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RECENSIONE

Recensione

Al222
Al222 (25419 pt) 16-Nov-2025 18:00

Aglio tritato
(Allium sativum – spicchi pelati e finemente tritati, freschi, refrigerati, disidratati o in olio)


Descrizione

  • L’aglio tritato è ottenuto da spicchi di aglio pelati e tagliati finemente in particelle di dimensione uniforme.

  • In commercio si trovano diverse forme:

    • aglio tritato fresco (refrigerato),

    • aglio tritato refrigerato acidificato,

    • aglio tritato congelato,

    • aglio tritato disidratato (granuli/fiocchi),

    • aglio tritato in olio.

  • È utilizzato per apportare aroma, piccantezza e nota “savory” in modo pratico, evitando la mondatura e il taglio degli spicchi interi.

  • Il colore va da bianco–crema a giallo pallido, a seconda di materia prima, acidità e processo.


Valori nutrizionali indicativi (per 100 g di aglio fresco tritato)

(Valori medi; i prodotti disidratati risultano molto più concentrati per ridotta umidità.)

  • Energia: 140–150 kcal

  • Acqua: ≈ 58–65 g

  • Proteine: 6–7 g

  • Grassi totali: 0,3–0,6 g

    • prima occorrenza: SFA/MUFA/PUFA = acidi grassi saturi/monoinsaturi/polinsaturi; nell’aglio tutte queste frazioni sono molto basse e con impatto nutrizionale trascurabile.

  • Carboidrati disponibili: 30–33 g

    • di cui zuccheri: ≈ 1–2 g

  • Fibre: circa 2 g

  • Sodio intrinseco: basso, salvo aggiunte di sale in lavorazione

  • Micronutrienti (indicativi): piccole quantità di vitamina C, calcio, fosforo, manganese, selenio e composti solforati bioattivi.

(Nelle paste di aglio in olio o con sale, i valori di grassi e sodio aumentano secondo la ricetta.)


Principali sostanze contenute

  • Composti solforati organici

    • alliina, precursore dell’allicina che si forma quando l’aglio viene tagliato o schiacciato;

    • allicina, responsabile di buona parte di piccantezza, aroma e attività antimicrobica;

    • altri derivati solforati (diallil solfuri, ajoene, S–allyl cysteine, ecc.) che contribuiscono al profilo aromatico e ad alcune possibili attività biologiche.

  • Carboidrati

    • prevalenza di fruttani (FODMAP), con contributo di zuccheri semplici;

    • piccola quota di fibra insolubile.

  • Altri componenti

    • proteine in quantità moderata, ma poco rilevanti come fonte proteica;

    • tracce di lipidi, minerali, composti fenolici e antiossidanti.


Processo di produzione

(Schema generale; varia a seconda del tipo di prodotto: fresco, refrigerato, disidratato, in olio.)

  • Aglio tritato fresco/refrigerato

    • selezione di bulbi sani → sfogliatura e pelatura degli spicchi → eliminazione dei germogli verdi se presenti (sono più amari) → triturazione meccanica (taglio fine o macinatura grossolana) → confezionamento refrigerato, talvolta in atmosfera modificata (MAP);

    • nei prodotti acidificati si aggiungono correttori di acidità (es. acido citrico, fosforico) e talvolta conservanti per stabilità colore e microbiologica.

  • Aglio tritato disidratato

    • spicchi pelati → affettatura/tritatura → essiccazione ad aria calda o su nastro → eventuale ulteriore riduzione dimensionale → setacciatura → confezionamento come granuli/fiocchi di aglio disidratato.

  • Aglio tritato in olio

    • aglio fresco tritato → eventuale acidificazione → miscelazione con olio vegetale (es. girasole) → confezionamento in vasetti;

    • deve essere garantita una corretta acidificazione o trattamento termico per prevenire rischi microbiologici (soprattutto Clostridium botulinum in condizioni anaerobiche).


Proprietà fisiche

  • Colore: bianco–crema fino a giallo chiaro; eventuali tonalità verdi/blu indicano reazioni chimiche tra composti solforati, amminoacidi e metalli o pH non ottimale.

  • Aroma: intenso, solforato e caratteristico dell’aglio fresco tagliato; nei prodotti disidratati l’aroma emerge pienamente dopo idratazione o cottura.

  • Struttura:

    • aglio tritato fresco/refrigerato: granuli umidi, pasta granulosa;

    • disidratato: granuli secchi croccanti, con aw bassa (stabile a scaffale).


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • Libera rapidamente aroma e sapore, più intenso dell’aglio in polvere ma di solito meno “aggressivo” dell’aglio schiacciato o pestato.

  • Si distribuisce facilmente in salse, intingoli, soffritti e impasti, garantendo una diffusione uniforme della nota di aglio.

  • Le versioni acidificate possono avere un sapore leggermente più brillante e acidulo, dovuto al mezzo acido.

  • Le versioni disidratate si idratano rapidamente in presenza di acqua o liquidi di cottura, sviluppando un aroma pulito di aglio.


Impieghi alimentari

  • Uso domestico e ristorazione

    • base aromatica per soffritti, zuppe, salse, stufati, ragù, piatti di carne, pesce e verdure;

    • condimento per marinature, dressing, intingoli, pane all’aglio, bruschette, salse tipo aioli;

    • aromatizzazione di piatti etnici (cucine mediterranee, asiatiche, mediorientali, latino–americane).

  • Industria alimentare

    • ingrediente in sughi pronti, condimenti, piatti pronti refrigerati/surgelati, conserve, prodotti a base carne e pesce;

    • aglio tritato disidratato in mix di spezie, condimenti per snack, basi disidratate per zuppe e salse, buste pronto-cottura;

    • aglio tritato in olio o paste di aglio in ricette per salse, pesti, paté vegetali, ripieni e creme spalmabili.


Nutrizione e salute

  • A livello di macronutrienti, l’aglio tritato apporta energia moderata, con prevalenza di carboidrati e modeste quantità di proteine.

  • Il suo interesse nutrizionale e funzionale è legato soprattutto a:

    • composti solforati bioattivi (allicina e derivati), associati in letteratura a potenziali effetti antimicrobici, antiossidanti e coadiuvanti del benessere cardiovascolare, nel contesto di una dieta complessivamente sana;

    • piccole quantità di vitamina C, manganese, selenio e di altri micronutrienti.

  • La cottura prolungata riduce il contenuto di allicina, pur mantenendo la nota aromatica tipica e altre molecole più stabili.

  • L’aglio può risultare difficile da digerire per alcune persone, in particolare per la presenza di fruttani (FODMAP) che possono causare gonfiore o discomfort intestinale in soggetti sensibili.

Nota porzione:

  • uso tipico in cucina domestica: 3–6 g per porzione (≈ ½–1 cucchiaino), spesso inferiore nelle ricette delicate o superiore in piatti fortemente agliati;

  • nelle preparazioni industriali l’aglio tritato è di norma un ingrediente a basso dosaggio, ma può contribuire in modo rilevante al profilo sensoriale.


Allergeni e intolleranze

  • L’aglio non è un allergene maggiore secondo la normativa, ma possono verificarsi:

    • rare reazioni allergiche con sintomi cutanei o respiratori;

    • dermatiti da contatto in operatori che manipolano aglio fresco;

    • disturbi gastrointestinali legati alla sensibilità ai FODMAP (fruttani).

  • I prodotti di aglio tritato industriali possono contenere additivi (conservanti, correttori di acidità, antiossidanti) e talvolta sale: è importante verificare l’etichetta.

  • Nelle miscele di spezie e condimenti, la presenza di altri allergeni (es. senape, sedano, glutine, latte, soia) dipende dalla formulazione e deve essere gestita con corretta etichettatura.


Qualità e specifiche (temi tipici)

  • Aspetto

    • trito relativamente uniforme, senza eccesso di parti verdi (germogli) o marcescenti;

    • assenza di particelle scure/bruciate o con muffe.

  • Caratteristiche sensoriali

    • odore e sapore tipici di aglio fresco, intensi ma non sgradevoli;

    • assenza di odori anomali (fermentato, rancido, “acido” non previsto).

  • Parametri chimico–fisici

    • umidità controllata in funzione del tipo (alta nei freschi, bassa nei disidratati);

    • pH in range di sicurezza per i prodotti acidificati;

    • eventuali parametri di attività dell’acqua (aw) per i prodotti secchi.

  • Parametri microbiologici

    • assenza di patogeni;

    • cariche di lieviti/muffe sotto controllo;

    • processo validato (trattamento termico o acidificazione) per prodotti refrigerati/in olio.


Conservazione e shelf-life

  • Aglio tritato fresco

    • conservazione a 0–4 °C, preferibilmente in contenitore chiuso;

    • shelf-life tipica 1–3 settimane, in funzione di igiene e packaging.

  • Aglio tritato refrigerato acidificato

    • conservare in frigorifero;

    • durata non aperto: in genere 2–6 mesi; dopo l’apertura consumare in tempi più brevi (alcune settimane), seguendo le indicazioni del produttore.

  • Aglio tritato disidratato

    • stabile a temperatura ambiente per 12–36 mesi se conservato in imballi ermetici, al riparo da umidità e luce;

    • va evitato l’assorbimento di acqua che porta a raggrumi e possibile sviluppo microbico.

  • Aglio tritato in olio

    • seguire strettamente le indicazioni di etichetta;

    • di norma refrigerare dopo l’apertura e consumare entro i tempi indicati;

    • conservazione e acidificazione corrette sono essenziali per la sicurezza.


Sicurezza e regolatorio

  • La produzione di aglio tritato è regolata da GMP/HACCP, con punti critici su:

    • selezione di bulbi sani e controllo di muffe e marciumi;

    • pelatura e tritatura in condizioni igieniche;

    • acidificazione e/o trattamento termico per prodotti refrigerati e in olio;

    • controllo di cariche microbiche e assenza di patogeni.

  • Particolare attenzione è richiesta per l’aglio in olio in ambiente anaerobico: senza adeguata acidificazione o trattamento termico esiste rischio di crescita di Clostridium botulinum.

  • Sono applicati limiti per l’uso di conservanti, antiossidanti e correttori di acidità, nonché requisiti di etichettatura e tracciabilità.


Etichettatura

  • In etichetta il prodotto può essere indicato come:

    • aglio tritato”, “aglio (tritato)”, “preparazione a base di aglio”;

    • per i prodotti composti: elenco ingredienti (es. aglio, acqua, olio, sale, correttore di acidità, conservante, antiossidante).

  • Devono essere riportati:

    • quantità netta, lotto, termine minimo di conservazione/scadenza;

    • eventuali allergeni presenti nella formulazione;

    • dichiarazione nutrizionale se richiesta;

    • istruzioni di conservazione (“tenere in frigorifero dopo l’apertura” ecc.);

    • origine o sede del produttore secondo normativa applicabile.


Troubleshooting

  • Colorazioni verdi o blu

    • dovute a interazioni tra composti solforati, amminoacidi e metalli, accentuate da certi pH e temperature;

    • riducibili controllando pH, materie prime, contatto con metalli reattivi.

  • Sapore amaro o troppo pungente

    • possibile eccessiva maturazione dei bulbi, uso di spicchi germogliati o cottura prolungata/bruciatura;

    • azioni: selezionare materia prima più giovane, rimuovere il germoglio, evitare bruniture in cottura.

  • Odori anomali (fermentato, rancido)

    • indicano alterazione microbiologica o ossidazione (soprattutto in prodotti in olio);

    • azioni: migliorare igiene, parametri di processo, tempi/temperature e rotazione scorte.

  • Perdita di intensità aromatica

    • dovuta a stoccaggio prolungato, esposizione all’aria o temperature elevate, o a materia prima poco aromatica;

    • azioni: usare lotti freschi, proteggere da calore/luce, ottimizzare condizioni di conservazione.

  • Agglomerazione dell’aglio disidratato

    • causata da umidità;

    • azioni: imballi barriera, possibile uso di essiccanti nel packaging, controllo dell’umidità di magazzino.


Sostenibilità e filiera

  • La coltivazione dell’aglio ha un’impronta ambientale moderata, ma l’impatto dipende da:

    • gestione di fertilizzanti e fitofarmaci;

    • sistemi irrigui e rotazioni colturali;

    • distanza di trasporto (molto aglio è importato da grandi aree produttrici).

  • Nei siti di trasformazione è rilevante:

    • l’ottimizzazione dell’uso di acqua per lavaggio e pelatura;

    • l’efficienza energetica in pelatura, tritatura, refrigerazione e soprattutto essiccazione;

    • la valorizzazione degli scarti (bucce e parti non idonee) in compost, mangimi o estratti.

  • Buone pratiche lungo la filiera:

    • approvvigionamento da fornitori che applicano buone pratiche agricole;

    • riduzione degli sprechi tramite corretta rotazione scorte (principio FIFO) e pianificazione della produzione;

    • gestione adeguata dei reflui di lavorazione secondo la normativa ambientale.


Principali funzioni INCI (cosmesi)

  • In ambito cosmetico l’aglio compare generalmente come Allium Sativum Bulb Extract:

    • potenziale azione antimicrobica e purificante;

    • possibile effetto condizionante per cute e cuoio capelluto;

    • utilizzo in nicchie di prodotto (lozioni per il cuoio capelluto, trattamenti per unghie, prodotti specifici), con attenzione a odore e tollerabilità cutanea.


Conclusione

L’aglio tritato è un ingrediente ad alto impatto aromatico che consente di aggiungere rapidamente aroma, piccantezza e complessità “umami” a un’ampia gamma di piatti e prodotti industriali, in una forma facile da dosare e standardizzare. Dal punto di vista nutrizionale l’apporto calorico è moderato e l’interesse è legato soprattutto ai composti solforati bioattivi e al contributo sensoriale. La sicurezza dipende in modo cruciale da igiene, acidificazione o trattamenti termici adeguati, soprattutto per prodotti refrigerati e in olio. In una filiera ben gestita, l’aglio tritato rappresenta un ingrediente versatile, con ottimo rapporto tra impatto sensoriale e quantità utilizzata, adatto sia alla cucina domestica sia all’industria alimentare.


Mini-glossario

  • SFA/MUFA/PUFAsaturated/monounsaturated/polyunsaturated fatty acids; acidi grassi saturi/monoinsaturi/polinsaturi. Nell’aglio le quantità sono molto basse e non influenzano in modo significativo il profilo lipidico della dieta.

  • FODMAPfermentable oligo-, di-, monosaccharides and polyols; carboidrati fermentescibili (tra cui i fruttani dell’aglio) che possono dare gonfiore e disturbi intestinali in soggetti sensibili.

  • LABlactic acid bacteria; batteri lattici, importanti in altre fermentazioni alimentari (non tipici dei prodotti di aglio tritato, ma rilevanti in caso di fermentazioni indesiderate).

  • GMP/HACCPgood manufacturing practices / hazard analysis and critical control points; sistemi di gestione e controllo per garantire sicurezza, igiene e tracciabilità nella lavorazione dell’aglio.

  • MAPmodified atmosphere packaging; confezionamento in atmosfera modificata, usato per prodotti freschi refrigerati (incluso aglio tritato) per prolungarne la shelf-life.

  • FIFOfirst in, first out; principio di rotazione delle scorte che prevede l’utilizzo prioritario dei lotti più vecchi, riducendo il rischio di scadenza, ossidazione o perdita di aroma.

Studi

Nell'aglio sono presenti Potassio e Magnesio, oltre a Vitamina C, B9, B6 e B1.

Recenti studi hanno dimostrato la sua efficacia contro l'ipertensione (1) le malattie degenerative del sistema cardiovascolare (2) l'aumento del colesterolo e il rischio dell'arteriosclerosi (3).

La sua assunzione diminuisce il rischio di tumore alla prostata (4).

Utile nel processo di guarigione delle ferite (5).

Aglio studi

Bibliografia_______________________________________________________________________

(1)   Ried K, Frank OR, Stocks NP. Aged garlic extract reduces blood pressure in hypertensives: a dose-response trial. Eur J Clin Nutr. 2013 Jan;67(1):64-70. doi: 10.1038/ejcn.2012.178.

Abstract. Background/objectives: Hypertension affects about 30% of adults worldwide. Garlic has blood pressure-lowering properties and the mechanism of action is biologically plausible. Our trial assessed the effect, dose-response, tolerability and acceptability of different doses of aged garlic extract as an adjunct treatment to existing antihypertensive medication in patients with uncontrolled hypertension. Subjects/methods: A total of 79 general practice patients with uncontrolled systolic hypertension participated in a double-blind randomised placebo-controlled dose-response trial of 12 weeks. Participants were allocated to one of three garlic groups with either of one, two or four capsules daily of aged garlic extract (240/480/960 mg containing 0.6/1.2/2.4 mg of S-allylcysteine) or placebo. Blood pressure was assessed at 4, 8 and 12 weeks and compared with baseline using a mixed-model approach. Tolerability was monitored throughout the trial and acceptability was assessed at 12 weeks by questionnaire. Results: Mean systolic blood pressure was significantly reduced by 11.8±5.4 mm Hg in the garlic-2-capsule group over 12 weeks compared with placebo (P=0.006), and reached borderline significant reduction in the garlic-4-capsule group at 8 weeks (-7.4±4.1 mm Hg, P=0.07). Changes in systolic blood pressure in the garlic-1-capsule group and diastolic blood pressure were not significantly different to placebo. Tolerability, compliance and acceptability were high in all garlic groups (93%) and highest in the groups taking one or two capsules daily. Conclusions: Our trial suggests aged garlic extract to be an effective and tolerable treatment in uncontrolled hypertension, and may be considered as a safe adjunct treatment to conventional antihypertensive therapy.

(2) Zeb I, Ahmadi N, Nasir K, Kadakia J, Larijani VN, Flores F, Li D, Budoff MJ. Aged garlic extract and coenzyme Q10 have favorable effect on inflammatory markers and coronary atherosclerosis progression: A randomized clinical trial.  Cardiovasc Dis Res. 2012 Jul;3(3):185-90. doi: 10.4103/0975-3583.98883. -

Abstract. Background: Aged garlic extract (AGE) and coenzyme Q10 (CoQ10) have been shown to affect multiple cardiovascular risk factors. The current study evaluates the effect of AGE combined with CoQ10 on inflammatory markers and progression of coronary atherosclerosis compared with placebo. Methods and results: In this placebo-controlled, double-blind, randomized trial, 65 intermediate risk firefighters (age 55 ± 6 years) were treated with a placebo capsule or a capsule containing AGE and CoQ10 (AGE+CoQ10, 1200 and 120 mg, respectively) daily for 1 year. All participants underwent coronary artery calcium (CAC) scanning and C-reactive protein (CRP) at baseline and at 12 months. At 1 year, mean CAC progression was significantly lower in AGE+CoQ10 (32 ± 6 vs. 58 ± 8, P = 0.01) than placebo. Similarly, CRP were significantly decreased in AGE+CoQ10 compared with placebo (-0.12 ± 0.24 vs. 0.91 ± 0.56 mg/L, P < 0.05). After adjustment for age, gender, conventional cardiac risk factors, and statin therapy, AGE+CoQ10 was associated with 3.99 fold (95% 1.3-12.2, P = 0.01) lack of CAC progression compared with the placebo. Conclusion: AGE+CoQ10 are associated with beneficial effects on inflammatory markers and reduced progression of coronary atherosclerosis.

(3) Lu Y, He Z, Shen X, Xu X, Fan J, Wu S, Zhang D. Cholesterol-lowering effect of allicin on hypercholesterolemic ICR mice.   Oxid Med Cell Longev. 2012;2012:489690. doi: 10.1155/2012/489690. 

Abstract. Allicin was discussed as an active compound with regard to the beneficial effects of garlic in atherosclerosis. The aim of this study was to investigate the cholesterol-lowering properties of allicin. In order to examine its effects on hypercholesterolemia in male ICR mice, this compound with doses of 5, 10, or 20 mg/kg body weight was given orally daily for 12 weeks. Changes in body weight and daily food intake were measured regularly during the experimental period. Final contents of serum cholesterol, triglyceride, glucose, and hepatic cholesterol storage were determined. Following a 12-week experimental period, the body weights of allicin-fed mice were less than those of control mice on a high-cholesterol diet by 38.24 ± 7.94% (P < 0.0001) with 5 mg/kg allicin, 39.28 ± 5.03% (P < 0.0001) with 10 mg/kg allicin, and 41.18 ± 5.00% (P < 0.0001) with 20 mg/kg allicin, respectively. A decrease in daily food consumption was also noted in most of the treated animals. Meanwhile, allicin showed a favorable effect in reducing blood cholesterol, triglycerides, and glucose levels and caused a significant decrease in lowering the hepatic cholesterol storage. Accordingly, both in vivo and in vitro results demonstrated a potential value of allicin as a pronounced cholesterol-lowering candidate, providing protection against the onset of atherosclerosis.

(4)  Zhou XF, Ding ZS, Liu NB.Allium vegetables and risk of prostate cancer: evidence from 132,192 subjects  Asian Pac J Cancer Prev. 2013;14(7):4131-4.

Abstract. Objective: To evaluate the relationship between allium vegetable intake and risk of prostate cancer. Methods: A systematic literature search up to May 2013 was carried out in PubMed, EMBASE, Scopus, Web of Science, Cochrane register, and Chinese National Knowledge Infrastructure (CNKI) databases, and the references of retrieved articles were also screened. The summary relative risks with 95% confidence interval for the highest versus the lowest intake of allium vegetables were calculated. Heterogeneity and publication bias were also evaluated. Results: A total of nine epidemiological studies consisting of six case-control and three prospective cohort studies were included. We found a significantly decreased risk of prostate cancer for intake of allium vegetables (OR = 0.82, 95% CI 0.70, 0.97). Moreover, in the subgroup analysis stratified by allium vegetable types, significant associations were observed for garlic (OR = 0.77, 95% CI 0.64-0.91) but not onions (OR = 0.84, 95% CI 0.62-1.13). Conclusions: Allium vegetables, especially garlic intake, are related to decreased risk of prostate cancer. Because of the limited number of studies, further well-designed prospective studies are warranted to confirm the findings of our study.

Salem S, Salahi M, Mohseni M, Ahmadi H, Mehrsai A, Jahani Y, Pourmand G.Major dietary factors and prostate cancer risk: a prospective multicenter case-control study.   Nutr Cancer. 2011;63(1):21-7. doi: 10.1080/01635581.2010.516875.

Abstract. The association between diet and prostate cancer (PC) risk, although suggestive, still remains largely elusive particularly in the Asian population. This study sought to further evaluate the possible effects of different dietary factors on risk of PC in Iran. Using data from a prospective hospital-based multicenter case-control study, dietary intakes of red meat, fat, garlic, and tomato/tomato products, as well as thorough demographic and medical characteristics, were determined in 194 cases with the newly diagnosed, clinicopathologically confirmed PC and 317 controls, without any malignant disease, admitted to the same network of hospitals. Odds ratios (ORs) and corresponding 95% confidence intervals (CIs) were obtained after adjustment for major potential confounders, including age, body mass index, smoking, alcohol, education, occupation, family history of PC, and total dietary calories. Comparing the highest with the lowest tertile, a significant trend of increasing risk with more frequent consumption was found for dietary fat (OR: 1.79, 95% CI: 1.71-4.51), whereas inverse association was observed for tomato/tomato products (OR: 0.33, 95% CI: 0.16-0.65). A nonsignificant increase in PC risk was revealed for dietary red meat (OR: 1.69, 95% CI: 0.93-3.06). For garlic consumption, a borderline reduction in risk was observed (OR: 0.58, 95% CI: 0.32-1.01; P = 0.05). In conclusion, our study supports the hypothesis that total fat may increase PC risk and tomatoes/tomato products and garlic may protect patients against PC.

Colli JL, Amling CL. Chemoprevention of prostate cancer: what can be recommended to patients?  Curr Urol Rep. 2009 May;10(3):165-71. Review.

Abstract. Prostate cancer is third to lung and colon cancer as the cause of cancer-related deaths in American men. It is estimated that there will have been more than 28,000 deaths and 186,000 new cases in 2008 that will impose a significant burden on national health care costs. Chemoprevention aims to reduce both incidence and mortality through the use of agents to prevent, reverse, or delay the carcinogenic process. This study provides clinicians with information on some chemoprevention agents that have been considered to reduce prostate cancer risks, including 5-alpha-reductase inhibitors; statins (a class of compounds used to reduce cholesterol); NSAIDs; selenium; vitamins E and D; lycopene; allium vegetables (garlic, scallions, onions, chives, and leeks); soy/isoflavones; and green tea polyphenols. The evidence to support prostate cancer risk reduction benefits for each chemoprevention agent based on a review of the literature is provided.

(5)   Alhashim M, Lombardo J. Effect of Topical Garlic on Wound Healing and Scarring: A Clinical Trial. Dermatol Surg. 2019 Sep 2. doi: 10.1097/DSS.0000000000002123.

Abstract. Background: Historically, garlic containing compounds have been used on wounds to improve healing and ward off infection. Researchers have tested many of these ancient ointments, discovering that garlic is a common ingredient in those that are effective. Objective: To determine the efficacy of topical garlic on surgical wounds compared with Vaseline by analysis of visual analog scales and digital photograph analysis. Materials and methods: Seventeen patients with 2 skin excisions applied a 30% garlic ointment to one surgical wound and Vaseline to the other surgical wound twice daily. They were followed up at 2 weeks and 4 weeks post-op. Digital photographs were taken of the sites, and wound visual analog scales were filled out by the patient and the physician. Results: Patients and the onsite physician stated the garlic site healed better in 59% and 65% of the wounds, respectively, at 2 weeks. At 4 weeks, the patients and the onsite physician stated the garlic site healed better in 76% and 88% of wounds, respectively. Digital photograph analysis revealed less erythema at the garlic sites (p-value = .02). Conclusion: Surgical wounds treated with 30% garlic ointment healed with more cosmetically appealing scars than the Vaseline-treated sites.