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Description

Al222
Al222 (25122 pt) 2025-Nov-17 09:08

Granchio delle nevi, Snow crab
(Chionoecetes opilio)


Descrizione

  • Snow crab è un granchio di acque fredde/subartiche la cui carne viene utilizzata come ingrediente ittico magro e ad alto contenuto proteico, in forme refrigerate pastorizzate, congelate o in scatola e in numerosi prodotti a valore aggiunto (crocchette, burger, ripieni, zuppe, piatti pronti).

  • La carne edule proviene soprattutto da zampe, chele e corpo, e può essere classificata in base alla parte anatomica o alla dimensione dei pezzi (leg meat, body meat, blend, ecc.).

  • Si presenta come carne bianca–bianco avorio, fioccosa, talvolta con lieve sfumatura rosa/arancio vicino al carapace, dal sapore delicato, dolce e leggermente salmastro e dalla texture tenera e sfaldabile.


Valori nutrizionali indicativi (per 100 g di carne di snow crab cotta)

(Valori medi; variabili per zona di pesca, taglio, salamoia e processo.)

  • Energia: ≈ 90–110 kcal

  • Acqua: ≈ 78–80 g

  • Proteine: ≈ 18–24 g

  • Grassi totali: ≈ 1–2 g

    • prima occorrenza: SFA/MUFA/PUFA = acidi grassi saturi/monoinsaturi/polinsaturi; il contenuto di grassi è basso e il profilo include una quota significativa di grassi insaturi marini (n-3) con una frazione SFA relativamente ridotta. Nell’ambito di una dieta equilibrata, questo profilo è generalmente considerato favorevole per la salute cardiometabolica.

  • Carboidrati: ≈ 0–0,5 g (praticamente trascurabili, senza fibra)

  • Colesterolo: ≈ 60–80 mg

  • Sodio: tipicamente 200–400 mg (può aumentare in prodotti salati/in salamoia/in scatola)

  • Micronutrienti (intervalli indicativi):

    • vitamina B12: elevata (spesso copre ampiamente il fabbisogno giornaliero in 100 g),

    • niacina (B3) e altre vitamine del gruppo B in quantità piccole–moderate,

    • minerali: fosforo, magnesio, potassio, calcio, ferro, rame, zinco e iodio (origine marina).


Principali sostanze contenute

  • Proteine e aminoacidi

    • la carne di snow crab apporta proteine complete, con tutti gli aminoacidi essenziali;

    • buoni livelli di lisina, leucina, valina, treonina, nonché aminoacidi legati al sapore (es. glutammato, aspartato) che contribuiscono al gusto umami e alla qualità nutrizionale.

  • Frazione lipidica

    • contenuto globale di grassi molto basso, ma la frazione residua è tipicamente ricca di acidi grassi n-3 marini come EPA/DHA (prima occorrenza: eicosapentaenoic acid / docosahexaenoic acid), con presenza anche di MUFA e SFA;

    • pur non essendo una fonte concentrata di omega-3 come alcuni pesci grassi, la carne di snow crab contribuisce comunque in modo modesto ma positivo all’apporto di n-3 se consumata regolarmente insieme ad altri prodotti ittici.

  • Vitamine e minerali

    • buona fonte di fosforo, magnesio, potassio e, in misura variabile, calcio, ferro, zinco, rame;

    • la vitamina B12 è il micronutriente più rappresentativo; la niacina e altre vitamine del gruppo B sostengono il normale metabolismo energetico.

  • Altri componenti

    • tracce di carotenoidi (es. astaxantina) nei tessuti vicini al carapace;

    • micro–tracce di chitina in caso di minuscoli frammenti di carapace non completamente rimossi.


Processo di produzione

(Schema generale per carne di snow crab destinata ad uso alimentare.)

  • Pesca e ricezione

    • lo snow crab viene catturato in acque fredde (Nord Pacifico, Nord Atlantico, Mare di Barents, ecc.) principalmente con nasse e trappole, da fondali freddi e profondi;

    • gli animali vengono sbarcati vivi o appena uccisi, raffreddati con ghiaccio e trasferiti rapidamente agli stabilimenti di lavorazione.

  • Cottura e recupero della carne

    • i granchi interi o sezionati (cluster di zampe, corpo) sono lavati e cotti a vapore o in acqua bollente, così da coagulare le proteine e facilitare il distacco della carne;

    • dopo raffreddamento, la carne viene estratta manualmente o con supporti meccanici da zampe, chele e corpo, quindi sottoposta a controllo visivo per rimuovere frammenti di carapace.

  • Classificazione e miscelazione

    • la carne viene ordinata per parte anatomica e grandezza dei fiocchi (leg meat, body meat, claw meat, miscele);

    • per alcuni impieghi industriali la carne può essere tritata o sminuzzata per ripieni, salse e creme.

  • Ulteriore trasformazione e confezionamento

    • prodotti pastorizzati refrigerati: carne confezionata in contenitori (tazze, lattine) spesso con leggera salamoia → pastorizzazione → raffreddamento rapido;

    • prodotti congelati: carne congelata rapidamente (blocchi o “loose” con glassatura protettiva);

    • prodotti in scatola a lunga conservazione: riempimento in lattine e trattamento termico a temperatura più elevata per garantire la sterilità commerciale;

    • successivo stoccaggio in refrigerazione o congelamento a seconda del tipo di prodotto.


Proprietà fisiche

  • Aspetto: fiocchi o pezzi di carne bianca–bianco avorio, talvolta con lieve sfumatura rosa/arancio.

  • Texture: tenera e sfaldabile, con struttura muscolare che consente di legarsi con facilità in crocchette, burger e ripieni usando leganti leggeri (uovo, amidi, pangrattato).

  • Odore e sapore: pulito, marino, leggermente dolce e salmastro; odori ammoniacali, fortemente “pescosi” o acidi indicano perdita di freschezza o inizio di alterazione.

  • Attività dell’acqua: elevata nei prodotti freschi/pastorizzati e scongelati; ridotta solo in eventuali preparazioni essiccate o a umidità intermedia.


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • Profilo sensoriale

    • sapore delicato e dolce, spesso percepito come più fine rispetto a molte specie di pesce;

    • moderata salinità marina e note umami grazie ad aminoacidi liberi e nucleotidi, particolarmente utili in zuppe e salse.

  • Funzionalità tecnologiche

    • legame e struttura: in presenza di uova, amidi, pangrattato o altri leganti forma crab cakes, burger, ravioli, gnocchi e ripieni stabili e coesi;

    • capacità di ritenzione idrica: buona se cottura e manipolazione sono delicate, con contributo alla succosità del prodotto finito;

    • comportamento termico: sensibile a cotture eccessive → rischio di carne secca, fibrosa e poco aromatica; cotture brevi e dolci preservano tenerezza e sapore;

    • può essere utilizzata in prodotti emulsificati (paste spalmabili, salse) o come inclusione particolata in piatti pronti, torte salate e timballi.


Impieghi alimentari

  • Uso domestico e ristorazione

    • zuppe e stufati: chowder, bisque, creme e brodi di pesce con carne di snow crab;

    • piatti principali: crab cakes, crocchette, fritters, sautè, paste e risotti al granchio, gratin e verdure ripiene;

    • preparazioni fredde: insalate di mare, antipasti freddi, sushi, rolls, tartine e canapè, plateau di frutti di mare.

  • Industria alimentare

    • componente di piatti pronti refrigerati e surgelati, paste ripiene, torte salate e miscele di frutti di mare;

    • impiego in zuppe e salse concentrate, creme spalmabili, paté, dip, prodotti seafood tipo surimi premium o ibridi;

    • la carne macinata da recupero meccanico può essere impiegata in prodotti a valore aggiunto (burger, ripieni, snack) o come componente di basi per brodi e insaporitori.


Nutrizione e salute

  • La carne di snow crab apporta proteine complete ad alto valore biologico (VB) con basso contenuto energetico e lipidico, risultando interessante per piatti ad alto tenore proteico e calorie moderate.

  • La frazione lipidica residua contribuisce con PUFA n-3, inclusi EPA e DHA, associati in letteratura a benefici per apparato cardiovascolare, funzione cognitiva e visiva quando il consumo complessivo di pesce e frutti di mare è adeguato.

  • L’elevato tenore di vitamina B12 supporta funzione neurologica e formazione dei globuli rossi, mentre minerali come selenio e zinco contribuiscono alla difesa antiossidante e al sistema immunitario.

  • Il contenuto di carboidrati è praticamente nullo, rendendo lo snow crab adatto anche a diete low–carb o chetogeniche, a condizione che salse, panature e contorni siano coerenti con tali regimi.

  • Come per tutti gli alimenti di origine animale, l’impatto sulla salute dipende da:

    • metodo di cottura (es. vapore o forno moderato vs fritto profondo),

    • frequenza di consumo,

    • qualità complessiva della dieta (presenza di verdure, fibre, grassi di buona qualità).

Nota porzione:

  • come componente di piatti misti (pasta, zuppe, insalate): 60–90 g di carne cotta per porzione;

  • come porzione principale proteica: 100–150 g di carne cotta per porzione, a seconda del fabbisogno energetico e del resto del pasto.


Allergeni e intolleranze

  • Lo snow crab è un crostaceo e rientra tra gli allergeni maggiori.

  • Le principali proteine allergeniche comprendono tropomiosina (pan–allergene dei crostacei) e altre proteine muscolari come arginina chinasi, myosin light chain e sarcoplasmic calcium-binding protein.

  • Nei soggetti sensibilizzati le reazioni possono andare da sintomi orali lievi fino all’anafilassi.

  • Le persone allergiche ai crostacei devono evitare tutte le forme di snow crab (fresco, cotto, congelato, in scatola, idrolizzati, estratti).

  • Gli stabilimenti che lavorano snow crab devono gestire con attenzione la contaminazione crociata e i prodotti finiti devono riportare la corretta indicazione di crostacei in etichetta.


Qualità e specifiche (temi tipici)

  • Composizione

    • tenore in umidità, proteine, grassi, ceneri e sale (soprattutto nei prodotti in salamoia/in scatola);

    • eventuali indici di freschezza come TVB-N (azoto basico volatile totale) e TMA-N (trimetilammina).

  • Parametri sensoriali e fisici

    • odore: pulito, dolce, marino, senza note acide, ammoniacali o ossidate;

    • aspetto: carne brillante, non viscida, con presenza minima di frammenti di carapace e assenza di melanosi estesa (macchie nere);

    • consistenza: fioccosa ma coesa, non molle né eccessivamente fibrosa.

  • Parametri microbiologici

    • rispetto dei limiti per carica aerobica totale, Enterobacteriaceae;

    • assenza di patogeni (es. Salmonella spp., Listeria monocytogenes, Vibrio spp. dove rilevanti).

  • Contaminanti

    • conformità ai limiti normativi per metalli pesanti (Hg, Cd, Pb, As) e contaminanti organici (diossine, PCB, ecc.), in funzione dell’area di pesca.


Conservazione e shelf-life

  • Carne fresca non pastorizzata

    • conservare a 0–2 °C;

    • shelf-life di pochi giorni, richiede una catena del freddo rigorosa e consumo rapido.

  • Carne di snow crab pastorizzata refrigerata

    • conservare a 0–4 °C;

    • durata tipica da alcune settimane a qualche mese da chiusa (in funzione di processo e packaging);

    • dopo l’apertura, consumare in genere entro pochi giorni, seguendo le indicazioni del produttore.

  • Carne congelata

    • conservare a ≤ −18 °C;

    • shelf-life spesso 6–18 mesi, in funzione di glassatura, packaging e tenore lipidico;

    • evitare cicli ripetuti di congelamento/scongelamento, che accelerano perdita di texture e ossidazione.

  • Prodotti in scatola

    • conservazione a temperatura ambiente in lattine integre;

    • shelf-life tipica 1–5 anni, secondo TMC/scadenza e raccomandazioni del produttore.

Dopo l’apertura di prodotti refrigerati o in scatola, conservare in frigorifero e consumare entro pochi giorni.


Sicurezza e regolatorio

  • Gli stabilimenti che lavorano snow crab operano secondo GMP/HACCP, con punti critici su:

    • ricezione della materia prima (origine, freschezza, documentazione);

    • controllo tempi/temperature durante cottura, raffreddamento e stoccaggio;

    • prevenzione della contaminazione crociata tra prodotto crudo e cotto;

    • validazione dei parametri di pastorizzazione e sterilizzazione;

    • controllo dell’integrità degli imballaggi (sottovuoto, sigilli, bordi delle lattine).

  • A livello regolatorio devono essere rispettati:

    • i piani di gestione della pesca (quote, taglie minime, aree di cattura);

    • la normativa in materia di sicurezza alimentare (criteri microbiologici, contaminanti, additivi);

    • gli obblighi di etichettatura degli allergeni per i crostacei.


Etichettatura

  • In lista ingredienti è possibile trovare indicazioni come:

    • snow crab meat”, talvolta con dettagli (“leg meat”, “claw meat”, “body meat” o mix);

    • quando richiesto, indicazione del nome scientifico: Chionoecetes opilio.

  • Il prodotto finito deve riportare:

    • denominazione commerciale con riferimento al crostaceo (es. “carne di snow crab” o equivalente ammesso);

    • chiara indicazione “contiene: crostacei (granchio)” nella sezione allergeni;

    • quantità netta, dichiarazione nutrizionale, condizioni di conservazione, TMC/scadenza, lotto, ragione sociale e indirizzo dell’operatore;

    • area di cattura e metodo di produzione dove richiesto dalla normativa locale.


Troubleshooting

  • Odore fortemente pescoso o ammoniacale

    • causa probabile: perdita di freschezza, crescita microbica, abuso di temperatura;

    • azioni: respingere il prodotto, ottimizzare la catena del freddo e ridurre il tempo tra cattura e lavorazione.

  • Texture molle o “acquosa”

    • causa: sovracottura, ammorbidimento enzimatico, danni da gelo–disgelo, conservazione prolungata;

    • azioni: ottimizzare parametri di cottura, garantire raffreddamento rapido, migliorare congelamento e glassatura, evitare ricongelamenti.

  • Frammenti di carapace/cartilagine

    • causa: sgusciatura e selezione non sufficienti;

    • azioni: migliorare la taratura degli impianti, rafforzare il controllo visivo, formare il personale.

  • Sapori rancidi o ossidati

    • causa: ossidazione dei lipidi residui durante congelamento o stoccaggio inadeguato;

    • azioni: migliorare la barriera all’ossigeno del packaging, mantenere temperature stabili e basse, ottimizzare glassatura, valutare l’uso di antiossidanti dove consentito.


Sostenibilità e filiera

  • Lo snow crab rappresenta una risorsa commerciale importante in varie aree di acque fredde; in alcune zone (es. porzioni del Mare di Barents) è una specie relativamente nuova o in espansione, con effetti su ecosistemi e altre attività di pesca.

  • La gestione sostenibile punta a:

    • mantenere la biomassa entro limiti biologici sicuri tramite quote e controlli;

    • limitare by-catch e impatto sugli habitat degli attrezzi da pesca;

    • adattare i piani di gestione alle variazioni legate al clima e agli spostamenti delle popolazioni.

  • Nella trasformazione:

    • carapaci e sottoprodotti possono essere valorizzati per la produzione di chitina, chitosano, minerali e estratti di sapore, in un’ottica di bioraffineria con riduzione degli scarti;

    • i reflui con alto carico organico, caratterizzati da elevato BOD/COD (prima occorrenza: biochemical/chemical oxygen demand), richiedono sistemi di trattamento adeguati, spesso abbinati al recupero energetico (digestione anaerobica).

  • Una logistica ben strutturata e una rotazione scorte secondo il principio FIFO (first in, first out) aiutano a preservare freschezza e qualità, riducendo scarti e sprechi lungo la filiera del freddo.


Principali funzioni INCI (cosmesi e usi correlati)

  • Dai carapaci di snow crab e altri crostacei si possono ricavare ingredienti cosmetici come chitina, chitosano, glucosamina, impiegati come:

    • agenti filmogeni, idratanti e condizionanti per pelle e capelli;

    • modificatori di viscosità e stabilizzanti in gel e creme.

  • Queste catene di produzione sono distinte dalla filiera alimentare e prevedono specifici processi di estrazione e purificazione.


Conclusione

La carne di snow crab è un ingrediente ittico magro, ricco di proteine complete e micronutrienti, con bassa densità energetica e un profilo lipidico favorevole, caratterizzato da un sapore delicato, dolce e leggermente salmastro. Le buone proprietà tecnologiche (texture fioccosa ma coesa, capacità di legare e di valorizzare zuppe e salse) ne facilitano l’impiego in un ampio spettro di prodotti, dai piatti di ristorazione alle preparazioni industriali premium. Parallelamente, il suo status di allergene prioritario richiede una rigorosa gestione degli allergeni e un’etichettatura trasparente. Se inserito in una filiera ben gestita, con valorizzazione dei sottoprodotti e controllo degli impatti ambientali, lo snow crab può contribuire sia a una offerta gastronomica di qualità sia a sistemi ittici più sostenibili.


Mini-glossario

  • SFA/MUFA/PUFAsaturated/monounsaturated/polyunsaturated fatty acids; acidi grassi saturi/monoinsaturi/polinsaturi. Nella carne di snow crab il contenuto totale di grassi è basso e relativamente arricchito in PUFA (inclusi n-3), il che è considerato positivo se inserito in una dieta equilibrata.

  • EPA/DHAeicosapentaenoic acid / docosahexaenoic acid; acidi grassi n-3 a lunga catena tipici delle specie marine, associati a benefici cardiovascolari, neurocognitivi e visivi quando l’apporto complessivo di pesce e frutti di mare è adeguato.

  • VB (valore biologico) – indice di quanto efficientemente una proteina alimentare viene utilizzata dall’organismo per la sintesi proteica; le proteine del snow crab hanno VB elevato grazie al profilo completo di aminoacidi essenziali.

  • GMP/HACCPgood manufacturing practices / hazard analysis and critical control points; sistemi organizzativi e procedurali per garantire produzione igienica, controllata e tracciabile di prodotti ittici (inclusi granchi refrigerati, congelati e in scatola).

  • BOD/CODbiochemical/chemical oxygen demand; domanda biochimica/chimica di ossigeno, indicatori del carico organico e ossidabile dei reflui di lavorazione (es. cottura e sgusciatura dei granchi), fondamentali per progettare e monitorare gli impianti di depurazione.

  • FIFOfirst in, first out; principio di rotazione delle scorte secondo cui i lotti più vecchi vengono utilizzati per primi, mantenendo freschezza, limitando le perdite e ottimizzando l’efficienza della filiera del freddo.

Bibliografia__________________________________________________________________________

Szuwalski CS, Aydin K, Fedewa EJ, Garber-Yonts B, Litzow MA. The collapse of eastern Bering Sea snow crab. Science. 2023 Oct 20;382(6668):306-310. doi: 10.1126/science.adf6035. 

Abstract. The snow crab is an iconic species in the Bering Sea that supports an economically important fishery and undergoes extensive monitoring and management. Since 2018, more than 10 billion snow crab have disappeared from the eastern Bering Sea, and the population collapsed to historical lows in 2021. We link this collapse to a marine heatwave in the eastern Bering Sea during 2018 and 2019. Calculated caloric requirements, reduced spatial distribution, and observed body conditions suggest that starvation played a role in the collapse. The mortality event appears to be one of the largest reported losses of motile marine macrofauna to marine heatwaves globally.

Beaulieu L, Thibodeau J, Bryl P, Carbonneau ME. Characterization of enzymatic hydrolyzed snow crab (Chionoecetes opilio) by-product fractions: a source of high-valued biomolecules. Bioresour Technol. 2009 Jul;100(13):3332-42. doi: 10.1016/j.biortech.2009.01.073. 

Abstract. Snow crab (Chionoecetes opilio) constitutes valuable and nutritional sources of components, such as proteins, lipids and chitin. The present investigation was undertaken to evaluate the feasibility of applying a pilot scale enzymatic hydrolysis process of snow crab by-products, followed by fractionation, in order to recover enriched high-valued compounds. The yield of snow crab by-products recovered after manual processing; on a dry weight was 87.4%. The by-products (raw materials) were mainly moist (approximately 78%), and contained 42.9% proteins, 14.8% lipids, 25.7% minerals, 16.2% chitin, all expressed on a dry weight. The fatty acid profile of snow crab by-products and all fractions obtained following processing showed a higher content in mono-unsaturated fatty acids (MUFAs; approximately 50%), followed by polyunsaturated fatty acids (PUFAs; approximately 20%) and saturated fatty acids (SFAs; approximately 15%). The n-3/n-6 ratio was approximately 10 and represents a good index of nutritional value for snow crab oil by-products. Most protein enriched fractions demonstrate a well-balanced amino acid composition, notably the most essential amino acids. These protein fractions are characterized by biomolecules having a relatively low molecular weight (35 kDa and less) range. The enzymatic hydrolysis process developed in this study shows that snow crab by-products should to be viewed as having the potential of being identified as high-valued products. Even though the process could be optimized, it is controllable, and depending on hydrolyses conditions, the products obtained are reproducible and well defined. Results presented in this study indicate that snow crab by-products may serve as excellent nutritional components for future applications in the health and food sectors.

Beaulieu L, Thibodeau J, Desbiens M, Saint-Louis R, Zatylny-Gaudin C, Thibault S. Evidence of Antibacterial Activities in Peptide Fractions Originating from Snow Crab (Chionoecetes opilio) By-Products. Probiotics Antimicrob Proteins. 2010 Oct;2(3):197-209. doi: 10.1007/s12602-010-9043-6. 

Abstract. Antibacterial peptide fractions generated via proteolytic processing of snow crab by-products exhibited activity against Gram-negative and Gram-positive bacteria. Among the bacterial strains tested, peptide fractions demonstrated inhibitory activity against the Gram-negative bacteria such as Aeromonas caviae, Aeromonas hydrophila, Campylobacter jejuni, Listonella anguillarum, Morganella morganii, Shewanella putrefasciens, Vibrio parahaemolyticus and Vibrio vulnificus and against a few Gram-positive bacteria such as Listeria monocytogenes, Staphylococcus epidermidis and Streptococcus agalactiae. The principal bioactive peptide fraction was comprised mainly of proteins and minerals (74.3 and 15.5%, respectively). Lipids were not detected. The amino acid content revealed that arginine (4.6%), glutamic acid (5.3%) and tyrosine (4.8%) residues were represented in the highest composition in the antibacterial peptide fraction. The optimal inhibitory activity was observed at alkaline pH. The V. vulnificus strain, most sensitive to the peptide fraction, was used to develop purification methods. The most promising chromatography resins selected for purification, in order to isolate peptides of interest and to carry out their detailed biochemical characterization, were the SP-Sepharose™ Fast Flow cation exchanger and the Phenyl Sepharose™ High Performance hydrophobic interaction media. The partially purified antibacterial peptide fraction was analyzed for minimum inhibitory concentration (MIC) determination, and the value obtained was 25 μg ml(-1). Following mass spectrometry analysis, the active peptide fraction seems to be a complex of molecules comprised of several amino acids and other organic compounds. In addition, copper was the main metal found in the active peptide fraction. Results indicate the production of antibacterial molecules from crustacean by-products that support further applications for high-value bioproducts in several areas such as food and health.

Mun S, Shin EC, Kim S, Park J, Jeong C, Boo CG, Yu D, Sim JH, Ji CI, Nam TJ, Cho S. Comparison of Imitation Crab Sticks with Real Snow Crab (Chionoecetes opilio) Leg Meat Based on Physicochemical and Sensory Characteristics. Foods. 2022 May 10;11(10):1381. doi: 10.3390/foods11101381. 

Abstract. Recently, many manufacturers have been developing or producing imitation crab sticks (ICSs) that are highly similar to real snow crab leg meat (RC). This study evaluated the similarities between commercial ICSs and RC based on the analysis of physicochemical and sensory properties. Normal ICS (NS) and premium ICSs either with real crab leg meat (PS-RC) or without it (PS) were compared with RC. The sensory evaluation results showed that PS and NS had the highest and lowest levels of similarity to RC, respectively. The carbohydrate contents of ICSs (10-23%) were higher than that of RC (0.5%). Among ICSs, PS showed more similarity with RC than NS and PS-RC in terms of gel strength and texture profiles. PS-RC and PS showed a microstructural pattern that slightly imitated the muscle fiber arrangement of RC. The electric tongue analysis of taste compounds, such as sugars, free amino acids, and nucleotides, showed that the taste profile of ICSs is distinctly different from that of RC. The electronic nose analysis identified 32 volatile compounds, while the principal component analysis using electronic nose data successfully distinguished three clusters: PS-RC and PS, RC, and NS. Our results could provide useful information for the development of ICSs with higher similarity to RC.

Bønløkke JH, Gautrin D, Sigsgaard T, Lehrer SB, Maghni K, Cartier A. Snow crab allergy and asthma among Greenlandic workers--a pilot study. Int J Circumpolar Health. 2012 Aug 7;71:19126. doi: 10.3402/ijch.v71i0.19126.

Abstract. Objectives: To study snow crab sensitization, occupational allergy and asthma in the snow crab industry in Greenland, as high rates have been found in Canada, but no reports have emerged from the same industry in Greenland. Study design: Pilot survey. Methods: Twenty workers (19 of Inuit and 1 of other origin) in a snow crab (Chionoecetes opilio) and Atlantic shrimp (Pandalus borealis) processing plant in Greenland were assessed with skin prick tests (SPTs) with common aeroallergens and specific allergens from snow crab and shrimp extracts, spirometry, blood sampling for total IgE and specific IgE determination. Eighteen workers contributed a questionnaire-based medical interview. Results: Positive skin prick test reactions were common to snow crab (40%) and shrimp (20%). Specific IgE to snow crab were positive in 4 workers (21%). Two workers had elevated total IgE levels. Symptoms suggestive of asthma were common (45%). Work-related symptoms of skin rash, rhinitis, and/or conjunctivitis were reported by 50%, and symptoms from the lower airways by 39%. Combining history of work-related symptoms with results from specific SPTs and/or specific IgE determination suggested that 11 and 22% of workers suffered from probable and possible occupational asthma, respectively, whereas 22% had possible occupational dermatitis or rhinitis. Conclusions: Greenlander Inuit do not appear to be protected against sensitization to snow crab or shrimp when occupationally exposed to these. This pilot study suggests that occupational allergy and asthma may be as common a problem in Greenlandic workers as in Canadian.