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REVIEW

Description

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admin (19653 pt) 2024-Jun-09 14:13

Acid red 195 è un composto chimico, un colorante sintetico monoazoico rosso costituito da un complesso di cromo.

Nome chimico

Sodium 4-[(4,5-dihydro-3-methyl-5-oxo-1-phenyl-1H-pyrazol-4-yl)azo]-3-hydroxynaphthalene-1-sulphonate

Acid red 195 è un colorante sintetico monoazo noto per il suo colore rosso brillante. È comunemente utilizzato in varie applicazioni industriali, tra cui tessili, cuoio e carta, grazie alle sue eccellenti proprietà cromatiche e stabilità.

Composizione chimica e struttura

Acid red 195 è un colorante monoazo, ciò significa che contiene un singolo gruppo azo (-N=N-) nella sua struttura molecolare. È anche un complesso di cromo, che ne migliora la stabilità e la solidità del colore. La formula chimica è C18H14CrN3O8S. La struttura include un gruppo azo legato ad anelli aromatici e complessato con cromo, contribuendo alla sua distintiva tonalità rossa.

Proprietà fisiche

Acid red 195 si presenta tipicamente come una polvere rossa. È solubile in acqua e presenta un'eccellente stabilità in varie condizioni, inclusa la resistenza alla luce e al calore. La complessazione con il cromo ne migliora la durabilità complessiva e la ritenzione del colore.

Processo industriale di sintesi chimica

  • Preparazione dei reagenti. Le principali materie prime includono un derivato del benzene (come anilina), acido solforico (H₂SO₄), nitrito di sodio (NaNO₂), una base (come idrossido di sodio (NaOH)), e un sale di cromo (come cloruro di cromo (CrCl₃)).
  • Diazotazione. Il derivato del benzene viene trattato con acido solforico e nitrito di sodio per formare un intermedio diazonio. Questa reazione produce un sale di diazonio.
  • Accoppiamento. Il sale di diazonio viene quindi accoppiato con un altro composto aromatico in presenza di una base, come l'idrossido di sodio, per formare il composto azoico intermedio.
  • Formazione del complesso di cromo. Il composto azoico intermedio viene quindi trattato con un sale di cromo, come il cloruro di cromo, per formare il complesso di cromo. Questa reazione produce il colorante Acid Red 195.
  • Filtrazione. La sospensione risultante viene filtrata per separare il precipitato solido dalla soluzione acquosa.
  • Lavaggio. Il precipitato viene lavato con acqua deionizzata per rimuovere eventuali impurità solubili.
  • Essiccazione. Il precipitato lavato viene essiccato a temperatura controllata per rimuovere l'umidità residua e ottenere una polvere secca.
  • Macinazione. Il prodotto essiccato viene macinato per ottenere una polvere di particelle fini e uniformi.
  • Classificazione. La polvere essiccata viene classificata per garantire una dimensione delle particelle uniforme. Questo passaggio può includere la setacciatura o l'uso di classificatori d'aria.
  • Stabilizzazione. La polvere di Acid Red 195 viene stabilizzata per garantirne la stabilità durante il trasporto e lo stoccaggio, prevenendo l'aggregazione e la degradazione.
  • Controllo di qualità. L'Acid Red 195 viene sottoposto a rigorosi test di qualità per assicurare che soddisfi gli standard di purezza, intensità del colore e sicurezza. Questi test includono l'analisi chimica, la spettroscopia e i test fisici per determinare la dimensione delle particelle e le proprietà reologiche.

A cosa serve e dove si usa

Cosmetica

Ingrediente cosmetico soggetto a restrizioni  IV/153 come Voce pertinente negli allegati del regolamento europeo sui cosmetici n. 1223/2009. Sostanza o ingrediente segnalato: 

  • Sodium 4-[(4,5-dihydro-3-methyl-5-oxo-1-phenyl-1H-pyrazol-4-yl)azo]-3-hydroxynaphthalene-1-sulphonate. Massima concentrazione nella preparazione pronta all'uso: da non utilizzare in prodotti applicati sulle mucose

Cosmetica - Funzioni INCI

  • Colorante. Questo ingrediente ha la funzione di colorare la soluzione in cui è inserito in modo temporaneo, semi-permanente o permanente, sia da solo che in presenza dei componenti complementari aggiunti per la colorazione.

Sicurezza

 Il problema legato ai coloranti azoici (monoazo o diazo) è la degradazione fotocatalitica che porta ad un'eventuale ossidazione ed alla successiva formazione di impurità come le ammine aromatiche alcune delle quali svolgono attività cancerogena (1).

E' un ingrediente che ha qualche controindicazione importante riguardante il profilo salutare: non deve entrare in contatto con le mucose.

CAS   12220-24-5

UNII    W038OX77W2

Synonyms:

CI 18760

Bibliografia__________________________________________________________________________

(1) Chung KT, Stevens SE Jr, Cerniglia CE. The reduction of azo dyes by the intestinal microflora. Crit Rev Microbiol. 1992;18(3):175-90. doi: 10.3109/10408419209114557.

Abstract. Azo dyes are widely used in the textile, printing, paper manufacturing, pharmaceutical, and food industries and also in research laboratories. When these compounds either inadvertently or by design enter the body through ingestion, they are metabolized to aromatic amines by intestinal microorganisms. Reductive enzymes in the liver can also catalyze the reductive cleavage of the azo linkage to produce aromatic amines. However, evidence indicates that the intestinal microbial azoreductase may be more important than the liver enzymes in azo reduction. In this article, we examine the significance of the capacity of intestinal bacteria to reduce azo dyes and the conditions of azo reduction. Many azo dyes, such as Acid Yellow, Amaranth, Azodisalicylate, Chicago Sky Blue, Congo Red, Direct Black 38, Direct Blue 6, Direct Blue 15, Direct Brown 95, Fast Yellow, Lithol Red, Methyl Orange, Methyl Red, Methyl Yellow, Naphthalene Fast Orange 2G, Neoprontosil, New Coccine, Orange II, Phenylazo-2-naphthol, Ponceau 3R, Ponceau SX, Red 2G, Red 10B, Salicylazosulphapyridine, Sunset Yellow, Tartrazine, and Trypan Blue, are included in this article. A wide variety of anaerobic bacteria isolated from caecal or fecal contents from experimental animals and humans have the ability to cleave the azo linkage(s) to produce aromatic amines. Azoreductase(s) catalyze these reactions and have been found to be oxygen sensitive and to require flavins for optimal activity. The azoreductase activity in a variety of intestinal preparations was affected by various dietary factors such as cellulose, proteins, fibers, antibiotics, or supplementation with live cultures of lactobacilli.