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Description

Al222
Al222 (25118 pt) 2025-Dec-15 11:26

Senna (Cassia angustifolia)

Descrizione

La senna (tradizionalmente nota come Cassia angustifolia, oggi spesso ricondotta al genere Senna) è un piccolo arbusto perenne della famiglia delle Fabaceae, conosciuto soprattutto per le sue foglie e i frutti essiccati ricchi di sostanze ad azione lassativa. È originaria delle regioni semi-aride dell’Africa nord-orientale e dell’area indo-pakistana, dove cresce spontanea in zone secche, soleggiate, su suoli sabbiosi o ghiaiosi, poveri di sostanza organica ma ben drenati.

La pianta presenta un portamento cespuglioso, di solito inferiore al metro di altezza. I fusti sono sottili, eretti o leggermente ramificati, di colore verde-giallastro. Le foglie sono composte e paripennate, formate da più coppie di piccole foglioline lanceolate, glabre o appena pelose, di colore verde chiaro o verde-grigiastro; sono proprio queste foglioline, insieme ai frutti (legumi) appiattiti, a costituire la droga vegetale utilizzata in fitoterapia. I fiori sono di colore giallo intenso, tipici delle leguminose, con simmetria leggermente zigomorfa; compaiono riuniti in piccole infiorescenze ascellari o terminali.

Dopo la fioritura, la pianta sviluppa bacelli piatti, sottili, di colore bruno quando maturi, contenenti numerosi semi. Le foglie e i frutti vengono raccolti e essiccati per concentrare il contenuto di glicosidi antracenici (sennosidi), responsabili dell’effetto lassativo. La droga secca assume un aspetto leggermente fragile, con foglioline sottili e legumi cartacei, e un profumo erbaceo tenue, accompagnato da un sapore caratteristicamente amaro e leggermente sgradevole, non adatto all’uso alimentare vero e proprio.

La senna è dunque una pianta dalla struttura aerea relativamente modesta ma dalla forte identità funzionale: radicata in ambienti duri, soleggiati e asciutti, ha trovato uno spazio preciso nella tradizione erboristica come lassativo vegetale “di elezione”, impiegato da secoli in tisane, estratti e preparati farmaceutici per il trattamento di breve durata della stipsi occasionale.


Senna (Senna alexandrina Mill., sin. Cassia angustifolia Vahl)

Classificazione botanica

  • Nome comune: Senna, senna in foglie

  • Clade: Angiospermae

  • Ordine: Fabales

  • Famiglia: Fabaceae

  • Genere: Senna

  • Specie: Senna alexandrina Mill. (sin. Cassia angustifolia Vahl)

Clima
La senna è una specie officinale tipica di ambienti caldi e secchi, originaria di regioni semi–aride. Predilige un clima subtropicale o tropicale secco, con inverni miti ed estati calde e ben soleggiate. Tollera abbastanza bene la siccità, mentre risente del freddo intenso: gelate anche brevi possono danneggiare la parte aerea e compromettere la produzione di foglie e baccelli.

Esposizione
L’esposizione ideale è in pieno sole, condizione indispensabile per ottenere una buona crescita vegetativa e un’elevata produzione di foglie, che rappresentano la principale droga. In posizioni ombreggiate la pianta sviluppa fusti più deboli, fogliame meno denso e una minore concentrazione di principi attivi.

Terreno
La senna si adatta bene a terreni sabbiosi o sabbioso–limosi, sciolti, poveri di sostanza organica ma molto ben drenati. Predilige suoli da neutri a leggermente subalcalini, tipici delle aree semi–aride. I ristagni idrici sono decisamente sfavorevoli e favoriscono marciumi radicali, per cui vanno evitati terreni compatti e argillosi non ben strutturati.

Irrigazione
In coltivazione la senna richiede irrigazioni moderate, soprattutto nelle prime fasi di crescita, mantenendo il terreno solo leggermente umido. Una volta ben affrancata, la pianta è discretamente resistente alla carenza idrica e può essere gestita con irrigazioni di soccorso nei periodi di siccità più prolungata. È opportuno lasciare asciugare lo strato superficiale del suolo tra un intervento e l’altro.

Temperatura
Le temperature ottimali per la germinazione e lo sviluppo si collocano in genere tra 20 e 30 °c. La pianta sopporta bene il caldo intenso purché non manchi completamente l’umidità del suolo, mentre valori prossimi o inferiori a 0 °c possono provocare danni ai germogli e alle foglie. Nelle aree a rischio di freddi tardivi è preferibile programmare la semina in modo da evitare le fasi più sensibili in corrispondenza delle gelate.

Concimazione
La senna è relativamente poco esigente dal punto di vista nutrizionale, essendo adattata a suoli poveri. In genere è sufficiente un leggero apporto di sostanza organica ben matura in pre–impianto per migliorare la struttura del terreno. Eccessi di concimazione, soprattutto azotata, non sono necessari e possono favorire una vegetazione troppo tenera, meno adatta a condizioni asciutte e potenzialmente più povera di principi attivi.

Cure colturali
Le cure colturali riguardano soprattutto il controllo delle infestanti nelle fasi iniziali, tramite sarchiature leggere che non compromettano il sistema radicale. È importante mantenere il terreno sciolto in superficie e assicurare sempre un buon drenaggio. In climi molto umidi va posta attenzione alla comparsa di eventuali marciumi e malattie fungine, limitando i ristagni e favorendo aerazione tra le piante.

Raccolta
La raccolta interessa principalmente le foglie, che costituiscono la droga ricca di derivati antracenici. Si effettua generalmente quando la pianta è ben sviluppata, prelevando le foglie più sane e completamente sviluppate, spesso poco prima o durante l’inizio della fioritura. In alcune coltivazioni si raccolgono anche i baccelli maturi. Il materiale raccolto viene poi essiccato in ambiente ventilato e ombreggiato per preservare il contenuto di principi attivi.

Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme, con semina diretta in pieno campo su terreni ben preparati e affinati. I semi possono beneficiare di una leggera scarificazione o di un breve ammollo per facilitare l’imbibizione e migliorare la germinazione. Dopo l’emergenza, si procede al diradamento per garantire a ogni pianta lo spazio necessario a sviluppare una buona chioma fogliare, condizione importante per ottenere rese soddisfacenti in foglie secche.

Valori nutrizionali indicativi per 100 g

(foglie o frutti essiccati)

La senna non è impiegata come alimento e le sue parti non sono destinate al consumo nutrizionale.
Per questo motivo non si riportano valori nutrizionali indicativi per 100 g: la pianta è utilizzata solo in piccole dosi medicinali, in preparati fitoterapici o farmaceutici, e non come alimento o ingrediente culinario.


Principali sostanze contenute

Nelle foglie e nei frutti di Cassia angustifolia si trovano in particolare:

  • Glicosidi antracenici (sennosidi A, B, C, D)

    • principali responsabili dell’azione lassativa

    • presenti in percentuali variabili (circa 1,5–3% a seconda di parte usata e metodo di essiccazione)

  • Antrachinoni e agliconi (es. rhein, aloe-emodina, crisofanolo) e relativi derivati

  • Flavonoidi (derivati della kaempferolo, isoramnetina, ecc.)

  • Mucillagini e polisaccaridi

  • Ellagitannini: Enoteina B, un antinfiammatorio ed antitumorale (in particolare nella Senna Alexandrina)

  • Piccole quantità di tannini, resine, fitosteroli

  • Tracce di zuccheri semplici e minerali (quota non rilevante in termini nutrizionali)


Processo di produzione

  • Coltivazione

    • ambienti caldi, semi-aridi, con estati secche e inverni miti

    • terreni sabbiosi o limoso-sabbiosi, ben drenati

    • semina diretta o trapianto in pieno campo, con esigenze idriche moderate

  • Raccolta

    • le foglie si raccolgono in genere da piante giovani ma ben sviluppate, spesso entro il secondo anno di vita

    • i frutti (baccelli) si raccolgono quando sono completamente formati e prossimi alla maturazione, ancora integri

  • Essiccazione

    • in strati sottili, all’ombra e in locali ben aerati, oppure in essiccatoi a temperatura controllata

    • l’essiccazione è importante anche per la formazione/ottimizzazione dei sennosidi a partire da precursori presenti nei tessuti freschi

  • Selezione e confezionamento

    • eliminazione di parti danneggiate o alterate

    • confezionamento in sacchi o contenitori idonei, protetti da luce e umidità

Per l’uso farmaceutico, la droga viene spesso ulteriormente standardizzata in forma di estratto secco o fluido con titolo definito in sennosidi.


Proprietà fisiche

  • foglie essiccate: sottili, lanceolate, di colore verde-giallastro opaco

  • frutti essiccati: bacelli piatti, cartacei, bruno-giallastri, contenenti semi appiattiti

  • droga secca fragile, facilmente frantumabile

  • polvere: colore bruno-verde, granulometria variabile secondo il tipo di macinazione

  • bassa umidità residua (richiesta per conservazione stabile)


Proprietà sensoriali e tecnologiche

  • sapore: marcatamente amaro e caratteristicamente sgradevole, spesso mascherato in tisane o estratti con altre droghe

  • odore: erbaceo, tenue, leggermente “verde”

  • comportamento tecnologico:

    • buona estrazione dei glicosidi antracenici in solventi acquosi o idroalcolici

    • stabilità discreta se protetta da luce, aria e umidità eccessiva

    • facile formulazione in tisane, estratti secchi, compresse, granuli, sciroppi


Impieghi alimentari

La senna non ha impieghi alimentari veri e propri.

  • l’uso principale è in tisane e preparati fitoterapici a scopo lassativo, non come bevanda di uso quotidiano

  • le eventuali “tè di senna” sono da considerarsi preparati medicinali (uso a breve termine per stipsi occasionale), non alimenti o infusi da consumo continuativo


Nutrizione e salute

In ambito “nutrizione e salute”, la senna è rilevante non come alimento, ma come pianta medicinale lassativa.

  • i sennosidi arrivano quasi inalterati al colon e lì, per azione della flora batterica, vengono trasformati in agliconi attivi (antroni), responsabili dell’aumento della motilità intestinale e della riduzione del riassorbimento di acqua → feci più morbide e stimolo alla defecazione

  • l’effetto è in genere potente, con azione lassativa che si manifesta dopo alcune ore (8–12 h circa) dall’assunzione

  • è indicato solo per la stipsi occasionale e per brevi periodi, secondo linee guida mediche e regolatorie

Rischi e attenzioni

  • l’uso prolungato o eccessivo può causare:

    • crampi addominali, dolori, diarrea

    • perdita di liquidi ed elettroliti (in particolare potassio)

    • rischio di dipendenza da lassativi con ridotta motilità intestinale spontanea

  • non va utilizzata in caso di:

    • occlusione intestinale, malattie infiammatorie intestinali acute, dolore addominale di origine ignota

    • gravidanza e allattamento, se non sotto preciso controllo medico

In sintesi, la senna è una pianta ad azione farmacologica marcata, da usare con prudenza, per periodi brevi e secondo indicazioni professionali.


Allergeni e intolleranze

  • possibili reazioni di ipersensibilità individuale ai componenti della pianta

  • l’uso eccessivo può irritare la mucosa intestinale e peggiorare condizioni preesistenti

  • soggetti con colon irritabile, coliti o patologie intestinali croniche devono usare la senna solo previa valutazione medica


Conservazione e shelf-life

  • conservare la droga secca in contenitori chiusi, al riparo da luce, calore e umidità

  • le foglie si degradano più velocemente rispetto ai frutti: è importante limitare l’esposizione a aria e luce per preservare i sennosidi

  • estratti secchi o fluidi devono essere conservati secondo le istruzioni del produttore (spesso in flaconi ben chiusi, lontano da fonti di calore)


Sicurezza e regolatorio

  • in Europa e in molti altri paesi la senna (foglie/frutti) è classificata come medicinale vegetale a uso lassativo per la stipsi occasionale, con indicazioni regolamentate (posologia, durata, controindicazioni)

  • l’impiego è vincolato a:

    • dosaggi massimi di sennosidi

    • avvertenze d’uso, durata limitata e fasce di età

  • non è registrata né considerata come ingrediente alimentare in senso stretto


Etichettatura

Per tisane, estratti o prodotti fitoterapici a base di senna, in etichetta dovrebbero comparire:

  • nome botanico: Cassia angustifolia (o sinonimo Senna alexandrina), parte usata (foglie, frutti)

  • forma farmaceutica (tisana, estratto secco, gocce, compresse, ecc.)

  • contenuto in sennosidi o droga equivalente, quando previsto

  • indicazioni d’uso: stipsi occasionale, durata massima del trattamento, popolazioni escluse (bambini piccoli, gravidanza, ecc.)

  • avvertenze su effetti indesiderati (crampi, diarrea, rischio di uso prolungato)


Troubleshooting

In uso fitoterapico / igiene intestinale

  • nessun effetto lassativo → dose insufficiente, preparazione non corretta o droga di scarsa qualità contenente pochi sennosidi

  • crampi addominali marcati → dose eccessiva, sensibilità individuale elevata, presenza di patologie intestinali: ridurre o sospendere l’uso e consultare il medico

  • diarrea intensa → sovradosaggio: sospendere, reidratare e valutare le condizioni generali

In conservazione

  • perdita di efficacia nel tempo → possibile degradazione di sennosidi (conservazione prolungata, luce, calore): verificare data di produzione/scadenza

  • colorazione troppo scura o odore “vecchio” → droga ossidata, da sostituire con materia prima più fresca


Principali funzioni INCI (cosmesi)

In cosmesi la senna non è tra gli estratti vegetali più frequenti, ma può comparire come:

  • estratto vegetale “botanical” in prodotti a tema depurativo/detox (generalmente più per marketing che per reale azione cutanea specifica)

  • potenziale skin conditioning lieve, grazie alla presenza di composti fenolici e flavonoidi

  • attenzione: i glicosidi antracenici sono in primo luogo attivi a livello intestinale; in ambito cosmetico topico il loro ruolo è marginale e va valutato con cura

In pratica, la funzione principale della senna resta medicinale/fitoterapica lassativa, più che cosmetica.


Conclusione

La senna (Cassia angustifolia) è una pianta che non appartiene al mondo alimentare, ma a quello dei rimedi vegetali ad azione marcata. Piccolo arbusto di ambienti semi-aridi, con foglie composte, fiori gialli e frutti piatti, deve la propria fama alle foglie e ai frutti essiccati, ricchi di sennosidi, glicosidi antracenici responsabili di un deciso effetto lassativo di tipo stimolante.

Usata correttamente, per brevi periodi e su indicazione professionale, la senna può rappresentare uno strumento utile per gestire episodi di stipsi occasionale. Tuttavia, l’uso improprio o prolungato può comportare rischi — crampi, diarrea, perdita di elettroliti, potenziale dipendenza da lassativi — che richiedono prudenza e informazione adeguata.

Nel complesso, la senna è un esempio emblematico di pianta officinale potente: morfologicamente discreta ma chimicamente molto attiva, perfettamente adattata a territori duri, e capace di esercitare un effetto clinico significativo già a basse dosi. Non ha un posto sulla tavola come alimento, ma mantiene un ruolo ben preciso nel panorama fitoterapico e nella farmacognosia moderna.


Mini-glossario

  • Glicosidi antracenici / sennosidi: composti tipici della senna, responsabili dell’effetto lassativo stimolante a livello del colon

  • Fabaceae: famiglia botanica delle leguminose, a cui appartiene anche Cassia angustifolia

  • Lassativo stimolante: sostanza che aumenta motilità e secrezioni intestinali, accelerando il transito

  • Fitoterapia: uso razionale di piante officinali o loro estratti per finalità salutistiche o di supporto terapeutico

  • Skin conditioning: funzione cosmetica di ingredienti che contribuiscono a mantenere la pelle in buone condizioni (morbidezza, comfort, aspetto generale)

Studi

Senna viene utilizzata sia per le sue proprietà antibatteriche che per le sue proprietà lassative

Il meccanismo con il quale la Senna agisce come lassativo riguarda l'azione selettiva sul plesso nervoso del muscolo intestinale liscio che aumenta la motilità intestinale (1)

Viene inoltre utilizzata per curare malattie della pelle, infezioni elmintiche e parassitarie (2).

I semi sono morbidi, dicotiledoni e contengono endosperma del 50% circa.

In tutto il mondo, una delle principali cause di morbilità e mortalità è il diabete mellito. Questo studio fornisce prove che estratti di ravanello (Raphanus sativus Linn) e Cassia angustifolia (Vahl.) migliorano le anomalie metaboliche associate al diabete e possono ritardare il rischio di complicanze dovute all'iperglicemia cronica. Gli effetti benefici di entrambi gli estratti nel diabete sembrano essere attribuiti agli effetti sinergici dei suoi composti bioattivi come flavonoidi, saponine e glicosidi (3).

Questo studio ha rivelato lun'ampia attività antielmintica sia di Cassia Angustifolia che di Cassia alata e Cassia occidentalis (4).

Senna Cassia angustifolia studi

Sicurezza

Occorre fare attenzione a non assumere quantità rilevanti di questa pianta in quanto l'uso a lungo termine di Senna può portare a dipendenza lassativa e danni al fegato (1)

Bibliografia_______________________________________________________________

(1) Haoudar A, Chekhlabi N, El Kettani C, Dini N. Acute Hepatitis and Pancytopenia in a Child With Chronic Abuse of Senna. Cureus. 2021 Jan 2;13(1):e12436. doi: 10.7759/cureus.12436.

(2) Boonhok R, Sangkanu S, Norouzi R, Siyadatpanah A, Mirzaei F, Mitsuwan W, Charong N, Wisessombat S, Pereira ML, Rahmatullah M, Wilairatana P, Wiart C, Tabo HA, Dolma KG, Nissapatorn V. Amoebicidal activity of Cassia angustifolia extract and its effect on Acanthamoeba triangularis autophagy-related gene expression at the transcriptional level. Parasitology. 2021 May 10:1-9. doi: 10.1017/S0031182021000718.

Abstract. Cassia angustifolia Vahl. plant is used for many therapeutic purposes, for example, in people with constipation, skin diseases, including helminthic and parasitic infections. In our study, we demonstrated an amoebicidal activity of C. angustifolia extract against Acanthamoeba triangularis trophozoite at a micromolar level. Scanning electron microscopy (SEM) images displayed morphological changes in the Acanthamoeba trophozoite, which included the formation of pores in cell membrane and the membrane rupture. In addition to the amoebicidal activity, effects of the extract on surviving trophozoites were observed, which included cyst formation and vacuolization by a microscope and transcriptional expression of Acanthamoeba autophagy in response to the stress by quantitative polymerase chain reaction. Our data showed that the surviving trophozoites were not transformed into cysts and the trophozoite number with enlarged vacuole was not significantly different from that of untreated control. Molecular analysis data demonstrated that the mRNA expression of AcATG genes was slightly changed. Interestingly, AcATG16 decreased significantly at 12 h post treatment, which may indicate a transcriptional regulation by the extract or a balance of intracellular signalling pathways in response to the stress, whereas AcATG3 and AcATG8b remained unchanged. Altogether, these data reveal the anti-Acanthamoeba activity of C. angustifolia extract and the autophagic response in the surviving trophozoites under the plant extract pressure, along with data on the formation of cysts. These represent a promising plant for future drug development. However, further isolation and purification of an active compound and cytotoxicity against human cells are needed, including a study on the autophagic response at the protein level.

(3) Jani DK, Goswami S. Antidiabetic activity of Cassia angustifolia Vahl. and Raphanus sativus Linn. leaf extracts. J Tradit Complement Med. 2019 Mar 6;10(2):124-131. doi: 10.1016/j.jtcme.2019.03.002.

(4) Kundu S, Roy S, Lyndem LM. Broad spectrum anthelmintic potential of Cassia plants. Asian Pac J Trop Biomed. 2014 May;4(Suppl 1):S436-41. doi: 10.12980/APJTB.4.2014C1252. 

Abstract. Objective: To study the in vitro anthelmintic efficacy of Cassia alata (C. alata), Cassia angustifolia (C. angustifolia) and Cassia occidentalis (C. occidentalis). Methods: Crude ethanol extract from leaves of the three plants were prepared in rotary evaporator and different concentrations (10, 20 and 40 mg/mL) of leaf extracts were used for treatment on different representatives of helminthes (Heterakis gallinarum, Raillietina tetragona and Catatropis sp.) from domestic fowl (Gallus gallus domesticus). Loss of motility and death were monitored frequently. Results: C. alata showed early paralysis in all worms treated followed by C. angustifolia. C. occidentalis in combination with C. alata together caused early paralysis in all treated worms than the combination of C. alata with C. angustfolia. While Heterakis gallinarum in control survived for (81.33±2.07) h, treated worms lost their motility at (5.71±0.10) h, (6.60±0.86) h and (13.95±0.43) h with C. angustifolia, C. alata and C. occidentalis respectively at a concentration of 40 mg/mL which showed better efficacy than albendazole. Catatropis sp. survival period was (26.49±1.38) h in control, but with plant treatment, it lost its motility in just (0.57±0.08) h, (1.00±0.12) h and (1.47±0.40) h at 40 mg/mL concentration of C. alata, C. angustifolia and C. occidentalis respectively. Raillietina tetragona on the other hand became paralysed at (1.68±0.27) h, (2.95±0.29) h and (4.13±0.31) h with above concentrations treated with three plants respectively, however in control it survived up to (81.93±4.71) h.

Kubi J, Amesimeku WO, Alsaadi DHM, Wada M, Sugimura K, Gezici S, Ciftci H, Karahan F, Sekeroglu N, Otsuka M, Sawa T, Maeda Y, Watanabe T, Monde K. Turkish Plants, Including Quercetin and Oenothein B, Inhibit the HIV-1 Release and Accelerate Cell Apoptosis. Biol Pharm Bull. 2023;46(11):1535-1547. doi: 10.1248/bpb.b23-00328.