| "L-acetilcarnitina, studi " by FRanier (9979 pt) | 2019-May-07 19:59 |
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Il dolore neuropatico è l'espressione di alterazione patologica del sistema nervoso periferico e centrale e può derivare da danni ai nervi causati da una varietà di fattori tra cui lesioni traumatiche dei nervi, malattie metaboliche, infezioni virali o ictus. L-acetilcarnitina è un composto promettente per il trattamento delle neuropatie dolorose per il suo duplice meccanismo, che include un significativo effetto analgesico dopo la somministrazione cronica e la capacità di promuovere la rigenerazione dei nervi periferici e migliorare la percezione delle vibrazioni. Inoltre, l'apparente mancanza di effetti collaterali suggerisce che questo farmaco potrebbe essere adatto per il trattamento a lungo termine, una caratteristica importante per una condizione cronica come il dolore neuropatico (1).
L-acetilcarnitina ha portato ad miglioramento della rigenerazione nervosa unitamente alla la prevenzione della perdita sensoriale neuronale (2) ed è in grado di invertire l'allodinia meccanica in diversi paradigmi di dolore neuropatico indotto da farmaci antitumorali (3).
Negli ultimi dieci anni, numerosi studi clinici sono stati progettati per valutare l'effetto analgesico di acetil L-carnitina contro diversi tipi di neuropatie dolorose. Risultati promettenti provengono da studi clinici per neuropatie diabetiche e HIV-correlate (1).
Nonostante l'intensa ricerca, non ci sono stati grandi progressi nel trattamento della depressione negli ultimi decenni, anche se sono stati identificati bersagli farmacologici diversi dalle monoammine. I farmaci antidepressivi attuali mostrano una limitata efficacia clinica e circa il 25-40% dei pazienti depressi sono resistenti al trattamento. Inoltre, gli antidepressivi comuni richiedono almeno 2-3 settimane per migliorare significativamente l'umore nei pazienti depressi, lasciando i pazienti gravemente malati a rischio di suicidio nelle prime fasi del trattamento. I risultati di questo studio forniscono una forte comprensione della patogenesi della depressione maggiore che potrebbe aprire la strada allo sviluppo di farmaci con l'insorgenza più veloce di effetti antidepressivi e buon profilo di efficacia e tollerabilità. L-acetilcarnitina, una molecola naturale, provoca un rapido affidabile e duraturo effetto antidepressivo (4).
Reattività, resistenza e la velocità del trattamento sono i principali problemi per la depressione. L-acetilcarnitina è nota per esercitare effetti antidepressivi rapidi e per correggere i marcatori metabolici sistemici di iperinsulinemia (5).
Bibliografia_____________________________________
(1) L-Acetylcarnitine: A Proposed Therapeutic Agent for Painful Peripheral Neuropathies
S Chiechio, A Copani, F Nicoletti, RW Gereau IV
Curr Neuropharmacol. 2006 Jul; 4(3): 233–237.
(2) Hart AM, Wiberg M, Terenghi G. Pharmacological enhancement of peripheral nerve regeneration in the rat by systemic acetyl-L-carnitine treatment. Neurosci. Lett. 2002;334:181–5
(3) Ghirardi O, Lo Giudice P, Pisano C, Vertechy M, Bellucci A, Vesci L, Cundari S, Mieloso M, Rigamonti LM, Nicolini G, Zanna C, Carminati P. Acetyl-L-Carnitine prevents and reverts experimental chronic neurotoxicity induced by oxaliplatin, without altering its antitumor properties. Anticancer Res. 2005;25:2681–7.
(4) L-acetylcarnitine causes rapid antidepressant effects through the epigenetic induction of mGlu2 receptors
Carla Nasca, Dionysios Xenos, Ylenia Barone, Alessandra Caruso, Sergio Scaccianoce, Francesco Matrisciano, Giuseppe Battaglia, Aleksander A. Mathé, Anna Pittaluga, Luana Lionetto, Maurizio Simmaco, Ferdinando Nicoletti
Proc Natl Acad Sci U S A. 2013 Mar 19; 110(12): 4804–4809. Published online 2013 Feb 4. doi: 10.1073/pnas.1216100110
(5) Epigenetics and energetics in ventral hippocampus mediate rapid antidepressant action: Implications for treatment resistance
Benedetta Bigio, Aleksander A. Mathé, Vasco C. Sousa, Danielle Zelli, Per Svenningsson, Bruce S. McEwen, Carla Nasca
Proc Natl Acad Sci U S A. 2016 Jul 12; 113(28): 7906–7911. Published online 2016 Jun 27. doi: 10.1073/pnas.1603111113
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