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Al222
Al222 (25124 pt) 2021-Mar-17 08:33

Forse avete ricevuto un messaggio da WhatsApp il 4 Gennaio che chiede di accettare il nuovo contratto oppure sul telefonino avete un avviso che vi dice "La vostra versione di WhatsApp è diventata obsoleta dal 19/Feb/2021. Tocca Scarica qui sotto". Io non lo farò.

Vi spego perché.

Il nuovo contratto di Whatsapp ed i suoi termini purtroppo non si discutono nè si può scegliere fra diverse opzioni in quanto l'accettazione è obbligatoria. Gli utenti "o accetteranno integralmente le modifiche o non potranno più continuare a utilizzarlo" Questo è l'atteggiamento di Facebook (proprietaria di WhatsApp) verso i suoi utenti.  Proprio quegli utenti che con i loro account ed i loro click hanno fatto la fortuna di questo big tecnologico che vale 700 miliardi di dollari. Opzioni? Nessuna.

La preoccupazione è che i dati degli utenti finiscano su Facebook.

Eppure ricordate cosa promise Facebook agli utenti di WhatsApp quando, nel 2014, acquistò WhatsApp? "In base all’accordo raggiunto WhatsApp continuerà a operare in modo indipendente". Dal 15 Maggio 2021 però WhatsApp, sembra di capire, non sarà più indipendente. 

L'autorevole Namecheap, un'azienda pluripremiata di web hosting ha informato in questi giorni i suoi clienti che "Dall'annuncio di WhatsApp, l'app rivale Signal ha ricevuto un aumento di 18 volte del numero di download e Telegram ha segnalato un aumento del 500% degli utenti."

Che succede?

Sottoscrivendo il nuovo contratto, "WhatsApp avverte che all’utente non è più offerta alcuna scelta sulla possibilità di trasferire o meno i propri dati a Facebook, Instagram ed alle altre aziende del gruppo"(1). Da parte del Garante sulla privacy, (sapete, quell'Authority che ha stabilito le regole che che tutti i giorni ascoltate in un lungo messaggio quando chiamate al telefono un'azienda: "I vostri dati saranno trattati secondo la normativa vigente consultabile...")  ha definito "poco chiari e intellegibili" l'informativa ed il messaggio di Whatsapp sul nuovo contratto.

"Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio. Tale informativa non appare pertanto idonea a consentire agli utenti di Whatsapp la manifestazione di una volontà libera e consapevole. Il Garante si riserva comunque di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali." (2)  L'intervento del Garante riuscirà a far cambiare i termini a WhatsApp? Spes ultima dea, ma sembra difficile.

Ma tornando al nostro tema, il timore di avere i propri dati anche su Facebook sta creando un forte movimento migratorio verso le app concorrenti che sono tante: Signal, Telegram, Viber Out, Wire ecc. 

Signal è un'app gratuita di chat le cui chiavi di crittografia, ovvero il modo con cui i nostri dati rimangono segreti, sono nascoste nel dispositivo dell'utente, nel suo telefonino, quindi con un sistema di sicurezza al top. Sul sito di Signal si legge: "Non ci sono annunci, nessun marketer affiliato e nessun tracciamento raccapricciante...Signal è un'organizzazione no profit indipendente. Non siamo legati a nessuna delle principali aziende tecnologiche, e non possiamo mai essere acquisiti". E' gestita da una fondazione non profit. Tra i suoi fan: Elon Musk e la Commissione Europea. E' un progetto open source. Punti di forza:Crittografia all'avanguardia e chat segrete.


Telegram è un'app gratuita di chat con un sistema di crittografia attivabile dall'utente. Il fondatore ha dichiarato che non venderà l'azienda come ha fatto WhatsApp "Telegram deve continuare a servire il mondo come esempio di azienda tecnologica che lotta per la perfezione e l'integrità. E, come dimostrano i tristi esempi dei nostri predecessori, è impossibile se si entra a far parte di una società." (3). Dichiara anche di non vendere i dati degli utenti. Punti di forza: versatilità e riservatezza.


E ancora altre. Non avete che l'imbarazzo della scelta: Element, Wire, Jitsi, iMessage, Skype, Viber, Kik, Snapchat,  Wickr Me, , ecc.

Il NewYorkTimes ci chiarisce quali sono state le modifiche delle condizioni del contratto di WhatsApp che stanno spostando utenti alle altre app."Facebook conosce i numeri di telefono utilizzati, la frequenza con cui l'app viene aperta, la risoluzione dello schermo del dispositivo, la posizione stimata dalla connessione Internet e altro ancora...Per chiunque abbia iniziato a utilizzare WhatsApp dal 2016 - e sono molte persone - Facebook ha raccolto molte informazioni senza la possibilità di rifiutare...Ma sì, WhatsApp è Facebook, un'azienda di cui molti non si fidano." (4) Quello che più preoccupa è il passaggio di dati.

A parte gli scandali passati in cui è stata coinvolta Facebook e che sono ormai noti, attualmente più di 45 procuratori statali degli USA hanno citato in giudizio Facebook accusandola di azioni illegali per acquisire i rivali e soffocare la concorrenza. "Per quasi un decennio, Facebook ha usato il suo dominio e il suo potere monopolistico per schiacciare i rivali più piccoli e soffocare la concorrenza, il tutto a spese degli utenti." (5), ha detto il procuratore generale di New York Letitia James, che sta guidando la lotta legale da parte degli Stati. In pratica, secondo un articolo della BBC, "La Federal Trade Commission sostiene che c'è una ragione per cui Facebook è arrivato a dominare questo settore altamente lucrativo - ha acquisito la concorrenza illegalmente." (5)

Conclusioni

Scrive bene l'articolista Shira Ovide del NYT che constata come Facebook sia una società con enormi somme di denaro contante e con un valore delle azioni di 700 miliardi di dollari e che quindi può permettersi stuoli di avvocati ed di ingegneri informatici. "Capire cosa succede con i nostri dati digitali sembra che richieda una formazione avanzata in informatica e una laurea in giurisprudenza." (4)

Alla luce di quanto sopra ho quindi deciso di non aggiornare più WhatsApp e di scaricare le due app alternative, Signal e Telegram e magari qualcun'altra per sicurezza. Tanto, sia sull'una che sull'altra verrò informato quando gli amici o l'azienda o i colleghi di lavoro utilizzeranno queste app. Oltretutto è anche facile migrare  le chat sulle altre app (6).

Un'altra ragione che mi spinge a questo passo è che la prudenza non è mai troppa e ci sono oggi già sufficienti motivi di preoccupazione e non vi è la necessità di crearne altre per un'app sul telefonino. E poi, in definitiva, è una forma di resistenza ad un diktat non proprio riconoscente e una mancanza di promessa data verso chi ha creato la fortuna di Facebook & C.

Ma c'è di più e sarà solo una supposizione, ma, a mio avviso, vista la cronistoria di questo caso, questo potrebbe essere solo il primo passo per portare WatsApp a pagamento. 

Ormai i giganti del web fanno quello che vogliono: sono diventati, grazie a tutti noi, più forti dei governi e delle Authority? In questo caso, Requiem per il piccolo utente.

Forse è meglio cambiare adesso.