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Torula yeast
"Descrizione"
by Al222 (24867 pt)
2026-Jan-08 12:05

Lievito di Torula (Cyberlindnera jadinii / Candida utilis) – identità, composizione, usi in cosmetica e alimentazione, e note di sicurezza


Biomassa di lievito di Torula / lievito inattivato – Cyberlindnera jadinii (sin. Candida utilis)

Sinonimi: Torula, lievito di Torula, Cyberlindnera jadinii, Candida utilis (nome storico), lievito inattivato, polvere di lievito di Torula
INCI / funzioni: in cosmetica l’impiego avviene più spesso tramite voci INCI correlate come Yeast Extract, Hydrolyzed Yeast Extract o Yeast Ferment Extract, con funzioni principalmente skin conditioning (e, a seconda dell’INCI, anche skin protecting)

Definizione

Il lievito di Torula è una biomassa di lievito inattivata ottenuta dalla specie Cyberlindnera jadinii (storicamente nota nel settore anche come Candida utilis). Dal punto di vista compositivo, il lievito di Torula è una matrice biologica complessa che tipicamente contiene proteine e peptidi, amminoacidi liberi, carboidrati (inclusi polisaccaridi di parete cellulare come β-glucani e mannani, in funzione del grado), vitamine del gruppo B (contenuto dipendente da processo e substrato), minerali (ceneri) e frazioni minori come nucleotidi e lipidi (di norma basse).

Nell’uso pratico, la denominazione “lievito di Torula” è comune nelle filiere food e feed (contributo sapido/umami, biomassa proteica), mentre in cosmetica è più frequente trovare estratti/fermenti di lievito (definiti dall’INCI) piuttosto che la biomassa intera.

  • Alimentazione: ingrediente sapido e biomassa funzionale; impiegato anche per posizionamento sensoriale e, in alcuni casi, per supporto di texture (in funzione del grado).

  • Cosmetica: tipicamente tramite estratti/fermenti di lievito con funzione skin conditioning (e talvolta skin protecting).

  • Medicina: rilevanza soprattutto di ricerca (microbiologia/biotech), non un ingrediente medico standard.

  • Farmaceutica: possibile rilevanza come eccipiente o in ricerca, in funzione di grado e dossier.

  • Uso industriale: organismo ospite in biotecnologie e biomassa tecnica per diverse applicazioni industriali; impiego anche in applicazioni “attrattive” in agricoltura (settore-dipendente).

  • Proteine. Elevato contenuto di proteine, fino al 50% del suo peso secco, rendendolo una buona fonte di proteine vegetali. La proteina del lievito di Torula è di alta qualità, contenendo tutti i nove aminoacidi essenziali, rendendolo una fonte completa di proteine. Questo è particolarmente importante per coloro che seguono diete a base vegetale e che potrebbero trovare difficile ottenere proteine complete.
  • Fibre. Presenta una buona quantità di fibre.
  • Vitamine. Ricco di vitamine del complesso B, in particolare B1, B2, B3 e B6, essenziali per il metabolismo energetico. La ricchezza in vitamine B rende il lievito di Torula un supplemento eccezionale, specialmente la vitamina B12. Spesso, la B12 è citata come un nutriente di preoccupazione per coloro che non consumano prodotti animali, poiché è prevalentemente trovata in carne e latticini. Il lievito di Torula offre una forma biodisponibile di B12, insieme a tiamina (B1), riboflavina (B2), niacina (B3) e piridossina (B6), supportando il metabolismo energetico, la funzione neurologica e la formazione dei globuli rossi.
  • Minerali. Contiene minerali come ferro, magnesio e zinco. È una fonte di minerali essenziali, inclusi il selenio, un potente antiossidante che supporta la funzione immunitaria e la salute della tiroide; lo zinco, cruciale per la risposta immunitaria, la guarigione delle ferite e la sintesi del DNA; e il ferro, necessario per il trasporto dell'ossigeno nel sangue.

Calorie (valore energetico)

ParametroValore
Valore energetico (100 g)~370 kcal (valore indicativo per polvere di lievito di Torula essiccata)
Nota tecnicaIn cosmetica l’uso è di norma a bassa inclusione (quando presente come estratto/fermento), quindi l’impatto energetico sul prodotto finito è trascurabile


Dati di identificazione e specifiche

CategoriaValore
Identità biologicaCyberlindnera jadinii (sin. Candida utilis)
Tipo ingrediente (tipico)biomassa di lievito essiccata inattivata (polvere) o estratto/fermento di lievito (ingrediente cosmetico)
Numeri CAS / ECNon tipicamente applicabili alla biomassa intera come “sostanza chimica” singola (verificare SDS/CoA del grado commerciale acquistato)


Esempi INCI rilevanti in cosmeticaFunzioni dichiarate (INCI)
Yeast Extractskin conditioning, skin protecting
Hydrolyzed Yeast Extractskin conditioning
Yeast Ferment Extractskin conditioning


Principali sostanze contenute

Gruppo di costituentiComponenti principaliCosa influenzano
Proteine / peptidiproteine del lievito, frazioni peptidiche (grado-dipendente)posizionamento funzionale (biomassa proteica food), sensorialità/feel (estratti)
Amminoacidiamminoacidi liberi e piccoli peptidiprofilo sapido (food) e concetto di conditioning (cosmetica)
Carboidrati / parete cellulareβ-glucani, mannani (grado-dipendente)interazioni con viscosità/texture; possibile posizionamento lenitivo/conditioning (richiede evidenze sul prodotto finito)
Micronutrientivitamine del gruppo B e minerali (variabili)posizionamento nutrizionale (food/feed), marker QC (ceneri, vitamine specifiche)
Frazioni minorinucleotidi, lipidi bassicontributo aromatizzante (food) e aspetti di stabilità/odore


Proprietà fisiche e chimiche (pratiche)

ProprietàOsservazione tipicaNote
Forma fisicapolvere (biomassa essiccata)granulometria e scorrevolezza variano per metodo di essiccazione/grado
Solubilitàspesso insolubile come biomassa intera; dispersibilità parzialegli estratti di lievito sono più solubili della biomassa intera
Odorelievitato/sapido (grado-dipendente)critico in cosmetici profumati: può servire mascheramento odore
Sensibilità all’ossidazionegeneralmente gestibilemonitorare deriva olfattiva; stoccaggio e packaging sono determinanti


Ruolo funzionale in formulazione

FunzioneRuolo nel prodotto finitoNote operative
Skin conditioning (estratto/fermento)supporta posizionamento e feel di condizionamento cutaneorichiede test di compatibilità e supporto sul prodotto finito
Skin protecting (quando dichiarato)supporta concetto barriera/protezioneallineare con strategia claim ed evidenze
Ingrediente sapido food (biomassa)contribuisce a profilo umami/sapido e può supportare texturedipende da processo, dosaggio e matrice


Compatibilità formulativa

SistemaCompatibilitàControlli da eseguire
Emulsioni O/W (cosmetica)da valutareodore, colore, stabilità a cicli termici, compatibilità conservanti
Sistemi tensioattivi (rinse-off)spesso compatibile (estratto/fermento)verificare schiuma/limpidezza e evoluzione odore
Gel trasparentisensibilerischio torbidità; ottimizzare solubilizzazione e scelta polimero
Conservanticriticoi derivati di lievito possono aumentare rischio biocarica; validare con challenge test


Linee guida d’uso (indicative)

Contesto d’usoRange tipicoNota tecnica
Cosmetica (estratto/fermento di lievito)0,1–5,0%seguire dossier fornitore; partire basso per controllo odore/colore
Ingrediente alimentare (biomassa di Torula)0,2–10%dipende da categoria alimentare e obiettivo
Feed / pet foodvariabiledefinire secondo target nutrizionale, palatabilità e normativa applicabile


Applicazioni tipiche

  • Alimentazione: zuppe, salse, condimenti, prodotti salati processati; anche come ingrediente “biomassa proteica”.

  • Cosmetica: prodotti leave-on e rinse-off che impiegano estratti/fermenti di lievito per posizionamento skin conditioning.

  • Industriale/biotech: organismo ospite e applicazioni biomassa in fermentazioni industriali (grado- e processo-dipendente).

Qualità, gradi e specifiche

Tema QCCosa specificare e controllare
Identitàidentità dell’organismo e tracciabilità a linea C. jadinii / C. utilis
Composizioneproteine (spesso intorno a ~50% su secco per alcune biomasse), ceneri, umidità e marker (definiti dal fornitore)
Microbiologiacariche totali e assenza patogeni in funzione dell’uso (food/cosmetico)
Sensorialestabilità odore e colore (soprattutto in cosmetica)
DocumentazioneCoA e SDS coerenti con grado acquistato e settore d’impiego


Sicurezza, normativa e ambiente

TemaIndicazioni operative
Profilo di sicurezzageneralmente gestibile; trattare come materiale biologico (controllo polveri; evitare inalazione)
Sensibilizzazione/irritazionepossibile sensibilità individuale; confermare con valutazione di sicurezza del prodotto finito
Stato UE per uso alimentarela biomassa di lievito di Torula è stata considerata non novel come ingrediente alimentare in UE (inquadramento food)
Cosmetica UEse usato tramite INCI estratti/fermenti, applicare valutazione di sicurezza e GMP
Ambientegestire scarichi e residui secondo regole locali; evitare rilascio non controllato di carico organico


Troubleshooting formulativo

ProblemaCausa probabileAzioni correttive
Torbidità/particelle in gelbiomassa insolubile o solubilizzazione incompletapassare a yeast extract più solubile, introdurre step di solubilizzazione, ottimizzare sistema polimerico
Impatto odoreodore lievitato/sapido intrinsecoridurre dose, usare gradi deodorati, impostare strategia di mascheramento (se accettabile)
Instabilità microbiologicabiocarica più alta o incompatibilità conservantistringere specifiche raw material, ottimizzare conservanti, eseguire challenge test e stabilità
Variabilità tra lottivariabilità naturale di biomassa/estrattodefinire criteri di accettazione (proteine/ceneri/marker odore), qualifica fornitori


Conclusione

Il lievito di Torula è una biomassa di lievito inattivata associata a Cyberlindnera jadinii (sin. Candida utilis), con uso consolidato in food e feed e, in cosmetica, più spesso tramite estratti/fermenti di lievito con funzione skin conditioning (e talvolta skin protecting). I fattori tecnici chiave sono la selezione del grado, il controllo di odore/colore, specifiche microbiologiche solide e la validazione sul prodotto finito per stabilità e performance.

Mini-glossario

TermineSignificatoNota
β-glucanipolisaccaridi della parete cellulare del lievitocontenuto dipendente dal grado; può influire su texture e posizionamento conditioning
CoACertificate of Analysisdefinisce specifiche del lotto (titolo, microbiologia, umidità, ecc.)
SDSSafety Data Sheetriferimento principale per manipolazione, pericoli e identificativi regolatori
Lievito inattivobiomassa resa non vitaletipica per ingredienti alimentari e polveri stabili


Bibliografia__________________________________________________________________________

Timlin CL, Dickerson SM, Fowler JW, Mccracken FB, Skaggs PM, Ekmay R, Coon CN. The effects of torula yeast as a protein source on apparent total tract digestibility, inflammatory markers, and fecal microbiota dysbiosis index in Labrador Retrievers with chronically poor stool quality. J Anim Sci. 2024 Jan 3;102:skae013. doi: 10.1093/jas/skae013.

Abstract. This study examined the effects of varying protein sources on apparent total tract digestibility, inflammatory markers, and fecal microbiota in Labrador Retrievers with historically poor stool quality. Thirty dogs (15 male, 15 female; aged 0.93 to 11.7 yr) with stool quality scores ≤2.5 on a 5-point scale (1 representing liquid stool and 5 representing firm stool) were randomly assigned to 1 of 3 nutritionally complete diets with differing protein sources and similar macronutrient profiles: 1) chicken meal (n = 10); 2) 10% brewer's yeast (n = 10); or 3) 10% torula yeast (n = 10). Another 10 dogs (five male, five female) with normal stool quality (scores ranging from 3 to 4) received diet 1 and served as negative control (NC). All dogs were fed diet 1 for 7 days, then provided their assigned treatment diets from days 7 to 37. Daily stool scores and weekly body weights were recorded. On days 7, 21, and 36, blood serum was analyzed for c-reactive protein (CRP), and feces for calgranulin C (S100A12), α1-proteinase inhibitor (α1-PI), calprotectin, and microbiota dysbiosis index. Apparent total tract digestibility was assessed using the indicator method with 2 g titanium dioxide administered via oral capsules. Stool scores were greater in NC (P < 0.01) as designed but not affected by treatment × time interaction (P = 0.64). Body weight was greater (P = 0.01) and CRP lower (P < 0.01) in NC dogs. Dry matter and nitrogen-free extract digestibility did not differ among groups (P ≥ 0.14). Negative controls had greater fat digestibility compared to BY (94.64 ± 1.33% vs. 91.65 ± 1.25%; P = 0.02). The overall effect of treatment was significant for protein digestibility (P = 0.03), but there were no differences in individual post hoc comparisons (P ≥ 0.07). Treatment did not affect S100A12 or α1-PI (P ≥ 0.44). Calprotectin decreased at a greater rate over time in TY (P < 0.01). The dysbiosis index score for BY and TY fluctuated less over time (P = 0.01). Blautia (P = 0.03) and Clostridium hiranonis (P = 0.05) abundances were reduced in BY and TY. Dogs with chronically poor stool quality experienced reduced body weights and increased serum CRP, but TY numerically increased protein digestibility, altered the microbiome, and reduced fecal calprotectin. Torula yeast is a suitable alternative protein source in extruded canine diets, but further research is needed to understand the long-term potential for improving the plane of nutrition and modulating gut health.

Verstrepen L, Calatayud-Arroyo M, Duysburgh C, De Medts J, Ekmay RD, Marzorati M. Amino Acid Digestibility of Different Formulations of Torula Yeast in an In Vitro Porcine Gastrointestinal Digestion Model and Their Protective Effects on Barrier Function and Inflammation in a Caco-2/THP1Co-Culture Model. Animals (Basel). 2023 Sep 5;13(18):2812. doi: 10.3390/ani13182812.

Abstract. Single-cell protein from torula yeast (Cyberlindnera jadinii) grown on lignocellulosic biomass has been proven to be an excellent alternative protein source for animal feed. This study aimed to evaluate the amino acid (AA) digestibility by estimating intestinal absorption from three yeast-based ingredients, produced by cultivating C. jadinii on hydrolysate, using either mixed woody species (drum- (WDI) or spray-dried (WSI)) or corn dextrose (drum-dried (DDI)) as the carbon source. Further, the protective effect of intestinal digests on activated THP1-Blue™-induced epithelial damage and cytokine profile was evaluated. Total protein content from these three ingredients ranged from 34 to 45%, while the AA dialysis showed an estimated bioaccessibility between 41 and 58%, indicating good digestibility of all test products. A protective effect against epithelial-induced damage was observed for two of the three tested products. Torula yeast cultivated on wood and drum-dried (WDI) and torula yeast cultivated on wood and spray-dried (WSI) significantly increased transepithelial electrical resistance (TEER) values (111-147%, p < 0.05), recovering the epithelial barrier from the inflammation-induced damage in a dose-dependent manner. Further, WSI digests significantly reduced IL8 (250.8 ± 28.1 ng/mL), IL6 (237.9 ± 1.8 pg/mL) and TNF (2797.9 ± 216.3 pg/mL) compared to the blank control (IL8 = 485.7 ± 74.4 ng/mL, IL6 = 478.7 ± 58.9 pg/mL; TNF = 4273.5 ± 20.9 pg/mL) (p < 0.05). These results align with previous in vivo studies, supporting torula yeast-based ingredients as a high-quality protein source for pigs, protecting the intestinal barrier from inflammatory damage, and reducing the pro-inflammatory response. We provided novel insights into the mechanisms behind the health improvement of pigs fed on torula yeast-based ingredients, with potential applications for designing nutritional interventions to recover intestinal homeostasis during critical production periods, such as weaning.

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