| "Descrizione" by Al222 (24867 pt) | 2025-Nov-29 12:13 |
Canola si riferisce a varietà specifiche di piante di colza (Brassica napus e Brassica rapa) coltivate per i loro semi, da cui si estrae l'olio di canola. Questo olio è noto per il suo basso contenuto di acidi grassi saturi e viene utilizzato sia nell'alimentazione che in applicazioni industriali.
Canola è anche il termine comunemente utilizzato nelle etichette alimentari per indicare l’olio ottenuto da varietà selezionate di colza (Brassica napus, talvolta Brassica rapa) a basso contenuto di acido erucico e di glucosinolati, sviluppate soprattutto in Canada a partire dagli anni ’70 per ottenere un olio nutrizionalmente più favorevole e sicuro rispetto all’olio di colza tradizionale. Si presenta come un olio liquido di colore giallo chiaro–dorato, dal sapore delicato e dall’odore tenue, impiegato sia a crudo (condimento) sia in cottura e frittura grazie al buon profilo di acidi grassi e alla discreta stabilità ossidativa. Dal punto di vista nutrizionale è caratterizzato da un contenuto molto basso di acidi grassi saturi e da una quota elevata di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, con un equilibrio interessante tra omega-6 (acido linoleico) e omega-3 (acido α-linolenico). Oltre all’olio alimentare, dalla canola si ottengono anche farine e panelli destinati soprattutto alla mangimistica e frazioni specifiche (lecitine, insaponificabile) utilizzate in alimenti, integratori e cosmetici.

Classificazione botanica
Nome comune: canola
Nome botanico: Brassica napus var. napus
Famiglia: Brassicaceae
Origine: probabilmente area mediterranea ed Europa settentrionale, con sviluppo moderno delle varietà in Canada
Caratteristiche generali: pianta annuale/biannuale coltivata per i semi oleosi a basso contenuto di glucosinolati ed acido erucico; crescita rapida, infiorescenze a racemo con fiori gialli, semi contenenti olio e proteine
Coltivazione e condizioni di crescita
Clima
Preferisce climi temperati freschi.
Sensibile agli stress termici prolungati.
Ama primavere fresche ed estati non troppo calde.
Può essere coltivata come coltura invernale nelle regioni più miti.
Esposizione
Richiede pieno sole per tutto il ciclo colturale.
L’insufficienza luminosa riduce fioritura e resa seminale.
Terreno
Predilige terreni profondi, fertili e ben drenati.
pH ottimale: leggermente acido-neutro (6,0–7,0).
Evitare ristagni idrici, che favoriscono marciumi e patogeni fungini.
Buona struttura del suolo essenziale per lo sviluppo radicale.
Irrigazione
Generalmente poco esigente in acqua, ma necessita di adeguata umidità durante:
germinazione,
allungamento del fusto,
fioritura e allegagione.
Evitare eccessi: un terreno troppo umido compromette la qualità dei semi.
Temperatura
Germinazione: 5–10 °C.
Crescita ottimale: 15–22 °C.
Resistenza al freddo elevata nelle varietà invernali, che tollerano brevi gelate.
Temperature > 30 °C durante la fioritura riducono sensibilmente la resa.
Concimazione
Richiede buona disponibilità di azoto, soprattutto nelle prime fasi.
Fosforo e potassio sono necessari per radici robuste, fioritura e formazione del seme.
Beneficia dell’apporto di microelementi (es. boro) per evitare aborto fiorale.
Concimazioni bilanciate migliorano contenuto oleoso e qualità finale.
Cure colturali
Controllo delle infestanti essenziale nelle prime settimane.
Rotazioni colturali consigliate per ridurre malattie tipiche delle Brassicaceae.
Monitoraggio di parassiti quali altiche, afidi e larve di lepidotteri.
Evitare sovradensità: una buona spaziatura migliora vigore e resa.
Raccolta
Avviene quando i baccelli sono maturi ma non ancora troppo secchi (per evitare la deiscenza).
Umidità del seme ideale: 8–10%.
La raccolta meccanica è la pratica più comune.
Una gestione attenta riduce perdite per apertura spontanea dei siliqui.
Moltiplicazione
Si effettua tramite seme.
Semina autunnale nelle varietà invernali; semina primaverile nelle varietà primaverili.
Semente certificata raccomandata per garantire purezza varietale e parametri agronomici costanti.
Valori nutrizionali indicativi per 100 g (olio di canola)
Valori medi indicativi per olio di canola raffinato:
Energia: ~884–900 kcal
Acqua: 0 g
Proteine: 0 g
Carboidrati totali: 0 g
Zuccheri: 0 g
Fibre: 0 g
Grassi totali: ~100 g
Prima occorrenza acronimi: SFA (saturated fatty acids, acidi grassi saturi, da limitare se in eccesso), MUFA (monounsaturated fatty acids, acidi grassi monoinsaturi, generalmente favorevoli al profilo cardiovascolare), PUFA (polyunsaturated fatty acids, acidi grassi polinsaturi, rilevanti per equilibrio infiammatorio e salute cardiovascolare). Nei riferimenti successivi useremo gli acronimi senza grassetto.
SFA: ~6–7 g (≈6–7 %)
MUFA: ~60–65 g (≈60–65 %, prevalente acido oleico)
PUFA totali: ~25–30 g
omega-6 (acido linoleico): ~17–21 g
omega-3 (acido α-linolenico): ~7–11 g
Grassi trans naturali: ~0,3–0,5 g (quota fisiologicamente presente, contenuto comunque basso)
Colesterolo: 0 mg
Sodio: 0 mg
Vitamina E (tocoferoli totali): ~18–25 mg
Altre vitamine: trascurabili
Principali sostanze contenute
Trigliceridi
Acido oleico (C18:1, ω-9) componente principale
Acido linoleico (C18:2, ω-6)
Acido α-linolenico (C18:3, ω-3)
Acidi grassi saturi (palmitico, stearico) in bassa percentuale
Frazione insaponificabile
Fitosteroli (es. β-sitosterolo, campesterolo, brassicasterolo)
Tocoferoli (vitamina E, soprattutto γ- e α-tocoferolo)
Tracce di carotenoidi e altri composti minori antiossidanti
Eventuali componenti tecnologici
Tracce di antiossidanti aggiunti (es. tocoferoli naturali, in alcune qualità)
Processo di produzione
Materie prime
Semi di canola (varietà di colza a basso acido erucico e basso tenore in glucosinolati), essiccati e puliti.
Estrazione dell’olio
Pulizia, decorticazione parziale e frantumazione dei semi.
Pre-pressatura meccanica per estrarre una prima quota di olio.
Eventuale estrazione con solvente (esano) del panello residuo per recuperare l’olio rimanente, secondo le buone pratiche di fabbricazione.
Raffinazione (olio RBD: raffinato, decolorato, deodorato)
Degommaggio (rimozione di fosfolipidi).
Neutralizzazione (rimozione di acidi grassi liberi).
Decolorazione (argille decoloranti per rimuovere pigmenti).
Deodorizzazione (distillazione a vapore sotto vuoto per eliminare composti odorosi).
Controllo del contenuto di acido erucico e di composti indesiderati secondo i limiti normativi.
Confezionamento
Filtrazione finale e imbottigliamento in contenitori idonei (vetro o PET barriera) in condizioni che minimizzino ossigeno, luce e calore.
Proprietà fisiche
Stato fisico: liquido a temperatura ambiente.
Colore: giallo chiaro–dorato.
Odore: lieve, tipico, non invasivo.
Punto di fumo (raffinato): indicativamente ~220–230 °C (dipende dalla qualità).
Densità a 20 °C: ~0,91–0,92 g/mL.
Indice di iodio: elevato (tipico degli oli ricchi di insaturi).
Stabilità ossidativa: buona per un olio ricco di insaturi, grazie alla quota elevata di oleico e alla presenza di tocoferoli, ma comunque sensibile a luce, calore e ossigeno.
Proprietà sensoriali e tecnologiche
Sapore: delicato, neutro o leggermente “di seme”, non dominante.
Profilo aromatico: tenue, adatto a non coprire il gusto degli altri ingredienti.
Bocca (mouthfeel): conferisce sensazione morbida e rotonda, utile sia a crudo sia in cottura.
Comportamento in cottura:
Buona stabilità per frittura e cotture ad alta temperatura se non si supera il punto di fumo e si limita il numero di riutilizzi.
Meno incline alla formazione di composti ossidativi rispetto ad oli molto ricchi di PUFA come soia o girasole tradizionale.
Funzione tecnologica:
Fase lipidica in emulsioni (maionese, salse, condimenti).
Veicolo di aromi liposolubili.
Contributo alla texture in prodotti da forno e prodotti spalmabili.
Impieghi alimentari
Condimento a crudo (insalate, verdure, piatti freddi).
Cottura in padella e al forno.
Fritture domestiche e industriali (patatine, prodotti panati, snack), soprattutto con varietà ad alto oleico.
Margarine e grassi spalmabili (in combinazione con altri oli o grassi).
Prodotti da forno (pane, focacce, biscotti, snack salati).
Salse ed emulsioni (maionese, dressing, vinaigrette).
Alimenti per l’infanzia e prodotti dietetici, quando si richiede un profilo lipidico favorevole e sapore neutro.
Nutrizione e salute
Profilo lipidico
Basso contenuto di saturi (SFA) e alta quota di monoinsaturi (MUFA) rappresentano un punto di forza rispetto a molti altri oli, contribuendo in genere a un migliore profilo di colesterolo plasmatico quando sostituiscono grassi ricchi in saturi.
I polinsaturi (PUFA) contenuti includono sia omega-6 (linoleico) sia omega-3 (α-linolenico); il rapporto è considerato favorevole rispetto ad oli privi o quasi di omega-3.
Acidi grassi essenziali
Fornisce acido linoleico (ω-6) e acido α-linolenico (ω-3), che l’organismo non può sintetizzare e deve assumere con la dieta.
Vitamina E
La presenza di tocoferoli contribuisce alla funzione antiossidante e alla protezione degli acidi grassi dall’ossidazione; dal punto di vista nutrizionale supporta la protezione delle membrane cellulari.
Rischi da consumo eccessivo
Come tutti i grassi, è altamente energetico; un eccesso calorico può favorire aumento di peso e complicanze metaboliche.
L’uso improprio (frittura a temperature troppo elevate, riutilizzo prolungato dell’olio, conservazione scorretta) può portare a formazione di prodotti di ossidazione indesiderati.
Contenuto di acido erucico
Le varietà di canola sono selezionate per avere un contenuto molto basso di acido erucico, nel rispetto dei limiti di sicurezza fissati dalle normative internazionali.
Nota porzione
Uso tipico nella dieta: 10–20 g al giorno come condimento (circa 1–2 cucchiai) sono una quantità indicativa per un soggetto adulto, da inserire nel quadro dell’apporto complessivo di grassi e calorie della giornata.
Allergeni e intolleranze
La canola non rientra tra i principali allergeni alimentari elencati dai regolamenti europei; reazioni allergiche specifiche all’olio raffinato sono rare.
L’olio altamente raffinato contiene quantità trascurabili di proteine, riducendo ulteriormente il rischio di reazioni allergiche rispetto ai semi interi.
In caso di allergia nota a colza/senape o a altre Brassicaceae, è comunque prudente valutare con lo specialista.
Conservazione e shelf-life
Conservare in luogo fresco, asciutto, al riparo dalla luce diretta e da fonti di calore.
Richiudere sempre bene la bottiglia dopo l’uso per limitare il contatto con l’aria.
Shelf-life tipica: 12–18 mesi per l’olio raffinato imbottigliato correttamente; verificare sempre la data di scadenza o il “da consumarsi preferibilmente entro”.
Segni di deterioramento: odore rancido, sapore sgradevole, imbrunimento anomalo; in questi casi l’olio va scartato.
Sicurezza e regolatorio
L’olio di canola (olio di colza a basso tenore di acido erucico) è generalmente riconosciuto come sicuro per uso alimentare dalle principali autorità sanitarie internazionali, se prodotto nel rispetto delle buone pratiche di fabbricazione.
Esistono limiti regolatori stringenti riguardo al tenore massimo di acido erucico negli oli e nei grassi destinati all’alimentazione umana.
In alcuni Paesi parte delle coltivazioni di canola è geneticamente modificata (OGM) per motivi agronomici o di composizione lipidica; ciò richiede etichettature specifiche secondo la normativa locale.
Etichettatura
Denominazione tipica in Italia: “olio di colza (canola)” oppure “olio di canola” a seconda del posizionamento di mercato.
In presenza di OGM: obbligo di indicazione in etichetta, secondo la normativa UE sugli organismi geneticamente modificati.
Possibili claim:
“Ricco di acidi grassi insaturi” o simili, se rispettate le condizioni di legge.
“Fonte di omega-3” solo se la quantità di acido α-linolenico lo consente in rapporto alla porzione dichiarata.
Assenza di colesterolo: l’olio vegetale non contiene colesterolo; tale informazione può essere riportata nel rispetto delle regole sui claim nutrizionali.
Troubleshooting
Olio che irrancidisce rapidamente
Possibili cause: esposizione a luce, calore e aria; contenitore spesso aperto, stoccaggio vicino ai fornelli.
Soluzioni: conservare al buio e al fresco, chiudere bene la bottiglia, usare contenitori di vetro scuro o PET barriera, evitare formati troppo grandi se il consumo è basso.
Frittura con fumo e odore forte
Possibili cause: temperatura troppo alta, presenza di residui di alimento, riutilizzo eccessivo dell’olio.
Soluzioni: monitorare la temperatura, filtrare l’olio tra un utilizzo e l’altro, limitare i riutilizzi, sostituire l’olio quando scurisce eccessivamente o sviluppa odore sgradevole.
Prodotti fritti troppo unti o molli
Possibili cause: temperatura troppo bassa, sovraccarico di prodotto nella friggitrice, pastelle troppo bagnate.
Soluzioni: mantenere una temperatura adeguata e costante, friggere in piccoli lotti, asciugare bene gli alimenti prima di friggerli.
Sostenibilità e filiera
Coltivazione
La canola è una coltura oleaginosa importante nelle rotazioni agrarie di molti Paesi (es. Canada, UE), contribuendo alla diversificazione colturale e, se ben gestita, alla salute del suolo.
Impatto ambientale
L’impatto dipende dalle pratiche agricole (uso di fertilizzanti, fitofarmaci, lavorazioni del suolo). Sistemi integrati o biologici possono ridurre l’impronta ambientale.
OGM e tracciabilità
L’uso di varietà OGM richiede sistemi di tracciabilità e segregazione nella filiera; per chi sceglie prodotti non OGM o biologici è importante la certificazione.
Sottoprodotti
Panelli e farine proteiche di canola sono valorizzati in mangimistica, contribuendo all’economia circolare della filiera.
Principali funzioni INCI (cosmesi)
Per uso cosmetico l’olio di canola compare tipicamente con il nome Canola Oil o come derivati (es. Canola Oil Unsaponifiables):
Emolliente / skin conditioning: ammorbidisce e leviga la pelle, riducendo la TEWL (perdita d’acqua transepidermica).
Condizionante capelli: migliora scorrevolezza e lucentezza del capello se usato in oli, balsami o maschere.
Veicolo lipidico: solubilizza attivi liposolubili (vitamine, estratti) in oli da massaggio, sieri oleosi, oli da bagno.
Frazione insaponificabile: può essere impiegata in formule anti-age e ristrutturanti per la presenza di fitosteroli e tocoferoli.
Conclusione
L’olio di canola rappresenta una fonte lipidica moderna e tecnicamente evoluta, nata dalla selezione di varietà di colza a composizione migliorata. Il profilo di acidi grassi caratterizzato da basso contenuto in saturi, alta quota di monoinsaturi e presenza apprezzabile di omega-3 vegetali, unito al buon contenuto di vitamina E, ne fanno un ingrediente interessante in ottica di salute cardiovascolare quando utilizzato al posto di grassi più ricchi in saturi e inserito in una dieta equilibrata. Dal punto di vista tecnologico e sensoriale offre sapore delicato, versatilità in cucina e prestazioni adeguate in frittura se impiegato correttamente. In ambito cosmetico, la sua funzione emolliente e condizionante, insieme alla frazione insaponificabile, lo rende utile in numerose formulazioni per pelle e capelli. Una filiera gestita in modo sostenibile, con attenzione a pratiche agronomiche, impatto ambientale e tracciabilità (in particolare per l’eventuale presenza di OGM), consente di massimizzare i benefici di questo ingrediente lungo tutta la catena alimentare e cosmetica.
Mini-glossario
SFA – Saturated fatty acids: acidi grassi saturi; un eccesso nella dieta può contribuire a innalzare colesterolo LDL e rischio cardiovascolare.
MUFA – Monounsaturated fatty acids: acidi grassi monoinsaturi; sostituendo i saturi possono contribuire a un miglior profilo lipidico plasmatico.
PUFA – Polyunsaturated fatty acids: acidi grassi polinsaturi; includono omega-6 e omega-3, importanti per funzioni di membrana, risposta infiammatoria e salute cardiovascolare.
Bibliografia__________________________________________________________________________
Lauretti E, Praticò D. Effect of canola oil consumption on memory, synapse and neuropathology in the triple transgenic mouse model of Alzheimer's disease. Sci Rep. 2017 Dec 7;7(1):17134. doi: 10.1038/s41598-017-17373-3.
Abstract. In recent years consumption of canola oil has increased due to lower cost compared with olive oil and the perception that it shares its health benefits. However, no data are available on the effect of canola oil intake on Alzheimer's disease (AD) pathogenesis. Herein, we investigated the effect of chronic daily consumption of canola oil on the phenotype of a mouse model of AD that develops both plaques and tangles (3xTg). To this end mice received either regular chow or a chow diet supplemented with canola oil for 6 months. At this time point we found that chronic exposure to the canola-rich diet resulted in a significant increase in body weight and impairments in their working memory together with decrease levels of post-synaptic density protein-95, a marker of synaptic integrity, and an increase in the ratio of insoluble Aβ 42/40. No significant changes were observed in tau phosphorylation and neuroinflammation. Taken together, our findings do not support a beneficial effect of chronic canola oil consumption on two important aspects of AD pathophysiology which includes memory impairments as well as synaptic integrity. While more studies are needed, our data do not justify the current trend aimed at replacing olive oil with canola oil.
Dupont J, White PJ, Johnston KM, Heggtveit HA, McDonald BE, Grundy SM, Bonanome A. Food safety and health effects of canola oil. J Am Coll Nutr. 1989 Oct;8(5):360-75. doi: 10.1080/07315724.1989.10720311.
Abstract. Canola oil is a newly marketed vegetable oil for use in salads and for cooking that contains 55% of the monounsaturated fatty acid; oleic acid, 25% linoleic acid and 10% alpha-linolenate [polyunsaturated fatty acid (PUFA)], and only 4% of the saturated fatty acids (SFAs) that have been implicated as factors in hypercholesterolemia. It is expressed from a cultivar of rapeseed that was selectively bred from old varieties in Canada to be very low in erucic acid--a fatty acid suspected to have pathogenic potential in diets high in the original rapeseed oil in experimental animals. Canola oil is free of those problems. It is the most widely consumed food oil in Canada, and has been approved for Generally Recognized as Safe (GRAS) status by the Food and Drug Administration (FDA) of the United States Department of Health and Human Services. The fatty acid composition of canola oil is consistent with its use as a substitute for SFAs, in meeting the dietary goals recommended by many health associations: an average diet containing about 30% of calories as fat made up of less than 10% SFAs, 8-10% PUFAs in a ratio of linoleic to linolenic acids between 4:1 and 10:1, the remainder being monounsaturated fatty acids. No single oil meets these current recommendations for ratios of PUFA/monounsaturated/polyunsaturated fatty acid ratios as the sole source of cooking and salad oil.
Ghobadi S, Hassanzadeh-Rostami Z, Mohammadian F, Zare M, Faghih S. Effects of Canola Oil Consumption on Lipid Profile: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Clinical Trials. J Am Coll Nutr. 2019 Feb;38(2):185-196. doi: 10.1080/07315724.2018.1475270.
Abstract. Hyperlipidemia is a well- known risk factor of cardiovascular disease. A healthy diet containing vegetable oils such as canola oil (CO) may help to reduce serum lipids. This study aimed to quantify the effects of CO on lipid parameters using a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. PubMed, Web of Science, Scopus, ProQuest, and Embase were systematically searched until December 2017, with no time and design restrictions. Also, a manual search was performed to find extra relevant articles. Lipid parameters including total cholesterol (TC), low-density lipoprotein cholesterol (LDL), high-density lipoprotein cholesterol (HDL), triglycerides (TG), apolipoprotein A1 (Apo A1), and apolipoprotein B (Apo B) were entered the meta-analysis. Weighed mean difference (WMD) and 95% confidence interval (CI) were stated as the effect size. Sensitivity analyses and prespecified subgroup were conducted to evaluate potential heterogeneity. Twenty-seven trials, comprising 1359 participants, met the eligibility criteria. Results of this study showed that CO consumption significantly reduced TC (-7.24 mg/dl, 95% CI, -12.1 to -2.7), and LDL (-6.4 mg/dl, 95% CI, -10.8 to -2), although it had no effects on HDL, TG, Apo B, and Apo A1. Effects of CO on TC and LDL significantly decreased after CO consumption in subgroups of >50 years of age participants and >30 intervention duration subgroup. Moreover, CO decreased LDL and TC compared to sunflower oil and saturated fat. This meta-analysis suggested that CO consumption improves serum TC and LDL, which could postpone heart disease progression. Key Teaching Points CO consumption could decrease serum TC and LDL, although it had no effects on other blood lipids. There was an overall significant effect of canola oil on TC and LDL compared to sunflower oil and saturated fats. CO could have beneficial effects on serum TC and LDL just when consumed longer than 30 days. CO consumption improved lipid profiles in participants older than 50 years.
Senthilselvan A, Zhang Y, Dosman JA, Barber EM, Holfeld LE, Kirychuk SP, Cormier Y, Hurst TS, Rhodes CS. Positive human health effects of dust suppression with canola oil in swine barns. Am J Respir Crit Care Med. 1997 Aug;156(2 Pt 1):410-7. doi: 10.1164/ajrccm.156.2.9612069.
Abstract. A crossover trial was conducted to evaluate the acute human health effects of a dust control technology in a swine confinement facility. Twenty lifetime nonsmoking male subjects, with no evidence of allergy or asthma and no previous swine barn exposure, participated in the study, which included a laboratory session (baseline), 5-h exposure in a swine room sprinkled with canola oil (treatment) and 5-h exposure in a traditional swine room (control). Mean values of inhalable dust concentrations and endotoxin levels in the control room were significantly greater than those observed in the treatment room. Mean shift changes in FEV1 from preexposure to end of exposure were 1.1% (standard error, 0.63%) on baseline day, -1.9% (0.63%) on treatment day, and -9.9% (1.12%) on control day; the differences in the shift changes were statistically significant. Mean value of methacholine concentration that reduced the FEV1 by 20% (PC20) in bronchoprovocation tests on baseline day was significantly different from that on treatment day (p = 0.04) and that on control day (p < 0.001). Significant increases were also observed in white blood cell counts and nasal lavage cell counts on the control day in comparison with the other two days. Blood neutrophil counts after control room exposure were twice those observed on baseline and after exposure to the treatment room. Significant differences were also observed in IL-1 beta, IL-6, and IL-8 nasal lavage cytokines and in IL-6 serum cytokine. These results suggest that the canola oil dust control method is effective in improving indoor air quality in swine barns and reducing acute health effects in naive healthy subjects.
Davis KM, Petersen KS, Bowen KJ, Jones PJH, Taylor CG, Zahradka P, Letourneau K, Perera D, Wilson A, Wagner PR, Kris-Etherton PM, West SG. Effects of Diets Enriched with Conventional or High-Oleic Canola Oils on Vascular Endothelial Function: A Sub-Study of the Canola Oil Multi-Centre Intervention Trial 2 (COMIT-2), a Randomized Crossover Controlled Feeding Study. Nutrients. 2022 Aug 18;14(16):3404. doi: 10.3390/nu14163404.
Abstract. Partial replacement of saturated fatty acids (SFA) with unsaturated fatty acids is recommended to reduce cardiovascular disease (CVD) risk. Monounsaturated fatty acids (MUFA), including oleic acid, are associated with lower CVD risk. Measurement of flow-mediated dilation of the brachial artery (FMD) is the gold standard for measuring endothelial function and predicts CVD risk. This study examined the effect of partially replacing SFA with MUFA from conventional canola oil and high-oleic acid canola oil on FMD. Participants (n = 31) with an elevated waist circumference plus ≥1 additional metabolic syndrome criterion completed FMD measures as part of the Canola Oil Multi-Centre Intervention Trial 2 (COMIT-2), a multi-center, double-blind, three-period crossover, controlled feeding randomized trial. Diet periods were 6 weeks, separated by ≥4-week washouts. Experimental diets were provided during all feeding periods. Diets only differed by the fatty acid profile of the oils: canola oil (CO; 17.5% energy from MUFA, 9.2% polyunsaturated fatty acids (PUFA), 6.6% SFA), high-oleic acid canola oil (HOCO; 19.1% MUFA, 7.0% PUFA, 6.4% SFA), and a control oil blend (CON; 11% MUFA, 10% PUFA, 12% SFA). Multilevel models were used to examine the effect of the diets on FMD. No significant between-diet differences were observed for average brachial artery diameter (CO: 6.70 ± 0.15 mm, HOCO: 6.57 ± 0.15 mm, CON: 6.73 ± 0.14 mm; p = 0.72), peak brachial artery diameter (CO: 7.11 ± 0.15 mm, HOCO: 7.02 ± 0.15 mm, CON: 6.41 ± 0.48 mm; p = 0.80), or FMD (CO: 6.32 ± 0.51%, HOCO: 6.96 ± 0.49%, CON: 6.41 ± 0.48%; p = 0.81). Partial replacement of SFA with MUFA from CO and HOCO had no effect on FMD in participants with or at risk of metabolic syndrome.
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