I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono una vasta classe di oltre 4.700 composti chimici sintetici, utilizzati per la loro elevata resistenza chimica e termica. Sono stati sviluppati a partire dagli anni ‘40 e vengono impiegati in industria, alimentazione, tessili, elettronica e salute. Tuttavia, la loro persistenza nell'ambiente e negli organismi viventi ha sollevato preoccupazioni a livello globale.
1. Composizione e struttura chimica
I PFAS sono caratterizzati da legami carbonio-fluoro (C-F) estremamente forti, che conferiscono loro stabilità chimica e resistenza alla degradazione. Sono suddivisi in due categorie principali:
- PFOS (Perfluorooctanesulfonate) e PFOA (Perfluorooctanoic acid) → composti a catena lunga, ora vietati in molti paesi a causa della loro elevata tossicità e bioaccumulabilità.
- PFAS a catena corta (es. GenX e PFBS) → sviluppati come alternative, ma anch’essi sotto indagine per possibili effetti tossici.
2. Dove si trovano i PFAS?
I PFAS sono ampiamente utilizzati in prodotti di uso quotidiano e industriale. Alcuni degli usi principali includono:
a. Imballaggi alimentari e utensili da cucina
- Carta per alimenti, come cartoni per pizza e involucri per fast food, rivestiti con PFAS per resistere a olio e grasso.
- Padelle antiaderenti in Teflon (PTFE - politetrafluoroetilene).
- Contenitori in plastica per alimenti.
b. Abbigliamento e tessuti tecnici
- Gore-Tex, Kevlar e altri tessuti impermeabili.
- Vestiti antimacchia e idrorepellenti.
- Moquette e tappeti trattati per resistere a macchie e acqua.
c. Cosmetici e prodotti per la cura personale
- Alcuni fondotinta, mascara e rossetti contengono PFAS per garantire resistenza all’acqua e lunga durata.
- Creme solari e prodotti per la pelle.
d. Industria e elettronica
- Schiume antincendio usate per estinguere incendi di carburanti (grande fonte di contaminazione).
- Lubrificanti industriali e adesivi.
- Circuiti stampati ed elettronica.
e. Acqua potabile e ambiente
- I PFAS contaminano le falde acquifere a causa dello scarico industriale e delle discariche.
- Studi mostrano che in alcune zone, specialmente vicino a impianti industriali e basi militari, le concentrazioni nei fiumi e laghi superano i limiti di sicurezza.
3. Effetti sulla salute
a. Tossicità e bioaccumulo
I PFAS sono definiti “forever chemicals” perché non si degradano facilmente e si accumulano nel corpo umano e nella catena alimentare. Hanno un’emivita di anni o decenni negli organismi viventi.
b. Possibili rischi per la salute (secondo studi epidemiologici e tossicologici)
- Disregolazione del sistema endocrino → alterazioni ormonali che possono influenzare la tiroide e la fertilità.
- Cancro → aumentato rischio di tumori renali, testicolari e pancreatici.
- Problemi metabolici → aumento del colesterolo, obesità, diabete.
- Effetti sul sistema immunitario → ridotta risposta ai vaccini e maggiore vulnerabilità alle infezioni.
- Disturbi dello sviluppo fetale → basso peso alla nascita e alterazioni nel neurosviluppo.
NB: Il PFOA è stato classificato come cancerogeno per l’uomo (Gruppo 1 IARC, 2020).
4. Regolamentazione e restrizioni
Negli ultimi anni, l’Unione Europea, gli USA e altri paesi hanno adottato misure per limitare i PFAS:
- UE (2023-2024): divieto progressivo di molti PFAS in prodotti di consumo.
- EPA (Agenzia Protezione Ambientale USA): limiti severi nell’acqua potabile per PFOA e PFOS.
- Danimarca e Paesi Bassi: già vietato l’uso nei contenitori per alimenti.
Tuttavia, molte alternative ai PFAS (es. GenX) sono ancora in fase di studio e potrebbero presentare rischi simili.
5. Cosa possiamo fare per ridurre l'esposizione ai PFAS?
- Evitare padelle antiaderenti in Teflon danneggiate o surriscaldate.
- Evitare imballaggi alimentari anti-grasso, come carta per fast food e sacchetti di popcorn da microonde.
- Preferire cosmetici senza PFAS (leggere l’INCI e cercare alternative).
- Bere acqua filtrata con sistemi certificati per rimuovere i PFAS.
- Evitare tessuti idrorepellenti trattati con fluoropolimeri.
6. Conclusioni
I PFAS rappresentano un problema ambientale e sanitario globale, poiché sono persistenti, bioaccumulabili e potenzialmente tossici. Sebbene alcuni siano stati vietati, nuove alternative devono essere studiate a fondo prima di essere introdotte sul mercato. La regolamentazione sta evolvendo, ma nel frattempo, la riduzione dell'esposizione individuale è fondamentale per proteggere la salute.