Ciao, Visitatore!
 
 

🔍
RECENSIONE

Recensione

Al222
Al222 (25522 pt) 04-Dec-2025 19:34

Dicrateria rotunda (Dicrateria rotunda (N. Reynolds) El M. Bendif & I. Probert)

Microalga marina unicellulare appartenente alle Haptophyta, tipica del fitoplancton marino in acque temperate e fredde, inclusi ambienti dell’oceano Artico. Le cellule sono di piccole dimensioni (tipicamente pochi micrometri di diametro), con forma sferica o leggermente ovale, libere nell’acqua e prive di strutture calcificate. Presenta una colorazione da giallo–dorata a bruno–dorata dovuta alla presenza di plastidi fotosintetici.

A livello morfologico, Dicrateria rotunda forma cellule biflagellate, con due flagelli di lunghezza paragonabile al diametro cellulare che consentono motilità attiva nella colonna d’acqua. Il corpo cellulare contiene cloroplasti parietali di colore giallo–bruno, spesso in numero variabile in funzione dello stadio di crescita. In alcune descrizioni sono riportate scaglie circolari superficiali a disposizione radiale, osservabili solo in microscopia elettronica; i materiali di riserva comprendono soprattutto carboidrati di tipo leucosina e gocciole lipidiche intracellulari.

La composizione è caratterizzata da una quota significativa di lipidi, tra cui idrocarburi saturi a catena lineare (n-alcani con lunghezza di catena da C₁₀ a C₃₈), oltre a acidi grassi, proteine, carboidrati di riserva e pigmenti fotosintetici (clorofille e carotenoidi). La presenza di una serie estesa di n-alcani è un tratto peculiare del genere Dicrateria e in particolare di D. rotunda, che ha attirato interesse in relazione a possibili applicazioni nel campo dei biocarburanti e della chimica verde. La quantità relativa di idrocarburi e lipidi può aumentare in condizioni di stress, ad esempio in assenza di luce o in deficienza di azoto, con accumulo di gocciole oleose nel citoplasma.

Dal punto di vista ecologico, Dicrateria rotunda svolge il ruolo di produttore primario all’interno del plancton marino, contribuendo alla fotosintesi e al ciclo del carbonio negli ecosistemi oceanici. Le cellule possono fungere da fonte alimentare per organismi planctonici di ordine superiore (microzooplancton, larve di invertebrati), entrando così nella catena trofica marina. La capacità di sintetizzare idrocarburi lineari la rende inoltre interessante come modello per lo studio di vie biosintetiche degli alcani in ambiente marino.

Sul piano applicativo e sperimentale, Dicrateria rotunda è oggetto di coltivazione in ceppi puri in collezioni di microalghe e in studi di fisiologia algale, produzione lipidica e biosintesi di n-alcani. Parametri quali temperatura di crescita, disponibilità di nutrienti e condizioni luminose vengono modulati per valutare la risposta in termini di produzione di idrocarburi e composizione lipidica. La corretta identificazione taxonomica, il controllo delle condizioni di coltura e l’analisi dei profili di idrocarburi e pigmenti sono elementi centrali per l’utilizzo di Dicrateria rotunda come modello di interesse biotecnologico e ambientale.


Classificazione botanica

  • Dominio: Eukaryota
  • Clade: Haptophyta
  • Classe: Prymnesiophyceae
  • Ordine: Prymnesiales
  • Famiglia: Prymnesiaceae
  • Genere: Dicrateria
  • Specie: Dicrateria rotunda

Caratteristiche cellulari

Dicrateria rotunda è una microalga con caratteristiche cellulari peculiari:

  • Dimensioni: Le cellule misurano generalmente tra 4 e 10 µm di diametro.
  • Forma: Sferica o leggermente ellittica.
  • Flagelli: Possiede due flagelli per la motilità e un haptonema, utilizzato per l'alimentazione e la percezione ambientale.
  • Cloroplasti: Contiene cloroplasti per la fotosintesi, conferendo alle cellule una tonalità verde o dorata.
  • Produzione di Lipidi: È nota per l'elevato contenuto lipidico, inclusi idrocarburi e acidi grassi, utili per applicazioni industriali e biocarburanti.

Composizione chimica

Dicrateria rotunda è ricca di composti bioattivi che ne fanno una risorsa preziosa:

  • Lipidi: Alta concentrazione di lipidi neutri, idrocarburi e trigliceridi.
  • Acidi Grassi: Include acidi grassi omega-3, come l'acido eicosapentaenoico (EPA), utili per la salute e la nutrizione.
  • Proteine: Contenuto proteico moderato, adatto per applicazioni nutrizionali.
  • Carboidrati: Presenti in quantità minori, principalmente sotto forma di polisaccaridi di riserva.
  • Pigmenti: Contiene clorofille, carotenoidi e altri pigmenti essenziali per la fotosintesi.

Habitat ed ecologia

  • Ambiente: Dicrateria rotunda si trova in ambienti marini, spesso in acque ricche di nutrienti.
  • Gamma di Temperature: Preferisce temperature moderate o calde.
  • Ruolo nell'Ecosistema:
    • Contribuisce alla rete alimentare marina come produttore primario.
    • Gioca un ruolo importante nel sequestro del carbonio attraverso la fotosintesi.
    • Produce composti che influenzano le interazioni tra microrganismi e plancton.

Applicazioni

Le proprietà uniche di Dicrateria rotunda la rendono interessante per diverse applicazioni industriali e ambientali:

  • Produzione di Biocarburanti:

    • L'elevato contenuto lipidico, in particolare gli idrocarburi, la rende un candidato promettente per la produzione di biodiesel e altre forme di energia rinnovabile.
  • Applicazioni Nutrizionali:

    • Ricca di acidi grassi omega-3, è potenzialmente utile in acquacoltura e come integratore alimentare umano.
  • Monitoraggio Ambientale:

    • Utilizzata come bioindicatore negli ecosistemi marini per monitorare i cambiamenti nella qualità dell'acqua e nei livelli di nutrienti.
  • Biotecnologia:

    • Potenziale fonte di biocomposti preziosi, inclusi pigmenti e antiossidanti, per cosmetici e prodotti farmaceutici.

Come coltivare Dicrateria rotunda

La coltivazione di Dicrateria rotunda richiede condizioni specifiche per ottimizzare la crescita e la produzione di lipidi:

  1. Terreno di Coltura: Necessita di acqua marina o acqua marina artificiale arricchita con nutrienti come nitrati, fosfati e oligoelementi.
  2. Luce: Richiede un'intensità luminosa moderata o alta per la fotosintesi. Cicli luce-buio sono generalmente mantenuti per simulare condizioni naturali.
  3. Temperatura: Cresce bene a temperature comprese tra 20°C e 30°C.
  4. Aerazione: Richiede un'adeguata aerazione per mantenere i livelli di ossigeno e prevenire la sedimentazione.
  5. Raccolta: Le cellule vengono raccolte mediante centrifugazione o filtrazione, a seconda della scala di coltivazione.

Considerazioni ambientali e di sicurezza

  • Ruolo ambientale:

    • Contribuisce al ciclo del carbonio marino e supporta le reti alimentari acquatiche.
    • Potenziale per la coltivazione su larga scala per sequestrare anidride carbonica.
  • Sicurezza:

    • Non tossica e sicura per applicazioni in acquacoltura e nutrizione.
    • La gestione accurata è necessaria per evitare impatti ecologici indesiderati nelle coltivazioni su larga scala.

Ricerca e potenziale futuro

La ricerca su Dicrateria rotunda è in continua espansione, con studi che esplorano il suo utilizzo per biocarburanti sostenibili, integratori nutrizionali e biotecnologie marine. La sua capacità unica di produrre idrocarburi la rende una risorsa promettente per affrontare le sfide globali legate all'energia e all'ambiente.

Bibliografia__________________________________________________________________________

Marlowe, I. T., Green, J. C., Neal, A. C., Brassell, S. C., Eglinton, G., & Course, P. A. (1984). Long chain (n-C37–C39) alkenones in the Prymnesiophyceae. Distribution of alkenones and other lipids and their taxonomic significance. British Phycological Journal, 19(3), 203-216.

Abstract. Long chain (C37–C39) n-alkenones, esters of polyunsaturated n-C36 acids and C27–C29 sterols have been examined in thirteen species from nine genera of algae from the class Prymnesiophyceae and appear to have chemotaxonomic value. The alkenones and esters have been shown to occur in Chrysotila lamellosa and three species of Isochrysis and their presence in Emiliania huxleyi has been confirmed. They were absent from five other members of the order Isochrysidales, and from those representatives of the orders Coccosphaerales, Prymnesiales and Pavlovales examined. This discrimination was reflected in the distribution of the sterols; all five of the above-named species having high concentrations of 24-methylcholesta-5,22E-dien-3β-ol relative to cholest-5-en-3β-ol (cholesterol). In contrast, the former sterol is a minor component in, or is absent from, members of the Prymnesiales and Pavlovales. The sterol distributions suggest that some species at present included in the Isochrysidales (e.g. Ochrosphaera) have closer affinities with species of the Prymnesiales. The Isochrysidales is therefore not a natural taxonomic unit. Pavlova lutheri has sterols and fatty acids in common with members of the Isochrysidales and Prymnesiales, suggesting that the Pavlovales are a relatively ancient group within the Prymnesiophyceae. The distribution of hydrocarbons, fatty acids and carotenoids within the class can provide additional information of taxonomic value in isolated instances.

Bendif, E. M., Probert, I., Schroeder, D. C., & de Vargas, C. (2013). On the description of Tisochrysis lutea gen. nov. sp. nov. and Isochrysis nuda sp. nov. in the Isochrysidales, and the transfer of Dicrateria to the Prymnesiales (Haptophyta). Journal of applied phycology, 25, 1763-1776.

Abstract. The Isochrysidaceae is a family of non-calcifying organisms within the haptophyte order Isochrysidales. Isochrysis galbana, a species widely used as a food source in aquaculture, is the best-known representative of this family that contains three genera but only six described species. We sequenced partial nuclear small subunit (SSU) and large subunit rDNA and mitochondrial cytochrome oxidase 1 genes of 34 isochrysidacean culture strains (including authentic strains when available) and compared molecular phylogenetic inferences with cytological and ultrastructural observations. The isochrysidaceaen culture strain Isochrysis affinis galbana (Tahiti isolate), widely used in aquaculture and commonly known as T-Iso, is clearly genetically distinct from Isochrysis galbana, despite seemingly being morphologically identical. A strain with a similar ultrastructure to that of Isochrysis galbana except for the lack of body scales had sequences that were more similar to but still distinct from those of Isochrysis galbana. Dicrateria inornata, a species that lacks body scales, is classified within the Isochrysidaceae, but the SSU rDNA sequence of the authentic strain of this species matches that of Imantonia rotunda within another haptophye order, the Prymnesiales. D. inornata and Imantonia rotunda have similar ultrastructure except for the respective absence/presence of scales. These results lead us to propose the erection of one new genus (Tisochrysis gen. nov.) and two new species (Tisochrysis lutea sp. nov. and Isochrysis nuda sp. nov.). D. inornata is reclassified within the Prymnesiales, and Imantonia rotunda is transferred to this genus (Dicrateria rotunda comb. nov.).

Green, J. C., & Pienaar, R. N. (1977). The taxonomy of the order Isochrysidales (Prymnesiophyceae) with special reference to the genera Isochrysis Parke, Dicrateria Parke and Imantonia Reynolds. Journal of the Marine Biological Association of the United Kingdom, 57(1), 7-17.

Abstract. The order Isochrysidales was erected by Pascher in 1910 to accommodate chrysomonads with two equal flagella. It was based on the family Hymenomonadaceae (Senn, 1900) and included such genera as Synura Ehrenberg (later shown to be heterokont and therefore incorrectly placed here; Hovasse, 1949; Manton, 1955), Wyssotzkia Lemmermann and Hymenomonas Stein. Papenfuss (1955) used the name in a similar sense but encompassing also the coccolithophorids, while those genera with two equal flagella and a ‘short third flagellum’ ((Prymnesium Massart, Platychrysis N. Carter, Chrysochromulina Lackey) were placed in the order Prymnesiales. Subsequently it was demonstrated that members of the Isochrysidales and Prymnesiales differ from other chrysomonads in that the two true flag-ella are smooth with no coarse hairs (‘mastigonemes’) and that the third appendage found in genera of the latter order is a unique structure, termed the ‘haptonema’ by Parke, Manton & Clarke (1955). On the basis of these observations, Christensen (1962) erected a new class, the Haptophyceae (now referred to by the typified name Prymnesiophyceae; Hibberd, 1976 a), to contain the two orders although Bourrelly (1968) preferred to retain them within the Chrysophyceae whilst recognizing their unique status by the erection of a sub-class, the Isochrysophycidae.