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Description

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admin (19653 pt) 2025-Nov-30 15:27

Myrtus communis, comunemente noto come mirto, è un arbusto sempreverde della famiglia delle Myrtaceae, tipico della macchia mediterranea costiera e collinare. Può raggiungere in genere 1–3 metri di altezza, con rami fitti e compatti che formano cespugli densi. Le foglie sono piccole, opposte, lanceolate, coriacee, lucide sulla pagina superiore e ricche di ghiandole oleifere visibili in controluce, responsabili del profumo caratteristico balsamico–resinoso. I fiori, solitari o in piccoli gruppi ascellari, sono bianchi o bianco–rosati, con numerosi stami che conferiscono un aspetto piumoso. I frutti sono bacche tonde, di colore blu–nero o bianco–giallastro a seconda delle varietà, utilizzate per la produzione del tradizionale liquore “mirto” e di altre preparazioni alimentari e officinali. Tutta la pianta è ricca di olio essenziale e polifenoli, che ne motivano l’ampio interesse gastronomico, fitoterapico e cosmetico.

  • Nome comune: mirto

  • Nome scientifico: Myrtus communis

  • Famiglia: Myrtaceae

  • Genere: Myrtus

  • Origine: area mediterranea (Europa meridionale, Nord Africa, Asia minore)

  • Portamento: arbusto sempreverde, aromatico, denso e ramificato, alto in genere 1–3 m


Coltivazione e condizioni di crescita

Clima

  • Specie tipicamente mediterranea: predilige climi miti, con inverni dolci ed estati calde e asciutte.

  • Sopporta brevi gelate leggere (circa –5 °C) ma può danneggiarsi con freddi più intensi o prolungati.

  • In zone fredde conviene coltivarlo in posizione riparata o in grandi vasi da proteggere in inverno.

Esposizione

  • Ama posizioni soleggiate o in leggera mezz’ombra.

  • In pieno sole sviluppa chioma compatta e buona fioritura, con maggiore produzione di foglie aromatiche.

  • In ombra densa tende a fiorire poco e a vegetare debolmente.

Terreno

  • Si adatta a molti tipi di suolo, ma preferisce terreni ben drenati, da leggermente acidi a neutri, moderatamente fertili.

  • Tollera suoli poveri, sassosi e calcarei, tipici delle coste mediterranee, purché non vi siano ristagni idrici.

  • In vaso è indicato un buon terriccio universale con aggiunta di sabbia o pomice per migliorare il drenaggio.

Irrigazione

  • Una volta ben affrancato è abbastanza resistente alla siccità.

  • Nei primi anni dopo l’impianto e nelle estati molto calde è utile irrigare regolarmente, lasciando asciugare leggermente il terreno tra un’apporto e l’altro.

  • Evitare ristagni d’acqua prolungati, che predispongono a marciumi radicali.

Temperatura

  • Crescita ottimale tra 18 e 28 °C.

  • Non è una specie adatta ai climi molto rigidi; in inverni freddi è utile pacciamare la base e, se coltivato in vaso, spostarlo in luogo riparato.

  • Venti freddi e secchi possono danneggiare foglie e giovani germogli.

Concimazione

  • Esigenze nutritive moderate.

  • In primavera si può distribuire un concime organico maturo (compost, letame ben decomposto) o un concime granulare a lenta cessione per arbusti sempreverdi.

  • Non richiede concimazioni pesanti: un eccesso di azoto favorisce vegetazione tenera, più sensibile a freddo e parassiti.

Cure colturali

  • Può essere lasciato in forma naturale o potato per creare siepi e bordure compatte.

  • Le potature più importanti si effettuano dopo la fioritura o a fine inverno, accorciando i rami disordinati e mantenendo la forma desiderata.

  • Generalmente è poco soggetto a parassiti; in condizioni di stress può essere attaccato da cocciniglie o afidi, da controllare tempestivamente.

  • Nei terreni molto compatti è utile lavorare superficialmente il suolo e integrare periodicamente sostanza organica.

Raccolta

  • Le foglie si possono raccogliere tutto l’anno, preferibilmente sui rami dell’anno non troppo lignificati; sono impiegate fresche o essiccate come aroma.

  • I fiori, bianchi e profumati, compaiono in tarda primavera–inizio estate e possono essere raccolti per uso ornamentale o aromatizzante.

  • Le bacche (mirtilli del mirto), di colore blu–violaceo, maturano in autunno–inizio inverno e si raccolgono quando sono completamente colorate, per l’uso alimentare (liquori, aromi) o ornamentale.

Moltiplicazione

  • Per talea semilegnosa: metodo più usato; si prelevano in estate o fine estate talee di rami dell’anno, che si fanno radicare in substrato leggero (torba e sabbia) tenuto umido e in posizione riparata.

  • Per seme: possibile, ma più lenta; i semi si seminano in primavera, dopo una leggera stratificazione, e le giovani piantine richiedono alcuni anni per raggiungere una buona dimensione.

  • Per margotta: meno comune ma praticabile, piegando a terra un ramo flessibile e interrandone una porzione fino alla radicazione.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g (bacche fresche)

(Valori indicativi, riferiti alla polpa fresca; nella pratica le porzioni consumate sono molto inferiori.)

  • Energia: ~60–80 kcal

  • Acqua: ~70–80 g

  • Carboidrati totali: ~15–18 g

    • zuccheri semplici: ~10–14 g

  • Fibre alimentari totali: ~5–8 g

  • Proteine: ~1,5–3 g

  • Grassi totali: ~1–3 g

    • SFA (acidi grassi saturi): quota minoritaria

    • MUFA (acidi grassi monoinsaturi): quota moderata (soprattutto acido oleico)

    • PUFA (acidi grassi polinsaturi): quota rilevante, con prevalenza di acido linoleico (n-6)

    • TFA (acidi grassi trans naturali): trascurabili

  • Vitamine: vitamina C, carotenoidi (provitamina A), piccole quantità di vitamine del gruppo B

  • Minerali: potassio, calcio, magnesio, ferro, manganese

  • Altri: tannini, acidi organici (malico, citrico, tartarico), antociani (soprattutto nelle bacche scure)


Principali sostanze contenute

  • Olio essenziale (foglie e bacche, profilo variabile)

    • α-pinene

    • 1,8-cineolo (eucaliptolo)

    • limonene

    • linalolo

    • α-terpineolo

    • mirtenil acetato e altri esteri terpenici

  • Polifenoli

    • acido gallico, caffeico, clorogenico

    • derivati dell’acido ellagico e tannini idrolizzabili

    • proantocianidine (soprattutto nelle bacche)

  • Flavonoidi e antociani

    • quercetina, miricetina e glicosidi

    • antociani (responsabili della colorazione blu–violacea delle bacche)

  • Acidi grassi (semi e frazione lipidica)

    • prevalenza di acido linoleico (n-6), con presenza di acido oleico e acido palmitico

  • Vitamine e minerali

    • vitamina C, carotenoidi, potassio, calcio, magnesio, ferro


Processo di produzione

  • Materia prima vegetale

    • raccolta di foglie, fiori o bacche in funzione dell’impiego (alimentare, erboristico, cosmetico)

    • per il liquore di mirto, le bacche mature (prevalentemente quelle scure) vengono raccolte a mano tra fine autunno e inverno

  • Preparazione e pulizia

    • eliminazione di rami, foglie secche, corpi estranei, frutti danneggiati

    • lavaggio e sgocciolamento delle bacche destinate alla trasformazione alimentare

  • Trasformazione alimentare (es. liquore di mirto)

    • macerazione delle bacche in alcol etilico di grado alimentare per alcune settimane/mesi

    • pressatura/filtrazione del macerato

    • aggiunta di sciroppo zuccherino (acqua + zucchero, talvolta miele)

    • eventuale maturazione in serbatoi e successiva filtrazione finale

  • Produzione di estratti ed oli essenziali

    • essiccazione moderata di foglie/fiori se destinati a estratti secchi

    • distillazione in corrente di vapore delle foglie (o di parti aeree) per l’ottenimento dell’olio essenziale

  • Stoccaggio e confezionamento

    • bacche secche o foglie essiccate in contenitori ermetici, lontano da luce e umidità

    • olio essenziale in vetro scuro ben colmato

    • liquore di mirto in bottiglie di vetro, conservate preferibilmente al riparo dalla luce


Proprietà fisiche

  • Arbusto sempreverde, portamento cespuglioso, rami fitti e fogliame denso

  • Foglie fresche: piccole, lanceolate, lucide, coriacee, con ghiandole oleifere puntiformi

  • Bacche: sferiche, 5–8 mm circa, buccia liscia, colore dal blu–nero al violaceo (varietà a frutto scuro) o biancastro/giallo–ceroso (varietà a frutto chiaro)

  • Polpa: succosa, aromatica, con presenza di piccoli semi

  • Olio essenziale: liquido limpido, da incolore a giallo pallido, molto volatile, odore balsamico–resinoso

  • Liquore di mirto: liquido limpido o leggermente opalescente, colore rosso rubino–violaceo (mirto rosso) o giallo paglierino (mirto bianco), viscosità moderata in funzione del tenore zuccherino


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • Aroma: fortemente aromatico, balsamico, resinato, con note di pino, eucalipto, agrumato e speziato, variabile in funzione della parte usata (foglie vs bacche)

  • Gusto: nelle bacche fresche dolce–asprigno, con tannini percepibili; nel liquore, dolce, caldo, intensamente aromatico, con struttura tannica più morbida

  • Colore: le bacche scure conferiscono tonalità rosso–violacee intense alle preparazioni (liquori, sciroppi), grazie agli antociani

  • Funzionalità tecnologica:

    • capacità colorante naturale (estratti di bacche)

    • contributo antiossidante e moderatamente antimicrobico di polifenoli e olio essenziale

    • elevata stabilità dell’aroma in matrici alcoliche (liquori)


Impieghi alimentari

  • Bacche fresche o essiccate in:

    • liquori tradizionali (mirto rosso, mirto bianco)

    • sciroppi, preparazioni zuccherine, riduzioni aromatiche

    • insaporimento di carni da selvaggina e piatti di carne ovina/suina

  • Foglie in:

    • insaporimento di arrosti (utilizzate anche come letto aromatico o “fasciatura” della carne)

    • salamoie, marinature ed eventuali affumicature leggere

    • infusi e tisane, talvolta abbinate ad altre erbe mediterranee

  • Derivati industriali:

    • aromi naturali per bevande, prodotti da forno, condimenti, basi per gelateria

    • estratti funzionali ad uso integratoristico (secondo normativa)


Nutrizione e salute

  • Le bacche di mirto apportano fibra, polifenoli, antociani e acidi grassi essenziali (soprattutto linoleico), contribuendo al profilo antiossidante della dieta quando consumate in preparazioni appropriate

  • Gli estratti di frutti e foglie mostrano in letteratura attività antiossidanti, antimicrobiche e potenziale azione modulante su metabolismo glucidico e lipidico (dati principalmente preclinici)

  • Il liquore di mirto, pur veicolando parte dei composti fenolici delle bacche, è una preparazione alcolica e zuccherina: il consumo deve essere moderato e inserito in modo equilibrato nel contesto dietetico

  • L’olio essenziale, grazie al contenuto di monoterpeni ossigenati (α-pinene, 1,8-cineolo, ecc.), è impiegato in prodotti balsamici e fitoterapici, ma richiede formulazioni e dosaggi controllati

Nota porzione

  • Bacche fresche o essiccate come ingrediente gastronomico: in genere pochi grammi per porzione (es. 5–20 g in piatti di carne o preparazioni artigianali)

  • Liquore di mirto: consumo tipico come digestivo in quantità di 20–40 mL per occasione, da considerare nell’apporto calorico/alcolico giornaliero

  • Estratti e olio essenziale: solo all’interno di prodotti formulati (integratori, preparazioni officinali, prodotti salutistici), secondo indicazioni del produttore e del professionista sanitario


Allergeni e intolleranze

  • Il mirto non è incluso tra gli allergeni alimentari maggiori regolamentati nella normativa UE

  • Sono tuttavia possibili reazioni individuali di sensibilità a componenti dell’olio essenziale o ai tannini in soggetti predisposti

  • In prodotti complessi (liquori, trasformati industriali) possono essere presenti allergeni derivanti da altre materie prime (es. solfiti, latte in creme al mirto, ecc.); occorre verificare l’etichetta


Conservazione e shelf-life

  • Bacche fresche: conservazione in frigorifero per pochi giorni (2–5 giorni), con possibile perdita di turgore e di intensità aromatica

  • Bacche essiccate: durata fino a 12 mesi se conservate in contenitori chiusi, al riparo da luce, calore e umidità

  • Foglie essiccate: shelf-life indicativa 12–18 mesi in condizioni ottimali (contenitori ermetici, ambiente fresco e asciutto)

  • Liquore di mirto: prodotto alcolico relativamente stabile; TMC di solito di alcuni anni, con potenziale evoluzione del profilo aromatico e del colore nel tempo

  • Olio essenziale: 2–3 anni in vetro scuro ben chiuso, a temperatura moderata; l’ossidazione riduce la qualità sensoriale e può aumentare il potenziale irritante


Sicurezza e regolatorio

  • Coltivazione, raccolta, trasformazione e imbottigliamento devono seguire i principi GMP e HACCP, con particolare attenzione alla qualità dell’acqua, alla sanificazione degli impianti e alla tracciabilità

  • L’impiego di olio essenziale di mirto in alimenti, integratori e cosmetici è soggetto a limiti e linee guida legate alla sicurezza degli oli essenziali (dose massima, modalità d’uso, categorie di prodotto)

  • Il liquore di mirto è disciplinato dalle norme generali su liquori e bevande spiritose (tenore minimo alcolico, zuccheri, etichettatura) e dalle disposizioni nazionali/REG UE per i prodotti tipici

  • L’assunzione di olio essenziale puro non è raccomandata; sono necessarie cautele in gravidanza, allattamento, nei bambini e in soggetti con patologie epatiche o respiratorie


Etichettatura

  • Materia prima vegetale (foglie, bacche)

    • denominazione di vendita (“foglie di mirto”, “bacche di mirto”), origine, peso netto, lotto, TMC, modalità di conservazione

  • Liquore di mirto

    • denominazione di vendita (“liquore di mirto” o equivalente), titolo alcolometrico, volume, elenco ingredienti (alcol, infuso/macerato di bacche e/o foglie, zucchero, eventuali altri ingredienti), lotto, TMC o data di scadenza, produttore/imbottigliatore

  • Olio essenziale

    • nome botanico Myrtus communis, parte usata (foglie, foglie e ramoscelli), metodo di estrazione, paese d’origine, avvertenze d’uso e pittogrammi di rischio se richiesti

  • Prodotti cosmetici

    • indicazione INCI (es. “Myrtus Communis Leaf Oil”, “Myrtus Communis Fruit Extract”) nell’elenco ingredienti


Troubleshooting

  • Perdita di aroma nelle foglie o bacche essiccate

    • cause: essiccazione troppo lenta o a temperatura elevata, esposizione a luce e aria, contenitori permeabili

    • rimedi: ottimizzare essiccazione, utilizzare contenitori ermetici opachi, ridurre i tempi di stoccaggio

  • Imbrunimento marcato delle bacche essiccate

    • cause: ossidazione di antociani e tannini, umidità eccessiva;

    • rimedi: migliorare controllo dell’umidità, abbassare temperatura di stoccaggio

  • Liquore di mirto torbido o con sedimenti

    • cause: filtrazione insufficiente, precipitazione di composti fenolici o zuccheri;

    • rimedi: filtrazione più fine, stabilizzazione a freddo, controllo di tempi e modalità di maturazione

  • Variazioni di colore tra lotti di liquore

    • cause: diversa maturazione delle bacche, diversa proporzione bacche scure/chiare, differenti tempi di macerazione;

    • rimedi: standardizzazione della materia prima e del processo


Sostenibilità e filiera

  • Il mirto è specie autoctona della macchia mediterranea e può essere coltivato o gestito in raccolta controllata con impatto relativamente basso sugli ecosistemi, se si evitano sovrasfruttamenti delle popolazioni spontanee

  • Può contribuire alla diversificazione colturale in aree marginali e siccitose, con esigenze idriche contenute rispetto ad altre colture intensive

  • La trasformazione in liquori, estratti e oli essenziali genera reflui e sottoprodotti (vinacce di bacche, residui di distillazione) che possono essere valorizzati come fonti di polifenoli, ingredienti funzionali o biomassa per energia

  • Una buona gestione dei reflui di distillazione e delle acque di processo include il monitoraggio di BOD e COD e l’adozione di sistemi di trattamento adeguati

  • Filiere corte, marchi territoriali e certificazioni di qualità (es. biologico, indicazioni geografiche) favoriscono la sostenibilità economica e ambientale dei prodotti a base di mirto


Principali funzioni INCI (cosmesi)

  • fragrance / perfuming – conferisce note balsamiche, resinose e leggermente agrumate a prodotti per pelle, capelli e igiene orale

  • skin conditioning – contribuisce alla sensazione di pelle tonica e fresca in gel, lozioni e detergenti

  • masking – aiuta a mascherare odori sgradevoli provenienti da altre materie prime

  • antioxidant – estratti ricchi in polifenoli possono contribuire alla protezione del prodotto e, in parte, della pelle da processi ossidativi

  • astringent – dovuto alla presenza di tannini; utile in tonici e prodotti per pelli impure o miste

  • purifying – impiegato in formulazioni per pelli grasse, impure o esposte a inquinanti ambientali

Funzioni INCI

Fragranza. Ha un ruolo decisamente importante nella formulazione di prodotti cosmetici in quanto fornisce la possibilità di migliorare, mascherare o aggiungere profumo al prodotto finale aumentandone la commerciabilità. E' in grado di creare un odore gradevole percepibile, mascherare un cattivo odore. Il consumatore si aspetta sempre di trovare un profumo gradevole o particolare in un prodotto cosmetico.

Agente condizionante della pelle - Misto. Questo ingrediente ha il compito di modificare e migliorare le condizioni della pelle quando è danneggiata o secca, attenuando la desquamazione, ridimensionandone la sfogliatura e restituendone elasticità.

Conclusione

Myrtus communis è una specie simbolo del paesaggio mediterraneo, in cui si uniscono valore gastronomico, culturale e fitoterapico. Le bacche e le foglie, ricche di olio essenziale e polifenoli, trovano impiego in liquori tradizionali, preparazioni alimentari, integratori e cosmetici, mentre la pianta stessa rappresenta una risorsa per filiere locali a elevato valore aggiunto. Una corretta gestione agronomica e tecnologica, unita al rispetto delle normative di sicurezza, permette di valorizzare il mirto in modo sostenibile, preservando al contempo la biodiversità e l’identità dei territori in cui è storicamente radicato.


Mini-glossario

  • SFASaturated fatty acids: acidi grassi saturi; un eccesso rispetto agli insaturi può essere associato a un maggiore rischio cardiovascolare.

  • MUFAMonounsaturated fatty acids: acidi grassi monoinsaturi; considerati favorevoli quando sostituiscono i saturi nella dieta.

  • PUFAPolyunsaturated fatty acids: acidi grassi polinsaturi (serie n-6 e n-3); contribuiscono alla normale funzione cardiaca in una dieta equilibrata.

  • TFATrans fatty acids: acidi grassi trans; l’assunzione andrebbe mantenuta il più bassa possibile, anche se nel mirto sono presenti, se presenti, solo in tracce naturali.

  • GMPGood manufacturing practices: norme di buona fabbricazione che assicurano igiene, sicurezza e qualità lungo il processo produttivo.

  • HACCPHazard analysis and critical control points: sistema preventivo di analisi dei pericoli e controllo dei punti critici nella filiera alimentare e produttiva.

  • BODBiological oxygen demand: domanda biochimica di ossigeno, indicatore del carico organico biodegradabile delle acque reflue.

  • CODChemical oxygen demand: domanda chimica di ossigeno, indicatore della quantità totale di sostanze ossidabili presenti nelle acque reflue.

Bibliografia__________________________________________________________________________

Correddu F, Maldini M, Addis R, Petretto GL, Palomba M, Battacone G, Pulina G, Nudda A, Pintore G. Myrtus communis Liquor Byproduct as a Source of Bioactive Compounds. Foods. 2019 Jun 30;8(7):237. doi: 10.3390/foods8070237.

Abstract. The fatty acid (FA), polyphenol content and evaluation of the antioxidant capacity of exhausted Myrtus communis berries (EMB) resulting from the production of myrtle liqueur were assessed. All parts of the exhausted berries exhibited high concentrations of carbohydrates, proteins, lipids and phenolic compounds. The lipid fraction contained a high amount of poly unsaturated fatty acids (PUFA), mainly represented by linoleic acid (>70%). Of the phenolic acids evaluated by liquid chromatography/mass spectrometry, ellagic acid was the most predominant (>50%), followed by gallic and quinic acids. Quercetin and quercetin3-O-rhamnoside were the most abundant flavonoids. The seed extracts showed a higher antioxidant potential than the pericarp extracts; the same trend was observed for total phenolic compounds evaluated by spectrophotometric assay. The overall high content of bioactive compounds and the high antioxidant potential of this byproduct sustain its suitability for a number of industrial applications, such as a food ingredient in novel foods, an additive in cosmetic formulations or a component of animal feed formulations.

Hennia A, Miguel MG, Nemmiche S. Antioxidant Activity of Myrtus communis L. and Myrtus nivellei Batt. & Trab. Extracts: A Brief Review. Medicines (Basel). 2018 Aug 11;5(3):89. doi: 10.3390/medicines5030089.

Abstract. Myrtus communis L. (myrtle) and Myrtus nivellei Batt. & Trab. (Saharan myrtle) have been used in folk medicine for alleviating some ailments. M. communis is largely distributed in the Mediterranean Basin, whereas M. nivellei is confined in specific zones of the central Saharan mountains. The chemical composition and antioxidant activity of berry and leaf extracts isolated from myrtle are deeply documented, whereas those isolated from Saharan myrtle extracts are less studied. In both species, the major groups of constituents include gallic acid derivatives, flavonols, flavonol derivatives, and hydroxybenzoic acids. In coloured berries, anthocyanins are also present. In M. nivellei extracts are reported for some compounds not described in M. communis so far: 2-hydroxy-1,8-cineole-β-d-glucopyranoside, 2-hydroxy-1,8-cineole 2-O-α-l-arabinofuranosyl (1→6)-β-d-glucopyranoside, rugosin A, and rugosin B. Berries and leaves extracts of both species had antioxidant activity. Comparative studies of the antioxidant activity between leaf and berry myrtle extracts revealed that leaf extracts are best antioxidants, which can be assigned to the galloyl derivatives, flavonols, and flavonols derivatives, although the ratio of these groups of compounds might also have an important role in the antioxidant activity. The anthocyanins present in myrtle berries seem to possess weak antioxidant activity. The antioxidant activity of sample extracts depended on various factors: harvesting time, storage, extraction solvent, extraction type, and plant part used, among other factors. Leaf extracts of myrtle revealed to possess anti-inflammatory activity in several models used. This property has been attributed either to the flavonoids and/or hydrolysable tannins, nevertheless nonprenylated acylphloroglucinols (e.g., myrtucommulone and semimyrtucommulone) have also revealed a remarkable role in that activity. The biological activities of myrtle extracts found so far may direct its use towards for stabilizing complex lipid systems, as prebiotic in food formulations, and as novel therapeutic for the management of inflammation.

Li DY, Donadu MG, Shue T, Dangas G, Athanasiadis A, Lan S, Wen X, Battah B, Zanetti S, Mazzarello V, Sarafianos SG, Ferrari M, Michailidis E. Myrtus communis L. Essential Oil Exhibits Antiviral Activity against Coronaviruses. Pharmaceuticals (Basel). 2024 Sep 10;17(9):1189. doi: 10.3390/ph17091189. 

Abstract. Human coronaviruses are a continuous threat to the human population and have limited antiviral treatments, and the recent COVID-19 pandemic sparked interest in finding new antiviral strategies, such as natural products, to combat emerging coronaviruses. Rapid efforts in the scientific community to identify effective antiviral agents for coronaviruses remain a focus to minimize mortalities and global setbacks. In this study, an essential oil derived from Myrtus communis L. (MEO) is effective against HCoV-229E and HCoV-OC43 virus infections in comparison to two FDA-approved drugs, Remdesivir and Nirmatrelvir. Gas-chromatography and mass spectrometry were used to identify the chemical composition of MEO. Slight antioxidant activity was observed in MEO, indicating a role in oxidative stress. A dose-response curve measuring the EC50 indicates a high potency against HCoV-229E and HCoV-OC43 virus infections on Huh7.5 cells with low cytotoxicity using a PrestoBlue cell viability assay. Our findings demonstrate that MEO exhibits potent antiviral activity against HCoV-229E and HCoV-OC43 on Huh7.5 cells within a low-cytotoxicity range, but not on SARS-CoV-2. Artificial bacterial chromosome plasmids that expressed SARS-CoV-2 used for replicon-to determine viral replication and viral assembly/egress on HEK293T/17 cells-and virus-like particles on Huh7.5-AT cells-to determine viral entry and assembly/egress-showed no antiviral activity with MEO in comparison to Remdesivir. This study reveals the potential effectiveness of MEO as an alternative natural remedy to treat human coronaviruses and a potential antiviral agent for future coronavirus infections.

Shaapan RM, Al-Abodi HR, Alanazi AD, Abdel-Shafy S, Rashidipour M, Shater AF, Mahmoudvand H. Myrtus communis Essential Oil; Anti-Parasitic Effects and Induction of the Innate Immune System in Mice with Toxoplasma gondii Infection. Molecules. 2021 Feb 4;26(4):819. doi: 10.3390/molecules26040819.

Abstract. Background: Myrtus communis (M. communis) is a wild aromatic plant used for traditional herbal medicine that can be demonstrated in insecticidal, antioxidant, anti-inflammatory, and antimicrobial activity of its essential oils (MCEO). Aim: The present study aimed to evaluate the prophylactic effects of M. communis essential oil (MCEO) against chronic toxoplasmosis induced by the Tehran strain of Toxoplasma gondii in mice. Methods: Gas chromatography/mass spectrometry (GC/MS) analysis was performed to determine the chemical composition of MCEO. Mice were then orally administrated with MCEO at the doses of 100, 200, and 300 mg/kg/day and also atovaquone 100 mg/kg for 21 days. On the 15th day, the mice were infected with the intraperitoneal inoculation of 20-25 tissue cysts from the Tehran strain of T. gondii. The mean numbers of brain tissue cysts and the mRNA levels of IL-12 and IFN-γ in mice of each tested group were measured. Results: By GC/MS, the major constituents were α-pinene (24.7%), 1,8-cineole (19.6%), and linalool (12.6%), respectively. The results demonstrated that the mean number of T. gondii tissue cysts in experimental groups Ex1 (p < 0.05), Ex2 (p < 0.001) and Ex3 (p < 0.001) was meaningfully reduced in a dose-dependent manner compared with the control group (C2). The mean diameter of tissue cyst was significantly reduced in mice of the experimental groups Ex2 (p < 0.01) and Ex3 (p < 0.001). The results demonstrated that although the mRNA levels of IFN-γ and IL-12 were elevated in all mice of experimental groups, a significant increase (p < 0.001) was observed in tested groups of Ex2 and Ex3 when compared with control groups. Conclusion: The findings of the present study demonstrated the potent prophylactic effects of MCEO especially in the doses 200 and 300 mg/kg in mice infected with T. gondii. Although the exceptional anti-Toxoplasma effects of MCEO and other possessions, such as improved innate immunity and low toxicity are positive topics, there is, however, a need for more proof from investigations in this field.

Mansour RB, Beji RS, Wasli H, Zekri S, Ksouri R, Megdiche-Ksouri W, Cardoso SM. Gastroprotective Effect of Microencapsulated Myrtus communis Essential Oil against Ethanol/HCl-Induced Acute Gastric Lesions. Molecules. 2022 Feb 26;27(5):1566. doi: 10.3390/molecules27051566. 

Abstract. Myrtus communis L. essential oil (EO), mainly composed of myrtenyl acetate (30.6%), linalool (14.9%), α-pinene (11.10%) and 1,8-cineole or eucalyptol (9.9%), was microencapsulated with maltodextrin by emulsification and spray-drying, reaching a yield and efficiency of 43.7 and 48.7%, respectively. The microencapsulated myrtle EO (MMEO) was then evaluated regarding its gastroprotective activity in a model of ethanol/HCl-induced acute gastric ulcer in Wistar rats. Pretreatment with MMEO induced a remarkable inhibition of gastric lesions and acidity, correlated to high healing and protection percentages. Moreover, it exerted a potent anti-inflammatory effect on the gastric mucosa, counteracting EtOH-induced gastric lipoperoxidation and preventing the depletion of the antioxidant enzyme activity of superoxide dismutase (SOD), catalase (CAT) and glutathione peroxidase (GPx). Taken together, the gastroprotective action of encapsulated MMEO may be multi-factorial, and ascribable, at least in parts, to its anti-inflammatory and antioxidant properties.