Stimoli dannosi o intensi causano il dolore, una sensazione spiacevole, sensoriale, emotiva, multidimensionale, sovente associata anche a danni tissutali che però ci avverte che qualcosa non va nel nostro organismo e ci chiede di correre ai ripari.
Nel corso dei secoli sono stati utilizzati molti rimedi al dolore, molte forme di terapia. Le piante medicinali sono state le prime ad essere utilizzate per mitigare il dolore: dal Papaver somniferum viene estratta la morfina, ritenuta il prototipo degli analgesici oppioidi, che però ha effetti collaterali piuttosto gravi.
Appartengono a circa 60 famiglie le piante da cui possono essere estratte sostanze medicinali per curare il dolore (1).Da Alliaceae, Apiaceae, Asteraceae, Lamiaceae, Myrtaceae, Poaceae e Rutaceae è possibile estrarre oli essenziali di valore medicinale ed adatti alla produzione industriale.

Questi oli hanno numerose proprietà farmacologiche: antitumorali, ansiolitiche, ipnotiche, anticonvulsive.
Sono 43 gli ingredienti naturali bioattivi che hanno dimostrato proprietà analgesiche, tra i quali il 62,8% erano monoterpeni, il 18,6% sesquiterpeni e altri costituenti il 18,6%, come descritto in questo studio e tra i quali: linalolo, mentolo, eugenolo, limonene, α-Santalol che è un sesquiterpenoide isolato dalla radice di Saussurea (Santelum album L.) un "incenso orientale" usato per la meditazione e la sedazione. ed altri (2).
Esiste poi tutta una seri di composti chimici tra i quali
- paracetamolo, farmaco non steroideo, che è quasi unanimemente considerato non avere attività antinfiammatoria e non produce danni gastrointestinali o effetti cardiorenali spiacevoli (3).
- ibuprofene con effetti collaterali, eventi avversi associati lievi. Effetti renali minimi. Caratteristiche descritte in questo studio i cui autori ritengono anche che l'ibuprofene possegga un buon profilo di sicurezza e ha fornito prove di efficacia per il dolore lieve-moderato di diversa origine nei bambini (4).

Per dolori più acuti vengono utilizzati oppioidi che però possono causare dipendenza, mentre la maggior parte degli analgesici sono associati a gravi effetti collaterali, come i FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei) possono causare disturbi gastrointestinali (5).