, Memecik, Edremit, Ayvalık and Gemlik olive varieties grown in Turkey were investigated. The highest total phenol (317.70 mg/100 g and 2657.81 mg/100 g) were observed in Tavşan Yüreği olive fruit and Ayvalık leaves harvested in December, respectively. The highest antioxidant activities (83.84%) were determined in Edremit fruit harvested in August and 83.33% in either Edremit olive leaves harvested in November and Tavşan Yüreği leaves harvested in December. The olive fruit contained gallic acid ranging from 7.18 mg/100 g (August) to 35.85 mg/100 g (December) in case of Ayvalık and 2.09 mg/100 g (November) to 21.62 mg/100 g (December) in Edremit. Gemlik olives showed higher gallic acid contents compared to the other varieties, however it depended significantly on harvest time in all cases. 3,4-Dihydroxybenzoic acid contents ranged from 33.11 mg/100 g (October) to 25.17 mg/100 g (September) in Memecik olives; 12.17 mg/100 g (August) to 33.11 mg/100 g (December) in case of Tavşan Yüreği olives depending on harvest time. The 3,4-dihydroxybenzoic acid contents of Memecik leaves ranged between 122.25 mg/100 g (September) to 196.58 mg/100 g (August) and that of Tavşan Yüreği leaves changed between 99.38 mg/100 g (November) and 179.90 mg/100 g (August). The leaves of these two varieties contained significantly (p < 0.01) higher 3,4-dihydroxybenzoic acid contents than other varieties. The highest gallic acid (144.83 mg/100 g) was detected in Memecik leaves (September) whereas lowest were found in Gemlik leaves collected in October.

(3) Nagai N, Yagyu S, Hata A, Nirengi S, Kotani K, Moritani T, Sakane N. Maslinic acid derived from olive fruit in combination with resistance training improves muscle mass and mobility functions in the elderly.   J Clin Biochem Nutr. 2019 May;64(3):224-230. doi: 10.3164/jcbn.18-104.

Abstract. Maslinic acid, derived from olive fruit, reduces pro-inflammation cytokines, which are involved in muscle fiber atrophy. Therefore, the maslinic acid ingestion may enhance the muscular response to resistance training through anti-inflammatory action. We therefore conducted a parallel, double-blind, randomized, placebo-controlled trial that examined whether a combination of maslinic acid supplementation and resistance training improve mobility functions in community-dwelling elderly persons. Over a 12-week period, 36 participants underwent moderate resistance training and are assigned to the maslinic acid supplementation (n = 17, 60 mg/day) or the placebo (n = 19) group. At baseline and at 12-weeks, we assessed body composition, grip strength, walking speed, leg strength, mobility functions, and knee pain scores. Following the 12-weeks, skeletal muscle mass, segmental muscle mass (right arm, left arm, and trunk) and knee pain score of the right leg were significantly improved in the maslinic acid group, while there was no change or parameters had worsened in the placebo group. Grip strength of the better side significantly increased only in the maslinic acid group. These results suggest that maslinic acid supplementation combined with moderate resistance training may increase upper muscle mass and grip strength, and reduce knee pain, could be effective for preventing mobility-related disability in elderly persons. Clinical trial registration number: UMIN000017207.