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RECENSIONE

Recensione

MGannelly
MGannelly (1299 pt) 04-Dec-2025 17:39

Famigliola gialla (Pholiota mutabilis

Famigliola gialla o Famiola, viene sdpesso chiamata Pholiota mutabilis, ma il suo nome scientifico è Kuehneromyces mutabilis (Schaeff), una specie fungina basidiomicete che si sviluppa in gruppi numerosi, spesso a ciuffi, su legno morto o tronchi in decomposizione, in particolare di latifoglie. È diffusa in aree a clima temperato, nei boschi umidi, lungo corsi d’acqua o su residui legnosi in ambienti freschi. Presenta un cappello di colore giallo–mielato o ocra, con margini più chiari e superficie variabile da liscia a lievemente squamosa. Il gambo, sottile e fibroso, è in genere dello stesso tono del cappello o leggermente più chiaro, con presenza di una zona anulare dovuta ai residui del velo.

Dal punto di vista morfologico, la famigliola gialla forma aggregati compatti, caratteristica da cui deriva la denominazione comune. I cappelli sono convessi in giovane età e tendono ad appiattirsi con la crescita; le lamelle, fitte e aderenti al gambo, assumono tonalità che vanno dal crema al bruno–giallastro. Il fungo fruttifica prevalentemente in periodi umidi e piovosi, spesso dalla primavera all’autunno, con variabilità legata a condizioni climatiche e alla disponibilità di substrati legnosi idonei.

La composizione della famigliola gialla, come per altre specie fungine, comprende una quota elevata di acqua, fibre, proteine e composti azotati, con contenuti minori di carboidrati, minerali (in particolare potassio e fosforo) e tracce di sostanze secondarie caratteristiche dei macrofunghi. Valori e proporzioni variano in funzione dello stadio di sviluppo, del substrato di crescita e delle condizioni ambientali.

Sul piano d’uso e di identificazione, la famigliola gialla richiede particolare attenzione poiché può essere confusa con specie tossiche di aspetto simile. Per questo motivo, eventuali utilizzi alimentari devono basarsi su riconoscimenti micologici certi e condotti da personale esperto. Nel contesto della filiera alimentare o trasformativa, la qualità del materiale fungino è valutata osservando integrità morfologica, assenza di contaminazioni e corretta identificazione della specie.

Studi

Nel genere Pholiota si trovano : ferro, manganese e soprattutto selenio (1) ed è inoltre presente il beta-carotene.

Questo fungo e i funghi Kuehneromyces mutabilis , Lactarius Quietus,  Lentinellus cochleatu, hanno dimostrato un'attività antitumorale con potenziale attività inibitoria della crescita cellulare (3).

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(1) Gąsecka, M., Mleczek, M., Siwulski, M., Niedzielski, P., & Kozak, L. (2015). The effect of selenium on phenolics and flavonoids in selected edible white rot fungi. LWT-Food Science and Technology, 63(1), 726-731.

Abstract. The objective of the study was to determine total phenolic and flavonoid content and composition as well as antioxidant activity in Pholiota nameko, Pleurotus eryngii and Pleurotus ostreatus growing on substrates supplemented with selenium salts. The concentration of Se in control samples (without Se addition) was 4.86 ± 0.12 mg/kg for P. nameko, 2.54 ± 0.22 mg/kg DW for P. ostreatus, and 7.34 ± 0.17 mg/kg DW for P. eryngii. The addition of selenium salts to the substrate resulted in increases of Se concentration in the fruiting bodies. Total phenolic and flavonoid concentration was the highest for P. nameko. In all examined mushrooms p-hydroxybenzoic, p-coumaric and ferulic acids and myricetin were identified, while gallic and t-cinnamic acids were identified only in P. nameko. The greatest inhibition of DPPH and ABTS radicals was confirmed for P. nameko, and the lowest for P. eryngii. Se supplementation at the concentration between 0.5 and 5.0 mmol/L inhibited growth of fruiting bodies of the mushrooms and enhanced the biosynthesis of phenolics and flavonoids. The increase of scavenging activity for all mushrooms was confirmed in Se-treated mushrooms. The inhibition of DPPH and ABTS radicals was correlated with total phenolic and flavonoid contents only for P. ostreatus.

(3) Vanyolos A, Kovacs B, Bozsity N, Zupko I, Hohmann J. Antiproliferative Activity of Some Higher Mushrooms from Hungary against Human Cancer Cell Lines.- Int J Med Mushrooms. 2015

Abstract. In the present work, aqueous and organic extracts of 16 Basidiomycetes mushrooms and 1 Ascomycetes mushroom were investigated in vitro for their antiproliferative activity against HeLa (cervix epithelial adenocarcinoma), A431 (skin epidermoid carcinoma), A2780 (ovarian carcinoma), and MCF7 (breast epithelial adenocarcinoma) cells, using the 3-(4, 5-dimethylthiazol-2-yl)-2, 5-diphenyltetrazolium bromide assay. A total of 68 n-hexane, chloroform, 50% methanol, and water extracts of selected species were screened for their potential cell growth inhibitory activity. Our experiments revealed that 7 of 17 species demonstrated notable antiproliferative activity (at least 50% inhibition of cell proliferation) against one or more cell lines. Kuehneromyces mutabilis, Lactarius quietus, and Lentinellus cochleatus, which exerted the highest activity on cancer cells, are considered valuable species in the perspective of further mycochemical studies.