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REVIEW

Recensione C'era una volta in America

A_Partyns
A_Partyns (13105 pt) 2023-Oct-27 16:21

La storia

Tutto gira intorno ad una valigia che contiene il tesoro dei cinque protagonisti. La valigia è stata depositata in una cassetta anonima della stazione ferroviaria e la chiave è in possesso di un amico che la consegnerà solo in presenza di tutti e cinque. L'unico sopravvissuto la apre e la trova vuota.

Lati positivi

Esaminiamo alcuni lati positivi del film visto nella versione di 4 ore disponibile su Netflix, tenendo conto che di questo film son circolate almeno tre versioni con montaggi e durata differenti.

Il primo è la musica di Ennio Morricone, struggente, appassionata e straordinariamente adatta al contesto.

Il secondo è la fotografia di Tonino Delli Colli, incisiva e senza compromessi.

Il terzo ed ultimo è la scenografia di Carlo Simi che è perfetta negli interni, mentre negli esterni, sia nelle scene di folla nelle strade del quartiere ebreo, sia negli esterni dell'albergo di Miami, risulta alquanto finta e sa troppo di studi di registrazione.

Purtroppo, direi, tutto qui. Il film ha avuto grande eco in Italia, ma scarso successo all'estero e i premi sono stati tutti italiani, a parte qualche riconoscimento minore in Giappone. 

Lati negativi

Tanti.
Perché ? Partiamo da una premessa : il film è girato bene, il budget era cospicuo e non si è badato a spese, si vede il mestiere del regista e la mano che incolonna tutte le sequenze secondo un filo logico. Tuttavia questa logica si inceppa, sia nella parte iniziale che nella parte finale. Colpa del regista o colpa del montaggio ? La storia ci dice che vi furono molti contrasti tra il produttore Arnon (con cui si raggiunse faticosamente un accordo, dopo svariate ricerche ed approcci con altri produttori che declinarono l'impegno) ed il regista, sul cast, sulle scene, sulla durata del film. Un compromesso non fu mai trovato perché, come ho detto prima, circolarono almeno tre versioni di questo film e soprattutto nel finale vennero  aggiunte scene e fu modificato a tal punto che lo stesso Sergio Leone fu costretto a ipotizzare una sua interpretazione a quella che, in definitiva, venne riconosciuta come epilogo : il sorriso di De Niro nella fumeria d'oppio. Scena peraltro che viene posta anche all'inizio, forse per un montaggio errato e consacrata da molti critici come una "predizione" del futuro.

Il film è purtroppo la falsariga, in chiave malavitosa, dei film western-spaghetti dove abbondavano : violenza, tortura, stupri e via così. Con questi ingredienti Sergio Leone fece fare molti soldi ai produttori dei precedenti film, ma il pubblico, ormai stanco, non gradì, tant'è che gli incassi, dopo la prima, scesero drammaticamente.

A causa di questo insuccesso, il film venne rivisto, rimontato, tagliato e così via, numerose volte.

Considerazioni

A me non è piaciuto. Intanto perché è troppo facile creare emozioni con violenza, sangue, sequenze truci e qui ce ne sono francamente troppi. Poi la storia non c'è. E' un susseguirsi di violenze e di spezzoni di buon film montati quasi a casaccio.

Il parallelismo tra i delinquenti giovani e i delinquenti adulti è stucchevole e anche mal realizzato perché i caratteri degli stessi personaggi, da giovani e da adulti, sono troppo diversi.

La figura del protagonista, De Niro, è sfumata e contraddittoria.

Tutta la storia sembra un quadro astratto dove l'autore lascia che sia il pubblico a trovarne il significato.

In definitiva lo ritengo un film congegnato per far soldi, ma seppure ben girato, di sostanza ne ho trovata poca.