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Al222
Al222 (25707 pt) 28-Nov-2025 11:50

Uva syrah (Vitis vinifera L.)

L’uva syrah (Shiraz) è una varietà di vite da vino appartenente alla specie Vitis vinifera, famiglia botanica delle Vitaceae. I grappoli sono di solito compatti, con acini medio-piccoli, buccia spessa di colore blu-violaceo scuro e polpa succosa. È coltivata in molti paesi (in particolare Francia, Australia, Sudafrica e regioni vinicole mediterranee) e si adatta bene a climi caldi o temperati, producendo vini di buona struttura.

Come “ingrediente” alimentare, l’uva shiraz è destinata principalmente alla vinificazione e viene utilizzata per ottenere vini rossi dal colore intenso, spesso con note di frutti neri (mora, prugna), spezie (pepe nero) e, a seconda del terroir e dell’affinamento, sfumature balsamiche, tostate o di cioccolato. Gli acini, come quelli di altre uve da vino, contengono zuccheri, acidi organici, polifenoli (tra cui tannini e resveratrolo) e piccole quantità di vitamine e minerali. In forma fresca è consumata più raramente rispetto alle uve da tavola, ma può essere impiegata in piccole quantità in preparazioni gastronomiche abbinate ai vini shiraz, come salse, riduzioni o piatti a base di carne.

Nome comune: Uva Syrah (o Shiraz)

Pianta di origine: Vitis vinifera L.

Regno: Plantae
Clado: Angiosperme
Clado: Eudicotiledoni
Ordine: Vitales
Famiglia: Vitaceae
Genere: Vitis
Specie: Vitis vinifera L.
Cultivar: Syrah (Shiraz)


Coltivazione e condizioni di crescita

Clima:
La Syrah si adatta molto bene ai climi caldi e temperati, dove sviluppa pienamente il suo profilo aromatico. È diffusa in aree mediterranee, continentali miti e regioni a forte insolazione. Teme l’umidità eccessiva e i ristagni, che favoriscono malattie fungine. Resiste discretamente alla siccità.

Esposizione:
Richiede piena esposizione solare. L’intensa luminosità permette una maturazione ottimale delle bucce, da cui derivano colore, tannini e aromi. Siti collinari ben ventilati sono ideali per evitare accumuli di umidità.

Terreno:
La Syrah cresce bene in suoli ben drenati, preferibilmente:

  • argillosi-calcarei, che offrono struttura e freschezza;

  • ghiaiosi o sabbiosi, che favoriscono il drenaggio e la concentrazione aromatica.
    Il pH ideale va da 6,0 a 7,5. Terreni compatti o soggetti a ristagni d’acqua aumentano il rischio di marciumi radicali.

Irrigazione:
Generalmente poco esigente, necessita tuttavia di un minimo apporto idrico nelle fasi critiche (allegagione e invaiatura), specialmente in ambienti molto aridi. L’eccesso d’acqua riduce la qualità delle uve e diluisce le componenti aromatiche.

Temperatura:

  • Germogliamento: 10–12 °C

  • Crescita ottimale: 20–30 °C

  • Rischio danni da gelo sotto –2 °C durante la fioritura
    Le elevate temperature estive (anche oltre 35 °C) favoriscono concentrazione zuccherina, ma possono anticipare troppo la maturazione se non gestite correttamente.

Concimazione:
La vite Syrah richiede una fertilizzazione moderata ed equilibrata:

  • Azoto: essenziale ma da dosare con attenzione per evitare eccesso di vegetazione.

  • Fosforo: utile per la fioritura e l’allegagione.

  • Potassio: fondamentale per accumulo zuccherino, colore e maturazione fenolica.
    La sostanza organica migliora struttura e ritenzione idrica del terreno.

Cure colturali:

  • Potatura secca e verde per gestire carico produttivo e aerazione del grappolo.

  • Gestione della chioma per favorire la luce diretta e ridurre malattie.

  • Monitoraggio per oidio, peronospora e botrite, patogeni a cui la Syrah è sensibile.

  • Controllo di tignole e insetti fitofagi, se presenti.

Raccolta:
La vendemmia avviene generalmente tra fine estate e inizio autunno, quando le uve raggiungono la piena maturità zuccherina e fenolica. I grappoli maturano con colore scuro intenso, bucce ricche di polifenoli e aromi tipici di frutti neri e spezie.

Moltiplicazione:
La Syrah si moltiplica principalmente per talea o mediante innesto su portinnesti resistenti, scelti in base al tipo di suolo e alle condizioni climatiche. L’innesto garantisce vigoria controllata e resistenza alla fillossera.

Valore calorico (acini freschi, 100 g)
Circa 65–75 kcal per 100 g (prevalenza di zuccheri semplici; in vinificazione gli zuccheri fermentano producendo etanolo).

Principali sostanze contenute
Zuccheri fermentescibili: glucosio e fruttosio (alla raccolta tipica °Brix ~22–25).
Acidi organici: tartarico (predominante) e malico; pH del mosto in genere 3,3–3,7; TA ~5–7 g/L come acido tartarico.
Polifenoli: antociani (malvidina-3-glucoside predominante), flavonoli (quercetina), tannini di bucce e vinaccioli.
Aromi/precursori: terpeni minori e norisoprenoidi; rotundone (sesquiterpene associato alla nota di pepe nero); composti solforati in traccia.
Nutrienti per lieviti: YAN (azoto assimilabile) variabile, critico per la cinetica fermentativa.

Processo di produzione
Viticoltura: gestione della chioma per bilanciare zuccheri/acidità e proteggere da scottature; defogliazione mirata per fenolici e sanità; rese moderate per concentrazione.
Raccolta: decisione su °Brix, pHTA e maturità fenolica (seme/buccia); vendemmia manuale o meccanica con cernita.
Vinificazione in rosso: diraspatura e, se utile, pigiatura; solfitazione controllata; inoculo lieviti; macerazione su bucce (da pochi giorni a >20) con rimontaggi/délestage; controllo della temperatura; possibile macerazione post-fermentativa; quindi pressatura/svinatura e, se desiderato, malolattica.
Affinamento: acciaio/cemento per stili fruttati; legno (barrique, tonneau, botti grandi) per integrazione tannica e complessità; gestione dell’ossigeno con attenzione a TPO.
Stili alternativi: rosato da salasso; cofermentazione storica con piccole quote di uve bianche in alcune aree.
Imbottigliamento: stabilità tartarica/proteica, filtrazione, solfitazione finale, controllo dell’ossigeno disciolto (DO).

Proprietà sensoriali e tecnologiche
Colore: rubino-porpora intenso per alta dotazione di antociani.
Aromi: frutti scuri (mora, prugna), violetta; pepe nero (da rotundone) più evidente in condizioni più fresche; in climi caldi emergono mora matura, liquirizia, talvolta cioccolato.
Bocca: corpo medio–pieno, tannino da medio a marcato; acidità moderata; alcol potenziale 13–15,5% ABV secondo maturità.
Tecnologia: elevata capacità estrattiva; tempi/temperature di macerazione bilanciano colore e tannino; micro-ossigenazione o legno favoriscono integrazione polifenica.

Impieghi alimentari
Vini rossi fermi su ampia gamma stilistica; rosati; tagli con altre varietà; distillati da vinacce; aceti di vino; uso culinario di mosto/vino in riduzioni e salse.

Nutrizione e salute
Gli acini apportano acqua, zuccheri e polifenoli; nel vino la presenza di alcol richiede consumo responsabile. I polifenoli influenzano colore e astringenza; l’effetto nutrizionale dipende da porzione e contesto dietetico.

Qualità e specifiche (temi tipici)
Uva: °Brix target 22–25, TA/pH coerenti con lo stile, sanità microbiologica, residui entro limiti; bucce e vinaccioli integri.
Mosto/vino: colore (indice antociani), TPI (indice polifenoli totali), YAN, cinetica fermentativa; SO₂ libera/totale; torbidità/filtrabilità; DO/TPO sotto controllo; stabilità tartarica.
Conformità a disciplinari e pratiche enologiche; tracciabilità e GMP di cantina.

Conservazione e shelf-life
Uva: catena del freddo prima della lavorazione, protezione da ossidazioni e contaminazioni; tempi stretti tra raccolta e pigiatura.
Vino: conservazione a temperatura stabile, al buio, con DO basso; vetro e chiusure idonei; monitoraggio di SO₂ nel tempo.

Allergeni e sicurezza
L’uva non è tra gli allergeni maggiori; i vini contengono solfiti (aggiunti o endogeni) da dichiarare. L’igiene di cantina deve prevenire alterazioni (per esempio Brettanomyces e fenoli volatili).

Funzioni INCI in cosmesi
Derivati tipici: Vitis Vinifera (Grape) Seed Oil (emolliente/occlusivo), Vitis Vinifera (Grape) Fruit/Leaf/Skin Extract (antioxidant, skin conditioning, astringente blando). L’olio di vinaccioli è apprezzato per rapporto PUFA/MUFA e tocoferoli; gli estratti di bucce/semi per proantocianidine.

Troubleshooting
Pepatura debole: raccolta troppo matura o fermentazioni calde → anticipare vendemmia, raffreddare uve/mosti, gestione riduttiva per preservare rotundone.
Tannino duro/astringenza eccessiva: estrazione spinta o vinaccioli acerbi → accorciare macerazione, evitare rottura dei vinaccioli, affinare in legno o con micro-ossigenazione.
Fermentazioni lente/bloccate: YAN basso o temperatura non ottimale → integrare nutrienti, gestire inoculo e profilo termico.
Ossidazioni precoci: DO/TPO elevati → migliorare inerzia gas, colmature e barriere all’ossigeno.
Note animali/fenoliche: contaminazione da Brett → sanificazione delle botti, SO₂ adeguata, igiene rigorosa.

Sostenibilità e filiera
Viticoltura integrata/biologica, gestione idrica ed energetica, riduzione degli input di rame/zolfo, valorizzazione dei sottoprodotti (vinaccioli, bucce) e controllo degli effluenti verso target BOD/COD migliorano l’impronta. Imballaggi leggeri/riciclabili e logistica efficiente riducono le emissioni.

Conclusione
L’uva syrah offre versatilità stilistica e un profilo sensoriale distintivo, con colore profondo, spezie e frutto scuro. La qualità dipende da maturità tecnologica e fenolica, gestione di macerazione e ossigeno e scelte di affinamento; con pratiche curate si ottengono vini stabili, espressivi e longevi.

Mini-glossario
°Brix — gradi brix: percentuale in massa di zuccheri solubili nel mosto.
pH — misura dell’acidità; influenza stabilità, colore ed estrazioni.
TA — acidità titolabile: grammi di acido tartarico per litro.
YAN — yeast assimilable nitrogen: azoto assimilabile dai lieviti.
TPI — indice dei polifenoli totali: stima della carica fenolica.
SO₂ — anidride solforosa (libera/totale).
DO — dissolved oxygen: ossigeno disciolto nel vino.
TPO — total package oxygen: ossigeno totale all’imbottigliamento.
ABV — alcohol by volume: titolo alcolometrico in volume.
PUFA/MUFA — poli/monoinsaturi.
BOD/COD — biochemical/chemical oxygen demand: indicatori del carico organico degli effluenti.
GMP — good manufacturing practice: buone pratiche di produzione.
Solfiti — composti a base di zolfo usati come antiossidanti/conservanti nel vino.

Bibliografia__________________________________________________________________________

Kang W, Bindon KA, Wang X, Muhlack RA, Smith PA, Niimi J, Bastian SEP. Chemical and Sensory Impacts of Accentuated Cut Edges (ACE) Grape Must Polyphenol Extraction Technique on Shiraz Wines. Foods. 2020 Jul 31;9(8):1027. doi: 10.3390/foods9081027.

Abstract. Accentuated Cut Edges (ACE) is a recently developed grape must extraction technique, which mechanically breaks grape skins into small fragments but maintains seed integrity. This study was the first to elucidate the effect of ACE on Shiraz wine's basic chemical composition, colour, phenolic compounds, polysaccharides and sensory profiles. A further aim was to investigate any potential influence provided by ACE on the pre-fermentation water addition to must. ACE did not visually affect Shiraz wine colour, but significantly enhanced the concentration of tannin and total phenolics. Wine polysaccharide concentration was mainly increased in response to the maceration time rather than the ACE technique. ACE appeared to increase the earthy/dusty flavour, possibly due to the different precursors released by the greater skin breakage. The pre-fermentation addition of the water diluted the wine aromas, flavours and astringency profiles. However, combining the ACE technique with water addition enhanced the wine textural quality by increasing the intensities of the crucial astringent wine quality sub-qualities, adhesive and graininess. Furthermore, insights into the chemical factors influencing the astringency sensations were provided in this study. This research indicates that wine producers may use ACE with pre-fermentation water dilution to reduce the wine alcohol level but maintain important textural components.

Antalick G, Šuklje K, Blackman JW, Meeks C, Deloire A, Schmidtke LM. Influence of Grape Composition on Red Wine Ester Profile: Comparison between Cabernet Sauvignon and Shiraz Cultivars from Australian Warm Climate. J Agric Food Chem. 2015 May 13;63(18):4664-72. doi: 10.1021/acs.jafc.5b00966. 

Abstract. The relationship between grape composition and subsequent red wine ester profile was examined. Cabernet Sauvignon and Shiraz, from the same Australian very warm climate vineyard, were harvested at two different stages of maturity and triplicate wines were vinified. Grape analyses focused on nitrogen and lipid composition by measuring 18 amino acids by HPLC-FLD, 3 polyunsaturated fatty acids, and 6 C6-compounds derived from lipid degradation by GC-MS. Twenty esters and four higher alcohols were analyzed in wines by HS-SPME-GC-MS. Concentrations of the ethyl esters of branched acids were significantly affected by grape maturity, but the variations were inconsistent between cultivars. Small relative variations were observed between wines for ethyl esters of fatty acids, whereas higher alcohol acetates displayed the most obvious differences with concentrations ranging from 1.5- to 26-fold higher in Shiraz than in Cabernet Sauvignon wines regardless of the grape maturity. Grape analyses revealed the variations of wine ester composition might be related to specific grape juice nitrogen composition and lipid metabolism. To the authors' knowledge the present study is the first to investigate varietal differences in the ester profiles of Shiraz and Cabernet Sauvignon wines made with grapes harvested at different maturity stages.

Davies C, Nicholson EL, Böttcher C, Burbidge CA, Bastian SE, Harvey KE, Huang AC, Taylor DK, Boss PK. Shiraz wines made from grape berries (Vitis vinifera) delayed in ripening by plant growth regulator treatment have elevated rotundone concentrations and "pepper" flavor and aroma. J Agric Food Chem. 2015 Mar 4;63(8):2137-44. doi: 10.1021/jf505491d.

Abstract. Preveraison treatment of Shiraz berries with either 1-naphthaleneacetic acid (NAA) or Ethrel delayed the onset of ripening and harvest. NAA was more effective than Ethrel, delaying harvest by 23 days, compared to 6 days for Ethrel. Sensory analysis of wines from NAA-treated fruit showed significant differences in 10 attributes, including higher "pepper" flavor and aroma compared to those of the control wines. A nontargeted analysis of headspace volatiles revealed modest differences between wines made from control and NAA- or Ethrel-treated berries. However, the concentration of rotundone, the metabolite responsible for the pepper character, was below the level of detection by solid phase microextraction-gas chromatography-mass spectrometry in control wines, low in Ethrel wines (2 ng/L), and much higher in NAA wines (29 ng/L). Thus, NAA, and to a lesser extent Ethrel, treatment of grapes during the preveraison period can delay ripening and enhance rotundone concentrations in Shiraz fruit, thereby enhancing wine "peppery" attributes.

Fang Y, Kravchuk O, Taylor DK. Chemical Changes in Grape Stem and Their Relationship to Stem Color throughout Berry Ripening in Vitis vinifera L. cv Shiraz. J Agric Food Chem. 2015 Feb 4;63(4):1242-1250. doi: 10.1021/jf504215e. 

Abstract. Little attention has been paid to the color change or chemical compositional changes that occur in grape stems and how this correlates with the berry ripening process. Recently we have found that the change in grape peduncle color of Shiraz (Vitis vinifera) from green at veraison to predominantly brown at harvest occurs in parallel with berry ripening and as such may represent a new way of assisting in the prediction of grape maturity and harvest date. We have now investigated further the link between certain key chemical compositional changes that occur in the grape stem (peduncle and rachis) from veraison to harvest and how these attributes correlate with the observed color change in the vineyard. We report that peduncle moisture content has an excellent linear correlation with the color hue value and is negatively correlated in a strong fashion with the chlorophyll and carotenoid pigment ratio (Ca+b/Cx+c) within the peduncles. Significant differences in the moisture content, total chlorophylls (including chlorophyll a and b levels), total carotenoids, total phenolics, and the antioxidant capacity (DPPH) levels between the peduncles and rachises were found as they evolve from veraison to harvest. Finally, we have demonstrated for the first time that peduncle moisture content codevelops with the prototypical berry ripeness parameters (oBrix, pH, TA), which provides for the development of a new approach for viticulturists and winemakers to evaluate grape ripeness through peduncle moisture levels and therefore assist in harvest decision making.

Boss PK, Davies C, Robinson SP. Analysis of the Expression of Anthocyanin Pathway Genes in Developing Vitis vinifera L. cv Shiraz Grape Berries and the Implications for Pathway Regulation. Plant Physiol. 1996 Aug;111(4):1059-1066. doi: 10.1104/pp.111.4.1059. 

Abstract. Anthocyanin synthesis in Vitis vinifera L. cv Shiraz grape berries began 10 weeks postflowering and continued throughout berry ripening. Expression of seven genes of the anthocyanin biosynthetic pathway (phenylalanine ammonia lyase [PAL], chalcone synthase [CHS], chalcone isomerase [CHI], flavanone-3-hydroxylase [F3H], dihydroflavonol 4-reductase [DFR], leucoanthocyanidin dioxygen-ase [LDOX], and UDP glucose-flavonoid 3-o-glucosyl transferase [UFGT]) was determined. In flowers and grape berry skins, expression of all of the genes, except UFGT, was detected up to 4 weeks postflowering, followed by a reduction in this expression 6 to 8 weeks postflowering. Expression of CHS, CHI, F3H, DFR, LDOX, and UFGT then increased 10 weeks postflowering, coinciding with the onset of anthocyanin synthesis. In grape berry flesh, no PAL or UFGT expression was detected at any stage of development, but CHS, CHI, F3H, DFR, and LDOX were expressed up to 4 weeks postflowering. These results indicate that the onset of anthocyanin synthesis in ripening grape berry skins coincides with a coordinated increase in expression of a number of genes in the anthocyanin biosynthetic pathway, suggesting the involvement of regulatory genes. UFGT is regulated independently of the other genes, suggesting that in grapes the major control point in this pathway is later than that observed in maize, petunia, and snapdragon.

Garrido-Bañuelos G, Buica A, Schückel J, Zietsman AJJ, Willats WGT, Moore JP, Du Toit WJ. Investigating the relationship between grape cell wall polysaccharide composition and the extractability of phenolic compounds into Shiraz wines. Part I: Vintage and ripeness effects. Food Chem. 2019 Apr 25;278:36-46. doi: 10.1016/j.foodchem.2018.10.134. Epub 2018 Oct 30. PMID: 30583384.

Garrido-Bañuelos G, Buica A, Schückel J, Zietsman AJJ, Willats WGT, Moore JP, Du Toit WJ. Investigating the relationship between cell wall polysaccharide composition and the extractability of grape phenolic compounds into Shiraz wines. Part II: Extractability during fermentation into wines made from grapes of different ripeness levels. Food Chem. 2019 Apr 25;278:26-35. doi: 10.1016/j.foodchem.2018.10.136. Epub 2018 Oct 30. PMID: 30583371.

Souza EL, Nascimento TS, Magalhães CM, Barreto GA, Leal IL, Dos Anjos JP, Machado BAS. Development and Characterization of Powdered Antioxidant Compounds Made from Shiraz (Vitis vinifera L.) Grape Peels and Arrowroot (Maranta arundinacea L.). ScientificWorldJournal. 2022 Apr 26;2022:7664321. doi: 10.1155/2022/7664321.