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admin (19653 pt) 2025-Dec-07 11:43

Rubus coreanus (Rosaceae) – lampone nero coreano (bokbunja)

Rubus coreanus, noto comunemente come lampone nero coreano e in Corea come bokbunja, è una specie di Rubus originaria dell’Asia orientale, in particolare Corea, Giappone e Cina. Appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed è tradizionalmente associata alla produzione di vini di frutta e ad un ampio ventaglio di usi officinali nella medicina tradizionale coreana. La pianta si presenta come un arbusto sarmentoso dotato di fusti arcuati, spesso spinescenti, che possono formare densi cespugli lungo margini di bosco, pendii e aree collinari a clima temperato umido. Le foglie, generalmente composte e dentate, ricordano quelle di altri lamponi, mentre i fiori bianco-rosati, riuniti in infiorescenze terminali, precedono la formazione dei caratteristici frutti scuri.

Dal punto di vista morfologico, il frutto di Rubus coreanus è un’aggregazione di drupe (come in altri lamponi e more), che assume a maturazione una colorazione nero-violacea intensa, legata all’elevata presenza di antocianine. I frutti maturano in genere tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate e sono utilizzati allo stato fresco, essiccati oppure come materia prima per la produzione di bokbunja-ju, un tradizionale vino di lampone nero coreano ottenuto per fermentazione dei frutti con acqua (talvolta con aggiunta di riso o altri ingredienti). Questa preparazione riveste un ruolo importante nella cultura alimentare coreana ed è spesso associata, nella tradizione popolare, a effetti favorevoli sulla vitalità e su alcuni aspetti della funzione riproduttiva maschile, sebbene tali attribuzioni vadano considerate soprattutto in chiave storico-culturale.

Sul piano ecologico, Rubus coreanus si comporta come specie eliofila tipica di habitat secondari e marginali: colonizza radure, versanti ben drenati e zone disturbate, contribuendo alla copertura del suolo e offrendo una importante risorsa trofica per numerosi animali frugivori, in particolare uccelli e piccoli mammiferi. La dispersione zoocora dei semi favorisce la formazione di nuove popolazioni, mentre la capacità di emettere ricacci basali e di propagarsi per via vegetativa consente alla specie di mantenere ceppaie longeve e di svolgere un ruolo rilevante nella dinamica del paesaggio rurale.

L’interesse principale verso Rubus coreanus è legato al suo profilo fitochimico. I frutti sono ricchi di polifenoli, con una spiccata predominanza di antocianine (in particolare derivati di cianidina e delfinidina), alle quali si affiancano ellagitannini, ellagico, flavonoidi e altri composti fenolici. Queste sostanze conferiscono al frutto un’elevata capacità antiossidante in vitro e sono oggetto di numerosi studi orientati a valutarne il potenziale ruolo nella modulazione di processi legati allo stress ossidativo, alle risposte infiammatorie e al metabolismo energetico.

Studi sperimentali hanno evidenziato, in modelli cellulari e animali, possibili attività anti-infiammatorie, anti-ulcera, ipoglicemizzanti e di modulazione del tessuto adiposo. Estratti ottenuti da frutti acerbi e maturi di Rubus coreanus sono stati testati in relazione alla loro capacità di influenzare vie di segnalazione coinvolte nella risposta immunitaria, nella protezione della mucosa gastrica, nella regolazione del metabolismo glucidico e nei processi di accumulo lipidico. Alcuni lavori hanno descritto, ad esempio, effetti su parametri associati alla “browning” del tessuto adiposo bianco e sulla inibizione della perossidazione lipidica in modelli sperimentali, risultati che alimentano l’interesse per questa specie nel contesto della ricerca su disturbi metabolici e patologie croniche.

È tuttavia essenziale sottolineare che gran parte di queste evidenze deriva da studi preclinici, condotti soprattutto in vitro o su modelli animali, spesso con estratti standardizzati o frazioni purificate (per esempio ricche in antocianine o in ellagico). La loro trasposizione diretta alla pratica clinica o alla nutrizione umana richiede quindi molta cautela. In ambito alimentare, il consumo di prodotti tradizionali a base di Rubus coreanus (come il vino bokbunja o i frutti trasformati) si inscrive normalmente nel quadro di un uso gastronomico e culturale, compatibile con una dieta equilibrata. Diverso è il discorso per l’impiego di integratori o estratti ad alto titolo, per i quali rimangono aperte questioni legate a standardizzazione, dosaggio, sicurezza a lungo termine e interazioni con eventuali terapie farmacologiche in corso.

Nel contesto della fitoterapia tradizionale coreana, a Rubus coreanus vengono attribuiti storicamente molteplici impieghi, che interessano non solo i frutti ma anche semi, foglie e radici. Le fonti tradizionali descrivono l’utilizzo dei frutti acerbi per disturbi legati alla sfera riproduttiva e al metabolismo glucidico, mentre quelli maturi sono citati in relazione a condizioni della sfera respiratoria e al sostegno delle funzioni epatiche e renali. Queste indicazioni, pur significative dal punto di vista etnobotanico e storico, vanno oggi valutate alla luce di criteri moderni di evidenza scientifica, distinguendo tra descrizioni tradizionali e dati comprovati da studi clinici controllati.

Dal punto di vista agronomico e tecnologico, Rubus coreanus è oggetto di programmi di selezione genetica finalizzati a migliorare resa, contenuto di antocianine, profilo aromatico e stabilità dei composti bioattivi nei prodotti trasformati, in particolare nei vini di lampone nero. Sono stati studiati gli effetti del grado di maturazione, delle condizioni pedoclimatiche e delle tecniche di vinificazione sul contenuto di polifenoli e sulle proprietà sensoriali dei prodotti finiti, nell’ottica di ottimizzare sia la qualità organolettica sia il potenziale valore funzionale delle bevande ottenute.

Classificazione botanica (sistema APG IV)

CategoriaDato
Nome comunelampone nero coreano, moretta coreana, bokbunja
Nome botanicoRubus coreanus Miq.
RegnoPlantae
CladeAngiosperme → eudicotiledoni → rosidi
OrdineRosales
FamigliaRosaceae
GenereRubus
SpecieRubus coreanus Miq.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g (frutti freschi di Rubus coreanus)
Valori riferiti a bacche fresche di tipo “black raspberry/bokbunja”; possono variare in funzione di cultivar, condizioni di crescita e maturazione.

ComponenteValore medio per 100 g circa
Energia~ 50–60 kcal
Acqua~ 85–88 g
Carboidrati totali~ 10–12 g
— di cui zuccheri~ 4–7 g
Fibra alimentare~ 5 g
Proteine~ 1,3–1,6 g
Lipidi totali~ 0,4–0,6 g
— di cui acidi grassi saturi (SFA)~ 0,02–0,08 g
— monoinsaturi (MUFA)~ 0,05–0,1 g
— polinsaturi (PUFA)~ 0,2–0,3 g
Sodiomolto basso (pochi mg)
Principali mineralicalcio (~ 25–30 mg), ferro (~ 0,6 mg), potassio (decine di mg), tracce di magnesio e manganese
Vitamine rilevantivitamina C (ordine di ~ 30–40 mg), piccole quantità di vitamina E e vitamine del gruppo B

Alle porzioni d’uso tipiche (per esempio 50–100 g di frutti consumati freschi, in succhi o trasformati) il lampone nero coreano fornisce un apporto calorico moderato, con energia derivante quasi interamente dai carboidrati, una quota interessante di fibra e un contributo non trascurabile di vitamina C. L’interesse nutrizionale e tecnologico è legato anche all’elevato contenuto di composti fenolici, in particolare antociani.


Nota sul profilo lipidico

I frutti freschi di Rubus coreanus hanno un contenuto in grassi molto basso. Gli acidi grassi saturi (SFA, Saturated Fatty Acids) sono presenti in quantità minime; quando gli SFA prevalgono nella dieta complessiva rispetto ai grassi insaturi, sono considerati meno favorevoli per l’equilibrio cardiovascolare.

La piccola frazione lipidica è costituita soprattutto da acidi grassi monoinsaturi (MUFA, MonoUnsaturated Fatty Acids) e polinsaturi (PUFA, PolyUnsaturated Fatty Acids), che in generale sono ritenuti più favorevoli quando sostituiscono una parte degli SFA nella dieta. Nel caso di Rubus coreanus, tuttavia, l’apporto assoluto di lipidi è così ridotto che l’impatto sul profilo globale dei grassi alimentari è trascurabile; l’attenzione nutrizionale si concentra principalmente su fibra, vitamina C e composti fenolici.

Caratteristiche della Pianta:
Rubus coreanus è un arbusto perenne deciduo caratterizzato da fusti arcuati e foglie composte. La pianta cresce tipicamente da 1 a 2 metri di altezza e ha fusti spinosi. Le foglie sono palmate con margini seghettati. I fiori sono bianchi o rosa, di piccole dimensioni e solitamente raggruppati. Il frutto, noto per il suo colore profondo e il sapore distintivo, è un aggregato di drupe, raccolto generalmente alla fine dell'estate e all'inizio dell'autunno.

Composizione Chimica e Struttura:
Il frutto di Rubus coreanus è ricco di vari composti bioattivi:

  • Antociani: Questi pigmenti contribuiscono al colore scuro del frutto e hanno proprietà antiossidanti.
  • Polifenoli: Inclusi flavonoidi e acidi fenolici, che offrono benefici antiossidanti, antinfiammatori e antimicrobici.
  • Vitamine: Alto contenuto di vitamina C e altre vitamine essenziali.
  • Minerali: Contiene quantità significative di potassio, calcio e magnesio.
  • Fibra Alimentare: Favorisce la salute digestiva.

Come Coltivarlo:

  • Clima: Preferisce climi temperati con stagioni ben definite. Richiede un periodo di freddo per indurre la dormienza.
  • Suolo: Cresce bene in suoli ben drenati e argillosi con un pH leggermente acido a neutro.
  • Luce Solare: Necessita di pieno sole o ombra parziale.
  • Irrigazione: È essenziale un'irrigazione regolare, soprattutto durante i periodi di siccità, ma è importante evitare l'eccesso di acqua per prevenire la marcescenza radicale.
  • Potatura: La potatura regolare aiuta a mantenere la salute e la produttività della pianta, rimuovendo legno morto o malato e incoraggiando una nuova crescita.

Usi e Benefici:

  • Uso Culinario: Il frutto viene utilizzato in varie applicazioni culinarie, tra cui marmellate, succhi, vini e piatti tradizionali coreani.
  • Uso Medicinale: Nella medicina tradizionale, è utilizzato per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Si crede che favorisca la digestione e migliori la vitalità complessiva.
  • Uso Cosmetico: Gli estratti sono utilizzati in prodotti per la cura della pelle per i loro effetti antiossidanti e anti-invecchiamento.

Funzioni INCI:

Agente condizionante della pelle.  Rappresenta il perno del trattamento topico della pelle in quanto ha la funzione di ripristinare, aumentare o migliorare la tolleranza cutanea a fattori esterni, compresa la tolleranza dei melanociti. La funzione più importante dell'agente condizionante è  prevenire la disidratazione della pelle, ma il tema è piuttosto complesso e coinvolge emollienti ed umettanti che possono essere aggiunti nella formulazione.

Applicazioni:

  • Industria Alimentare: Utilizzato come agente aromatizzante e nella produzione di bevande e conserve.
  • Industria Farmaceutica: Esplorato per il suo potenziale nello sviluppo di integratori e alimenti funzionali grazie al suo alto contenuto di antiossidanti.
  • Agricoltura: Coltivato sia per scopi commerciali che ornamentali.

Considerazioni Ambientali e di Sicurezza:

  • Potenziale Invasivo: Rubus coreanus può diventare invasivo in ambienti non nativi, potenzialmente soppiantando la flora locale.
  • Parassiti e Malattie: Suscettibile a parassiti come afidi e malattie come la muffa polverosa. Sono necessarie pratiche di gestione adeguate per mitigare questi problemi.
  • Sicurezza: Generalmente considerato sicuro per il consumo. Tuttavia, le persone con allergie ai lamponi o a frutti correlati dovrebbero fare attenzione.

Bibliografia_____________________________________________________________________

Pyeon S, Kim OK, Yoon HG, Kim S, Choi KC, Lee YH, Lee J, Park J, Jun W. Water Extract of Rubus coreanus Prevents Inflammatory Skin Diseases In Vitro Models. Plants (Basel). 2021 Jun 17;10(6):1230. doi: 10.3390/plants10061230. PMID: 34204204; PMCID: PMC8235380.

Abstract. Atopic dermatitis (AD) is a chronic inflammatory skin disease caused by immune hypersensitivity reaction. The cause of AD is unclear, but its symptoms have a negative effect on quality of life; various treatment methods to alleviate these symptoms are underway. In the present study, we aimed to evaluate in vitro antioxidant and anti-inflammatory effects of Rubus coreanus water extract (RCW) on AD. Total phenolic compounds and flavonoid content of RCW were 4242.40 ± 54.84 mg GAE/g RCE and 1010.99 ± 14.75 mg CE/g RCW, respectively. RCW reduced intracellular reactive oxygen species level and increased the action of antioxidant enzymes, such as catalase, superoxide dismutase, and glutathione peroxidase in tumor necrosis factor-α (TNF-α)/interferon-γ (IFN-γ)-stimulated HaCaT cells. Moreover, mRNA expression of the pro-inflammatory cytokines, including TNF-α, interleukin-1β, and interleukin-6, was downregulated by RCW in the TNF-α/IFN-γ-stimulated cells. The levels of inflammatory chemokines (thymus- and activation-regulated chemokine; eotaxin; macrophage-derived chemokine; regulated on activation, normal T-cell expressed and secreted; and granulocyte-macrophage colony-stimulating factor) and intercellular adhesion molecule-1 were decreased in the TNF-α/IFN-γ-stimulated HaCaT cells after RCW treatment. Additionally, the mRNA expression levels of filaggrin and involucrin, proteins that form the skin, were increased by RCW. Furthermore, RCW inhibited the nuclear factor kappa-light-chain-enhancer of the activated B cells pathway in the TNF-α/IFN-γ-stimulated HaCaT cells. Collectively, the present investigation indicates that RCW is a potent substance that inhibits AD.

Bhandary B, Lee GH, So BO, Kim SY, Kim MG, Kwon JW, Song JY, Lee HK, Kim HR, Chae SW, Chae HJ. Rubus coreanus inhibits oxidized-LDL uptake by macrophages through regulation of JNK activation. Am J Chin Med. 2012;40(5):967-78. doi: 10.1142/S0192415X12500711. 

Abstract.Oxidized low-density lipoprotein (oxLDL) contributes to atherosclerosis in part by being taken up into macrophages via scavenger receptors and leading to foam cell formation. Herbal compounds that have been used to treat blood stasis (a counterpart of atherosclerosis) for centuries include extracts of medicinal plants in the Rosaceae and Leguminosae families. In this study, we investigated the effect of the unripe Rubus coreanus (Korean black raspberry) fruit extract on oxLDL uptake by murine macrophage cells. In the presence of Rubus coreanus extract (RCE), Dil-labeled oxLDL uptake was inhibited in a dose-dependent manner. SP600125, a specific JNK inhibitor, inhibited the uptake of Dil-oxLDL into macrophages. RCE also inhibited JNK phosphorylation in a time- and dose-dependent manner in macrophages treated with oxLDL. These results indicate that among the mitogen-activated protein kinases, JNK phosphorylation is inhibited by RCE, which is likely the mechanism underlying the RCE-induced inhibition of oxLDL uptake by macrophages.

Kim KJ, Jeong ES, Lee KH, Na JR, Park S, Kim JS, Na CS, Kim YR, Kim S. Unripe Rubus coreanus Miquel Extract Containing Ellagic Acid Promotes Lipolysis and Thermogenesis In Vitro and In Vivo. Molecules. 2020 Dec 16;25(24):5954. doi: 10.3390/molecules25245954.

Abstract. Previously, we demonstrated that a 5% ethanol extract of unripe Rubus coreanus (5-uRCK) and ellagic acid has hypocholesterolemic and antiobesity activity, at least partially mediated by the downregulation of adipogenic and lipogenic gene expression in high-fat diet (HFD)-fed animals. The present study investigated the thermogenic and lipolytic antiobesity effects of 5-uRCK and ellagic acid in HFD-induced obese C57BL/6 mice and explored its mechanism of action. Mice fed an HFD received 5-uRCK or ellagic acid as a post-treatment or pretreatment. Both post-treated and pretreated mice showed significant reductions in body weight and adipose tissue mass compared to the HFD-fed mice. The protein levels of lipolysis-associated proteins, such as adipose triglyceride lipase (ATGL), phosphorylated hormone-sensitive lipase (p-HSL), and perilipin1 (PLIN1), were significantly increased in both the 5-uRCK- and ellagic acid-treated mouse epididymal white adipose tissue (eWAT). Additionally, thermogenesis-associated proteins, such as peroxisome proliferator-activated receptor α (PPARα), carnitine palmitoyl transferase-1 (CPT1), uncoupling protein 1 (UCP1), and peroxisome proliferator-activated receptor-γ coactivator-1α (PGC1α), in inguinal white adipose tissue (ingWAT) were clearly increased in both the 5-uRCK- and ellagic acid-treated mice compared to HFD-fed mice. These results suggest that 5-uRCK and ellagic acid are effective for suppressing body weight gain and enhancing the lipid profile.

Lee EJ, Yang JH, Choi JG, Chung HS. Augmented Antitumor Effect of Unripe Rubus coreanus Miquel Combined with Oxaliplatin in a Humanized PD-1/PD-L1 Knock-In Colorectal Cancer Mouse Model. Cells. 2022 Sep 14;11(18):2876. doi: 10.3390/cells11182876.

Abstract. Immune checkpoint inhibitors (ICIs) have been shown to be extraordinarily effective in patients with colorectal cancer (CRC). However, the current ICIs still have adverse effects and limited efficacy of ICI monotherapy. We used a natural product to overcome the vulnerability of ICIs and tried a combination therapy with oxaliplatin to enhance the programmed death-1/programmed death-ligand 1 (PD-1/PD-L1) blockade anticancer effect. In the present study, we evaluated the T cell-mediated antitumor immunity with Unripe Rubus coreanus Miquel extract (RCE), which exerts anticancer properties via PD-1/PD-L1 blockade, combined with oxaliplatin in a co-culture cell model and allograft tumor humanized PD-1 mice. We found that RCE plus oxaliplatin apparently activates hPD-1 tumor-infiltrating CD8+ T cells, resulting in elevations of released interleukin-2 (IL-2) and granzyme B (GrB), and kills hPD-L1 MC38 CRC cells. RCE plus oxaliplatin considerably reduced tumor growth in humanized PD-1/PD-L1-expressing mouse MC38 CRC allograft. Moreover, RCE plus oxaliplatin remarkably increased the infiltration of CD8+ T cells in tumor tissues, as well as increasingly produced GrB of tumor-infiltrating CD8+ T cells in the tumor microenvironment. Our study delineated combination therapy with RCE as a PD-1/PD-L1 blockade and oxaliplatin to improve the response to immune checkpoint blockade therapy in conjunction with standard chemotherapy regimens in CRC.