Melissa (Melissa officinalis L.)
Con il termine melissa si indica Melissa officinalis L., specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, originaria dell’Europa meridionale e del Mediterraneo orientale. È tradizionalmente coltivata e utilizzata nelle regioni a clima temperato, dove trova condizioni favorevoli in suoli ben drenati, con buona dotazione organica e situati in aree moderatamente esposte al sole. La pianta presenta un portamento cespuglioso, fusti eretti o leggermente arcuati, foglie ovali opposte, rugose, caratterizzate da un tipico aroma agrumato dovuto alla frazione volatile. Le infiorescenze, portate all’ascella fogliare, sono costituite da piccoli fiori labiati, generalmente bianco–giallastri o lievemente rosati.
Dal punto di vista botanico e morfologico, la melissa è apprezzata soprattutto per le foglie, che rappresentano il principale organo di raccolta. Le caratteristiche vegetative (sviluppo rapido, ricaccio dopo il taglio, buona adattabilità ambientale) ne facilitano la coltivazione sia in pieno campo sia in colture specializzate per la produzione di foglie essiccate o estratti. Il contenuto aromatico, legato soprattutto alla componente volatile, risulta influenzato da fattori agronomici quali epoca di raccolta, intensità luminosa, stato vegetativo e tecniche di essiccazione.
La composizione della melissa comprende composti caratterizzati da una componente aromatica e da sostanze secondarie di interesse. La frazione volatile dell’olio essenziale è tipicamente ricca di citral (miscela di neral e geraniale), insieme a citronellale, linalolo e altri monoterpeni. Le foglie contengono inoltre acidi fenolici, flavonoidi, tracce di tannini, oltre a costituenti minori quali mucillagini e una quota modesta di sali minerali. La presenza di sostanze aromatiche volatili e composti fenolici può risultare variabile in funzione di cultivar, condizioni pedoclimatiche e processi post–raccolta.
Sotto il profilo applicativo, la melissa trova utilizzo nella filiera alimentare (tisane, infusi e aromatizzazioni) e nella produzione di materie prime per preparazioni in campo erboristico e, in misura minore, cosmetico (estratti aromatici, formulazioni per l’igiene personale). La qualità della materia prima dipende da origine, selezione varietale, modalità di essiccazione, conservazione e contenuto dell’olio essenziale. In tutte le destinazioni d’uso, la corretta gestione delle foglie e dei prodotti derivati costituisce un aspetto essenziale per mantenere il profilo aromatico e le caratteristiche tecnologiche che contraddistinguono la melissa.
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Classificazione botanica
Nome botanico: Melissa officinalis L.
Nome comune: melissa (erba cedrina, lemon balm)
Famiglia botanica: Lamiaceae
Ordine: Lamiales
Classe: Magnoliopsida
Regno: Plantae
La melissa (Melissa officinalis L.) è una specie erbacea perenne, aromatica, coltivata per le foglie ricche di componenti volatili. È impiegata in tisane, estratti, formulazioni erboristiche, alimentari e cosmetiche. Si caratterizza per un aroma fresco con note agrumate e per una buona adattabilità pedoclimatica.
Coltivazione e condizioni di crescita
Clima
Preferisce climi temperati, con inverni non troppo rigidi ed estati calde ma non eccessivamente aride. Resiste al freddo moderato, ma gelate intense e prolungate possono danneggiare l’apparato radicale e le gemme basali. Ama condizioni di umidità equilibrata e beneficia di una moderata escursione termica.
Esposizione
Predilige esposizioni soleggiate o di leggera mezz’ombra. L’ombra prolungata riduce lo sviluppo vegetativo e la concentrazione dei composti aromatici nelle foglie. Le posizioni arieggiate, ma non esposte a venti troppo forti, favoriscono una crescita uniforme e sana.
Terreno
Si adatta a numerosi substrati purché ben drenati. Preferisce suoli a tessitura franca o franco-sabbiosa, con discreto contenuto di sostanza organica e pH subacido-neutro (circa 6,0–7,0). È sensibile ai ristagni idrici, che favoriscono marciumi e riduzione dell’attività vegetativa. Una buona porosità del terreno consente migliore sviluppo dell’apparato radicale.
Irrigazione
Richiede una disponibilità idrica costante, soprattutto nei mesi più caldi e in fase di ripresa primaverile. Irrigazioni regolari ma non abbondanti sostengono produzione fogliare e qualità aromatica. Gli eccessi idrici vanno evitati in qualunque fase per prevenire stress, ingiallimenti e patologie dell’apparato radicale.
Temperatura
L’intervallo ottimale è indicativamente compreso tra 15 e 28 °C. Temperature inferiori a 0 °C possono risultare dannose se prolungate. Valori troppo elevati, associati a siccità, causano riduzione degli accrescimenti vegetativi e perdita degli oli volatili.
Concimazione
La concimazione si basa su analisi del suolo e fabbisogni colturali:
Azoto (N): stimola crescita fogliare e ripresa vegetativa primaverile; va gestito senza eccessi per non diluire le sostanze aromatiche.
Fosforo (P): favorisce sviluppo radicale e robustezza della pianta.
Potassio (K): sostiene fisiologia generale, metabolismo e qualità fogliare.
Il ricorso a sostanza organica e ammendanti migliora fertilità, struttura e capacità di ritenzione idrica del suolo.
Cure colturali
Sfogliatura e tagli periodici: favoriscono emissione di nuovi germogli e mantengono elevata qualità aromatica delle foglie.
Controllo delle infestanti: necessario soprattutto nei primi mesi, quando la melissa ha minore competitività.
Difesa fitosanitaria: monitoraggio contro patologie fungine e insetti fitofagi; interventi mirati secondo buone pratiche agronomiche.
Raccolta
La raccolta delle foglie avviene preferibilmente poco prima della fioritura, quando l’aroma è più intenso e la concentrazione degli oli essenziali è massima. Si effettuano più tagli durante l’anno, lasciando sempre una parte vegetativa sufficiente per la ricrescita. Il materiale raccolto deve essere asciutto e lavorato o essiccato rapidamente per preservare qualità e attività aromatica.
Moltiplicazione
La moltiplicazione può avvenire per:
Talea erbacea o semilegnosa: metodo diffuso per mantenere fedeli le caratteristiche varietali.
Divisione dei cespi: semplice e adatta a piccole superfici.
Seme: utilizzabile, ma può dare variabilità nei caratteri; richiede temperature miti per una germinazione uniforme.
Le giovani piante vengono messe a dimora preferibilmente in primavera, quando non sussiste più rischio di gelate.
Valore calorico (foglie)
Fresco: circa 30–45 kcal/100 g.
Essiccato: circa 240–300 kcal/100 g (valore indicativo per erbe secche ricche in fibra; l’apporto in ricetta è trascurabile ai dosaggi aromatici).
Principali sostanze contenute
Olio essenziale totale tipicamente 0,05–0,3% sulla massa secca, con citronellale, citrale (nerale + geraniale), geraniolo, linalolo e β-cariofillene; tracce di metilcitronellato.
Frazione fenolica abbondante (acido rosmarinico predominante; derivati caffeici), flavonoidi (luteolina-, quercetina- e apigenina-glicosidi), triterpeni (acido ursolico/oleanolico).
Fibre, clorofille e sali minerali (K, Ca, Mg) nella matrice fogliare.
Per gli estratti: veicoli come acqua, etanolo (EtOH), glicerina.
Composizione media (indicativa, foglie secche, per 100 g)
Acqua: ~8–12 g.
Carboidrati (perlopiù fibra): ~50–65 g.
Proteine: ~10–15 g.
Grassi: ~3–6 g.
Ceneri: ~7–10 g.
aw (ingrediente secco): bassa.
Processo di produzione
Coltivazione e raccolta: Impianti pluriennali, raccolta prima della piena fioritura quando il profilo volatile è più ricco; tagli multipli/anno in climi miti.
Essiccazione e pulizia: Essiccazione delicata <40 °C, all’ombra e con ventilazione per preservare volatili e fenolici; diraspatura, vagliatura e rimozione di corpi estranei.
Standardizzazione erba secca: Omogeneizzazione per taglio (cut) o macinazione; eventuale riduzione carica microbica; confezionamento in pack barriera.
Olio essenziale: Distillazione in corrente di vapore di foglie fresche/secche, separazione, filtrazione e controllo profilo tramite GC–MS.
Estratti: Estrazione in acqua/EtOH (o glicerina) a rapporto droga/solvente definito; filtrazione, concentrazione lieve e titolazione dei marcatori (per esempio acido rosmarinico) tramite HPLC.
Proprietà sensoriali e tecnologiche
Aroma: Note di limone fresco, erbe balsamiche e lieve dolcezza; l’olio essenziale è intenso ma termolabile.
Funzionalità: In tisana ed estratti apporta tono agrumato e “green”; in pasticceria e gelateria conferisce freschezza e pulizia aromatica; in bevande può mascherare note amare.
Stabilità: Le foglie intere conservano meglio l’aroma della polvere; luce, calore e ossigeno degradano sia l’olio essenziale sia i fenolici.
Solubilità: L’erba è idrosolubile per l’estratto fenolico; i volatili richiedono veicoli/alcol e fissazione adeguata.
Impieghi alimentari
Tisane e infusioni, sciroppi e bibite aromatizzate, liquori ed elisir tradizionali, sorbetti e gelati, ganache e creme, insalate e salse a base yogurt, marinature leggere per pesce e verdure, zuccheri/soli aromatizzati. L’olio essenziale si usa in microdosi in aromi composti.
Nutrizione e salute
Le porzioni d’uso sono piccole e l’impatto energetico è minimo. La melissa è tradizionalmente associata a una percezione di “calmante/digestiva”; in ambito alimentare tali effetti non vanno interpretati come indicazioni salutistiche. L’uso di estratti idroalcolici deve considerare la presenza di EtOH in etichetta, ove rilevante.
Qualità e specifiche (temi tipici)
Identità botanica, purezza e umidità controllata; assenza di residui visibili.
Titolo in olio essenziale e composizione terpenica in range; contenuto in acido rosmarinico verificato; fingerprint GC–MS/HPLC coerente.
Per l’olio: colore chiaro, assenza di note ossidate; per l’erba: colore verde mantenuto, aroma netto.
Tracciabilità e conformità sotto GMP/HACCP con CCP su raccolta, essiccazione e confezionamento.
Conservazione e shelf-life
Conservare al fresco, asciutto e al buio in contenitori ben chiusi; controllare RH.
Preferire l’erba in foglia per stoccaggi lunghi e macinare vicino all’uso; per l’olio usare vetro scuro e minimo spazio di testa.
Applicare rotazione FIFO.
Allergeni e sicurezza
Le Lamiaceae raramente danno reazioni crociate, ma sensibilità individuali sono possibili. Le polveri possono essere irritanti all’inalazione in lavorazione. L’olio essenziale va dosato secondo buone pratiche, evitando sovradosaggi in alimento.
Funzioni INCI in cosmesi
Denominazioni tipiche: Melissa Officinalis Leaf Extract, Melissa Officinalis Oil, Melissa Officinalis Flower/Leaf/Stem Water. Funzioni: fragrance, mascherante, skin conditioning, lenitivo percepito, antioxidant di supporto in leave-on/rinse-off naturali.
Troubleshooting
Perdita di aroma: Essiccazione troppo calda o luce → Abbassare T°, proteggere da luce/aria, usare foglie intere.
Note “fieno”/ossidate: Stoccaggio lungo o pack non barriera → Migliorare barriera, inserire bustine anti-umidità, accorciare shelf-life.
Instabilità in bevanda: Precipitazioni fenoliche o volatilità → Standardizzare l’estratto, usare chelanti blandi e aggiunta a freddo.
Disomogeneità in impasto: Distribuzione non uniforme → Premiscelare con zuccheri/sali o usare estratto liquido dosato.
Sostenibilità e filiera
Coltivazioni a basso input con gestione del suolo e della biodiversità (api impollinatrici) migliorano il profilo; recupero degli scarti verdi come ammendante/biomassa. La gestione degli effluenti di lavorazione verso target BOD/COD, imballaggi riciclabili e igienizzazione efficiente riducono l’impatto.
Conclusione
La melissa offre un profilo agrumato–erbaceo distintivo e versatile, efficace a basso dosaggio in tisane, bevande e dolci. La qualità applicativa dipende da maturazione, essiccazione mite, protezione da luce/ossigeno e da una corretta standardizzazione degli estratti; con questi presidi si ottengono prodotti sensorialmente stabili e ripetibili.
Mini-glossario
aw — Attività dell’acqua: frazione di acqua “libera”; bassa aw favorisce stabilità delle erbe secche.
RH — Umidità relativa: umidità ambientale; valori elevati accelerano perdita di aroma e caking.
EtOH — Etanolo: veicolo idroalcolico per estratti; da considerare per idoneità e dichiarazioni.
GC–MS — Gas-cromatografia/spettrometria di massa: fingerprint dell’olio essenziale e controllo qualità.
HPLC — High-performance liquid chromatography: titolazione di marcatori (per esempio acido rosmarinico) negli estratti.
GMP — Good manufacturing practice: buone pratiche per igiene, coerenza e tracciabilità.
HACCP — Hazard analysis and critical control points: sistema preventivo con definizione dei CCP.
CCP — Critical control point: fase in cui un controllo previene/elimina/riduce un pericolo a livelli accettabili.
FIFO — First in, first out: rotazione scorte che impone l’uso prioritario dei lotti più vecchi.
INCI — International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: nomenclatura standard per ingredienti cosmetici.
BOD/COD — Biochemical/chemical oxygen demand: indicatori del carico organico degli effluenti e dell’impatto ambientale.
Studi
E' tra le piante medicinali più antiche e comuni e si ricava un olio essenziale con proprietà sedative, anti-spasmodiche, carminative, antibatteriche, anti-virali, anti-infiammatorie, antiossidanti, nonché effetti neuroprotettivi (1).
Al suo interno troviamo componenti molto interessanti per la salute umana. I risultati di questo studio indicano che Melissa officinalis potrebbe essere considerata un agente efficace nella prevenzione di varie patologie neurologiche associate allo stress ossidativo : la quercetina ha la più alta attività antiossidante seguita da acido gallico, quercitrina e rutina. Possiede inoltre Acido idrossicinnamico, Acido m-cumarico, Acido caffeico (2), alfa tocoferolo, Flavonoidi (3).
La radiazione ultravioletta solare è una delle principali cause di una serie di disturbi cutanei, inclusi fotoattivi e cancro della pelle. Il suo componente UVB (280-315nm) porta allo stress ossidativo e provoca infiammazioni, danni al DNA, induzione p53 e ossidazione lipidica e proteica. Recentemente, è in aumento l'uso di polifenoli vegetali con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie per proteggere la pelle umana contro gli effetti deleteri della luce solare. Questo studio valuta positivamente gli effetti protettivi dell'estratto di Melissa Officinalis e dell suo principale composto fenolico, l'acido rosmarinico, contro i danni indotti da UVB nei cheratinociti umani (4).
La degenerazione maculare legata all'età è una delle cause più comuni di perdita visiva irreversibile tra gli anziani nei paesi sviluppati. L'estratto di Melissa Officinalis protegge le cellule epiteliali del pigmento retinico umano contro l'apoptosi indotta da stress ossidativo (5).
Insonnia. Un interessante studio, parte dalla premessa che alcuni dei farmaci più diffusi per l'insonnia includono benzodiazepine, barbiturici, alcuni antidepressivi e alcuni degli antistaminici di prima generazione. La dipendenza da farmaci o sonnolenza è evidente come gli effetti negativi di questi farmaci. Sebbene la maggior parte degli antistaminici abbia effetti sedativi, complicanze anticolinergiche e altri effetti collaterali limitano il loro utilizzo. Questo studio ritiene che estratti di Lavandula angustifolia e Melissa officinalis abbiano mostrato effetti additivi e suggerisce che un preparato contenente entrambi gli estratti possa essere utile per l'insonnia (6).

