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Recensione

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admin (19675 pt) 29-Nov-2025 08:58

Buddleja davidii, comunemente noto come albero delle farfalle, Loganiaceae, è una pianta originaria della Cina. È rinomata per i suoi fiori attraenti e la sua capacità di attirare le farfalle. La pianta è anche apprezzata per le sue applicazioni terapeutiche e cosmetiche grazie ai suoi composti bioattivi. 

Classificazione botanica

  • Nome comune: albero delle farfalle, buddleja

  • Nome scientifico: Buddleja davidii

  • Famiglia: Scrophulariaceae (talvolta assegnata anche a Buddlejaceae in vecchie classificazioni)

  • Genere: Buddleja

  • Origine: Cina centrale e occidentale, introdotta e naturalizzata in molte regioni temperate

  • Portamento: arbusto caducifoglio o semi–sempreverde, molto ramificato, alto in genere 2–4 m, con lunghi rami arcuati e infiorescenze a pannocchia pendula


Coltivazione e condizioni di crescita

Clima

  • Predilige climi temperati con estati calde e inverni moderatamente freddi.

  • È piuttosto rustica e tollera gelate fino a circa –15 °C, soprattutto se il terreno drena bene.

  • In zone molto fredde le parti aeree possono danneggiarsi, ma in genere ricaccia dalla base in primavera.

Esposizione

  • Ama il pieno sole, indispensabile per una fioritura abbondante e prolungata.

  • Tollera la mezz’ombra leggera, ma con minor numero di fiori.

  • In posizioni troppo ombreggiate tende ad allungarsi e a fiorire poco.

Terreno

  • Si adatta a molti suoli, ma preferisce terreni ben drenati, da mediamente fertili a moderatamente poveri.

  • Tollera suoli leggermente acidi, neutri o anche calcarei.

  • Non sopporta ristagni idrici prolungati; meglio evitare suoli molto compatti e argillosi se non migliorati con sabbia o materiale drenante.

  • In vaso usare un terriccio universale con aggiunta di sabbia o pomice.

Irrigazione

  • Una volta ben radicata è abbastanza resistente alla siccità.

  • Nel primo anno dall’impianto e nelle estati molto secche conviene irrigare regolarmente, lasciando asciugare il terreno tra un’apporto e l’altro.

  • In vaso necessita di irrigazioni più frequenti rispetto alla piena terra.

Temperatura

  • Crescita ottimale tra 18 e 28 °C.

  • Sopporta bene estati calde se dispone di adeguata umidità nel suolo.

  • In inverno, nelle zone più fredde, è utile una leggera pacciamatura alla base per proteggere il colletto.

Concimazione

  • Esigenze nutritive moderate.

  • In primavera è sufficiente una concimazione con prodotto organico maturo o un concime granulare a lenta cessione per arbusti da fiore.

  • Un eccesso di azoto favorisce molta massa vegetativa a scapito della fioritura.

Cure colturali

  • Necessita di potature regolari per mantenere forma compatta e stimolare la produzione di nuovi rami fioriferi.

    • Di solito si pota a fine inverno/inizio primavera, accorciando energicamente i rami dell’anno precedente (anche a 30–50 cm dal suolo, a seconda dell’età e della vigoria).

  • Eliminare periodicamente i fiori appassiti (deadheading) per prolungare la fioritura.

  • In alcuni Paesi è considerata specie potenzialmente invasiva: dove necessario, limitare l’auto–semina rimuovendo le spighe sfiorite.

  • Generalmente rustica; solo occasionalmente può essere attaccata da afidi o oidio, soprattutto in condizioni di stress.

Raccolta

  • Le infiorescenze si apprezzano soprattutto a scopo ornamentale, in giardino o come fiore reciso di breve durata.

  • Per attirare farfalle e impollinatori è sufficiente lasciarle sulla pianta finché sono in piena fioritura.

  • Non esiste una vera e propria “raccolta” produttiva come per le specie da frutto, ma si possono tagliare i rami fioriti per composizioni fresche.

Moltiplicazione

  • Per talea semilegnosa o legnosa: metodo più semplice e diffuso; si effettuano talee in tarda estate (semilegnose) o a fine inverno (legnose), da radicare in substrato leggero e ben drenato mantenuto umido.

  • Per seme: possibile, con buona germinazione, ma la progenie può mostrare variabilità nelle caratteristiche (colore e vigoria).

  • Per divisione di vecchi cespi: meno frequente, ma praticabile su piante molto sviluppate.

Composizione chimica e struttura

Buddleja davidii contiene diversi composti bioattivi, tra cui:

  • Flavonoidi: la pianta è ricca di flavonoidi come la quercetina e la luteolina, noti per le loro proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.
  • Acidi fenolici: include acidi fenolici che contribuiscono agli effetti antiossidanti della pianta.
  • Saponine: contiene saponine che possono avere proprietà lenitive e condizionanti sulla pelle.
  • Vitamine: fornisce vitamine come la vitamina C, che supporta la salute della pelle e offre protezione contro lo stress ossidativo.

La struttura chimica di Buddleja davidii è caratterizzata da una varietà di composti polifenolici e fitochimici, che contribuiscono ai suoi effetti benefici.

Proprietà fisiche

Buddleja davidii è caratterizzata dai suoi fiori vivaci e profumati, che sono solitamente di colore viola, rosa o bianco. La pianta ha un aspetto distintivo con foglie lanceolate e una crescita arbustiva. L'estratto della pianta è solitamente un liquido scuro o profondo, con un aroma vegetale.

Processo di produzione

Il processo di produzione per Buddleja davidii include i seguenti passaggi:

  • Coltivazione e raccolta: Buddleja davidii viene coltivata in climi adatti e raccolta quando la pianta è in piena fioritura per massimizzare la concentrazione dei composti bioattivi.
  • Preparazione: Il materiale vegetale viene pulito e preparato per l'estrazione, rimuovendo eventuali detriti o contaminanti.
  • Estrazione con solventi: Il materiale vegetale viene immerso in solventi come alcool o acqua per estrarre i composti attivi. Questo metodo produce un estratto concentrato.
  • Estrazione a ultrasuoni o CO2 supercritico: Metodi avanzati come l'estrazione a ultrasuoni o CO2 supercritico possono essere utilizzati per migliorare l'efficienza e la qualità dell'estratto.
  • Purificazione: La soluzione estratta viene purificata per rimuovere impurità e ottenere un estratto di alta qualità. Questo processo può includere filtrazione e concentrazione.
  • Formulazione: L'estratto purificato viene incorporato in vari prodotti, tra cui cosmetici, farmaci e articoli per la cura personale. Viene combinato con altri ingredienti per ottimizzare la sua efficacia.
  • Controllo qualità: Il prodotto finale subisce test rigorosi di controllo qualità per garantire che soddisfi gli standard di sicurezza, efficacia e prestazione. Questo include verifiche su purezza, stabilità e compatibilità con altri ingredienti.
  • Conservazione: L'estratto viene conservato in contenitori ermetici, al riparo da luce, umidità e calore, per mantenere la sua stabilità ed efficacia.

Applicazioni 

Mediche: Buddleja davidii è stata utilizzata nella medicina tradizionale per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti (1). Può essere impiegata nei trattamenti per condizioni infiammatorie e per supportare la salute della pelle.

Cosmetiche: Nei cosmetici, Buddleja davidii è apprezzata per le sue proprietà lenitive, antiossidanti e condizionanti. È utilizzata in prodotti come creme, lozioni, sieri e maschere per migliorare la salute della pelle e proteggerla dai danni ambientali.

Altro: La pianta e i suoi estratti possono essere inclusi anche in altri prodotti per la cura personale e potenzialmente in altre applicazioni terapeutiche.

Cosmetica - Funzioni INCI

  • Agente condizionante della pelle.  Rappresenta il perno del trattamento topico della pelle in quanto ha la funzione di ripristinare, aumentare o migliorare la tolleranza cutanea a fattori esterni, compresa la tolleranza dei melanociti. La funzione più importante dell'agente condizionante è  prevenire la disidratazione della pelle, ma il tema è piuttosto complesso e coinvolge emollienti ed umettanti che possono essere aggiunti nella formulazione.

CAS   94465-67-5

EC number   305-351-6

Considerazioni ambientali e di sicurezza

Buddleja davidii è generalmente considerata sicura per l'uso in cosmetici e farmaci quando utilizzata secondo le linee guida raccomandate. È un ingrediente naturale con un basso rischio di irritazione o reazioni allergiche. Dal punto di vista ambientale, la coltivazione di Buddleja davidii è relativamente sostenibile, ma è importante adottare pratiche agricole responsabili per minimizzare l'impatto ambientale.

Bibliografia__________________________________________________________________________

(1) Ahmad I, Ahmad N, Wang F. Antioxidant phenylpropanoid glycosides from Buddleja davidii. J Enzyme Inhib Med Chem. 2009 Aug;24(4):993-7. doi: 10.1080/14756360802565072. PMID: 19548780.

Abstract. Phytochemical investigations on the n-BuOH-soluble fraction of the whole plant of Buddleja davidii led to the isolation of the phenylpropanoid glycosides 1-10. Their structures were determined by 1D and 2D NMR spectroscopic techniques. All the compounds showed potent antioxidative activity in three different tests, with IC(50) values in the range 4.15-9.47 microM in the hydroxyl radical ( OH) inhibitory activity test, 40.32-81.15 microM in the total ROS (reactive oxygen species) inhibitory activity test, and 2.26-7.79 microM in the peroxynitrite (ONOO(-)) scavenging activity test. Calceolarioside A (1) displayed the strongest scavenging potential with IC(50) values of (4.15 +/- 0.07, 40.32 +/- 0.09, 2.26 +/- 0.03 microM) for OH, total ROS and scavenging of ONOO(-), respectively.

Wu J, Yi W, Jin L, Hu D, Song B. Antiproliferative and cell apoptosis-inducing activities of compounds from Buddleja davidii in Mgc-803 cells. Cell Div. 2012 Aug 31;7(1):20. doi: 10.1186/1747-1028-7-20. 

Abstract. Background: Buddleja davidii is widely distributed in the southwestern region of China. We have undertaken a systematic analysis of B. davidii as a Chinese traditional medicine with anticancer activity by isolating natural products for their activity against the human gastric cancer cell line Mgc-803 and the human breast cancer cell line Bcap-37. Results: Ten compounds were extracted and isolated from B. davidii, among which colchicine was identified in B. davidii for the first time. The inhibitory activities of these compounds were investigated in Mgc-803, Bcap-37 cells in vitro by MTT [3-(4,5-dimethylthiazol-2-yl)-2,5-diphenyltetrazolium bromide] assay, and the results showed that luteolin and colchicine had potent inhibitory activities against the growth of Mgc-803 cells. Subsequent fluorescence staining and flow cytometry analysis indicated that these two compounds could induce apoptosis in Mgc-803 cells. The results also showed that the percentages of early apoptotic cells (Annexin V+/PI-, where PI is propidium iodide) and late apoptotic cells (Annexin V+/PI+) increased in a dose- and time-dependent manner. After 36 h of incubation with luteolin at 20 μM, the percentages of cells were approximately 15.4% in early apoptosis and 43.7% in late apoptosis; after 36 h of incubation with colchicine at 20 μM, the corresponding values were 7.7% and 35.2%, respectively. Conclusions: Colchicine and luteolin from B. davidii have potential applications as adjuvant therapies for treating human carcinoma cells. These compounds could also induce apoptosis in tumor cells.

Houghton PJ, Mensah AY, Iessa N, Hong LY. Terpenoids in Buddleja: relevance to chemosystematics, chemical ecology and biological activity. Phytochemistry. 2003 Sep;64(2):385-93. doi: 10.1016/s0031-9422(03)00264-4. 

Abstract. The terpenoids reported from Buddleja species are described. The antifungal activity of chloroform extracts of B. cordata and B. davidii stembark against the soil fungi Fusarium culmorum and Sordari fimicola is reported, with buddledin A shown to be the major compound responsible. The terpenoids present support the view that the Buddlejaceae should be classified in a taxon with Scrophulariaceae rather than Loganiaceae. Ecological aspects of the terpenoids are considered in relation to insects and soil fungi and the role of terpenoids in the chemical basis of the use of Buddleja in traditional medicine is also discussed, especially with regard to their anti-inflammatory properties.

Zhang W, Tang SA, Duan HQ. Studies on chemical constituents of rhizome of Buddleia davidii Zhong Yao Cai. 2009 Apr;32(4):515-7. PMID: 19645234.

Abstract. Objective: To study the chemical constituents of Rhizome of Buddleia davidii. Methods: The chemical constituents were isolated by repeated column chromatography (Toyopearl HW-40C and HPLC) and their structures were elucidated on the basis of physico-chemical properties and spectroscopic features. Results: From the petroleum ether extract of the material, eight compounds were isolated. Their structures were identified as: Buddlindeterpene B(1), Buddledin B(2), Buddledin C(3), deacetyldihydrobuddledin A(4), dihydrobuddledin C(5), Suberosol B(6), Gadain (7) and Hinokinin (8). Conclusion: Compounds 1,4 - 8 are isolated from B. davidii for the first time.