Olio di canola da spremitura meccanica (expeller-pressed)
L'olio di canola è un olio ricavato da una specie particolare di colza e canola è un acronimo di "CANadian Oil Low Acid". Si tratta di una colza modificata alla quale è stato tolto l'acido erucico, un componente problematico per la salute umana di cui scriverò più avanti. Canola è anche un termine comunemente utilizzato nelle etichette alimentari per indicare l’olio ottenuto da varietà selezionate di colza (Brassica napus, talvolta Brassica rapa) a basso contenuto di acido erucico e di glucosinolati, sviluppate soprattutto in Canada a partire dagli anni ’70 per ottenere un olio nutrizionalmente più favorevole e sicuro rispetto all’olio di colza tradizionale. Si presenta come un olio liquido di colore giallo chiaro–dorato, dal sapore delicato e dall’odore tenue, impiegato sia a crudo (condimento) sia in cottura e frittura grazie al buon profilo di acidi grassi e alla discreta stabilità ossidativa. Dal punto di vista nutrizionale è caratterizzato da un contenuto molto basso di acidi grassi saturi e da una quota elevata di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, con un equilibrio interessante tra omega-6 (acido linoleico) e omega-3 (acido α-linolenico). Oltre all’olio alimentare, dalla canola si ottengono anche farine e panelli destinati soprattutto alla mangimistica e frazioni specifiche (lecitine, insaponificabile) utilizzate in alimenti, integratori e cosmetici.
Olio vegetale ottenuto da cultivar di colza a basso acido erucico e bassi glucosinolati (canola) mediante spremitura meccanica a vite (expeller), senza uso di solventi.
Profilo sensoriale: colore giallo paglierino–dorato, aroma neutro–leggermente nocciolato; più pieno rispetto agli oli altamente raffinati da estrazione con solvente.
Gradi disponibili: non raffinato (expeller) più aromatico; expeller leggermente/totalmente raffinato per gusto più pulito e maggior tolleranza al calore; varianti alto oleico per stabilità ossidativa superiore.

Valore calorico (per 100 g)
Circa 884 kcal (≈ 9 kcal/g); grassi ~100 g, proteine 0 g, carboidrati 0 g.
Apporta naturalmente vitamina E (tocoferoli) (~15–30 mg/100 g, secondo il grado).
Principali sostanze contenute
Triacilgliceroli con prevalenza di acido oleico (**MUFA** — grassi monoinsaturi), e quote di acido linoleico n-6 e acido α-linolenico, **ALA** n-3 (**PUFA**** — grassi polinsaturi).
Frazione insaponificabile: fitosteroli (es. campesterolo, β-sitosterolo, brassicasterolo), tocoferoli (α/γ); fenolici in tracce (maggiore nel non raffinato).
Acido erucico conforme allo standard canola (<2%; tipicamente tracce).
Processo di produzione
Preparazione seme: pulizia → condizionamento/cottura → sfogliatura.
Spremitura expeller: pressa a vite in uno/due stadi per estrarre l’olio (70–85% dell’olio del seme con sola pressa); talvolta pre-pressa + estrazione a solvente del panello (non è “expeller-only”).
Finitura: decantazione/centrifugazione, filtrazione, eventuale winterizzazione per stabilità a freddo.
Raffinazione (opzionale): da minima a RBD (degommaggio → neutralizzazione → decolorazione → deodorizzazione); frequente raffinazione fisica per conservare micronutrienti e ridurre sottoprodotti.
Co-prodotto: farina/panello di canola (più olio residuo rispetto al solvente), destinazione mangimistica/proteine.
Proprietà sensoriali e tecnologiche
Punto di fumo: ~190–205 °C (expeller non raffinato) e ~210–230 °C (expeller raffinato); i gradi alto oleico tendono a valori più alti.
Stabilità ossidativa: buona per l’elevata quota **MUFA**; la frazione **PUFA** richiede protezione da luce/ossigeno/calore.
Reologia: bassa viscosità (buona colabilità); possibile intorbidimento a freddo per cere se non winterizzato (si risolve a temperatura ambiente).
Impieghi alimentari
Saltare e frittura (preferire expeller raffinato; sostituire l’olio quando i composti polari superano i limiti).
Emulsioni (maionesi/dressing), salse e marinate (profilo pulito).
Forneria/pasticceria: effetto shortening e morbidezza; in blend per margarine/spalmabili.
Prodotti plant-based: succosità/lubrificazione in burger/analoghi; spray/coating per snack.
Nutrizione e salute
Distribuzione tipica FA: **SFA** bassi (~6–8%), **MUFA** alti (~58–65%, soprattutto oleico), **PUFA** (~28–32%, linoleico n-6 ~18–24%, **ALA** n-3 ~8–12%; rapporto n-6:n-3 ≈ 2:1–3:1).
Tocoferoli e fitosteroli supportano un profilo lipidico favorevole.
Poiché i **PUFA** sono più ossidabili, preferire esposizioni brevi ad alte T oppure scegliere expeller alto oleico per fritture prolungate.
Profilo dei grassi
**MUFA** (oleico) elevati → spesso neutri/favorevoli per i lipidi ematici e più stabili al calore dei **PUFA**.
**PUFA** (linoleico n-6, **ALA** n-3) potenzialmente benefici se bilanciati, ma meno stabili alle alte T.
**SFA** (palmitico prevalente) bassi; da moderare nel quadro dietetico complessivo.
**TFA** trascurabili negli oli non idrogenati.
**MCT** non significativi.
Qualità e specifiche (temi tipici)
Identità/purezza: acidi grassi liberi (FFA) bassi (es. ≤0,3% come oleico per il raffinato), perossidi ≤10 meq O₂/kg, anisidina contenuta, **TOTOX** basso; umidità/impurezze ≤0,1% (raffinato).
Micronutrienti: tocoferoli/fitosteroli più alti nei gradi non/leggermente raffinati.
Contaminanti di processo: minimizzare 3-MCPD/esteri glicidilici (profilo di deodorizzazione ottimizzato); IPA/PAH trascurabili con buona gestione termica e qualità seme.
In frittura: monitorare composti polari, FFA, viscosità e colore per definire il fine vita dell’olio.
Conservazione e shelf-life
Conservare al buio, al fresco, in contenitore ermetico (bulk inertizzato consigliato); evitare contatto con rame/ferro.
Shelf-life: 12–18 mesi (expeller raffinato); 6–12 mesi (non raffinato). Dopo l’apertura, ridurre i tempi di impiego.
Allergeni e sicurezza
Non è tra gli allergeni maggiori; le tracce proteiche sono minimali nei gradi raffinati.
OGM: la canola può essere GM in alcune aree; esistono linee non-OGM (etichettare come da normativa).
Acido erucico: conforme ai limiti di legge per canola; verificare la conformità di lotto.
Funzioni INCI in cosmesi (ove applicabile)
INCI: Canola Oil, Brassica Campestris (Rapeseed) Seed Oil.
Ruoli: emolliente, skin-conditioning, occlusivo leggero, hair-conditioning in oli da massaggio, balsami, creme e make-up.
Troubleshooting
Fumo/foaming precoce: FFA/umidità/briciole elevati o olio esausto → filtrare, mantenere T stabile, sostituire oltre i limiti di composti polari.
Note rancide/“pesce”: ossidazione → controllare anzianità/stoccaggio, limitare calore/aria/luce, usare lotti freschi.
Haze/cristalli a freddo: cere/TAG ad alto p.f. → impiegare olio winterizzato o riportare a T ambiente.
Sostenibilità e filiera
Estrazione senza solventi → zero emissioni di solvente e processo più semplice sul fronte reflui; la spremitura meccanica può richiedere più energia/ton ma semplifica la conformità ambientale.
Coltura da rotazione con resa elevata; valorizzare panelli; adottare pack riciclabili, gestione reflui verso target **BOD/COD** e sistemi **GMP/HACCP** con tracciabilità robusta.
Etichettatura
Dichiarare “olio di canola da spremitura meccanica (expeller-pressed)”; specificare raffinato/non raffinato, eventuale alto oleico, Paese d’origine e lotto.
Claim nutrizionali (es. fonte di vitamina E) solo se conformi; non-OGM/biologico secondo normativa.
Conclusione
L’olio di canola expeller-pressed offre un approccio clean-label (senza solventi), un profilo lipidico favorevole (**MUFA** alti, **SFA** bassi, **PUFA** con **ALA** n-3), sapore neutro-nocciolato e ampia versatilità applicativa. La scelta del grado (standard vs alto oleico), una corretta gestione termica e una buona conservazione massimizzano stabilità, sicurezza e qualità sensoriale in cucina e in industria.
Mini-glossario
**MUFA** — grassi monoinsaturi: spesso neutri/favorevoli per i lipidi ematici; più stabili dei polinsaturi al calore.
**PUFA** — grassi polinsaturi (es. linoleico n-6, **ALA** n-3): benefici se bilanciati, ma più sensibili a ossidazione/alte T.
**SFA** — grassi saturi (es. palmitico): da mantenere moderati nella dieta complessiva.
**TFA** — acidi grassi trans: trascurabili negli oli non idrogenati.
**MCT** — trigliceridi a media catena: non significativi nell’olio di canola.
**ALA** — acido α-linolenico (n-3): omega-3 essenziale presente in canola; contribuisce all’equilibrio degli acidi grassi.
**TOTOX** — ossidazione totale (2× perossidi + anisidina): indice composito dello stato ossidativo dell’olio.
Winterizzazione — rimozione di cere/TAG ad alto punto di fusione per stabilità a freddo.
**GMP/HACCP** — good manufacturing practice / hazard analysis and critical control points: sistemi igienico-preventivi con CCP convalidati.
**BOD/COD** — domanda biochimica/chimica di ossigeno: metriche per la gestione dei reflui e l’impatto ambientale.
Bibliografia__________________________________________________________________________
Pourrajab B, Sharifi-Zahabi E, Soltani S, Shahinfar H, Shidfar F. Comparison of canola oil and olive oil consumption on the serum lipid profile in adults: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Crit Rev Food Sci Nutr. 2023 Nov;63(33):12270-12284. doi: 10.1080/10408398.2022.2100314.
Abstract. Background and aims: Several randomized clinical trials have investigated the effects of canola oil (CO) compared to olive oil (OO) on the serum lipid profiles in adults. However, the results of these studies are inconsistent. Thus, this study aimed to assess the comparison of CO and OO consumption on the serum lipid components in adults. Methods and results: The following online databases were searched until February 4th, 2022: PubMed/Medline, Scopus, Clarivate Analytics Web of Science, Cochrane Central Register of Controlled Trials, and Google Scholar. The effect sizes were stated as the weighted mean difference (WMD) with 95% confidence intervals (CI). A total of 13 eligible trials were included in this meta-analysis. The results showed that the CO consumption, significantly reduced serum LDL-c (WMD: -6.13 mg/dl, 95%CI: -9.79, -2.46, p = 0.001), TC (WMD: -8.92 mg/dl, 95% CI: -13.52, -4.33, P < 0.001) and LDL-c/HDL-c ratio (WMD: -0.30; 95% CI, -0.53, -0.06, p = 0.01) levels compared to OO. There were no significant changes in the other components of the blood lipids. Conclusion: The results of this review suggest that CO consumptionhas beneficial effects on LDL-c, TC, and LDL-c/HDL-c ratio compared to OO. Therefore, its replacement with OO can have cardioprotective impacts.
Davis KM, Petersen KS, Bowen KJ, Jones PJH, Taylor CG, Zahradka P, Letourneau K, Perera D, Wilson A, Wagner PR, Kris-Etherton PM, West SG. Effects of Diets Enriched with Conventional or High-Oleic Canola Oils on Vascular Endothelial Function: A Sub-Study of the Canola Oil Multi-Centre Intervention Trial 2 (COMIT-2), a Randomized Crossover Controlled Feeding Study. Nutrients. 2022 Aug 18;14(16):3404. doi: 10.3390/nu14163404.
Abstract. Partial replacement of saturated fatty acids (SFA) with unsaturated fatty acids is recommended to reduce cardiovascular disease (CVD) risk. Monounsaturated fatty acids (MUFA), including oleic acid, are associated with lower CVD risk. Measurement of flow-mediated dilation of the brachial artery (FMD) is the gold standard for measuring endothelial function and predicts CVD risk. This study examined the effect of partially replacing SFA with MUFA from conventional canola oil and high-oleic acid canola oil on FMD. Participants (n = 31) with an elevated waist circumference plus ≥1 additional metabolic syndrome criterion completed FMD measures as part of the Canola Oil Multi-Centre Intervention Trial 2 (COMIT-2), a multi-center, double-blind, three-period crossover, controlled feeding randomized trial. Diet periods were 6 weeks, separated by ≥4-week washouts. Experimental diets were provided during all feeding periods. Diets only differed by the fatty acid profile of the oils: canola oil (CO; 17.5% energy from MUFA, 9.2% polyunsaturated fatty acids (PUFA), 6.6% SFA), high-oleic acid canola oil (HOCO; 19.1% MUFA, 7.0% PUFA, 6.4% SFA), and a control oil blend (CON; 11% MUFA, 10% PUFA, 12% SFA). Multilevel models were used to examine the effect of the diets on FMD. No significant between-diet differences were observed for average brachial artery diameter (CO: 6.70 ± 0.15 mm, HOCO: 6.57 ± 0.15 mm, CON: 6.73 ± 0.14 mm; p = 0.72), peak brachial artery diameter (CO: 7.11 ± 0.15 mm, HOCO: 7.02 ± 0.15 mm, CON: 6.41 ± 0.48 mm; p = 0.80), or FMD (CO: 6.32 ± 0.51%, HOCO: 6.96 ± 0.49%, CON: 6.41 ± 0.48%; p = 0.81). Partial replacement of SFA with MUFA from CO and HOCO had no effect on FMD in participants with or at risk of metabolic syndrome.
Yahay M, Heidari Z, Allameh Z, Amani R. The effects of canola and olive oils consumption compared to sunflower oil, on lipid profile and hepatic steatosis in women with polycystic ovarian syndrome: a randomized controlled trial. Lipids Health Dis. 2021 Jan 29;20(1):7. doi: 10.1186/s12944-021-01433-9.
Abstract. Background: Polycystic Ovarian Syndrome (PCOS) is one of the most common endocrinopathies and metabolic disorders in women during their reproductive years. It is often associated with dyslipidemia and other risk factors of cardiovascular diseases (CVD). This study was aimed to evaluate dietary intervention effects with canola and olive oils compared to sunflower oil on lipid profile and fatty liver severity among women with PCOS. Method: This study was a 10-week intervention including 72 women with PCOS. Patients were randomly assigned to three groups for receiving 25 g/day canola, olive, or sunflower oils for 10 weeks. The primary and secondary outcomes were to assess changes in lipid profile and in fatty liver severity, respectively. Result: At the end of the study, 72 patients with a mean age of 29.31 were analysed. Canola oil consumption resulted in a significant reduction in serum levels of TG (P = 0.002) and TC/HDL (P = 0.021), LDL/HDL (P = 0.047), and TG/HDL (P = 0.001) ratios, however, there was no significant reduction in lipid profile following olive oil consumption. Canola (P < 0.001) and olive oils (P = 0.005) could significantly reduce the fatty liver grade. Moreover, HOMA-IR in both canola (P < 0.001) and olive (P = 0.004) groups was significantly decreased. Conclusion: In total, compared to olive and sunflower oils, significant improvements in lipid profile, liver function, and HOMA-IR were observed following canola oil consumption in women with PCOS.
Khandouzi N, Zahedmehr A, Nasrollahzadeh J. Effects of canola or olive oil on plasma lipids, lipoprotein-associated phospholipase A2 and inflammatory cytokines in patients referred for coronary angiography. Lipids Health Dis. 2020 Aug 14;19(1):183. doi: 10.1186/s12944-020-01362-z.
Abstract. Background: The potential cardioprotective benefits of olive oil (OO) and canola oil (CO) consumption have been shown in some studies. The present study compared the effects of CO and OO on plasma lipids, some inflammatory cytokines, and lipoprotein-associated phospholipase A2 (Lp-PLA2) mass and activity in patients undergoing coronary angiography. Methods: The current randomized, controlled, parallel-arm, clinical trial involved 48 patients (44 men and 4 women, aged 57.63 ± 6.34 years) with at least one classic cardiovascular risk factor (hypertension, dyslipidemia, or diabetes) who referred for coronary angiography. Patients were randomly divided into two groups and received 25 mL/day refined olive oil (n = 24) or canola oil (n = 24) for 6 weeks. Plasma lipids, some selected inflammatory markers, and Lp-PLA2 levels were measured at baseline and after the intervention. Results: CO consumption produced a significant reduction in plasma Lp-PLA2 mass (- 0.97 ± 1.84 vs. 0.34 ± 1.57 ng/mL, p = 0.008 for CO and OO, respectively), whereas the mean changes in interleukine-6 concentration were significantly lower after OO consumption compared with CO (- 9.46 ± 9.46 vs. -0.90 ± 6.80 pg/mL, p = 0.008 for OO and CO, respectively). After 6 weeks of intervention, no significant changes were observed in plasma Lp-PLA2 activity, complement C3, C4, or lipid profiles in the two intervention groups. Conclusions: Comparing the two vegetable oils in subjects with cardiovascular risk factors showed that the consumption of olive oil is more effective in reducing the level of inflammatory cytokine interleukine-6, whereas canola oil was more effective in lowering Lp-PLA2 levels; however, this finding should be interpreted with caution, because Lp-PLA2 activity did not change significantly.
Ruyter B, Sissener NH, Østbye TK, Simon CJ, Krasnov A, Bou M, Sanden M, Nichols PD, Lutfi E, Berge GM. n-3 Canola oil effectively replaces fish oil as a new safe dietary source of DHA in feed for juvenile Atlantic salmon. Br J Nutr. 2019 Dec 28;122(12):1329-1345. doi: 10.1017/S0007114519002356.
Abstract. Limited availability of fish oils (FO), rich in n-3 long-chain (≥C20) PUFA, is a major constraint for further growth of the aquaculture industry. Long-chain n-3 rich oils from crops GM with algal genes are promising new sources for the industry. This project studied the use of a newly developed n-3 canola oil (DHA-CA) in diets of Atlantic salmon fingerlings in freshwater. The DHA-CA oil has high proportions of the n-3 fatty acids (FA) 18 : 3n-3 and DHA and lower proportions of n-6 FA than conventional plant oils. Levels of phytosterols, vitamin E and minerals in the DHA-CA were within the natural variation of commercial canola oils. Pesticides, mycotoxins, polyaromatic hydrocarbons and heavy metals were below lowest qualifiable concentration. Two feeding trials were conducted to evaluate effects of two dietary levels of DHA-CA compared with two dietary levels of FO at two water temperatures. Fish increased their weight approximately 20-fold at 16°C and 12-fold at 12°C during the experimental periods, with equal growth in salmon fed the FO diets compared with DHA-CA diets. Salmon fed DHA-CA diets had approximately the same EPA+DHA content in whole body as salmon fed FO diets. Gene expression, lipid composition and oxidative stress-related enzyme activities showed only minor differences between the dietary groups, and the effects were mostly a result of dietary oil level, rather than the oil source. The results demonstrated that DHA-CA is a safe and effective replacement for FO in diets of Atlantic salmon during the sensitive fingerling life-stage.