Caffeina: proprietà, usi, pro, contro, sicurezza
La caffeina è una sostanza naturale appartenente alla famiglia delle metilxantine, presente in numerose piante e utilizzata negli alimenti e nelle bevande principalmente per il suo effetto stimolante sul sistema nervoso centrale e, in alcune applicazioni, come sostanza aromatizzante dal caratteristico gusto amaro.
È naturalmente presente, tra l’altro, nei chicchi di caffè, nelle foglie di tè, nel guaranà, nelle noci di cola, nella yerba mate e, in quantità inferiori, nel cacao. EFSA la descrive come un composto naturalmente presente in diverse parti vegetali e sottolinea che, a dosi moderate, aumenta la vigilanza e riduce la sonnolenza.
Quando però la parola “caffeina” compare separatamente nell’elenco degli ingredienti di una bevanda, come avviene frequentemente negli energy drink e in alcune bevande alla cola, si tratta normalmente di caffeina purificata aggiunta intenzionalmente durante la formulazione.
Questa caffeina aggiunta può essere:
estratta da materie prime vegetali;
recuperata, per esempio, durante processi di decaffeinizzazione;
oppure prodotta mediante sintesi industriale.
La semplice indicazione “caffeina” sull’etichetta non permette di stabilirne l’origine. La caffeina naturale purificata e quella prodotta sinteticamente sono comunque la stessa molecola chimica, se presentano il medesimo grado di purezza. La produzione commerciale comprende storicamente sia processi di estrazione sia processi sintetici.
Descrizione
La caffeina è un alcaloide purinico e, più precisamente, una trimetilxantina.
Il suo nome chimico comune è:
1,3,7-trimetilxantina
La struttura molecolare comprende tre gruppi metilici legati allo scheletro della xantina.
La caffeina pura si presenta normalmente come:
polvere cristallina bianca;
cristalli o aghi bianchi;
sostanza praticamente inodore;
gusto marcatamente amaro.
PubChem identifica la caffeina con formula molecolare C₈H₁₀N₄O₂, CAS 58-08-2 e massa molare 194,19 g/mol.
La caffeina è sufficientemente solubile in acqua per essere utilizzata nelle bevande; la solubilità aumenta con la temperatura.
Naturale o prodotta industrialmente?
La caffeina presenta una situazione diversa rispetto a ingredienti che esistono esclusivamente come prodotti industriali.
Caffeina naturalmente presente
Diverse specie vegetali producono caffeina naturalmente come metabolita secondario.
Tra le principali fonti vi sono:
caffè – Coffea spp.;
tè – Camellia sinensis;
guaranà – Paullinia cupana;
yerba mate – Ilex paraguariensis;
cola – Cola spp.;
cacao – Theobroma cacao.
La quantità dipende dalla specie, dalla varietà, dalla parte della pianta, dalle condizioni di coltivazione e dal metodo di preparazione.
Caffeina aggiunta agli alimenti
Quando la caffeina compare come ingrediente separato, è normalmente utilizzata in forma purificata.
La caffeina commerciale può essere ottenuta:
recuperandola dal processo di decaffeinizzazione del caffè;
estraendola da tè e materiali vegetali ricchi di caffeina;
purificando estratti vegetali;
mediante produzione sintetica industriale.
La documentazione scientifica descrive infatti sia extraction procedures sia synthetic procedures per la produzione commerciale della caffeina.
Pertanto non è tecnicamente corretto affermare, sulla sola base dell’etichetta:
“questa caffeina è naturale”
oppure
“questa caffeina è sintetica”.
La definizione corretta è:
“caffeina purificata aggiunta come ingrediente; origine naturale o sintetica non determinabile dalla sola etichetta”.
Processo di produzione
Il processo produttivo dipende dall’origine scelta.
Caffeina ottenuta per estrazione
Una fonte importante è rappresentata dai processi di decaffeinizzazione del caffè.
La caffeina rimossa dai chicchi può essere:
separata dal mezzo di estrazione;
recuperata;
concentrata;
purificata;
cristallizzata;
essiccata;
portata al grado richiesto per l’impiego alimentare.
Storicamente sono stati utilizzati diversi sistemi di decaffeinizzazione ed estrazione, compresi acqua, solventi e processi con anidride carbonica.
Anche residui e frazioni della lavorazione del tè possono costituire una fonte per l’estrazione industriale.
Caffeina sintetica
La stessa molecola può essere prodotta attraverso reazioni di sintesi chimica controllata.
Dopo la sintesi sono necessarie operazioni di:
purificazione;
cristallizzazione;
essiccamento;
verifica analitica;
controllo delle impurità;
standardizzazione.
Dal punto di vista fisiologico, l’organismo non distingue una molecola di caffeina sulla base del fatto che sia stata sintetizzata industrialmente oppure isolata da una pianta: ciò che conta è la struttura chimica della caffeina e la dose assunta.
Principali sostanze contenute
A differenza di caffè, tè o guaranà, la caffeina purificata è una sostanza chimicamente definita, non una miscela vegetale complessa.
La sostanza principale è quindi la caffeina stessa.
In un grado alimentare possono essere presenti soltanto:
caffeina come componente predominante;
quantità molto basse di acqua;
eventuali impurità residue entro le specifiche del produttore.
Non devono essere attribuiti alla caffeina purificata gli altri componenti naturalmente presenti nel caffè o nel guaranà.
Per esempio, un estratto di guaranà può contenere contemporaneamente:
caffeina;
teobromina;
polifenoli;
tannini;
carboidrati;
altri componenti vegetali.
La caffeina pura, invece, è essenzialmente la singola sostanza.
Questa distinzione è particolarmente importante quando un alimento contiene contemporaneamente “caffeina” e “estratto di guaranà”: una parte della caffeina è stata aggiunta direttamente, mentre un’ulteriore quota può essere introdotta naturalmente dall’estratto vegetale. Ai fini della valutazione dell’esposizione deve essere considerata la caffeina totale proveniente da tutte le fonti.
Dati di identificazione e specifiche
| Caratteristica | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Denominazione | Caffeina | ingrediente alimentare |
| Nome chimico comune | 1,3,7-trimetilxantina | metilxantina |
| Nome IUPAC | 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione | denominazione chimica |
| Categoria chimica | Alcaloide purinico / metilxantina | sostanza definita |
| Formula molecolare | C₈H₁₀N₄O₂ | PubChem |
| Massa molare | 194,19 g/mol | PubChem |
| CAS | 58-08-2 | identificativo chimico |
| FL No. UE | 16.016 | quando utilizzata come sostanza aromatizzante |
| Aspetto | Polvere o cristalli bianchi | caffeina purificata |
| Gusto | Amaro | caratteristico |
| Origine possibile | Naturale estratta oppure sintetica | non distinguibile dalla sola denominazione |
| Numero E | Nessuno | non è identificata mediante numero E |
| Funzione fisiologica | Stimolante del sistema nervoso centrale | antagonista dei recettori dell’adenosina |
| Funzione alimentare possibile | Ingrediente con effetto fisiologico oppure aromatizzante | dipende dall’impiego |
| Valore energetico | Trascurabile alle normali quantità d’impiego | dosi espresse normalmente in mg |
| Glutine | Assente nella sostanza pura | non è un cereale |
| Allergeni principali | Nessuno intrinseco | non appartiene ai principali allergeni regolamentati |
I principali identificativi chimici sono confermati da PubChem, mentre la normativa europea sulle sostanze aromatizzanti identifica la caffeina con FL No. 16.016.
Meccanismo d’azione
La caffeina attraversa facilmente la barriera ematoencefalica e agisce principalmente come antagonista dei recettori dell’adenosina.
L’adenosina è un neuromodulatore che tende, tra le altre funzioni, a favorire la riduzione dell’attività neuronale e la sensazione di sonnolenza.
La caffeina occupa i recettori dell’adenosina senza attivarli efficacemente, limitando quindi l’azione dell’adenosina stessa.
Alle concentrazioni normalmente associate al consumo alimentare, il meccanismo centrale più rilevante riguarda soprattutto i recettori:
A₁;
A₂A.
Altri meccanismi, come l’inibizione delle fosfodiesterasi o importanti modificazioni del calcio intracellulare, richiedono concentrazioni molto superiori a quelle normalmente associate all’effetto stimolante alimentare.
Gli effetti possono comprendere:
aumento della vigilanza;
riduzione della sonnolenza;
aumento temporaneo dell’attenzione;
modificazione della percezione della fatica;
aumento transitorio dell’attivazione del sistema nervoso.
EFSA conferma che la caffeina stimola il sistema nervoso centrale e, a dosi moderate, aumenta la vigilanza e riduce la sonnolenza.
Impiego alimentare e sicurezza
| Aspetto | Valutazione |
|---|---|
| Funzione principale negli energy drink | Effetto fisiologico stimolante |
| Bevande alla cola | Può essere utilizzata anche con funzione aromatizzante |
| Caffè e tè | Naturalmente presente |
| Guaranà e mate | Naturalmente presente negli estratti vegetali |
| Energy drink | Frequentemente aggiunta come caffeina purificata |
| Dose singola EFSA senza preoccupazioni per adulti sani | ≤200 mg da tutte le fonti |
| Assunzione giornaliera EFSA per adulti sani | ≤400 mg/giorno |
| Gravidanza | ≤200 mg/giorno da tutte le fonti secondo EFSA |
| Bambini e adolescenti | 3 mg/kg p.c./giorno come livello proposto da EFSA |
| Sonno | Anche 100 mg vicino all’ora di coricarsi possono alterarlo in alcuni adulti |
| Bevande UE >150 mg/L | Obbligo di specifica avvertenza, salvo le eccezioni previste per tè/caffè |
| Caffeina usata come aroma UE nelle bevande analcoliche | massimo 150 mg/kg |
| USA, cola-type beverages | massimo 0,02% secondo 21 CFR §182.1180 |
| Effetti da eccesso | insonnia, agitazione, ansia, tremore, palpitazioni e altri effetti dose-dipendenti |
| Allergene | No |
| Nutriente essenziale | No |
EFSA considera prive di preoccupazioni per la sicurezza, nella popolazione adulta sana, dosi singole fino a 200 mg e assunzioni complessive fino a 400 mg al giorno, fatta eccezione per la gravidanza.
Quantità negli alimenti
La caffeina può provenire sia da ingredienti naturali sia dalla caffeina aggiunta.
EFSA fornisce, come valori orientativi:
espresso da 60 ml: circa 80 mg;
caffè filtro da 200 ml: circa 90 mg;
tè nero da 220 ml: circa 50 mg;
cola da 355 ml: circa 40 mg;
energy drink da 250 ml: circa 80 mg;
cioccolato fondente da 50 g: circa 25 mg;
cioccolato al latte da 50 g: circa 10 mg.
Sono valori indicativi e possono variare considerevolmente in funzione della formulazione, della materia prima e del metodo di preparazione.
Un aspetto particolarmente importante è che il contenuto totale deve comprendere tutte le fonti.
Se una bevanda contiene contemporaneamente:
caffeina aggiunta;
guaranà;
caffè;
tè;
mate;
altri estratti naturalmente contenenti caffeina;
l’esposizione reale deriva dalla somma della caffeina proveniente da tutti questi ingredienti.
Caffeina negli energy drink
Negli energy drink la caffeina rappresenta normalmente il principale ingrediente responsabile dell’effetto stimolante acuto.
Altri ingredienti frequentemente associati, come:
taurina;
vitamine del gruppo B;
L-carnitina;
estratti vegetali;
non devono essere automaticamente considerati equivalenti alla caffeina per effetto stimolante.
EFSA ha valutato anche la caffeina in presenza di componenti tipici degli energy drink e ha concluso che, alle concentrazioni normalmente presenti in tali bevande, gli altri costituenti considerati non modificano la valutazione di sicurezza di una dose singola di caffeina fino a 200 mg negli adulti sani.
La quantità effettivamente assunta dipende però sia dalla concentrazione sia dal volume della confezione.
Una bevanda relativamente concentrata consumata in grande quantità può quindi determinare rapidamente un’assunzione significativa.
Regole di etichettatura nell’Unione europea
Nell’Unione europea esiste una regola specifica per le bevande con elevato contenuto di caffeina.
Le bevande, escluse determinate bevande a base di caffè o tè la cui denominazione contiene “caffè” o “tè”, che contengono caffeina da qualsiasi fonte in quantità superiore a 150 mg/L, devono riportare nello stesso campo visivo della denominazione del prodotto l’avvertenza:
“Elevato tenore di caffeina. Non raccomandato per i bambini e durante la gravidanza e l’allattamento”
seguita dall’indicazione della quantità di caffeina espressa in mg per 100 ml.
L’espressione normativa “da qualsiasi fonte” è significativa.
Significa che ai fini della soglia devono essere considerate anche le fonti naturali presenti nella formulazione, non soltanto la caffeina aggiunta direttamente.
Per gli alimenti diversi dalle bevande ai quali la caffeina viene aggiunta per uno scopo fisiologico, è prevista invece l’indicazione:
“Contiene caffeina. Non raccomandato per i bambini e durante la gravidanza”
accompagnata dalla quantità di caffeina prevista dalla normativa.
Uso come sostanza aromatizzante
La caffeina può essere utilizzata anche per la sua funzione aromatizzante, soprattutto per contribuire a un profilo gustativo amaro.
Nell’UE è inclusa nell’elenco delle sostanze aromatizzanti con FL No. 16.016.
Quando impiegata specificamente come aroma, la normativa europea stabilisce limiti massimi per determinate categorie, tra cui:
categoria 1: 70 mg/kg;
categoria 3: 70 mg/kg;
categoria 5: 100 mg/kg;
categoria 14.1, bevande analcoliche: 150 mg/kg.
Questo uso deve essere distinto dall’aggiunta di caffeina a una bevanda per ottenere un effetto fisiologico stimolante.
Stati Uniti
Negli Stati Uniti la caffeina è presente nell’inventario FDA delle sostanze utilizzate negli alimenti ed è associata al 21 CFR §182.1180.
La disposizione statunitense stabilisce per l’impiego nelle cola-type beverages una tolleranza dello:
0,02%
e considera la sostanza GRAS quando utilizzata in queste bevande secondo le buone pratiche di fabbricazione.
Per la popolazione adulta generale, FDA indica 400 mg al giorno come quantità che, per la maggior parte degli adulti, non è generalmente associata a effetti negativi. L’agenzia sottolinea però che la sensibilità individuale e la velocità di eliminazione della caffeina possono variare considerevolmente.
Regno Unito
Nel Regno Unito valgono analoghe prescrizioni di avvertenza per le bevande che superano 150 mg/L di caffeina.
La guida governativa richiede la dicitura:
“High caffeine content. Not recommended for children or pregnant or breast-feeding women”
e l’indicazione della quantità di caffeina in mg/100 ml.
Il Regno Unito distingue inoltre la caffeina aggiunta per effetto fisiologico dalla caffeina aggiunta come flavouring, per la quale si applicano le regole specifiche sulle sostanze aromatizzanti.
Sicurezza
La caffeina è una sostanza con un’attività fisiologica reale e la sua sicurezza deve essere valutata principalmente in funzione della dose totale.
Adulti sani
EFSA considera prive di preoccupazioni:
fino a 200 mg in una singola dose
e
fino a 400 mg complessivi durante la giornata.
Questi valori si riferiscono alla caffeina proveniente da tutte le fonti.
Il valore di 400 mg non significa che ogni persona possa assumere questa quantità senza percepire effetti.
La sensibilità individuale varia in funzione di:
metabolismo;
abitudine al consumo;
genetica;
massa corporea;
orario di assunzione;
farmaci;
condizioni individuali.
Sonno
EFSA segnala che anche una dose singola di circa 100 mg può modificare durata e qualità del sonno in alcuni adulti, soprattutto se consumata vicino all’ora di coricarsi.
Questo significa che una quantità inferiore ai livelli considerati sicuri dal punto di vista tossicologico può comunque produrre effetti indesiderati sul sonno.
Gravidanza
EFSA considera un’assunzione totale fino a:
200 mg/giorno
come livello che non desta preoccupazioni per il feto, nell’ambito della propria valutazione della popolazione sana.
Deve essere conteggiata tutta la caffeina proveniente da:
caffè;
tè;
cola;
energy drink;
cioccolato;
integratori;
altre fonti.
Bambini e adolescenti
EFSA propone come livello di sicurezza:
3 mg/kg di peso corporeo al giorno
sia per le dosi singole sia per il consumo abituale nei bambini e negli adolescenti.
Per esempio, questo valore corrisponde teoricamente a:
30 kg → 90 mg/giorno;
40 kg → 120 mg/giorno;
50 kg → 150 mg/giorno.
Questi calcoli rappresentano l’applicazione matematica del riferimento EFSA e non una raccomandazione a far consumare caffeina ai bambini.
Effetti di quantità elevate
Con l’aumento della dose possono comparire:
agitazione;
nervosismo;
ansia;
insonnia;
tremori;
aumento della frequenza cardiaca;
palpitazioni;
disturbi gastrointestinali;
aumento della diuresi in determinate condizioni;
cefalea;
irrequietezza.
FDA segnala inoltre che quantità eccessive nei bambini e adolescenti possono essere associate ad aumento della frequenza cardiaca, palpitazioni, pressione elevata, ansia e problemi del sonno.
A dosi estremamente elevate, molto superiori alle normali quantità alimentari, la caffeina può diventare gravemente tossica. Questo scenario riguarda soprattutto prodotti concentrati, polveri o assunzioni accidentali/intenzionali e non il normale consumo moderato di alimenti.
Tolleranza, dipendenza e sospensione
Il consumo regolare può determinare adattamento fisiologico ad alcuni effetti della caffeina.
La sospensione improvvisa dopo consumo abituale può provocare sintomi transitori, tra cui:
cefalea;
sonnolenza;
stanchezza;
difficoltà di concentrazione;
irritabilità.
La caffeina possiede quindi effetti farmacologici reali e non deve essere considerata semplicemente un aroma privo di attività biologica.
Pro
Aumenta temporaneamente la vigilanza.
Riduce la sensazione di sonnolenza.
Può migliorare temporaneamente attenzione e capacità di mantenere lo stato di veglia.
È efficace a quantità relativamente basse.
È una sostanza chimicamente ben caratterizzata.
Può essere ottenuta da fonti vegetali o mediante produzione industriale.
È facilmente standardizzabile nelle bevande.
Permette di conoscere con precisione la quantità aggiunta quando viene utilizzata come sostanza purificata.
Non apporta quantità nutrizionalmente significative di zuccheri, grassi o sodio.
Non contiene intrinsecamente glutine.
Non è uno dei principali allergeni alimentari regolamentati.
La sicurezza della caffeina è stata valutata approfonditamente da EFSA e altre autorità.
Contro
Non è un nutriente essenziale.
Possiede una reale attività sul sistema nervoso centrale.
Può disturbare il sonno anche a dosi inferiori ai livelli massimi considerati sicuri.
Può aumentare nervosismo e ansia nelle persone sensibili.
Può provocare palpitazioni o sensazione di accelerazione cardiaca in alcuni soggetti.
La sensibilità varia notevolmente da persona a persona.
Il consumo abituale può determinare adattamento e sintomi alla sospensione.
È facile sottostimare l’assunzione totale quando vengono consumate contemporaneamente diverse fonti.
Estratti di guaranà, tè, caffè o mate possono aggiungere caffeina anche quando questa non è immediatamente evidente dalla sola quantità di caffeina purificata indicata.
Le bevande energetiche possono essere consumate rapidamente, rendendo possibile l’assunzione di dosi elevate in un intervallo breve.
La presenza di vitamine, taurina o altri ingredienti non neutralizza gli effetti di una quantità elevata di caffeina.
Non è corretto considerare “naturale” sinonimo di più sicuro: la molecola di caffeina ha la stessa attività biologica indipendentemente dalla sua origine.
Caffeina naturale e caffeina sintetica
Dal punto di vista della valutazione di un ingrediente alimentare è importante separare origine e identità chimica.
La caffeina estratta dal caffè possiede la stessa struttura della caffeina ottenuta attraverso un processo sintetico:
C₈H₁₀N₄O₂
Se purezza e specifiche sono equivalenti, il metabolismo umano riconosce la stessa molecola.
Le differenze possono riguardare invece:
processo produttivo;
impurità;
residui;
certificazioni;
origine delle materie prime;
sostenibilità;
qualificazione commerciale come naturale, quando legalmente applicabile.
Per sapere quale origine abbia la caffeina di uno specifico prodotto occorre quindi consultare:
specifica tecnica;
certificato del fornitore;
dichiarazione di origine;
documentazione della materia prima.
La sola parola “caffeina” non consente di determinarlo.
Allergeni e glutine
La caffeina pura:
non è una proteina;
non contiene glutine;
non deriva necessariamente da cereali;
non contiene strutturalmente latte, uova, soia o frutta a guscio;
non appartiene ai principali allergeni alimentari soggetti a dichiarazione obbligatoria.
Se la caffeina viene fornita come preparazione o premiscela, tuttavia, devono essere valutati gli eventuali:
supporti;
eccipienti;
antiagglomeranti;
veicoli;
sostanze utilizzate nella preparazione commerciale.
Per una materia prima professionale è quindi opportuno verificare sempre la documentazione del fornitore.
Conservazione
La caffeina purificata deve essere normalmente conservata:
in contenitore ben chiuso;
in ambiente asciutto;
protetta da contaminazioni;
lontano da fonti eccessive di calore;
secondo le specifiche del produttore.
La caffeina è relativamente stabile come sostanza secca.
Nel prodotto alimentare finito la stabilità dipende anche da:
pH;
temperatura;
matrice alimentare;
trattamento termico;
durata della shelf life;
interazioni con altri componenti.
Nelle bevande la caffeina è generalmente sufficientemente stabile da permettere una precisa standardizzazione della concentrazione.
Ambiente
L’impatto ambientale della caffeina aggiunta dipende dalla sua origine.
Per la caffeina recuperata da processi di decaffeinizzazione, il suo utilizzo può rappresentare una valorizzazione di un componente che viene separato durante la produzione di caffè decaffeinato.
Per la caffeina estratta da materie vegetali devono essere considerati:
coltivazione;
trasporto;
estrazione;
acqua;
solventi o CO₂ utilizzati;
purificazione;
consumo energetico.
Per la caffeina sintetica assumono maggiore importanza:
materie prime chimiche;
reagenti;
energia;
purificazione;
gestione dei residui di processo.
Non è quindi possibile affermare in modo generale che la caffeina naturale abbia necessariamente un impatto ambientale inferiore a quella sintetica senza confrontare le specifiche filiere produttive.
Conclusione
La caffeina è una sostanza chimicamente definita appartenente alle metilxantine, con formula C₈H₁₀N₄O₂, CAS 58-08-2 e massa molare 194,19 g/mol. È naturalmente presente in caffè, tè, guaranà, cola, mate e cacao, ma può anche essere aggiunta agli alimenti come ingrediente purificato.
Quando compare separatamente nell’elenco degli ingredienti, deve essere interpretata normalmente come caffeina purificata aggiunta intenzionalmente. Questa può essere estratta da fonti vegetali o prodotta industrialmente mediante sintesi; la sola etichetta non permette di stabilirne l’origine.
Dal punto di vista fisiologico, la caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale il cui principale meccanismo, alle normali concentrazioni alimentari, consiste nell’antagonismo dei recettori dell’adenosina. A dosi moderate aumenta la vigilanza e riduce la sonnolenza.
EFSA considera prive di preoccupazioni per la sicurezza, negli adulti sani, dosi singole fino a 200 mg e un’assunzione complessiva fino a 400 mg al giorno. Una dose di circa 100 mg assunta vicino al momento di coricarsi può tuttavia alterare il sonno in alcuni adulti. Per la gravidanza EFSA indica 200 mg/giorno da tutte le fonti, mentre per bambini e adolescenti propone 3 mg/kg di peso corporeo al giorno.
Nell’Unione europea, le bevande che contengono più di 150 mg/L di caffeina da qualsiasi fonte, salvo le specifiche eccezioni previste per caffè e tè, devono riportare l’avvertenza relativa all’elevato tenore di caffeina e indicarne la quantità in mg/100 ml. Questo significa che nel calcolo devono rientrare non soltanto la caffeina aggiunta direttamente, ma anche quella eventualmente fornita da guaranà, tè, caffè o altre materie prime.
La caffeina non apporta un beneficio nutrizionale essenziale, non possiede un numero E e, quando presente negli energy drink, svolge principalmente una funzione fisiologica stimolante. La valutazione corretta di un prodotto deve quindi considerare soprattutto concentrazione per 100 ml, quantità totale per confezione, altre fonti di caffeina presenti nella formulazione, frequenza di consumo e sensibilità individuale.
Studi
Dosi elevate di caffeina, intolleranza al prodotto o uso di droghe possono avere gravi conseguenze sull'organismo (1).
Può creare dipendenza.
L'elevato e crescente consumo di bevande cosiddette energetiche nel corso degli ultimi anni viene preso in considerazione da questo studio approfondito su ben 2097 pubblicazioni e viene discussa la relazione tra caffeina (presente in tali bevande) ed eventi avversi al sistema cardiovascolare e neurologico (2) e qui si analizzano gli effetti negativi di queste bevande (3).
Formula molecolare: C8H10N4O2
Peso molecolare: 194.194 g/mol
UNII: 3G6A5W338E
CAS: 58-08-2 71701-02-5 95789-13-2
EC Number: 200-362-1
FEMA Number: 2224
PubChem Substance ID 24277682
MDL number MFCD00005758
Beilstein Registry Number 17705
Sinonimi:
- 1,3,7-Trimethylxanthine
- Guaranine
- Thein
- Cafeina
- Caffein
- Cafipel
- Coffeine
- Cafamil
- 1,3,7-Trimethylpurine-2,6-dione
- Theobromine, 1-methyl-
- Propoxyphene Compound 65
- SK-65 Compound
- teina
- Ercatab
- Lanorinal
- 1,3,7-trimethyl-1,3,7-trihydropurine-2,6-dione
- 3,7-Dihydro-1,3,7-trimethyl-1H-purin-2,6-dion
- 1,3,7-trimethyl-2,6-dioxo-1,2,3,6-tetrahydropurine
- 1-methyltheobromine
- 1H-Purine-2,6-dione, 3,7-dihydro-1,3,7-trimethyl-
- 1,3,7-Trimethyl-3,7-dihydro-1H-purine-2,6-dione
- 1,3,7-trimethyl-1H-purine-2,6(3H,7H)-dione
- 1,3,7-trimethyl-2,3,6,7-tetrahydro-1H-purine-2,6-dione
- Theophylline Me
- Xanthine, 1,3,7-trimethyl
- Methylxanthine theophylline
- Theobromine Me
- Phensal
- 3,7-Dihydro-1,3,7-trimethyl-1H-purine-2,6-dione
- Caffeine, synthetic
- Quick-Pep
- Durvitan
- Wigraine
- 1,3,7-Trimethyl-2,6-dioxopurine
- Theophylline, 7-methyl
- DHCplus
- Tri-Aqua
- Kofein
- Miudol
- Caffeine, anhydrous
- Tirend
- Cafecon
- Caffine
- Dexitac
- Nodaca
- Caffedrine
- Stim
- Methyltheobromine
- Koffein
- Mateina
- Theine
- Alert-pep