Myrtus communis, comunemente noto come mirto, è un arbusto sempreverde della famiglia delle Myrtaceae, tipico della macchia mediterranea costiera e collinare. Può raggiungere in genere 1–3 metri di altezza, con rami fitti e compatti che formano cespugli densi. Le foglie sono piccole, opposte, lanceolate, coriacee, lucide sulla pagina superiore e ricche di ghiandole oleifere visibili in controluce, responsabili del profumo caratteristico balsamico–resinoso. I fiori, solitari o in piccoli gruppi ascellari, sono bianchi o bianco–rosati, con numerosi stami che conferiscono un aspetto piumoso. I frutti sono bacche tonde, di colore blu–nero o bianco–giallastro a seconda delle varietà, utilizzate per la produzione del tradizionale liquore “mirto” e di altre preparazioni alimentari e officinali. Tutta la pianta è ricca di olio essenziale e polifenoli, che ne motivano l’ampio interesse gastronomico, fitoterapico e cosmetico.

Nome comune: mirto
Nome scientifico: Myrtus communis
Famiglia: Myrtaceae
Genere: Myrtus
Origine: area mediterranea (Europa meridionale, Nord Africa, Asia minore)
Portamento: arbusto sempreverde, aromatico, denso e ramificato, alto in genere 1–3 m
Coltivazione e condizioni di crescita
Clima
Specie tipicamente mediterranea: predilige climi miti, con inverni dolci ed estati calde e asciutte.
Sopporta brevi gelate leggere (circa –5 °C) ma può danneggiarsi con freddi più intensi o prolungati.
In zone fredde conviene coltivarlo in posizione riparata o in grandi vasi da proteggere in inverno.
Esposizione
Ama posizioni soleggiate o in leggera mezz’ombra.
In pieno sole sviluppa chioma compatta e buona fioritura, con maggiore produzione di foglie aromatiche.
In ombra densa tende a fiorire poco e a vegetare debolmente.
Terreno
Si adatta a molti tipi di suolo, ma preferisce terreni ben drenati, da leggermente acidi a neutri, moderatamente fertili.
Tollera suoli poveri, sassosi e calcarei, tipici delle coste mediterranee, purché non vi siano ristagni idrici.
In vaso è indicato un buon terriccio universale con aggiunta di sabbia o pomice per migliorare il drenaggio.
Irrigazione
Una volta ben affrancato è abbastanza resistente alla siccità.
Nei primi anni dopo l’impianto e nelle estati molto calde è utile irrigare regolarmente, lasciando asciugare leggermente il terreno tra un’apporto e l’altro.
Evitare ristagni d’acqua prolungati, che predispongono a marciumi radicali.
Temperatura
Crescita ottimale tra 18 e 28 °C.
Non è una specie adatta ai climi molto rigidi; in inverni freddi è utile pacciamare la base e, se coltivato in vaso, spostarlo in luogo riparato.
Venti freddi e secchi possono danneggiare foglie e giovani germogli.
Concimazione
Esigenze nutritive moderate.
In primavera si può distribuire un concime organico maturo (compost, letame ben decomposto) o un concime granulare a lenta cessione per arbusti sempreverdi.
Non richiede concimazioni pesanti: un eccesso di azoto favorisce vegetazione tenera, più sensibile a freddo e parassiti.
Cure colturali
Può essere lasciato in forma naturale o potato per creare siepi e bordure compatte.
Le potature più importanti si effettuano dopo la fioritura o a fine inverno, accorciando i rami disordinati e mantenendo la forma desiderata.
Generalmente è poco soggetto a parassiti; in condizioni di stress può essere attaccato da cocciniglie o afidi, da controllare tempestivamente.
Nei terreni molto compatti è utile lavorare superficialmente il suolo e integrare periodicamente sostanza organica.
Raccolta
Le foglie si possono raccogliere tutto l’anno, preferibilmente sui rami dell’anno non troppo lignificati; sono impiegate fresche o essiccate come aroma.
I fiori, bianchi e profumati, compaiono in tarda primavera–inizio estate e possono essere raccolti per uso ornamentale o aromatizzante.
Le bacche (mirtilli del mirto), di colore blu–violaceo, maturano in autunno–inizio inverno e si raccolgono quando sono completamente colorate, per l’uso alimentare (liquori, aromi) o ornamentale.
Moltiplicazione
Per talea semilegnosa: metodo più usato; si prelevano in estate o fine estate talee di rami dell’anno, che si fanno radicare in substrato leggero (torba e sabbia) tenuto umido e in posizione riparata.
Per seme: possibile, ma più lenta; i semi si seminano in primavera, dopo una leggera stratificazione, e le giovani piantine richiedono alcuni anni per raggiungere una buona dimensione.
Per margotta: meno comune ma praticabile, piegando a terra un ramo flessibile e interrandone una porzione fino alla radicazione.
Valori nutrizionali indicativi per 100 g (bacche fresche)
(Valori indicativi, riferiti alla polpa fresca; nella pratica le porzioni consumate sono molto inferiori.)
Energia: ~60–80 kcal
Acqua: ~70–80 g
Carboidrati totali: ~15–18 g
zuccheri semplici: ~10–14 g
Fibre alimentari totali: ~5–8 g
Proteine: ~1,5–3 g
Grassi totali: ~1–3 g
SFA (acidi grassi saturi): quota minoritaria
MUFA (acidi grassi monoinsaturi): quota moderata (soprattutto acido oleico)
PUFA (acidi grassi polinsaturi): quota rilevante, con prevalenza di acido linoleico (n-6)
TFA (acidi grassi trans naturali): trascurabili
Vitamine: vitamina C, carotenoidi (provitamina A), piccole quantità di vitamine del gruppo B
Minerali: potassio, calcio, magnesio, ferro, manganese
Altri: tannini, acidi organici (malico, citrico, tartarico), antociani (soprattutto nelle bacche scure)
Principali sostanze contenute
Olio essenziale (foglie e bacche, profilo variabile)
α-pinene
1,8-cineolo (eucaliptolo)
limonene
linalolo
α-terpineolo
mirtenil acetato e altri esteri terpenici
Polifenoli
acido gallico, caffeico, clorogenico
derivati dell’acido ellagico e tannini idrolizzabili
proantocianidine (soprattutto nelle bacche)
Flavonoidi e antociani
quercetina, miricetina e glicosidi
antociani (responsabili della colorazione blu–violacea delle bacche)
Acidi grassi (semi e frazione lipidica)
prevalenza di acido linoleico (n-6), con presenza di acido oleico e acido palmitico
Vitamine e minerali
vitamina C, carotenoidi, potassio, calcio, magnesio, ferro
Processo di produzione
Materia prima vegetale
raccolta di foglie, fiori o bacche in funzione dell’impiego (alimentare, erboristico, cosmetico)
per il liquore di mirto, le bacche mature (prevalentemente quelle scure) vengono raccolte a mano tra fine autunno e inverno
Preparazione e pulizia
eliminazione di rami, foglie secche, corpi estranei, frutti danneggiati
lavaggio e sgocciolamento delle bacche destinate alla trasformazione alimentare
Trasformazione alimentare (es. liquore di mirto)
macerazione delle bacche in alcol etilico di grado alimentare per alcune settimane/mesi
pressatura/filtrazione del macerato
aggiunta di sciroppo zuccherino (acqua + zucchero, talvolta miele)
eventuale maturazione in serbatoi e successiva filtrazione finale
Produzione di estratti ed oli essenziali
essiccazione moderata di foglie/fiori se destinati a estratti secchi
distillazione in corrente di vapore delle foglie (o di parti aeree) per l’ottenimento dell’olio essenziale
Stoccaggio e confezionamento
bacche secche o foglie essiccate in contenitori ermetici, lontano da luce e umidità
olio essenziale in vetro scuro ben colmato
liquore di mirto in bottiglie di vetro, conservate preferibilmente al riparo dalla luce
Proprietà fisiche
Arbusto sempreverde, portamento cespuglioso, rami fitti e fogliame denso
Foglie fresche: piccole, lanceolate, lucide, coriacee, con ghiandole oleifere puntiformi
Bacche: sferiche, 5–8 mm circa, buccia liscia, colore dal blu–nero al violaceo (varietà a frutto scuro) o biancastro/giallo–ceroso (varietà a frutto chiaro)
Polpa: succosa, aromatica, con presenza di piccoli semi
Olio essenziale: liquido limpido, da incolore a giallo pallido, molto volatile, odore balsamico–resinoso
Liquore di mirto: liquido limpido o leggermente opalescente, colore rosso rubino–violaceo (mirto rosso) o giallo paglierino (mirto bianco), viscosità moderata in funzione del tenore zuccherino
Proprietà sensoriali e tecnologiche
Aroma: fortemente aromatico, balsamico, resinato, con note di pino, eucalipto, agrumato e speziato, variabile in funzione della parte usata (foglie vs bacche)
Gusto: nelle bacche fresche dolce–asprigno, con tannini percepibili; nel liquore, dolce, caldo, intensamente aromatico, con struttura tannica più morbida
Colore: le bacche scure conferiscono tonalità rosso–violacee intense alle preparazioni (liquori, sciroppi), grazie agli antociani
Funzionalità tecnologica:
capacità colorante naturale (estratti di bacche)
contributo antiossidante e moderatamente antimicrobico di polifenoli e olio essenziale
elevata stabilità dell’aroma in matrici alcoliche (liquori)
Impieghi alimentari
Bacche fresche o essiccate in:
liquori tradizionali (mirto rosso, mirto bianco)
sciroppi, preparazioni zuccherine, riduzioni aromatiche
insaporimento di carni da selvaggina e piatti di carne ovina/suina
Foglie in:
insaporimento di arrosti (utilizzate anche come letto aromatico o “fasciatura” della carne)
salamoie, marinature ed eventuali affumicature leggere
infusi e tisane, talvolta abbinate ad altre erbe mediterranee
Derivati industriali:
aromi naturali per bevande, prodotti da forno, condimenti, basi per gelateria
estratti funzionali ad uso integratoristico (secondo normativa)
Nutrizione e salute
Le bacche di mirto apportano fibra, polifenoli, antociani e acidi grassi essenziali (soprattutto linoleico), contribuendo al profilo antiossidante della dieta quando consumate in preparazioni appropriate
Gli estratti di frutti e foglie mostrano in letteratura attività antiossidanti, antimicrobiche e potenziale azione modulante su metabolismo glucidico e lipidico (dati principalmente preclinici)
Il liquore di mirto, pur veicolando parte dei composti fenolici delle bacche, è una preparazione alcolica e zuccherina: il consumo deve essere moderato e inserito in modo equilibrato nel contesto dietetico
L’olio essenziale, grazie al contenuto di monoterpeni ossigenati (α-pinene, 1,8-cineolo, ecc.), è impiegato in prodotti balsamici e fitoterapici, ma richiede formulazioni e dosaggi controllati
Nota porzione
Bacche fresche o essiccate come ingrediente gastronomico: in genere pochi grammi per porzione (es. 5–20 g in piatti di carne o preparazioni artigianali)
Liquore di mirto: consumo tipico come digestivo in quantità di 20–40 mL per occasione, da considerare nell’apporto calorico/alcolico giornaliero
Estratti e olio essenziale: solo all’interno di prodotti formulati (integratori, preparazioni officinali, prodotti salutistici), secondo indicazioni del produttore e del professionista sanitario
Allergeni e intolleranze
Il mirto non è incluso tra gli allergeni alimentari maggiori regolamentati nella normativa UE
Sono tuttavia possibili reazioni individuali di sensibilità a componenti dell’olio essenziale o ai tannini in soggetti predisposti
In prodotti complessi (liquori, trasformati industriali) possono essere presenti allergeni derivanti da altre materie prime (es. solfiti, latte in creme al mirto, ecc.); occorre verificare l’etichetta
Conservazione e shelf-life
Bacche fresche: conservazione in frigorifero per pochi giorni (2–5 giorni), con possibile perdita di turgore e di intensità aromatica
Bacche essiccate: durata fino a 12 mesi se conservate in contenitori chiusi, al riparo da luce, calore e umidità
Foglie essiccate: shelf-life indicativa 12–18 mesi in condizioni ottimali (contenitori ermetici, ambiente fresco e asciutto)
Liquore di mirto: prodotto alcolico relativamente stabile; TMC di solito di alcuni anni, con potenziale evoluzione del profilo aromatico e del colore nel tempo
Olio essenziale: 2–3 anni in vetro scuro ben chiuso, a temperatura moderata; l’ossidazione riduce la qualità sensoriale e può aumentare il potenziale irritante
Sicurezza e regolatorio
Coltivazione, raccolta, trasformazione e imbottigliamento devono seguire i principi GMP e HACCP, con particolare attenzione alla qualità dell’acqua, alla sanificazione degli impianti e alla tracciabilità
L’impiego di olio essenziale di mirto in alimenti, integratori e cosmetici è soggetto a limiti e linee guida legate alla sicurezza degli oli essenziali (dose massima, modalità d’uso, categorie di prodotto)
Il liquore di mirto è disciplinato dalle norme generali su liquori e bevande spiritose (tenore minimo alcolico, zuccheri, etichettatura) e dalle disposizioni nazionali/REG UE per i prodotti tipici
L’assunzione di olio essenziale puro non è raccomandata; sono necessarie cautele in gravidanza, allattamento, nei bambini e in soggetti con patologie epatiche o respiratorie
Etichettatura
Materia prima vegetale (foglie, bacche)
denominazione di vendita (“foglie di mirto”, “bacche di mirto”), origine, peso netto, lotto, TMC, modalità di conservazione
Liquore di mirto
denominazione di vendita (“liquore di mirto” o equivalente), titolo alcolometrico, volume, elenco ingredienti (alcol, infuso/macerato di bacche e/o foglie, zucchero, eventuali altri ingredienti), lotto, TMC o data di scadenza, produttore/imbottigliatore
Olio essenziale
nome botanico Myrtus communis, parte usata (foglie, foglie e ramoscelli), metodo di estrazione, paese d’origine, avvertenze d’uso e pittogrammi di rischio se richiesti
Prodotti cosmetici
indicazione INCI (es. “Myrtus Communis Leaf Oil”, “Myrtus Communis Fruit Extract”) nell’elenco ingredienti
Troubleshooting
Perdita di aroma nelle foglie o bacche essiccate
cause: essiccazione troppo lenta o a temperatura elevata, esposizione a luce e aria, contenitori permeabili
rimedi: ottimizzare essiccazione, utilizzare contenitori ermetici opachi, ridurre i tempi di stoccaggio
Imbrunimento marcato delle bacche essiccate
cause: ossidazione di antociani e tannini, umidità eccessiva;
rimedi: migliorare controllo dell’umidità, abbassare temperatura di stoccaggio
Liquore di mirto torbido o con sedimenti
cause: filtrazione insufficiente, precipitazione di composti fenolici o zuccheri;
rimedi: filtrazione più fine, stabilizzazione a freddo, controllo di tempi e modalità di maturazione
Variazioni di colore tra lotti di liquore
cause: diversa maturazione delle bacche, diversa proporzione bacche scure/chiare, differenti tempi di macerazione;
rimedi: standardizzazione della materia prima e del processo
Sostenibilità e filiera
Il mirto è specie autoctona della macchia mediterranea e può essere coltivato o gestito in raccolta controllata con impatto relativamente basso sugli ecosistemi, se si evitano sovrasfruttamenti delle popolazioni spontanee
Può contribuire alla diversificazione colturale in aree marginali e siccitose, con esigenze idriche contenute rispetto ad altre colture intensive
La trasformazione in liquori, estratti e oli essenziali genera reflui e sottoprodotti (vinacce di bacche, residui di distillazione) che possono essere valorizzati come fonti di polifenoli, ingredienti funzionali o biomassa per energia
Una buona gestione dei reflui di distillazione e delle acque di processo include il monitoraggio di BOD e COD e l’adozione di sistemi di trattamento adeguati
Filiere corte, marchi territoriali e certificazioni di qualità (es. biologico, indicazioni geografiche) favoriscono la sostenibilità economica e ambientale dei prodotti a base di mirto
Principali funzioni INCI (cosmesi)
fragrance / perfuming – conferisce note balsamiche, resinose e leggermente agrumate a prodotti per pelle, capelli e igiene orale
skin conditioning – contribuisce alla sensazione di pelle tonica e fresca in gel, lozioni e detergenti
masking – aiuta a mascherare odori sgradevoli provenienti da altre materie prime
antioxidant – estratti ricchi in polifenoli possono contribuire alla protezione del prodotto e, in parte, della pelle da processi ossidativi
astringent – dovuto alla presenza di tannini; utile in tonici e prodotti per pelli impure o miste
purifying – impiegato in formulazioni per pelli grasse, impure o esposte a inquinanti ambientali
Funzioni INCI
Fragranza. Ha un ruolo decisamente importante nella formulazione di prodotti cosmetici in quanto fornisce la possibilità di migliorare, mascherare o aggiungere profumo al prodotto finale aumentandone la commerciabilità. E' in grado di creare un odore gradevole percepibile, mascherare un cattivo odore. Il consumatore si aspetta sempre di trovare un profumo gradevole o particolare in un prodotto cosmetico.
Agente condizionante della pelle - Misto. Questo ingrediente ha il compito di modificare e migliorare le condizioni della pelle quando è danneggiata o secca, attenuando la desquamazione, ridimensionandone la sfogliatura e restituendone elasticità.
Conclusione
Myrtus communis è una specie simbolo del paesaggio mediterraneo, in cui si uniscono valore gastronomico, culturale e fitoterapico. Le bacche e le foglie, ricche di olio essenziale e polifenoli, trovano impiego in liquori tradizionali, preparazioni alimentari, integratori e cosmetici, mentre la pianta stessa rappresenta una risorsa per filiere locali a elevato valore aggiunto. Una corretta gestione agronomica e tecnologica, unita al rispetto delle normative di sicurezza, permette di valorizzare il mirto in modo sostenibile, preservando al contempo la biodiversità e l’identità dei territori in cui è storicamente radicato.
Mini-glossario
SFA – Saturated fatty acids: acidi grassi saturi; un eccesso rispetto agli insaturi può essere associato a un maggiore rischio cardiovascolare.
MUFA – Monounsaturated fatty acids: acidi grassi monoinsaturi; considerati favorevoli quando sostituiscono i saturi nella dieta.
PUFA – Polyunsaturated fatty acids: acidi grassi polinsaturi (serie n-6 e n-3); contribuiscono alla normale funzione cardiaca in una dieta equilibrata.
TFA – Trans fatty acids: acidi grassi trans; l’assunzione andrebbe mantenuta il più bassa possibile, anche se nel mirto sono presenti, se presenti, solo in tracce naturali.
GMP – Good manufacturing practices: norme di buona fabbricazione che assicurano igiene, sicurezza e qualità lungo il processo produttivo.
HACCP – Hazard analysis and critical control points: sistema preventivo di analisi dei pericoli e controllo dei punti critici nella filiera alimentare e produttiva.
BOD – Biological oxygen demand: domanda biochimica di ossigeno, indicatore del carico organico biodegradabile delle acque reflue.
COD – Chemical oxygen demand: domanda chimica di ossigeno, indicatore della quantità totale di sostanze ossidabili presenti nelle acque reflue.